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Ti presento… il Groenlandese

East-Greenland-Dog-Sled-Expedition-05di VALERIA ROSSI – Mi hanno chiesto di parlare di questa razza e lo faccio volentieri, perché si tratta di cani molto speciali… ma lo dico subito: sono un po’ troppo speciali per vivere nelle nostre case.
In Italia alcuni allevatori di altri cani nordici (Siberian husky, soprattutto) hanno tentato di allevare anche Groenlandesi: io mi sono salvata per il rotto della cuffia, perché ne ero a mia volta affascinata… solo che, appena ho sentito il racconto delle esperienze altrui, ho tirato velocissimamente i remi in barca.
Ma andiamo con ordine, e seguiamo la consueta “scaletta” partendo dalle origini.

ORIGINI E STORIA
Come per tutte le razze nordiche da slitta, l’origine più remota del Groenlandese va ricercata ai tempi delle migrazioni umane (e animali) dall’Asia all’America attraverso la Beringia, che al tempo delle due grandi glaciazioni (di Riss e di Wurm), a causa dell’abbassamento del livello del mare, emerse costituendo un “ponte” prima inesistente tra i due continenti. E’ però improbabile che gli uomini (cacciatori e nomadi, che quindi si spostavano per seguire renne, bisonti e altri animali i cui si cibavano) abbiano utilizzato cani da slitta per attraversare questo ponte: infatti la Beringia, d’estate, si presentava come una steppa molto “comoda” da percorrere e non ci sarebbe stato alcun motivo valido per attraversarla d’inverno, con la neve e al buio.
E’ molto probabile, dunque, che i cani abbiano cominciato ad essere utilizzati per il traino dopo queste migrazioni, sostituendo man mano le renne (che avevano bisogno di pascoli per sopravvivere, pascoli che non erano poi così facili da trovare in Siberia e dintorni).
mushI popoli che si stabilirono in Groenlandia furono gli ultimi ad arrivare dall’Asia: non è ben chiaro il motivo per cui si siano stabiliti così a nord (la Groenlandia sta a soli 700 km dal Polo Nord e che la sua superficie è ricoperta da ghiacci per l’85%). Forse avevano già deciso di non volere rotture di scatole (come quelle che arrivarono nel ‘500, quando la Russia si mise in testa di conquistare la Siberia).
Sta di fatto che si stabilirono nella parte più meridionale della Groenlandia (quella in cui, per un mesetto all’anno, il ghiaccio riesce pure a sciogliersi…) e che qui iniziarono ad allevare i loro cani, che avevano diversi mansioni: la caccia alla renna e all’orso (in branco), il traino, la guardia e la difesa (sempre dall’orso bianco, che avrebbe fatto volentieri uno spuntino di carne umana, se capitava).

gr_febbraio_2012_661Inutile dire quanto dovessero essere tosti questi cani, per sopravvivere a quelle temperature e in quelle condizioni: i loro umani, tra l’altro, non avendo una religione animalista come altri popoli nordici primitivi, non permettevano neppure ai cani di entrare nelle loro abitazioni. In compenso li rispettavano profondamente, per ben consci del fatto che senza di essi non sarebbero mai riusciti a sopravvivere: e quando un cane moriva effettuavano per lui un rito funebre praticamente identico a quelli riservati agli umani.

the-greenland-dog-by-philip-reinagle-in-1803-sportsman-s-cabinet-an-engraving-reproductionLa storia recente della razza inizia con gli esploratori polari (Nansen, Peary, Rasmussen…) che tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 si avventurarono per la prima volta nel profondo nord: in Europa i primi Groenlandesi arrivano nel 1913, quando i dirigenti della ferrovia svizzeradella Jungfrau, che utilizzavano i Samoiedo, decisero di sostituirli con cani più grandi e robusti. I cani vennero reperiti da un altro famoso esploratore, Amundsen.
Dopo la seconda guerra mondiale alcuni soldati norvegesi che erano stati di stanza in Groenlandia portarono con sé i cani locali: così il Groenlandese si diffuse in Norvegia, ma poi anche in Danimarca e Svezia. Alla fine fu proprio la Svezia a redigere il primo Standard di razza, nel 1950.
I primi groenlandesi arrivati in Italia furono il maschio Sarfassuak Kalelek Upernak e la femmina Chianti, entrambi di Jessica Nazarri Vallerino (che allevava appunto Siberian husky); il primo vero allevatore italiano della razza fu Sandro Bonino, che però smise di allevare dopo pochi anni. Oggi non mi risulta che esistano allevamenti italiani specializzati in questa razza… e la cosa non mi stupisce, perché – come dicevo all’inizio – questo è davvero un grandissimo cane, ma solo se fa il suo lavoro di cane da traino.

Fedor + dogs1CARATTERE ED ATTITUDINI
Ho letto una descrizione del carattere del Groenlandese che, giuro, mi ha fatto venire la pelle d’oca. Si parla infatti di “una razza affettuosa, affezionata e molto fedele. I suoi tratti caratteristici sono l’energia, la tenacia ed il coraggio. Il suo temperamento è impeccabile: è un compagno ideale, molto devoto e leale. Molto intelligente e discretamente addestrabile“.
Ora, uno legge una descrizione così e magari gli viene pure voglia di prendersi un Groenlandese come cane da compagnia. Dopodiché si suicida.
Avendo avuto l’onore di conoscere alcuni esemplari della razza (compreso quello noto come “colui che attraversò quattro colline per andare ad ammazzare una manzetta, con i suoi umani che cercavano disperatamente di richiamarlo”… il tutto all’età di  otto mesi), non ho nulla da ridire sulla prima parte (affettuoso, affezionato e fedele lo è sicuramente: d’altronde è un cane!): ma al  “discretamente addestrabile” mi scappa da ridere.
Poi, per carità, tutto sta a vedere cosa si intende con “discretamente”. Se significa che in un campo da addestramento recintato, dal quale il cane sa di non poter scappare, può eseguire correttamente qualsiasi esercizio… allora sì, ci siamo.
Però provate a mollarlo in un qualsiasi posto NON recintato e vi si apriranno mondi completamente nuovi sul tema di “quanta strada si può fare prima di decidere di tornare indietro” e soprattutto sull’argomento “impulso predatorio”.

GROENLANDESE-GRUNLANDSHUNDChe si tratti di gatti, manzette o mucche adulte, la sola ed unica cosa che balza alla mente di un Groenlandese è “PAPPA!”. E non c’è addestramento al mondo che possa farlo desistere. Come il Siberian husky e pochi altri cani primitivi, è capacissimo di concludere la sequenza di caccia: non soltanto uccide la preda, ma se la mangia di gusto.
Altra cosetta: quando lavora, i cani che ha intorno non li vede neppure. Il lavoro è sacro… e poi gli piace un casino, quindi si concentra solo su quello. Se però non sta trainando una slitta, allora è mooolto meglio non passargli troppo vicino con un altro cane dello stesso sesso, a meno che non faccia parte del suo branco.

Danish sled dogs in Alert, NunavutAll’interno del proprio branco può anche litigare, ma ritualizza moltissimo, proprio come i lupi: al di fuori del suo gruppo sociale, gli altri cani sono considerati nemici giurati (specie dai maschi: le femmine sono più tranquilline e meno rissose).
E’ vero, invece, che è molto dolce con gli umani, estranei compresi: è paziente e gentile anche con i bambini.

dog 2.jpg-for-web-largeCome gli altri nordici, anzi forse un po’ più degli altri nordici, vocalizza volentieri e ulula che è una meraviglia: il suo ululato è il più “lupino” che abbia mai sentito, perfino più di quello del cane lupo cecoslovacco. Non è, invece, troppo facile sentirlo abbaiare.
In realtà, proprio come l’husky, più che altro “chiacchiera” facendosi capire perfettamente quando vuole comunicare qualcosa: anche perché è un cane dall’intelligenza davvero pazzesca. Peccato che normalmente la usi per fare fessi gli umani, riuscendoci quasi sempre!

SALUTE
Con quel po’ po’ di selezione drastica che ha vissuto, il Groenlandese è uno dei cani più sani e robusti che esistano: d’altro canto un soggetto malaticcio non sarebbe mai potuto sopravvivere nella sua terra d’origine.
Le uniche cose a cui bisogna porre una certa attenzione sono le patologie oculari e la displasia dell’anca, comunque poco frequente.

LO STANDARD

greenland_dog_1FCI Standard N° 274 / 05.05.2003 GROENLANDESE
ORIGINE: Groenlandia
PATRONATO Danimarca
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 25.03.2003
UTILIZZAZIONE: Cane da slitta
CLASSIFICAZIONE F.C.I .: Gruppo 5 Cani di tipo Spitz e primitivo Sezione 1 Cani nordici da slitta Senza prova di lavoro

BREVE CENNO STORICO: Il Groenlandese è una delle più antiche razze del mondo ed è stata utilizzata dagli Esquimesi, fin dai tempi remoti, per il trasporto e la caccia. La selezione dei soggetti per l’allevamento è stata basata principalmente su qualità come energica forza, ardimento e resistenza, senza però che si sia trascurato un aspetto attraente. Con la sua robusta costituzione, il Groenlandese è il cane adatto a chi ama la vita all’aria aperta. È un compagno eccellente per quelli che amano passeggiare nei boschi o sui monti con i loro cani che tirano o portano il loro equipaggiamento.

ASPETTO GENERALE
Uno spitz polare molto forte, costruito per la resistenza e lo strenuo lavoro di cane da slitta nelle condizioni dell’Artico. Sono permesse alcune varianti sulla taglia, purché la capacità lavorativa e l’armonia non siano alterate.

PROPORZIONI IMPORTANTI:
• Il corpo è un rettangolo corto, con la proporzione: altezza al garrese/ lunghezza del corpo = 10 a 11. Le femmine possono avere il corpo leggermente più lungo.

nice-greenland-dog-and-her-baby-wallpaperCOMPORTAMENTO-CARATTERE
Le qualità caratteriali predominanti del Greenland Dog sono: energia, forza mentale e audacia. È un cane da slitta volonteroso e instancabile. Con le persone – anche estranee – è amichevole, ed essendo un cane da slitta, non è strettamente legato ad una particolare persona, e non è adatto come cane da guardia. Quando caccia la foca e l’orso polare mostra un istinto venatorio molto forte.

Greenland-dog-sleddingTESTA
REGIONE DEL CRANIO
Cranio  largo e leggermente bombato, più ampio fra gli orecchi. Stop definito, ma non fortemente marcato.
REGIONE DEL MUSO
Tartufo grosso e scuro, in armonia col colore del mantello, spesso color fegato nei cani dal mantello rosso-oro. Può diventare rosa in inverno (“ winter nose” ).
Muso a forma di cono; largo alla base, si va restringendo verso il naso, ma non è appuntito. La canna nasale è diritta e ampia dallo stop al naso.
Labbra sottili e tese, ben aderenti ai denti molto robusti.
Mascelle/Denti: mascelle potenti con denti regolari, fermi e forti. Chiusura a forbice.
Occhi: si preferiscono gli occhi scuri, ma si accettano colori in armonia con il mantello. Sono leggermente a mandorla, non infossati né sporgenti. Espressione franca e coraggiosa. Le rime palpebrali sono strettamente aderenti.
Orecchi piuttosto piccoli, triangolari, con punte arrotondate, portate fermamente erette. Gli orecchi sono molto mobili e, con la loro posizione, esprimono l’umore del cane.

greenland-dogCOLLO: molto potente e piuttosto corto
CORPO: forte e piuttosto compatto, appena un po’ più lungo dell’altezza al garrese.
Linea dorsale orizzontale o appena un po’ discendente Dorso diritto. Rene ampio. Groppa leggermente discendente. Torace profondo e ampio, ma la cassa toracica non è a botte.
Ventre: segue la linea del petto. Accettato se leggermente retratto.
CODA: inserita alta, spessa e cespugliosa. Portata con una curva o leggermente arrotolata sopra il dorso.

ARTI ANTERIORI
Visti di fronte: appiombi perfettamente diritti, con muscoli potenti e pesante ossatura. Spalle moderatamente oblique. Braccio diritto e forte, leggermente più lungo della scapola. Gomiti ben aderenti al corpo, ma che possano muoversi liberamente. Avambraccio diritto e forte. Carpo forte e flessibile. Metacarpo forte ed elastico, solo leggermente obliquo.
Piedi anteriori piuttosto grossi, potenti e arrotondati, con unghie e cuscinetti forti.

POSTERIORI
Visti da dietro sono perfettamente diritti. Posteriori molto muscolosi con ossatura potente e moderate angolazioni. Coscia potente e molto muscolosa. Garretto ampio e forte, moderatamente angolato.
Piedi posteriori come gli anteriori.

ANDATURA
Un trotto efficiente, armonioso, fluido e instancabile è molto importante per un cane da slitta. Nel ring il cane dovrebbe essere esposto con guinzaglio lento ad un trotto moderato per mostrare buon allungo dell’anteriore e buona spinta dal posteriore. Visto dal davanti, quando cammina, un Greeland Dog non adotta il “single track”, ma come la velocità aumenta, gli arti devono convergere gradatamente verso l’interno fino a che i piedi seguano una linea centrale.

greenland_dogs_2MANTELLO
PELO: doppio mantello, cioè un soffice, fitto sottopelo e un mantello esterno di pelo fitto, diritto e ruvido, senza riccioli o ondulazioni Sulla testa e arti il pelo è piuttosto corto, sul corpo è più lungo e abbondante. Il pelo è lungo sulla parte inferiore della coda, alla quale dà un’apparenza cespugliosa.
COLORE
E’ permesso qualsiasi colore, (unicolore o multicolore), tranne l’albino che andrebbe squalificato.

TAGLIA
Altezza al garrese: Maschi 60 cm. e più. Femmine 55 cm e più.

DIFETTI: qualsiasi deviazione da quanto sopra va considerata come difetto e la severità con cui questo difetto sarà penalizzato deve essere proporzionata alla sua gravità
• Ossatura leggera
• Gambe corte, corpo basso sugli arti
• Temperamento timido

DIFETTI GRAVI:
• Pelo lungo e soffice
• Orecchi non portati fermamente eretti

DIFETTI ELIMINATORI:
• Temperamento aggressivo o eccessivamente timido
• Albinismo
• Occhi di colore diverso
• Occhi blu o gazzuoli.
Qualsiasi cane che mostri chiaramente anomalie fisiche o di comportamento sarà squalificato.

N.B . I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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