giovedì , 23 novembre 2017
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Ti presento il… Mastino dei Pirenei

gruppodi VALERIA ROSSI – ORIGINI E STORIA – (liberamente tratto da un articolo di Rafael Malo Alcrudo) –  Il Mastino dei Pirenei divide un buon tratto della sua storia con il Cane da Montagna dei Pirenei.
Le valli pirenaiche, infatti, appartennero ai regni di Navarra e Aragona e al Principato di Catalugna fino al 1659, anno in cui il Cardinale Mazzarino, Reggente di Francia, e Filippo IV, Re di Spagna, firmarono un accordo (chiamato “pace dei Pirenei”),  con il quale tutta la parte nord della cordigliera passava sotto il dominio francese.
A partire da questo momento, i francesi selezionarono il loro cane fino ad arrivare al magnifico Cane da Montagna dei Pirenei contemporaneo, mentre dalla parte spagnola si conservò il tipo tradizionale, più primitivo e pesante, meno raffinato e omogeneo.
Mentre il sistema transumante del Regno di Castiglia, dai lunghi percorsi e meticolosamente regolamentato dal “Honrado Concejo de la Mesta” produceva la razza che oggi conosciamo come il Mastino Spagnolo, la Corona di Aragon, che aveva norme e leggi differenti per ognuna delle sue valli e dei suoi dislocamenti, molto più piccoli di quelli del vicino regno di Castiglia, selezionava il Mastino dei Pirenei.

quelinda (2)Con il fiume Ebro come simbolica barriera, l’influenza fra le due razze fu relativamente scarsa e le loro caratteristiche apertamente differenti. Senza dubbio, durante l’espansione internazionale che la Cinofilia Ufficiale conobbe durante la fine del secolo XIX e tutto il secolo XX, le due razze ebbero una ben diversa evoluzione e fortuna. Mentre i francesi fecero un magnifico lavoro di selezione e promozione della loro bella razza, (a cui poi seguirono numerosi e qualificati allevatori da altri paesi), in Aragon il Mastino dei Pirenei stava languendo e semplicemente sopravvivendo.
Morto l’ultimo lupo dei Pirenei, alla fine degli anni Quaranta, non aveva molto senso conservare un grosso cane senza un lavoro specifico: la guardia del gregge dagli attacchi dei lupi. Inoltre la Spagna era in pieno dopo-guerra con gravi problemi economici, per cui non sembrava molto razionale alimentare un animale di grossa taglia che non era più considerato necessario. Fortunatamente per la razza, negli anni Settanta un gruppo di lupi attraversò le montagne, per cui si rese nuovamente necessario utilizzare un buon cane pastore che difendesse le greggi. Selezionando gli esemplari più tipici si cominciò lentamente a recuperare la razza: la fondazione, nel 1977, del Club del Mastino dei Pirenei di Spagna fu provvidenziale per la salvezza dell’imponente razza aragonese.

gattoCARATTERE ED ATTITUDINI – Una delle definizioni più classiche del Mastino dei Pirenei è quella di “gigante buono”: forse un po’ retorica, ma sicuramente realistica.
Avendo la fortuna di essere amica di una serissima e competentissima allevatrice italiana di questa razza, mi è capitato più volte di passare qualche giornata in mezzo ai Mastini e di poterne apprezzare la calma olimpica, la serenità, la tranquillità.
Li ho visti anche giocare con i West Higland (grandi meno della loro testa) e con i gatti della loro umana (grandi quanto la punta della loro coda), sempre con una delicatezza commovente in un cane che – non dimentichiamolo – è stato selezionato per difendere il gregge da lupi ed orsi. Ovviamente, però, non mi sono mai minimamente azzardata neppure a dare un’amichevole pacca sulla schiena alla mia amica, perché ricordavo bene l’evoluzione di questa razza: una volta che i cani divennero davvero dei “giganti”, altissimi ed imponenti, per loro diventò impossibile battere i lupi in velocità (insomma, non è che si possa pretendere che Tyson corra veloce come Bolt) … quindi svilupparono un sistema diverso di difesa. Restavano impassibili, a volte anche placidamente sdraiati, permettendo al lupo di avvicinarsi: e solo all’ultimo momento, con un balzo improvviso, lo attaccavano con tutta la loro po’ po’ di mole. Dopodiché, per il lupo, diventavano agnelli amari.

ENZERTAN TTROY 07-02-2007Questo “metodo”, nei tempi passati, faceva sì che ogni gregge fosse difeso da più mastini, ognuno con la sua “area riservata”: noi umani, però  (Bolt compreso) siamo ben lungi dall’essere veloci come un lupo, e anche un singolo mastino – per quanto lento sia rispetto ad altri cani – è capacissimo di beccare qualsiasi umano che si sia permesso eccessive confidenze, o che abbia invaso il suo territorio senza permesso.
Ci vuole anche un bel po’ di pelo sullo stomaco (per non dire di pazzia bella e buona) per cercare di entrare abusivamente in una casa difesa di un cane che, da Standard, non ha un limite massimo di altezza (è soltanto caldamente desiderato che il maschio superi gli 80 cm. e la femmina i 77) e conseguentemente neppure un limite di peso: però a qualcuno potrebbe venire in mente di provarci proprio perché vedendolo nella vita di tutti i giorni, accanto alla sua famiglia, sembra impensabile che questo cane, per quanto grande e grosso, possa sognarsi di mordere.
E’ davvero buono, è docilissimo, è una pasta di cane: sopra ho esagerato un po’, dicendo che non si può dare al proprietario neppure una pacca amichevole, perché un Mastino è capacissimo di distinguere un gesto scherzoso da uno serio: però non nuoce ricordiare che, in caso di necessità, lui è capacissimo di ricordarsi come si combatte contro un lupo o un orso.
Se questa necessità non c’è, è difficile immaginare un cane più “patatoso” di lui: è sempre dolcissimo con i bambini (anche con quelli più rompiballe: il che non autorizza nessuno a “darlo in pasto” i bambini rompipalle. I figli vanno educati ancora prima del cane!); ha un innato rispetto per le persone anziane, con le quali non tira al guinzaglio neppure da esuberante cucciolone, né salta addosso; è affettuosissimo e coccolone (anche il maschio, contrariamente a quanto accada in molte altre razze: in linea con tutte le altre razze, invece, la femmina è più sveglia e  più furba, mentre il maschio è un adorabile tontolone).

Daisy1Razza senza difetti, dunque? Be’, non proprio: come al solito, dipende dalle esigenze umane.
Già la stessa taglia gigante può rappresentare un ostacolo per molte persone (inutile pensare di prendere un Mastino se si vive in 50 mq senza giardino, o se si ha un solo divano in casa: anche se lui ci sale con l’intenzione di “farsi piccolo piccolo”, sarà sempre impossibile trovare spazio anche per gli umani. Uno forse ci sta: più di uno, scordarselo).
Poi c’è il punto più dolente di tutti, e cioè il fatto che il Mastino sbava. E non è che “sbavicchi”: qui andiamo proprio a litri, o quasi. La conformazione del suo labbro inferiore è tale da fungere come “raccoglitore” di saliva, che poi verrà lentamente ma inesorabilmente colata fuori quando il cane apre la bocca, o allegramente lanciata addosso a chi sta giocando con lui o sta ricevendo le sue effusioni (più che “ricevendo”, forse si dovrebbe dire “subendo”: perché un cane di settanta chili che ti salta addosso e ti abbraccia con calore, appoggiando tutto il suo peso sulle tue spalle non è proprio l’esperienza più comoda che si possa vivere).

bavaglinoInsegnargli a non saltare addosso, però, si può: insegnargli a non sbavare, purtroppo, no. Quindi è meglio munirsi di bavaglini, specie per i cani da expo che altrimenti si presenterebbero con il petto tutto sbausciato.
Insomma, per quanto buono, simpatico, affascinante sia, questo è un cane da scegliere con la testa oltre che col cuore: per questo NON si dovrebbe mai andare a vedere una cucciolata se prima non ci si è fatti un serio e completo esame di coscienza e non si è iper-sicuri di poterne tenere uno.
No, perché… vedere un cucciolo e cadere innamorati cotti è proprio immediato: è una cosa automatica.

cucciolo3A due mesi i cuccioli sono ovviamente già immensi, ma anche buffissimi, un po’ goffi e pasticcioni. In compenso ti guardano col fumetto che dice: “Be’? Che vuoi? Aspetta solo che cresca e poi ti farò vedere io di cosa sono capace!”, perché se la tirano moltissimo.
L’effetto d’insieme è brutale: li vedi e PAM, sei finito.
Così, a volte, è l’allevatore (quello serio, ovviamente) che deve cacciarti a calcioni nel sedere perché si è reso conto che non sei la persona più adatta a tenere un Mastino, mentre tu, ormai perdutamente fuori di testa, vorresti portarti a casa tutta la cucciolata. Consiglio vivamente di NON offendersi e di non pensare che voi abbiate ragione e l’allevatore torto, andando magari a cercare il cane da un’altra parte: finireste probabilmente in mano a qualcuno che vi venderebbe un cucciolo pensando solo al suo guadagno e infischiandosene del vostro benessere futuro e di quello del cane.  Insomma, ad un cagnaro.
Fortunatamente la razza è molto, ma molto “di elite” e gli allevatori italiani sono “pochi ma buoni”.

bimbeSALUTE: Nonostante i giganti vivano solitamente meno degli altri cani, il Mastino dei Pirenei normalmente arriva senza problemi ai 10 e anche ai 12 anni: è un cane rustico, robusto, con pochissimi problemi.
Come in tutte le razze giganti occorre un po’ di attenzione con i cuccioli (vietatissimi salti, scale, pavimenti troppo lucidi  e tutto ciò che può inficiarne lo sviluppo), ma l’adulto è una roccia. L’unica patologia genetica a cui è soggetto è la displasia dell’anca, che però risulta meno invalidante che in altre razze perché le imponenti masse muscolari riescono a sopperire alle carenze scheletriche. Certo, questo non è un buon motivo per evitare i controlli, né per usare impunemente in riproduzioni cani con displasie gravi. Però, con lo stesso grado di displasia che costringerebbe un pastore tedesco a zoppicare penosamente, il Mastino trotterella beato fino all’ultimo giorno di vita.

amaiur 23-02-05

FCI Standard N° 92 / 30.08.2002 – MASTINO DEI PIRENEI
ORIGINE: Spagna
DATA DI PUBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 27.05.1982
UTILIZZAZIONE: guardia e difesa. Nel passato, fu utilizzato per la difesa contro i nocivi, in particolare il lupo e l’orso. Attualmente è un perfetto guardiano delle proprietà rurali e delle persone. È molto facile da addestrare. CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 2 Cani di tipo Pinscher e Schnauzer Molossoidi e Bovari Svizzeri Sezione 2.2 Molossoidi: Cani da montagna Senza prova di lavoro
ASPETTO GENERALE
Cane di grande taglia, ipermetrico e di medie proporzioni. Estremamente potente e muscoloso, pur restando ben proporzionato. Scheletro compatto. Pelo lungo , ma non esageratamente. Nonostante la sua grande taglia, non deve essere impacciato né linfatico.
PROPORZIONI IMPORTANTI: struttura di medie proporzioni. Questo cane deve essere proporzionato e armonioso comunque.
• La lunghezza del corpo supera di poco l’altezza al garrese
• Il rapporto fra la lunghezza del cranio e la lunghezza del muso = 5/4
• La larghezza del cranio deve essere uguale o leggermente superiore alla sua lunghezza
• Il rapporto tra l’altezza al garrese e il perimetro toracico = 7 / 10 circa

COMPORTAMENTO – CARATTERE
Affettuoso, mansueto e nobile, particolarmente intelligente, è coraggioso e fiero verso gli estranei, davanti ai quali non indietreggia mai. Nelle sue relazioni con gli altri cani è benevolo, con piena conoscenza della sua singolare potenza. Se necessario si rivela abilissimo nella lotta, dimostrando un modello di comportamento acquistato in secoli di combattimenti contro i lupi. Abbaia con voce grave e profonda ed ha un’espressione sveglia.

fonzie fotografoTESTA: Grande, forte e moderatamente lunga. Il rapporto fra la lunghezza del cranio e la lunghezza del muso = 5/4. Le linee cranio-facciali molto moderatamente divergenti, con tendenza al parallelismo. L’insieme cranio-muso, visto da sopra, deve essere allungato e uniforme, e dai contorni senza interruzioni, senza una differenza di larghezza molto marcata tra la base del muso e quella dei i temporali. Visto di lato, deve essere profondo, non da lupo.
REGIONE DEL CRANIO
Cranio: largo, solido, di profilo sub convesso. La larghezza del cranio deve essere uguale o leggermente superiore alla sua lunghezza. Cresta occipitale marcata Stop soave, poco accentuato, ma definito.
REGIONE DEL MUSO
Tartufo nero, umido, grande e ampio.
Muso: visto di lato il muso appare discretamente triangolare; largo all’inizio, diminuisce gradatamente verso il tartufo, senza però risultare appuntito. Di profilo diritto.
Labbra : il labbro superore ricopre l’inferiore ma senza rilassamento. L’inferiore forma una marcata commessura labiale. Le mucose devono essere nere.
Mascelle/denti: chiusura a forbice. Denti bianchi, forti e sani. Canini grandi, lunghi, affilati e ben incrociati per la presa. Molari di buona misura e potenti, incisivi piuttosto piccoli. Ci sono tutti i premolari. Palato nero, con creste molto marcate.
Occhi: piccoli, a forma di mandorla, di color nocciola, preferibilmente scuri. Sguardo attento, nobile, simpatico e intelligente, però di straordinaria durezza di fronte ad un avversario. Palpebre con pigmento nero e preferibilmente aderenti al globo oculare, quando l’animale è in attenzione. È tipico un tenue rilassamento della palpebra inferiore, che lascia vedere una piccola parte della congiuntiva, quando il cane è a riposo.
Orecchi: di media misura e pendenti, di forma triangolare. Piatti. Inseriti al di sopra della linea dell’occhio. A riposo, cadenti e aderenti alle guance. In attenzione, nettamente separati dal muso e parzialmente eretti nel loro terzo superiore. Non devono essere tagliati.

enzertanCOLLO
Troncoconico, ampio, forte, muscoloso e flessibile. Pelle spessa e un po’ rilasciata. Doppia giogaia ben definita, però non eccessivamente abbondante.
CORPO
Rettangolare. Molto forte e robusto, che denota grande potenza, ma flessibile e agile Linea superiore diritta, orizzontale anche in movimento. Garrese ben marcato. Dorso potente, muscoloso. Rene lungo ampio e poderoso; va restringendosi progressivamente verso i fianchi.
Groppa ampia e forte, è inclinata di circa 45° rispetto alla linea dorso lombare e all’orizzontale. L’altezza alla groppa. sarà uguale a quella al garrese. Torace ampio, profondo, muscoloso e poderoso. Punta dello sterno marcata. Costole ben cerchiate, mai piatte, con ampi spazi intercostali.
Il rapporto fra l’altezza al garrese e il perimetro toracico deve essere circa 7/10.
Linea inferiore: ventre moderatamente retratto, la corda del fianco è discesa e i fianchi sono molto larghi.
CODA
spessa alla radice, inserita né alta né bassa, forte, flessibile e molto ricca di pelo decisamente lungo e morbido, che forma un vistoso pennacchio. A riposo è portata piuttosto bassa e arriva fino al garretto, e sempre ripiegata nell’ultimo terzo.
Quando il cane si muove, o è eccitato, la coda è levata a sciabola, con un evidente uncino alla fine, ma non viene mai arrotolata in tutta la sua lunghezza, né appoggiata sul dorso.
ARTI ANTERIORI
perfettamente in appiombo. Diritti e paralleli se visti dal davanti, con muscoli e tendini nettamente visibili. La lunghezza dell’avambraccio deve essere il triplo di quella del metacarpo. Ossatura solida con potente metacarpo. Spalle oblique, molto muscolose. Più lunghe dell’avambraccio. L’angolo scapolo-omerale si avvicina ai 100°.
Braccio molto poderoso. Gomiti forti e aderenti alla cassa toracica. L’angolo omero-radiale si avvicina ai 125°. Avambraccio di forte ossatura, diritto e potente. Metacarpo, visto di lato, poco inclinato; è praticamente, sulla continuazione dell’avambraccio. Ossatura solida.
Piedi anteriori di gatto. Dita serrate. Falangi forti, alte e ben arcuate. Unghie e cuscinetti plantari robusti e duri. Membrana interdigitale moderatamente sviluppata e provvista di pelo.
POSTERIORI
potenti e muscolosi. Di lato, angolazioni adeguate. Appiombi corretti, visti di dietro e di profilo. Garretti non deviati. Devono poter dare spinta al cane con facilità, forza ed eleganza. Coscia forte e muscolosa. Angolo coxo-femorale vicino ai 100°. Ginocchio angolo femoro-tibiale vicino ai 120°. Gamba lunga, muscolosa e di forte ossatura.
Garretto: angolo aperto, sui 130° circa. Metatarso ben marcato, con il tendine nettamente visibile.
Presenza o no, di speroni che possono essere semplici o doppi; possono essere amputati.
A eguale qualità, si preferiscono gli sperono doppi. Piedi posteriori di gatto, leggermente ovali. Un po’ più allungati di quelli anteriori.

movimentoANDATURA
L’andatura preferita è il trotto, che deve essere armonico, potente ed elegante, senza tendenze ad andare di lato. Niente ambio.
PELLE
elastica, spessa e di colore rosaceo, con zone dal pigmento più scuro. Tutte le mucose devono essere nere.
MANTELLO
PELO: fitto, grosso e moderatamente lungo. La lunghezza ideale media, fissata al centro della linea dorso lombare è da 6 a 9 cm.; è più lungo sulle spalle, collo, sotto il ventre e sulla parte posteriore degli arti, oltre al pennacchio della coda, la cui tessitura non è ruvida come nel resto del corpo. Il pelo deve essere ruvido, non lanoso.
COLORE: il colore nel suo insieme è bianco e sempre con maschera ben definita. Eventualmente, macchie dello stesso colore della maschera, sparse per il corpo, di forma irregolare, però ben definite. Gli orecchi sono sempre colorati. Non sono ammessi esemplari tricolori, né completamente bianchi.
L’estremità della coda e degli arti sono sempre bianche. La maschera sarà ben precisa e i bordi delle macchie preferibilmente ben definiti. Il pelo alla radice sarà il più chiaro possibile, dato che l’ideale è il bianco. I colori più apprezzati sono, in ordine di preferenza: bianco puro o bianco neve con macchie grigio medio, giallo dorato intenso, marrone, nero, grigio argento, beige chiaro, sabbia, screziato. Non sono desiderati colori rossi per le macchie, né bianco giallastro per il fondo.
TAGLIA
Taglia: non esiste un limite massimo della taglia, in quanto vengono preferiti, se proporzionati, gli esemplari più alti. Altezza al garrese: limite minimo: Maschi 77 cm. Femmine 72 cm.  Tuttavia, si desidera che queste misure siano ampiamente superate. È conveniente che i maschi superino gli 80 cm e le femmine i 75 cm.

DIFETTI
qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata come difetto che sarà penalizzato a seconda della sua gravità

DIFETTI LIEVI
• Canna nasale leggermente montonina
• Chiusura a forbice; mancanza di un premolare
• Linea dorso lombare non rettilinea, ondulante in movimento, ma non eccessivamente
• Pelo un po’ ondulato; pelo della regione della linea dorsale che supera, di poco, i 9 cm.
• Leggerissima timidezza

DIFETTI GRAVI
• Aspetto fragile e linfatico
• Muso appuntito o esageratamente smussato
• Enognatismo moderato
• Assenza di diversi premolari o canini, non dovuta a traumi.
• Piccoli difetti di chiusura degli incisivi.
• Entropion o ectropion eccessivi
• Orecchi tagliati
• Dorso insellato
• Altezza alla groppa notevolmente superiore di quella al garrese
• Coda appoggiata sulla groppa; coda mancante di pennacchio. Coda senza piega alla fine. Coda amputata
• Appiombi non corretti
• Metacarpi, metatarsi e piedi deboli in generale
• Garretti vaccini in stazione o in movimento
• Deviazioni di lato in movimento.
• Pelo molto ondulato o arricciato. Lunghezza del pelo un po’ inferiore ai 6 cm sulla linea dorso lombare o leggermente superiore a 11 cm.
• Assenza di colore agli orecchi
• Carattere squilibrato in generale

DIFETTI ELIMINATORI
• Tartufo e mucose depigmentati
• Narice divisa
• Prognatismo o enognatismo eccessivi
• Lunghezza del pelo inferiore a 4 cm. o superiore a 11 cm nel mezzo della linea dorso lombare
• Mancanza di bianco. Punta della coda ed estremità degli arti non bianche
• Mantello totalmente bianco; mancanza di maschera
• Macchie dai contorni non precisi che non risaltano sul fondo e che indicano “meticciamento.”
• Soggetto molto timido, pauroso o aggressivo.

N.B . I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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