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Cino-troll: riusciranno a far danni?

troll4di VALERIA ROSSI – Ci sono, su Facebook,  diverse pagine a connotazione cinofoba (che non nomino neppure, per non pubblicizzarli neppure in negativo) che purtroppo restano al loro posto nonostante le miriadi di segnalazioni, perché evidentemente a Facebook non interessa minimamente che si possa diffondere l’odio verso gli animali. La cosa mi infastidisce non poco, ma prendo atto e tutto sommato me ne impippo, anche perché – a giudicare dai numeri, queste pagine sono frequentate quasi esclusivamente dai classici “bimbiminkia” che si divertono più che altro a provocare… e che fortunatamente sono quattro gatti che se la cantano e se la suonano tra loro.
Oggi, invece, ho scoperto l’evoluzione della trollata: infilarsi su pagine “normali” di FB, Twitter e affini, spacciarsi per Grandi Esperti e sparare cavolate a raffica.
Guardatevi questo esempio:

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Fortunatamente le risposte sembrano adeguate… ma qualcuno magari se la berrà. Così come qualcun altro si beve regolarmente il resoconto delle mirabolanti imprese di presunti educatori, addestratori, rivelatori di Verità nascoste.
A volte, durante stage, corsi o seminari in cui ero relatrice, ho avuto la tentazione di sparare una castroneria immane per vedere se qualcuno se ne sarebbe accorto: magari anche no.
Certo, bisognerebbe calibrarla bene: se dicessi se i cani hanno cinque zampe, forse la sparerei troppo grossa.
Ma se sostenessi anch’io, bella convinta, che ai dobermann esplode il cervello? O che l’80% dei pastori tedeschi è displasico? O che il modo migliore per insegnare il “terra” a un cane è sdraiarglisi addosso con tutto il proprio peso?
Magari sui social può anche venire in mente a qualcuno che chi scrive stia sparando cazzate: ma a un seminario, o a qualsiasi altra manifestazione in cui paghi per sentire le parole di un esperto?
Chi ascolta, normalmente, si fida di quello che gli viene detto.
E quando il corsista è davvero un neofita, quindi non può saperne già più di tanto di cinofilia, è assolutamente normale che prenda tutto per buono: non solo. E’ normale anche che lo prenda per oro colato. Se poi il relatore è particolarmente carismatico, e magari è a capo del “movimento cinoreligioso” di turno, può diventarne un cieco e fedele seguace che spargerà il Verbo ovunque vada.

tv2Per questo sarebbe molto, ma molto importante che gli organizzatori di stage, seminari e affini, prima di chiamare il “nome famoso”, si accertassero anche di ciò che dirà e farà: perché alcuni nomi famosi sono puro fumo negli occhi DOC (specialmente quelli “televisivi”, che possono fare ancor più danni perché la stragrande maggioranza di noi, pur sostenendo magari il contrario, tende ancora a considerare la TV come una fonte affidabile).
Per quanto riguarda i social network, barare è infinitamente più semplice: basta inventarsi una storia a caso e diffonderla. Non c’è neppure bisogno di usare nome e cognome, basta un nick a caso… e puoi diventare campione del mondo di agility  o di obedience, allevare da 40 anni una razza che impazzisce di default (bella scelta allevatoriale, eh!), aver scritto pubblicazioni scientifiche o aver osservato i lupi in natura per una vita. Qualche boccalone che ci casca lo si troverà sempre.

spiderTra l’altro, a voler proprio raggiungere l’evoluzione somma della trollata, ci si può anche costruire un sito, o una pagina pubblica (ancor più semplice) in cui inserire foto (tanto Google immagini è una fonte inesauribile), resoconti di strepitosi risultati, racconti di mirabolanti imprese.
Con questo sistema c’è già chi vende cucciolate assolutamente “casalinghe” facendole passare per figlie di genitori stratitolati, o più semplicemente di cani molto tipici (ravanati appunto su Google, o sui siti di “veri” allevamenti).
Insomma, il cinotroll, volendo, può fare danni seri: e Internet è per lui una vetrina indicibilmente ampia, che gli dà visibilità mondiale. Per questo l’unico consiglio sensato che si può dare è quello di NON prendere mai nulla per oro colato, di non aderire ad alcuna setta (neppure se il cinotroll di turno è, per un motivo o per l’altro, “famoso”) e soprattutto di pretendere sempre nomi, cognomi e curricula (anche se talora potranno essere inventati pure quelli, che quindi andrebbero controllati) prima di dar retta a chicchessia.
Anche al di fuori della rete, ma soprattutto al suo interno: perché le reti, per loro stessa definizione, spesso sono trappole.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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