sabato , 18 novembre 2017
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Veterinari: un’altra lettera inquietante…

vetmenef1di VALERIA ROSSI – Mah… “di Valeria Rossi” qui ci sarà ben poco, visto che non ho proprio neppure la forza di commentare.
Mi limito a pubblicare la lettera-sfogo di una studentessa iscritta al primo anno di Medicina Veterinaria, che risponde ad altre lettere pubblicate in precedenza sull’effettiva opportunità di “fidarsi ciecamente” di un medico (che sia veterinario o umano, credo cambi ben poco) solo perché in possesso della relativa laurea.
Ecco cosa scrive la nostra amica:

Sono una studentessa di 20 anni e frequento il primo anno di Medicina veterinaria. Ho letto, sul suo sito, molte storie di veterinari incompetenti, ignoranti o assolutamente menefreghisti e ho notato lo stupore di molta gente nel constatare quanto sia difficile trovare un veterinario “bravo”, che faccia il suo mestiere con passione e con impegno.
Ho pensato quindi di scrivere per descrivere alcuni miei compagni di corso e credo che, una volta letto ciò che vorrei dire, nessuno si stupirà più. Come è noto, da molti anni per entrare a Veterinaria bisogna sostenere un test che, ovviamente, non premia la persona più in gamba, quella che ama di più gli animali o quella che sogna di essere un vet: premia semplicemente chi ha studiato di più.
Per una qualche misteriosa ragione (forse l’idea di fare un sacco di soldi? Oppure il prestigio di essere medico, anche se “solo” di animali?) ci sono veramente tantissimi ragazzi e ragazze che quindi provano il test (secondo me anche solo per sfizio, o per avere una “facoltà di scorta” nel caso in cui quello di medicina dovesse andar male) e inevitabilmente entrano anche quelli che nemmeno amano gli animali!
Quindi propongo alcune perle sentite da alcuni miei colleghi:
“I cani puzzano, quindi non vanno tenuti in casa” (alla mia osservazione “ma il cane è un animale sociale!” la ragazza mi ha voltato le spalle e se ne è andata).
“Non mi importa degli animali, a me affascina la medicina in generale!” (questo non dovrebbe fare né il vet né il medico, se davvero è così arido)
“Per me gli animali dovrebbero stare tutti in gabbia”
Poi c’è il soggetto che va a caccia (premetto che io sono contraria alla caccia ma che conosco cacciatori, come mio padre, che amano tantissimo i loro cani e che sono disposti, sempre come mio padre, a rischiare di annegare per salvare la cagna che è caduta nell’acqua), che si fa le collane con i teschi delle prede e lascia accoppiare i cani completamente “alla c.d.c.”.
Oltre a questi esemplari (per cui non si può fare granchè: più che di ignoranza, a parte forse quella del cane che puzza, si tratta veramente di disinteresse o di aperto astio nei confronti degli animali: che razza di bravi veterinari possono mai essere soggetti del genere?) abbiamo anche gli animalisti!
Piccola premessa: io mi sono sempre definita “animalista”, ma davanti alla crassa ignoranza, alla cecità e persino alla cattiveria mostrata da molti esponenti di questa corrente di pensiero preferisco definirmi “sostenitrice dei diritti degli animali”.
Perchè dico questo? Perchè per ora non ho incontrato che animalisti talebani assolutamente restii al dialogo e incapaci di accettare un consiglio o un’idea diversa dalla loro.
Un esempio lampante di ciò è la mia coinquilina: anche lei futura “sciuraveterinaria”, però al terzo anno, iscritta all’ENPA, volontaria in gattile, vegetariana e assolutamente contraria al cane di razza (e lo dice a me che di cagne di razza ne ho tre, una pointer e due setter inglesi!).
Le ho sentito dire cose che mi hanno fatto cadere le braccia nel giro di due secondi. Aggiungo un’altra premessa: io sono solo al primo anno, ma sono appassionatissima di tutti gli animali (il mio sogno è quello di poter avere, un giorno, un bel dobermann!) ed essendo curiosa come una scimmia, leggo qualsiasi articolo/studio/libro che ne parli. Questo non fa di me un’esperta, ma mi piace tenermi aggiornata su argomenti come etologia, razze (di cane, di cavallo o di gatto non importa, mi piacciono tutti!) e via dicendo.
Questa ragazza invece è al terzo anno ed è convinta di sapere tutto e di aver ragione sempre e comunque, pur limitandosi a riferire ciò che sente all’ENPA e senza in realtà sapere NULLA di cani, gatti o cavalli.
Quindi un giorno si lamentò con me che sua madre aveva sentito di un carico di cuccioli provenienti dall’Est, sequestrato, e che aveva intenzione di adottarne uno. Le dissi che, visto che aveva già avuto cani, forse avrebbe fatto bene a prenderne uno lei, piuttosto che lasciare un cucciolo con probabili problemi comportamentali in mano ad una persona totalmente inesperta.
La sua risposta fu: “Io sono contro il cane di razza! E poi i cuccioli dall’Est non hanno mai problemi comportamentali: quelli lì hanno solo due mesi, non sanno neanche di essere al mondo!”
Quando si tratta di corbellerie sugli animali io non sono mai tanto paziente, ma lì non ce l’ho fatta a replicare: mi sono davvero cadute le braccia.
Perchè una cosa del genere può dirmela uno che di cani non se ne intende (anche se forse, se non se ne intende, dovrebbe star zitto: è stupido e può essere dannoso “spargere” in giro la propria ignoranza), ma di certo non una futura veterinaria!
Così come: “Il chihuahua è un esempio di violenza genetica” o “i cani degli allevamenti si ammalano più facilmente dei meticci” (io ho sempre avuto cani di razza da che ricordi e nessuno ha mai avuto gravi malattie, se non in vecchiaia).
Insomma, si tratta dei più biechi luoghi comuni e non mi stupirei nel sentirle ripetere la solita manfrina del dobermann che impazzisce a sette anni.
Ovviamente questo comportamento non si limita ai cani ma si estende ai gatti: posso capire un profano che si confonda, ma una futura vet che lavora in gattile da anni come può mostrarmi la fotografia di un micio a pelo corto e dirmi che è un persiano?
Va bene, era un esotico e quindi il muso schiacciato è simile… però si suppone che un minimo, se si vuole fare i vet, ci si debba aggiornare e si debbano almeno saper distinguere le razze!
Oppure, come può dirmi che “il siamese è un tipo di mantello, non una razza di fatto” (ARGH, il tipo di mantello si chiama colourpoint!)?
In conclusione, tra animalisti estremisti e totali menefreghisti, sono rimasta delusa dall’ambiente ma sono finalmente riuscita a spiegarmi perchè è così difficile trovare un buon veterinario: le basi sono già sbagliate!
Io credo che per fare bene il proprio mestiere sia necessario amare ciò che si fa: ma se uno studente comincia già a dire che gli animali non gli piacciono, che razza di veterinario sarà mai da adulto?
Purtroppo, vedendo come vanno le cose nel mio corso di studi, la maggior parte delle persone è di questa risma: sono qui un po’ per caso, non sapevano bene cosa fare e via discorrendo. E quasi non so cosa sia peggio: se gli animalisti ignoranti (che possono sicuramente fare un bel po’ di danni) o quelli a cui non frega un tubo del benessere e della psicologia animale.
Quindi, quando sento storie di veterinari che vogliono mettere placche su fratture inesistenti o che dicono di riportare indietro un cucciolo perchè “vista la razza può diventare aggressivo”, io penso, nel primo caso, ai menefreghisti e nel secondo agli animalisti che di etologia non sanno un tubo (perchè guardiamoci in faccia: la facoltà in cui studio è considerata la migliore d’Italia, ma di etologia si fanno proprio quattro stupidaggini). Anche se forse, in realtà, la distinzione non è poi così netta.
Io purtroppo ancora non sono una veterinaria, quindi non saprei che consiglio dare per capire come distinguere a colpo d’occhio il medico bravo o quello incompetente.
Tutto ciò che posso dire è che, secondo me, se uno fa il suo lavoro per passione darà molto di più di chi lo fa per denaro!”.

vetmenef2Come dicevo all’inizio, mi verrebbe spontaneo il “no comment”.
Ma una cosetta da dire ce l’ho: ed è che, quando ero io a studiare veterinaria, questo genere di persone proprio non esisteva.
Quelli che venivano considerati, dai più, “fuori posto”, iscritti alla facoltà sbagliata, erano al massimo i (pochi, a dire il vero) che studiavano veterinaria sostenendo che il loro compito sarebbe stato comunque quello di tutelare la salute umana (quindi futuri ispettori degli alimenti o simili). Alla maggioranza di noi studenti dell’epoca, tutti presi dal sacro fuoco dell’amore per gli animali, sembravano strani “quelli”.
Ora, d’accordo che io sono decrepita: però non sto neppure parlando di secoli fa. A vet mi ci sono iscritta nel 1972, non nel Cinquecento.
Come sono potute cambiare così drasticamente le cose, credo sia facile intuirlo: è il sistema ad essere cambiato, è la società. E la crisi economica ci ha messo il carico da undici.
Oggi l’unico valore che conta ancora qualcosa è il denaro. Unica religione, unico dio, unico scopo nella vita di chiunque: dalle ragazzine di undici anni che da grandi “vogliono fare le veline” (brividi e pelle d’oca) a questi studenti di vet che pensano che il cane puzzi e quindi debba stare fuori di casa, fino agli altri studenti di cui mi parlava un’amica che invece è già veterinaria da anni, ma che trovava lo stesso atteggiamento nei colleghi che pensavano di iscriversi a un master per comportamentalisti. “Non gliene è mai fregato un accidenti del comportamento dei cani – si lamentava – non sono mai stati educatori, non hanno mai avuto il minimo interesse per l’etologia, e adesso fanno il master?”.

vetmenef3Ma certo che lo fanno: perché il comportamentalista è “di moda”.
Perché è lì che girano i soldi, in questo momento, indipendentemente dal fatto che si sia bravi o meno: anche perché lì è tutto più facile. Il chirurgo che sbaglia un intervento può essere preso a parolacce (purtroppo, “a denunce”, ancora no): ma il comportamentalista che ti distrugge completamente la psiche del cane non lo puoi accusare di nulla. Non puoi avere le prove.
E’ una strada comoda e quasi priva di rischi: perché stupirsi se la scelgono in molti?
Ora, di certo non spetta a me stabilire chi, cosa, quando abbia indotto questo “cambio di rotta” rispetto ai miei tempi: un’idea ovviamente ce l’ho, ma è un’ idea politica che può anche non essere condivisa e che non esprimo neppure perché non voglio dare il via ai consueti “scanni” su temi esterni alla cinofilia.
Il fatto certo è che siamo – in moltissimi campi – in mano a gente che non sceglie più un lavoro per passione, ma per soldi. E in certi casi proprio per avidità, per freddo calcolo.
Non c’è una vera difesa, perché non c’è modo di cambiare il mondo (se non, forse, con una vera rivoluzione culturale che al momento mi sembra assai lontana).
C’è, però, modo di tenere gli occhi aperti, di selezionare, di non fidarsi “ciecamente” del primo che abbia una croce blu fuori dall’ambulatorio.
Il passaparola, in questi casi, può essere già una discreta arma di difesa: ma gli occhi e le orecchie aperte lo sono ancora di più.
Certo, c’è anche da dire non è indispensabile amare gli animali per essere un bravo medico: non serve neppure amare i bambini per essere un buon pediatra, se è per questo.
Però mio papà, che era chirurgo (umano) una volta mi disse: “Se non ci metti l’amore e l’empatia, non c’è nessuna differenza tra un bravo chirurgo e un bravo sarto”.
Ecco, questa frase  che mi è rimasta impressa per sempre: per questo, sia quando scelgo un medico che quando scelgo un veterinario, preferisco accertarmi che non sia semplicemente capace di tagliare e cucire efficacemente, ma che ci metta qualcosina in più. Preferisco non finire in mano a un “veterinario per caso” (che potrebbe sbagliare per puro menefreghismo) e neppure a un “veterinario per soldi”, che magari è bravissimo ma tira a fregarmi.
Purtroppo, molto spesso, in mano a queste persone ci si finisce solo per ingenuità o troppa fiducia: ma visto che siamo negli anni Duemila e rotti, e non più negli anni ’70, forse l’ingenuità è meglio metterla un attimino via, diventando anche noi un po’ più cinici e cominciando a pretendere, almeno, la serietà da parte di chi si definisce professionista. Per fortuna, di veterinari bravi, seri e innamorati degli animali ce ne sono ancora moltissimi: cerchiamoli, anche a costo di fare qualche chilometro in più. E i tipi che ci ha presentato la nostra amica, ammesso e non concesso che arrivino davvero a laurearsi (purtroppo non c’è da illudersi: in molti ci arriveranno), restino pure senza clienti e vadano a cavar patate: che è sempre un mestiere degno del massimo rispetto e troppo spesso trascurato da chi invece dovrebbe proprio dedicarsi solo a quello.

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Commenti all'articolo

78 commenti

  1. se sapeste cosa dicono certi studenti di medicina vi cascherebbero le braccia, le gambe, le orecchie e tutte le appendici corporee di cui siete forniti..

  2. non nego di averlo pensato anch’io al primo anno…. vedendo molte persone che non erano molto interessate all’animale di per sè. poi ho visto negli anni che le cose cambiano. al primo anno forse non si riesce a capire che la medicina è una branca molto ampia. chi ama la medicina e non gli animali può andare a lavorare nei laboratori, nei centri di genetica, nelle ditte di mangimi, nelle ditte farmaceutiche, non è detto che tutti i veterinari debbano lavorare con gli animali. la medicina è molto, molto di più. la selezione inoltre non è solo il test di ammissione, la ragazza si accorgerà che la selezione continua e chi non ha passione non va avanti visto lo stress psico fisico a cui siamo sottoposti in questi anni. una ulteriore selezione poi viene fatta a posteriori… crede davvero che un veterinario a cui non piacciono gli animali avrà tanti clienti? le persone non sono mica sceme… se ne rendono conto se uno lo fa con passione o con amore… quindi vi sarà una ulteriore selezione. un veterinario non deve necessariamente essere animalista, fogato di animali, o vegano… un buon veterinario si valuta con altri parametri e sarà la vita che farà la vera selezione e il mondo del lavoro è duro e li si vedrà davvero chi vale e chi no. al primo anno non ce ne rendiamo conto e questa lettera è più che giustificata, ma credo che la sua opinione nel tempo cambierà così come è cambiata la mia. capirà anche che la medicina non è solo coccole e carezzine ma molto molto di più….

    • Hai ragione, ci sarà una inevitabile selezione…ma nel frattempo? Quanti danni avranno fatto? A quante pratiche sbagliate, inutili o non necessarie, verranno sottoposti i nostri animali?

    • Vero vero verissimo. La situazione non è così semplice come l’ha descritta la ragazza nella lettera. Andando avanti si accorgerà di come le cose evolveranno.

      • ma sicuramente con il tempo cambierà idea su molte cose.. a 20 anni è normale essere idealisti, entusiasti ed un pò ingenui. Non è normale, a quell’ età, essere già così aridi, cinici e calcolatori.

    • Buongiorno, sono la ragazza che ha scritto alla signora Rossi. Volevo solo precisare alcune cose. Intanto, di sicuro non sono tipa da considerare la medicina veterinaria come “tutta coccole e carezzine”. Potrò essere ingenua, ma di certo non stupida.
      Di sicuro spero che ci sia una buona selezione come dice lei, ma vedendo individui dal terzo anno in su (che si procurano una dozzina di quaglie per ucciderle da sè e fare una necroscopia in casa propria) sono un po’ sfiduciata. Inoltre ci sono, sì, molte branche della medicina: ispezione alimentare, laboratori e via dicendo. Tuttavia l’idea più diffusa, quanto meno nel mio corso, è quella di “scegliere l’ambito clinico perchè così si fanno tanti soldi” e soprattutto piccoli animali.
      Per carità, ognuno si occupi pure dei fatti suoi. Se ho dei colleghi che fanno e dicono scempiaggini, questo urta il mio sistema nervoso ma non mi intralcia in nessun modo. Però i criteri di selezione continuano a sembrarmi sbagliati… e le braccia mi cadono D:

      • Complimenti Andrea! (Bel nome!)

        C’è qualche speranza se qualcuno la pensa come te (mi permetto il “tu”, vista la giovane età). Speriamo tu non sia l’unica e riesca a formare una bella squadra di specialisti che la pensino come te e abbiano la tua stessa etica e passione…

        p.s.: io sono convinta che se tutti trovassero la propria passione anche i sarti farebbero vestiti più belli, le strade sarebbero più pulite da spazzini fieri di ciò che fanno e via dicendo. Tutti i lavori hanno i loro perché e se le persone li facessero con orgoglio i risultati sarebbero migliori per tutti..

      • Ciao Andrea, ho letto la tua esperienza e,mentre parlavi dei tuoi interessi e del tuo desiderio di conoscere tutto ciò che riguarda gli animali, ho riconosciuto me stessa. Sono all’ultimo anno di liceo e sogno da sempre di diventare veterinaria,è ciò che sento dentro , è una passione viscerale,indescrivibile. Ho sempre studiato molto,sia per passione sia perché, ingenuamente forse , pensavo che impegnarsi al massimo al liceo mi avrebbe permesso di essere ancora più pronta ad entrare nella facoltà di veterinaria, ma forse mi sbagliavo…ora sono molto scoraggiata per il test che mi attende, sto studiando ma la scuola mi porta via molto tempo,ho paura di non farcela, ho paura che non sarà la passione ad essere premiata. Ti vorrei fare alcune domande riguardo a questa prova,dato che l’hai già superata con successo,sempre se hai tempo ovviamente…se si dove potrei scriverti?
        Grazie per aver condiviso la tua esperienza.

        • Ciao Serena 🙂 se vuoi puoi scrivermi al mio indirizzo mail [email protected]
          Io ho fatto il liceo classico quindi, citando Guareschi, avevo a malapena le conoscenze matematiche per distinguere una moltiplicazione da un parallelepipedo. Purtroppo per questi test è necessaria una preparazione in ambito scientifico che molti licei non forniscono. Il primo anno che ho provato ho studiato una settimana (pietà!) e ovviamente non l’ho passato (sono finita, non so bene come, a odontoiatria O_o) e la seconda volta ho iniziato a giugno a studiare per passarlo a settembre. Qualsiasi domanda tu abbia, sarò super felice di provare ad aiutarti 🙂

          • Grazie mille,gentilissima, ti scriverò senz’altro 😉

          • Il problema enorme dei test sono la miriade di domande INUTILI sulla cultura generale; andrebbe invece impostato un test(parlando di veterinaria) che ponga quesiti di cinofilia, domande basilari di chimica e biologia.. quesiti inerenti all’ambito di studio della facoltà.
            Se uno studente di storia dell’arte si trova nel test d’ingresso domande su algebra e geometria è un non sense(e a me, studente di arte, è successo!).
            E in queste condizioni che non c’è mai vera selezione; anche se è altrettanto vero che prima o poi le persone capaci vengono fuori, mentre gli infami come quelli che hai descritto vengono eliminati col tempo; una cattiva veterinaria, stai tranquilla che perderà molto facilmente i suoi clienti.
            In bocca al lupo per i tuoi studi,
            Giacomo

      • Ciao Andrea,
        molti anni orsono la scelta della professione di medico o di veterinario era dovuta esclusivamente alla passione e nell’esercitarla come una missione. Ora lo è sempre più raramente, ma tu possiedi tutte le qualità per divenire come erano.

      • Io ho due meticci, presi al canile, il secondo vive con noi da due anni e ancora non sono riuscita a farlo vaccinare perché aggressivo … Boh! Il mio veterinario o meglio dottore in una Rinomata clinica veterinaria mi ha consigliato di riportarlo al canile perché il cane era troppo aggressivo e gli ha ringhiato contro. Certo certo, ma il DOTTORE non ha considerato il fatto che il cane stava con me da meno di un anno e Lui grande esperto ha cercato di mettergli la museruola senza mezzi termini. Allora io credo che se un estraneo mi venisse dritto incontro con ‘Na roba strana in mano e cercasse di spiaccicarmela sul muso pure io gli ringhierei contro anzi il mio cagnaccio aggressivo e’ stato pure troppo educato, io lo avrei morso quel Dottore! Io ancora sto cercando un veterinario serio e non solo anche un educatore serio, spero che persone come lei aumentino di numero altrimenti i nostri LUPI sono fregati.

        • Non ho capito, è aggressivo solo quando vede il vet con la museruola, o è sempre aggressivo?
          Nel caso del vet è molto probabilmente aggressività dettata da paura, ma in quali altri ambiti e contesti si mostra tale?
          Sono molto incuriosità dall’aggressività perché noto tantissimi cani che si abbiaiano incacchiati a distanze notevoli.. O non socializziano, e il rimedio a ciò è alquanto semplice (ma i padroni non glielo consentono perché paurosi che il loro cane o l’altro morda), o vengono viziati, cioè ottengono quel che desiderano quando sono agitati, eccitati e quando abbaiano contro il padrone per reclamare.
          Questo è quel che mi è venuto in mente ora. Secondo me se badi a come ti comporti con lui, potrai capire se il problema nasce geneticamente o quasi da lui o da te.
          Ciao e buona fortuna!

      • io ho amiche veterinarie (gente appassionata che ama ciò che fa) e vedo solo precariato, orari assurdi, dipendenti a partita iva e via dicendo. credo che i tuoi compagni resteranno delusi, se le loro aspettative sono far soldi.
        una delle mie amiche è la nostra vet… preziosa. uno dei nostri pelosoni arrivò in condizioni pietose, senza la sua attenzione oggi non sarebbe il cagnolone sereno che è. e con tutto quello che gli ha fatto, che lui non fugga quando la vede… la dice lunga…
        a te tanti auguri per i tuoi studi, i test di ingresso sono un abominio, un percorso di studi serio non ne ha bisogno, seleziona i primi anni, e quella sì che è una selezione seria, prosegue chi è intelligente e chi ha passione per impegnarsi!

  3. I cani puzzano. 😀

    • i cani puzzano?e ki lo dice, anch io ho una cagnolina sta con me dentro casa, tutto sta a come te ne prendi cura x me il cane e come una figlia me la curo come tale anke se il bagnetto si fa 1 volta al mese io la pulisco tutti i giorni con salviette imbevute e pettinatura,i cani sono molto intelligenti crescono in base agli insegnamenti ke ci diamo e come crescere un figlio con tanto amore e pasienza e io sono felice di avere un (cane dentro casa)fa parte della famiglia e lo dice una come me ke ero molto contraria ad avere animali in casa oggi la penso diversamente,l unico consiglio ke posso dare cresci il tuo cane come un bambino con le giuste regole e potrai essere fiera di avere un cane ke sa dare solo amore al suo padrone.vi auguro una giornata

  4. Se i cani puzzano, meglio non dire quanto puzzano di marcio i cervelli di certi umani!

  5. mio marito era iscritto alla facoltà di veterinaria negli anni novanta a Milano e per i primi due anni di animali ne ha visti ben pochi, ci si doveva impegnare di brutto per superare gli esami di botanica e statistica perché le professoresse, anziane e inacidite, odiavano insegnare lì e non facevano passare quasi nessuno. Di professori che avevano il sacro fuoco dell’insegnamento ce n’erano ben pochi. Forse uno solo, gente che amava gli animali o ne conosceva l’etologia, non ne ho proprio visti.

  6. infatti ho sempre meno fiducia in loro….troppo attaccati al Dio denaro!!

  7. Il dramma è che abbiamo bisogno del veterinario e se ti arriva, come sta capitando a me, un periodo particolarmente sfortunato…ne hai taaaanto bisogno!
    Il mio fantastico veterinario si è ritirato per motivi di salute e da quel momento è iniziata la ricerca del sostituto…un incubo! Per un motivo o per l’ altro sono finiti tutti sulla mia lista nera che si sta allungando sempre di più.
    Leggere questa testimonianza fa capire che il problema parte da lontano…oltretutto queste persone non saranno solo dei cattivi professionisti ma anche delle brutte persone. Come fanno dei ragazzi così giovani a ragionare in questo modo?
    Peccato….per noi, per i nostri animali e anche per loro stessi.
    Io mi pento, in un paio di casi, di non aver denunciato all’ ordine il professionista…non basta semplicemente rivolgersi a qualcun altro, anche noi proprietari abbiamo il dovere di cambiare questa situazione.

  8. Sono rimasta basita nel leggere questo articolo.
    Certo, so benissimo che non tutti i veterinari sono come James Herriot (che io adoro, leggo e rileggo i suoi libri sempre con grande gioia), so che, come in tutte le professioni, ci sono quelli bravi e quelli un pochino meno, ma… mi ha sconcertato la freddezza con cui questi giovani si accostano ad una delle professioni più “nobili” che dovrebbero esistere.
    A parer mio, ancora più “nobile” di quella del medico (tranne, forse, il pediatra), in quanto un normale “essere umano” è, normalmente, in grado di percepire il dolore e dare sufficienti spiegazioni al dottore.
    Un animale no.
    Per cui il vet dovrebbe essere moooolto più empatico del medico.
    Come si fa ad intraprendere una professione simile senza amare profondamente gli animali???
    La mia veterinaria non è certo un luminare, ma ama gli animali, il più delle volte non si fa neppure pagare (a parte i vaccini, ma quelli li paga anche lei, presumo).
    Ma, questa volta, vorrei mettere “in croce” anche i genitori di questi studenti.
    Se mia figlia non avesse amato gli animali MAI le avrei permesso di frequentare la facoltà di veterinaria, come non le avrei permesso di diventare medico o infermiera se non fossi stata più che sicura della sua empatia per chi soffre.
    Spero che questa facoltà sia veramente così “tosta” come dicono e che molti di questi futuri macellai si perdano per strada.

  9. ho avuto ancora conferma di quello che penso

  10. Silvia e Nala

    Per Veterinaria ci son passata anche io, 4 anni, poi ho mollato (perchè sinceramente dopo una laurea di 5 anni e un master, di dover ancora lottare contro i baronetti non ne avevo più voglia, e sopratutto quando non ti serve davvero il pezzo di carta ma lo fai per personale passione, non ingoi più il rospo e il baronetto lo mandi pure a quel paese :p) .
    Comunque sia io la storia del “i veterinari si occupano della salute umana, fisica e psichica, passando attraverso la salute degli animali sia da reddito che da affezione” io me la son sentita dire da un professore alla sua prima lezione. Insieme alla tiritera “oramai ci sono più veterinari che animali, dovete buttarvi sull’ispezione degli alimenti ed i macelli”.
    🙁
    Fortuna che di ragazzi appassionati ne ho visti, ma ho visto anche ragazzi gia pieni di se, spocchiosi, convinti di sapere tutto.
    Ma confido che entrando poi nel mondo del lavoro verranno selezionati e comunque ridimensionati. Anche se putroppo per questo servirà magari che qualche animale ci lasci le penne.

  11. Ieri io e una mia amica (primo anno a produzioni animali di perugia, interfacoltà tra agraria e veterinaria) stavamo parlando proprio di questo, guardandoci intorno…. Debbo dissentire con la dottoressa qui sopra per il semplice fatto che io come allevatore amatoriale, nonché miei amici come allevatori ufficiali, abbiamo avuto a che fare con un numero davvero impressionante di veterinari incompetenti, se la selezione fosse ben fatta come dice lei, da dove saltano fuori tuttì questi macellai laureati???

  12. Sono così felice di avere un eccellente veterinario…. Traspare da ogni suo gesto l’amore per ogni creatura, fa pagare una stupidaggine qualsiasi cosa ( io rimango sconvolta di quanto poco mi chieda per le cure) le visite sono praticamente sempre gratuite, e tranne per una recente cistite il mio cane è sano come un pesce… Grazie vet…

  13. il racconto della coinquilina animalista mi ha fatto venire in mente quella veterinaria di prontosoccorso che scrisse sulla ricetta del mio cane “Hamstaff”. però c’è da dire che si capiva che amava i cani… purtroppo questo non basta, A ME non basta, quando c’è di mezzo la salute o peggio la vita del mio cane. perchè anche io amo i cani, ma non ho le competenze per curare cani e farmi pagare per questo.

    poi ad un certo punto incontri un uomo distinto, alto con un bel bassotto a pelo duro che gli trotterella a fianco, e che sa capire cos’ha il tuo cane anche senza una lastra… e allora va bene fare anche un’ora di strada, perchè è quello giusto.

  14. Che dire…… dico solo che per scegliere il veterinario che avrebbe dovuto seguire il mio cane ne ho cambiati vari e impiegato molto tempo.
    Adesso vado in una clinica ottima, a 20 km da casa. Ma almeno so che sono veramente bravi e professionali.
    Dovrebbero fare tutti così. Basta informarsi un po’, leggere molto e farsi un’idea.
    Purtroppo I veterinari che lo fanno con passione sono la minoranza. Basta vedere nella mia zona quanto è facile trovare un veterinario che tagli orecchie e coda ai cani tipo Dobermann e Pitbull……rilasciando um certificsto falso. Credetemi, lo fanno tutti, e secondo voi perché? Per soldi!
    Io se fossi una veterinaria non taglierei mai pezzi di cane per far soldi, ma siamo matti!

    Sceglietelo bene il veterinario!
    Quelli bravi sono rari.

    P.S. stiamo attenti, perché il bravo veterinario non è quello che fa pagare 4 soldi o che quando vede il nostro cani dice “ciaooo paperello morbidosoooo amoreeeeee cì cì cì” questo non è (PER FORZA) sinonimo di professionalità e amore per gli animali.

  15. purtroppo la facoltà di veterinaria non forma solo i veterinari che curano i nostri amici pelosi. Ma come precisava Valeria anche i veterinari che si occupano di consentire la macellazione della carni, oppure i controlli sanitari degli allevamenti, o che seguono centri come Greenhills dove si allevano cani per esperimenti di laboratorio. Secondo me sono tutti rami della medicina veterinaria che nn possono essere seguiti da chi ama gli animali come li amiamo noi.. Io francamente non ce lo vedo il vet responsabile sanitario di Greenhills che dopo il lavoro porta il suo cane a giocare al parchetto… una “persona” così nn ama gli animali…

  16. …io che mi lamento perché le visite dal veterinario della mia canetta durano un’ora, di cui 40 minuti di coccole, bocconcini e chiacchiere su altri “pazienti” e sull’educazione dei cani in generale.. e devo dire che anche col gatto, sono sempre stata fortunatissima, ho incontrato vet eccezionali e innamorati degli animali..

  17. Io ringrazio il cielo per la vet che mi ritrovo, competente amante degli animali e anche il suo team extracompetente che per ogni minimo dubbio o cugginata da sfatare mi ha aiutato. Quando il mio cane era cucciolo (6 mesi) chiesi un indirizzo per fare un corso base e loro mi diedero il contatto (in buona fede) di una loro collega che fa la comportamentalista. tale persona quando il cane raggiunse quasi l’anno mi disse che il cane era da castrare perchè aggressivo (io avevo una mezza idea di castrarlo a 6 mesi quando arrivò a casa mia ma poi ho desistito per svariati motivi) notare che si “scatenava” solo per mettere in chiaro con gli altri maschi che lui sottomesso al primo che passa non ci sta. Con l’ansia addosso sono andata da loro per chiedere consiglio (avevano tutti gli interessi economici nel dirmi che era da castrare) e mi dissero che era una corbelleria perchè ormai il carattere del cane era formato (e loro sono specializzate se non ricordo male in chirurgia e un’altra cosa che non ricordo non certo in comportamento) sono andata ancora un paio di volte da quella donna dopo che ho visto un paio di scene con relativi commenti (io da profana in alcuni casi ci azzeccavo di più che loro….) dopodichè me ne sono andata. Un ragazzo che conosco voleva fare veterinaria per diventare operatore al asl ma alla fine fortunatamente (per come l’ho visto lavorare con gli animali) ha scelto di continuare con agraria…

  18. Io sono una studentessa al secondo anno di università… studio in una facoltà che non ha niente a che vedere con veterinaria, ma la situazione è simile anche da me. Molte persone non scelgono una facoltà per passione ma per sbocchi lavorativi o perché vogliono la laurea e basta, non gli importa di che cosa studiano. E’ pieno di gente che viene a lezione ma è palese che non gliene frega nulla di cosa sta spiegando il docente, gli serve solo per prendere appunti e passare l’esame.
    Mi ricordo inoltre, nel periodo di ammissione alla università, che molta gente bocciata all’esame di medicina ripiegava su veterinaria o farmaceutica, in parte per non buttare via quello che aveva studiato per l’ammissione, in parte perché avrebbero potuto rifare il test di medicina l’anno dopo e integrare alcuni esami dati nell’altra facoltà. Ovviamente che ci smena sono le persone che si sono iscritte alla facoltà su ci queste persone hanno ripiegato e la qualità del corso in sé…

  19. Un veterinario bravissimo ,gentile, amante dei nostri amatissimi e coccolati pet il Dott Bellocchio di Cividale del Friuli . Mi fido ciecamente perche prima “parla” con il suo paziente e dopo chiede chiarimenti a noi. Grazie dott. per tutto !!!!!

  20. e pensare che la veterinaria sotto casa mia ha preso la laurea manco due mesi fa …

  21. Ma non è tutto così….
    Il mio migliore amico è medico, e dice che dall’80% dei medici non si farebbe neanche controllare la pressione !!!
    La veterinaria che scelsi dietro casa quando presi la mia cucciola di Corso (avevo traslocato) dai 10 mesi in poi iniziò neanche ad avvicinarsi…io ebbi l’impressione che ne fosse spaventata !!!
    Ma se anche per fare un tagliando decente alla moto (ancora in garanzia e quindi “obbligato” al meccanico ufficiale!) sono andato fino a Parma, perchè i 2 di Torino fanno solo danni !!!
    L’Italia è allo sfascio, ma forse dovremmo (mi ci metto anch’io) farci un bell’esame di coscienza tutti e prendere più seriamente le nostre responsabilità, invece di dare sempre le colpe al sistema !!!

  22. Il mio Vet lo conosco da 14 anni, mi fido di lui come professionista e lo stimo, lo stimo molto, è un uomo onesto nel lavoro che fa e soprattutto per come lo fa! anni fa mi raccontò come divenne veterinario, da dove parti’ la sua ispirazione, era bambino e a quei tempi la veterinaria si dedicava quasi esclusivamente agli animali da reddito, lui aveva un cagnetto con cui aveva un rapporto simbiotico, questo cagnetto si ammalò e morì molto male a causa dell ignoranza del tempo e della povertà che non permetteva di spendere o provare a curare un animale da affezioni; quel giorno lui giurò a se stessa che avrebbe studiato per aiutari gli animaletti malati e per non permettere mai piu’ a nessuno di soffrire come stava soffrendo lui. oggi e’ un ottimo professionista, affermato nella nostra piccola citta’ odiato da molti suoi colleghi per la sua (mi ripeto) onesta’ economica e diagnostica, un uomo che ammette se serve uno specialista prima di fare lui una diagnosi ad capocchiam, come purtroppo tanti fanno, uno che ti dice: preferisco prendere poco per un vaccino ma sapere che il pensionato possa curare il suo animale, ed avere un compagno di vita sano accanto; queste sono le persone che meritano di andare avanti nella loro professione medica, non quei quattro cretini che si sentono Dio in terra, che gli porti il gatto del rifugio e storcono il naso…perche’ loro adorano solo i cani grandi …figuratevi, sono andata dal mio con un fagiano sotto al braccio, lo avevano investito di proposito davanti ai miei occhi per ammazzarlo e mangiarlo rompendogli una zampa; Lui, il mio Vet, lo ha visitato, fasciato, (non ha voluto un soldo) e mi ha anche dato un numero di una signora che si occupa di recuperi…! ora che sto per cambiare regione… il dolore piu’ grande e’ lasciare loro ( e il parrucchiere! ) .

  23. Come sempre, essere informati e meno “ingenui” possibile è l’unica soluzione anche secondo me. Ho dei veterinari (tre nello stesso studio) che conosco da anni e che stimo molto. Non credo siano Dio in terra, ma di sicuro quando lavorano lo fanno con la competenza, l’esperienza, l’amore per gli animali. E l’onestà verso il cliente, che pare sia diventato un dono raro. Quindi, quando si ha il sentore di essere davanti ad un ciarlatano, ad un menefreghista o quant’altro …scappare a gambe levate e vai di passaparola! Così niente clienti, niente danni. E soprattutto, a casa chi lavora male e solo per il profitto!!!

  24. E’ mai possibile sentire un veterinario dire che ODIA cani & gatti?….Un mio amico, ha un allevamento di cavalli,
    il vet. ci va quasi tutti i giorni a fare visita, più di una volta l’ho visto pure io presso le scuderie………ma non parlategli dei pelosetti che lui non li sopporta, lui AMA solo i cavalli!!……io ODIO lui! 🙂

  25. Io la storia del dobermann che impazzisce a 7 anni l’ho sentita dal veterinario, quando portai 15 anni fa la mia Pinscherina.
    Inutile dire che girai i tacchi e cambiai vet; ma la cosa più triste è che sentire queste ca….e mi è costato 80.000 lire!

  26. Io mi stupisco di più che ci siano veterinari e/o professati “amanti degli animali” che ancora mangiano carne, uova e latticini..

    • Li amano il doppio: da crudi e da cotti 😀

      (se non si capisse, è una battuta)

      Io mi stupisco di più della vegetariana che invece odia apertamente cavalli e cani di razza “perchè sì”.

    • Ma che cavolo c’entra??????????!!!!!!!!!!!

  27. Buongiorno a tutti, buongiorno Valeria.
    Dalla lettera di questa giovane studentessa e dalle considerazioni di Valeria, nascono, gioco forza, considerazioni di tipo etico, deontologico e morale.. La lettera è uno sfogo accorato. Sono una collega, giovane studentessa, solo che io curo gli umani. Sono medico dentista e la trafila, dai test di ingresso, alla passione, al fermento ideologico, al Sacro fuoco della conoscenza, la ricordo anche io. Anni e anni di studio duro, di abnegazione totale.. Me lo ricordo.. Con soddisfazione (sono stata una eccellente studentessa, al punto che il mio relatore di tesi, neurofisiologo, ad oggi è un mio carissimo amico)..
    Sono un bel po’ più vecchia di te, ho alle spalle decenni di professione.. Non sono disillusa o disincantata, questo mai.. Ho conservato e conservo tuttora il grande amore per la gente, perché se non ami almeno un pochino chi curi, non lo curi bene.. Ricorda che quando farai pagare una parcella a un tuo paziente, tu non venderai Arte Sanitaria, venderai gli anni di studio, gli anni che hai passato a faticare sui libri, venderai le tue competenze, la tua capacità di curare, acquisita con il tuo ciclo di studi e con gli anni di esperienza.. Non venderai mai salute.. Questo non lo può fare nessuno..
    Tutti abbiamo incontrato colleghi con motivazioni differenti, alcune delle quali completamente fuori binario (soldi, status sociale, eredità – vorrei ricordare che moltissimi professionisti in Italia ereditano il lavoro dai genitori-), non scoraggiarti, vai avanti non perché un giorno sarai migliore dei tuoi colleghi ma solo perché è giusto così, la strada è quella giusta.. Se sarai capace di lavorare per 15 anni e mantenere lo stesso entusiasmo, la stessa passione, avrai vinto..
    Ora ti dico cosa si dovrebbe fare per far vincere il merito, già dall’università: farli entrare tutti, ma proprio tutti, sai? Poi fare i primi tre anni propedeutici in cui i docenti dovrebbero farti un mazzo quadro è se non sei capace, tenace, portato, appassionato, cambi mestiere.. In Francia fanno così.. Pare che funzioni..
    Un accenno sull’argomento animalisti: non confondere chi strumentalizza, chi si fa fare il lavaggio del cervello, chi non ha mai visto la sofferenza di una persona o di un animale ma la sbandiera ai quattro venti..
    Chi ama gli animali e le persone spesso lavora in silenzio, produce fatti, rispettando il punto di vista degli altri..
    Sono un medico e sono, come molti colleghi, anche ricercatori, contro la vivisezione e sono pronta a dirti perché usando la scienza, i fatti, la statistica, e anche la fisica quantistica, se vuoi.. Non uso l’ emotività’ o i buoni sentimenti, ma il pensiero scientifico.. Imparerai, come ho imparato io, a capire che non tutto ciò che il mondo scientifico ti propina è buono, imparerai (questo te lo auguro) ad avere la capacità di leggere un articolo e a discriminare criticamente se puoi prenderlo sul serio o no.. È questo che deve fare il medico.. Non uniformarsi a un sistema malato e vai avanti per la tua strada, onestamente e con amore.. Sempre, anche quando ti uccidono di tasse e, alla fine del mese, porti a casa come un impiegato..
    Forza ragazza che sei il futuro!!

    • Quello che dici è bello, soprattutto detto da un medico, sappi però che non necessariamente chi fa il medico la pensa così!
      Peccato che di medici sia per umani che per animali con anche una sola di queste doti:
      pulizia, serietà, gentilezza, UMANITA’, UMILTA’ e non di meno competenza, li conti sulle dita di una mano sola (giusto perchè voglio essere generosa).
      Per quanto riguarda quella studentessa che dice che i cani puzzano, mi piacerebbe che qualche d’uno le dicesse quanti umani puzzano ed è peggio il loro odore che quello dei cani, peggio delle capre!

  28. la selezione continua dopo l’università, i veterinari incompetenti non lavoreranno… se qualcuno si trova male con un medico non credo lo richiami…. o no? per cui ecco qui la selezione. di certo non si può selezionare al fronte dell’amore per gli animali… ci sono molte altre cose da valutare non ultima la competenza. poi quello che ci muove ad alzarci nel cuore della notte per un0urgenza è la passione… ma non si può nemmeno pretendere di essere tutti uguali. secondo questo ragionamento tutti i medici umani dovrebbero essere allora missionari misericordiosi e amare gli uomini tutti… bah io ho qualche dubbio. comunque i veterinari che non lavorano bene a mio avviso non lavoreranno per cui ecco fatto. indipendentemente dal punto di partenza amore per gli animali…

  29. per concludere di ciarlatani in giro ce ne sono in ogni ambito e settore. io penso che in ultima analisi stia al cliente fare la selezione finale. la differenza non la fa solo l’amore, quello è un valore aggiunto, la fanno anche la competenza, l’esperienza, le conoscenze, la capacità e molto altro, come in ogni ambito. l’università prepara tutti ugualmente poi ognuno fa la sua strada con le sue doti e le sue competenze e la sua voglia di imparare. la selezione la fate voi invece. inoltre se non ci fosse anche qualche veterinario che ama stare in laboratorio e non coccolarsi le bestiole chi farebbe analisi e ricerca? tutto serve! se tutti fossero come me che amo stare una nottata con una cavalla o sbrogliare una capra in distocia a costo della mia di salute, a chi invierei le analisi che mi occorrono???? qui non si parla solo di sentimentalismi, si parla di medicina. e in medicina a volte i romanticismi non bastano a salvare un animale

    • Che ciarlatani ce ne siano in ogni ambito è ovvio, quello che io cercavo di dire non è che se un veterinario non ama gli animali non è bravo (anche se mi viene da chiedermi comunque “ma perchè non ha fatto qualcosa che lo appassionava di più?”). Però, cristo, tra non amare gli animali e disprezzarli c’è un cavolo di abisso! Un pediatra a cui i bambini stanno indifferenti può comunque essere assolutamente competente e consapevole che dal suo intervento dipende la salute del bambino (e quella psicologica della mamma!), ma se un pediatra non avesse pazienza, i bambini non gli piacessero per niente e reprimesse a stento la voglia di prendere a sberle il paziente? E’ verissimo che alla fine a contare sono i fatti, però se uno proprio si schifa di fare quello che fa, di sicuro ci mette meno passione e meno impegno!

  30. Andrea Antonelli se i medici che hai incontrato non ti piacciono, cambiali e fai selezione. il problema si risolve, ne troverai uno degno dal punto di vista umano e professionale alle tue aspettative? o almeno me lo auguro. purtroppo ti ripeto come in ogni settore ci sono i bravi, i meno bravi, gli onesti i meno onesti, gli appassionati i meno appassionati… sta a voi scegliere.

    • Ohhh, si, certo, verissimo, peccato che a volte l’opportunità di cambiare medico uno la perda se ci lascia le penne! Medici e veterinari hanno a che fare con la vita di esseri umani, non con la vendita di una casa!

  31. Così al volo mi vengono un paio di idee per trovare un buon veterinario:
    – almeno per le prime volte andate da 2 veterinari e constatate le differenze di diagnosi
    – uno decente cercherà di lasciare un buon ricordo di se all’animale. Punturina? ok, dopo bocconcino.
    – quando da le brutte notizie abbia un pelo di sensibilità e di tatto
    – se fa anche reperibilità non è male!
    Questo su esperienza personale, quindi chi ne aggiunge ancora?

  32. Ugo Zoro i cani puzzano?? Hai mai preso un ascensore o l’autobus o metropolitana???? Se i cani puzzano gli umani strapuzzano!!!!

  33. Io ho avuto la FORTUNA di avere x la mia Regina <3 prima di tutto 1 Grande UOMO <3 e poi 1 MERAVIGLIOSO VETERINARIO . La mia RICONOSCENZA x SEMPRE ! Grazie Dott. Gaetti x essere stato vicino a me e a REGINA <3

  34. a volte quello che mi inquieta di alcuni veterinari, dei dottori più in generale è la superficialità e la mancanza di umiltà. basterebbe dire: non so cosa tu abbia, senti uno specialista…invece di dare cure e/o diagnosi da sciura Maria come direbbe Valeria…

  35. Curiosamente, nonostante sia convinta che un super-amore per il genere umano ed una super-empatia siano d’intralcio nel fare il medico (specie in certe specializzazioni), rimango ancora convinta che per fare il veterinario si debbano amare gli animali.

  36. leggete tutta la lettera che questa ragazza ha scritto è meditate gente.

  37. Di veterinari poco “capaci”, tra virgolette perchè, per carità, sicuramente afferrati nella materia, ne è pieno il mondo, ma penso che ognuno abbia le capacità di rendersi conto da solo se un professionista vale oppure no. Importante è chiedere, se possibile, più pareri, soprattutto nel caso di decisioni di un certo peso (per esempio un intervento molto invasivo).

    Un veterinario conosce ogni osso, ogni muscolo del cane, ma pretendere conosca anche le diverse razze o i metodi di addestramento/correzione è un po’ troppo. Per questo ci sono professionisti di settori specifici, molto più accreditati (anche se in mancanza di “titolo”, ma francamente spero sia passata l’abitudine quasi medievale di dar credito a priori ad una persona solo perchè ha fatto uno studio, soprattutto perchè la laurea in tuttologia non esiste). Oltretutto poi potrebbe succedere come ad un conoscente, al quale il veterinario ha consigliato il metodo “muso nei bisogni” per evitare sorprese in casa (e si parla dell’anno 2013, non 1957)…

    • Come si è spesso ripetuto anche su questo sito, il veterinario deve essere un medico e non un educatore (all’università la parte di etologia è poco considerata), quindi naturalmente nessuno pretende che conosca i metodi di apprendimento-addestramento (soprattutto se la futura vet in questione ha 22 anni e quindi non ha completato gli studi e non ha fatto corsi, ecc). Il problema è la boria con cui certe persone si pongono, spacciando come verità assolute certe corbellerie! Insomma, piuttosto che dire una sciocchezza è meglio essere franchi e dire “non lo so” esattamente come il vet che nomina lei avrebbe dovuto fare :)!

      • So benissimo che un veterinario non è un educatore, mi pare di averlo anche scritto. E non mi riferivo di certo alla studentessa dell’articolo, all’inizio, possiamo dire, del suo iter, tra l’altro mantenendo una posizione piuttosto critica, dote che personalmente apprezzo molto, ma ai professionisti.

        Purtroppo è ancora troppo diffusa la convinzione che un veterinario sia anche un esperto cinofilo, cosa che non è. La mia “critica” andava un po’ in questo senso, ma non è che fosse rivolta a qualcuno in particolare.

        • Infatti io le stavo dando ragione sul fatto che un veterinario non è necessariamente un esperto cinofilo! Ciò che intendevo è che un veterinario, se interpellato in caso di problemi comportamentali, dovrebbe avere il coraggio di dire “guardi, non lo so, si rivolga a un educatore” anzichè inventarsi le cose.

  38. animalista? parlava di cacciatori, parlava di cani di razza ……. mah!

  39. Si l’umiltà è’ la prima dote in ogni mestiere. Comunque se i colleghi della ragazza hanno scelto di fare il veterinario per soldi si sbagliano di grosso. Fare il veterinario comporta sacrifici, levatacce, fango, acqua, sole a picco, vento gelido che spacca la faccia, ore e ore con un ciuco nel fango, morsi, calci, implica fatica, sudore a volte sangue e di denaro beh …. Oggi direi poco… Quindi chi non avrà passione non lavorerà. Lo,scopriranno poi… E chi non avrà fegato, ossa dure e spalle larghe ma solo amore non sopravviverà nemmeno lui… Per cui… Pochi soldi. Molta fatica, poco prestigio visto come siamo messi ad oggi…. Non è più come una volta. Il vet oggi conta poco basta leggere nei vari gruppi… Tutti sanno tutto per cui noi poveri vet…. Potremmo anche chiudere e lasciarli ai loro animali a curarseli se sono così capaci… Perché l’umiltà non manca solo nella categoria… Manca e basta… Quindi chi lo fa per soldi e prestigio…. Beh che dire auguri!!!!

  40. Beh dai, freniamo n’attimo…stiamo parlando di gente che fa il primo anno…ha voglia quant’acqua sotto i ponti dovrà passare…questi se mai si laureeranno finiranno in qualche carica istituzionale/Asl o simili. Se apriranno uno studio, senza amare gli animali…dureranno men che meno. Non pensate?

  41. chissà perché sotto discussioni di questo tipo non manca mai il commento “il mio veterinario è così bravo COSTA QUASI NIENTE”…che amarezza…

  42. Io sinceramente l’altra settimana sono rimasta un po’ sconcertata… Avevo visto che il cane aveva i vermi ed ho chiamato il veterinario per chiedere di controllare le feci e lui mi ha detto portalo per fargli la puntura… Sono al secondo cane dopo 15 anni e la cosa, non so se a torto o a ragione, non mi è piaciuta per niente.

  43. mamma mia quanti luoghi comuni….
    1) al primo anno si è ancora un po’ troppo acerbi per farsi un’idea dell’ambiente..le cose diventano più chiare quando effettivamente si inizia a “studiare veterinaria” quindi 4-5 anno

    2)nessun neolaureato, laureando o studende fa veterinaria per i soldi, la musica è cambiata, non siamo più negli anni 90 le prospettive di guadagno sui piccoli animali sono bassissime

    3)la moda del momento sembra essere quella di dar contro ai veterinari (come accade in medicina umana) ma, a fronte di qualche critica più che sacrosanta, ce ne sono altrettante che a mio avviso derivano dall’italico vizio di parlar male di certe categorie a prescindere…per es chi cambia veterinario perchè hanno tosato troppo il cane, chi era abituato nel “700 a curare ogni male col cortisone e si arrabbia per ogni terapia diversa da un corticosteroride…

    • Luoghi comuni? Io mi sono limitata a riferire quello che ho visto. Non mi risulta assolutamente di aver “dato contro” alla categoria dei veterinari (sarei cretina visto che sto studiando per diventarlo), ma forse mi sfugge il passaggio. Che il veterinario non lo si faccia per soldi, mi fa ridere. Tutti ci hanno spiegato (dai professori al direttore di dipartimento) che in questo settore (soprattutto animali piccoli) in effetti non si diventa ricchi: ma nessuno vuole crederci. Tant’è che la motivazione di tanti miei compagni di corso è proprio quella (e non me la sto inventando, mi è stato detto a chiare parole) così come era anche quella di molti miei ex colleghi quando ho frequentato odontoiatria.
      Non mi risulta di aver sostenuto da nessuna parte che “tutti gli studenti fanno vet per i soldi”, visto che alcune persone che studiano con me sono appassionate ed estremamente felici del corso di studi che hanno scelto. Sarà che mi sono espressa male.

  44. Angela Manu

    Io per i miei due cani ho purtroppo due vet diversi.Per il “vecchietto” (o vecchione,dato che è un incrocio pastore) che non ne ha mai e dico mai voluto saperne della macchina in 11 anni di vita siamo costretti a portarlo al guinzaglio dal vet del paese,caro come il fuoco (ma vabbeh,dici,se almeno fosse competente) ma non amante degli animali (il “tira giù sto c***o di cane!!” dal lettino mi è ancora bene in memoria quando glielo avevamo portato l’anno scorso per mostrargli il tumore che gli cresceva sulla zampa posteriore) e uno sciurmario della peggior specie (volete una “pirla” di saggezza?? bene,costui ha detto a mio padre, capobranco di Lantis,il vecchietto di cui sopra,che i Malamute,razza di cui sono innamorata io,sono pericolossissimi e non ascoltano il padrone….! nocomment,fatto sta che stavo per acquistare una cucciola di Malamute e grazie a questo tizio se lo facevo finivo dritta sotto qualche ponte!). Ho da qualche mese adottato una cucciolona da un rifugio e l’ho abituata subitissimo alla macchina,soprattutto per potermene scappare da sto tizio.Ho girato un po’,ma alla fine per Medea a circa 20km di distanza ho trovato due Veterinarie innamorate del loro lavoro,innamorate degli animali e soprattutto molto competenti (Medea,uscita dal canile,rischiava di perdere un pezzettino di coda che si mordeva fino a farla sanguinare:bene,il primo vet le avrebbe tagliato il pezzettino ferito,le altre due invece,standoci in ballo un mese intero e visite almeno ogni due giorni e con delle fasciature “a prova di dente” sono riuscite a sistemarle la coda che ovviamente adesso non sembra neanche mai stata ferita e che non si morde manco per sbaglio!).Sono quelle che mi han detto di non farmi scrupoli al sabato,domenica o Ferragosto a tirar su il telefono e chiamarle in caso di problemi,sono quelle che appena Medea o qualsiasi altro loro paziente peloso entra,ricevono coccole e un biscottino dopo la visita,e sono quelle che veramente una visita te la fanno pagare un’inezia (e tu guardi la fattura e non ci credi!).
    I veterinari bravi e competenti ci sono,il problema e la fortuna sta nel doverli cercare.
    Forza,Andrea!

  45. A proposito o sproposito dei cani che puzzano … Da proprietaria di animali frequento gli ambulatori Vet e più di una volta nel varcare la sala d’aspetto mi è capitato di avvertire il tanfo tipico di cani che con i proprietari erano in attesa del loro turno o che vi avevano sostato in precedenza. Nell’osservarli in realtà erano cani molto trascurati nell’aspetto generale e lo sgradevole odore che emanavano era più che altro dovuto ad una scarsa o nulla igiene generale che niente a che fare con l’odore naturale del cane. Sarebbe buona norma che alcuni proprietari prestassero più attenzioni ai loro animali come immagino quando ci rechiamo dal ns. dentista con i denti lavati o quando ci sottoponiamo a visite o esami clinici facendoci la doccia e indossando biancheria pulita.
    Altresì in caso di urgenza certe regole civili possono essere giustificatamente eluse e se pur il nostro beniamino risultasse “incaccolato” la corsa dal Vet è prioritaria.

    Anche questi piccoli accorgimenti eviterebbero di “stranire” quei Vet. con “la puzzetta sotto il naso”.

  46. Conosco decine di veterinari così, ma hanno circa 50-60 anni, avevo sperato nei giovani, mi accorgo dunque che ho sperato inutilmente!

  47. Buongiorno,
    volevo dire alla futura collega che ha scritto la lettera, che la sua visione di insieme è molto limitata. Sulle basi sbagliate siamo d’accordo. Potrei raccontare storie ben peggiori di un paio di affermazioni fatte da ignoranti. Il lavoro del veterinario, per me, è il più bello al mondo. Ma la cura all’animale è solo la punta dell’iceberg. Ci si deve scontrare, dopo la laurea, con una marea di problemi, economici, relazionali, burocratici che, ad averli presente da studenti, farebbe desistere anche i più appassionati. Ho letto con stupore una frase del tipo “il test di selezione non fa entrare all’Università chi ama gli animali ma semplicemente chi ha studiato di più”. Ecco, è ora di smetterla con questa frase “amare gli animali”. Un veterinario deve essere soprattutto preparato, l’amore non cura: è il RISPETTO quello che deve guidare un buon professionista nell’espletamento della sua professione, la CONOSCENZA, lo studio, e poi la passione. Leggevo che qualcuno si chiedeva come scegliere un buon veterinario, qualcuno ha scritto che il criterio è il premietto dopo la punturina e il soffrire insieme al proprietario quando si devono dare brutte notizie. Beh, se questo è il criterio, non mi stupisco che non siate soddisfatti di chi avete scelto fin’ora. Un buon veterinario è: chi fa le prestazioni per cui è attrezzato (chi fa chirurgia DEVE avere una sala chirurgica attrezzata con ossigeno e macchina anestesiologica e relativi monitoraggi); chi referta le visite, ossia vi mette per iscritto diagnosi e terapie (scripta manent); chi vi manda da colleghi più specializzati se il caso è difficile; chi non parla male dei colleghi; e da ultimo, chi si fa pagare il giusto. Sì, perchè una prestazione medica ha un costo, a volte anche elevato, e non è questione di lucro o di avidità, è questione che chi vuole qualità la paga. Non preoccupatevi, difficilmente troverete veterinari ricchi, i più fortunati sono appena benestanti. Di quello che un cliente paga, quando va bene, rimane in tasca il 10%, abbiamo fatto i conti (ovviamente sulle prestazioni fatturate, su quelle non fatturate che sono quelle che la maggior parte della clientela vorrebbe e che, purtroppo, alcuni si abbassano a fare, il guadagno è vicino al 100%. Guadagna più chi vaccina a 10 euro in nero, che chi lo fa a 40 fatturati, e lo posso dimostrare). Quindi, cara Andrea, l’idealismo è una cosa bella, io ero come te e lo sono ancora, ma ho i piedi un pò più per terra, e ti assicuro che la vita vera, là fuori, è un’altra. Col tuo amore per gli animali, finirai a fare tirocini gratuiti, notti in PS sottopagata e massacrata. Massacrata da clienti pretenziosi che vorranno miracoli da te dopo che hanno aspettato settimane di portarti il loro animale, che ti diranno che lo hai ucciso tu se lo perderai, che ti accuseranno di essere una che guarda solo al guadagno perchè la fattura è troppo alta senza sapere che a te non arriverà quasi nulla, che ti accuseranno di essere incompetente se sbaglierai una diagnosi, perchè è questo che si pretende da noi, la perfezione, il successo sempre e comunque, senza darti la possibilità di fare il tuo iter diagnostico; vogliono il sorriso, la pacca sulla spalla. Sentirai dire che sono bravi quelli che fanno le visite gratuite, ah sì, loro sì che amano gli animali, e ti danno sempre le medicine che costano poco, ignari del fatto che quelli lì, i presunti veterinari veri amanti degli animali, li riempiono di cortisone e antibiotici, che tanto qualche effetto ce l’hanno sempre, e inventano le diagnosi più bizzarre, ma guarda caso non le scrivono mai su un foglio intestato e firmato. Studierai, frequenterai corsi superspecialistici, per diventare sempre più brava e competente, poi ti accorgerai che non potrai applicare le tue conoscenze, perchè hai bisogno di fare esami, accertamenti che la maggior parte della gente non può o non vuole permettersi, e al primo problema ti chiederanno di mettere fine alla vita del loro animale amatissimo, tra le lacrime di coccodrillo. Ovviamente non lo farai, e poi scoprirai che l’animale è misteriosamente scomparso, forse eliminato da un collega con meno scrupoli, oppure, più frequentemente, a passeggio su qualche autostrada. So che molti si sentiranno offesi, ma questi sono fatti tutti realmente accaduti. Credo che chi legge e scrive qui sia una minoranza non rappresentativa dei proprietari italiani, perchè credetemi, la maggior parte della gente tiene all’animale da compagnia come tiene al peluche del figlio, se si rompe, si getta e si compra un altro. Non voglio dare l’impressione di lamentarmi, io faccio quello che posso al meglio delle mie capacità per alleviare o eliminare guarendole le sofferenze dei nostri amici. Andrea, fra qualche anno te ne renderai conto anche tu, che la cultura del rispetto per l’animale è una cosa ancora lontana anni luce dalla nostra società. Non scandalizzarti se qualcuno sbaglia una razza o se ha una strana repulsione per qualche specie, ricordati che non tutti i veterinari sono tenuti ad “amare” tutti gli animali, ma sono tenuti a rispettarli. Sono il loro diritti la cosa importante, non la misura di quanto uno gli voglia bene.

    • Janis non sono un Vet, non penso che tu sia cinica ma altresì realista.

      Però alcuni tuoi passaggi mi lasciano perplessa e cioè: ”…. Ecco, è ora di smetterla con questa frase “amare gli animali”. Un veterinario deve essere soprattutto preparato, l’amore non cura: è il RISPETTO quello che deve guidare un buon professionista nell’espletamento della sua professione, la CONOSCENZA, lo studio, e poi la passione……”.

      Si è vero che l’amore non cura, altresì la professionalità, la competenza, lo studio, la conoscenza sono requisiti indispensabile per preservare la salute od anche la vita dei pet.
      Indubbiamente un percorso di studi non facile, irto di difficoltà, privo di totale spensieratezza ed inoltre con un futuro lavorativo incerto. Per contrastare tutto ciò penso sia necessaria, come giustamente dici, la passione ma mi sfugge come potrebbe alimentarsi tale qualità se non supportata di quell’amore che di per se non guarisce ma contribuisce anche al perseverare nel raggiungere un obiettivo professionale nel rispetto verso se stessi e nei confronti degli animali che vengono affidati.

      • Dipende cosa intendiamo per amore: se è l’istinto di prevenire e/o alleviare le sofferenze perchè è intollerabile vedere un essere vivente che sta male, sono d’accordo. Se l’amore è l’atteggiamento distorto e superficiale che ce li fa vedere come peluche da coccolare, o da “salvare” non si sa bene da chi o cosa, allora è proprio inutile. E purtroppo il secondo è l’atteggiamento prevalente che mi pare di avvertire tra i banchi dell’Università. Non so se mi spiego.

  48. Janis credo che ti sei spiegata ma forse io no. Tenterò con es. di essere più comprensibile:

    Portando i miei animali dai Vet. non immagino né pretendo che vengano amati. Quando mi reco dal medico di famiglia so che non mi ama. In entrambi i casi mi affido alla loro professionalità per questione di salute.
    Un docente che ama la propria materia credo che sia maggiormente in grado e nel migliore dei modi di trasmettere ai propri studenti il suo sapere.
    Un pediatra o un educatrice di un asilo d’infanzia non sarà e non potrà certamente amare ogni piccolo paziente o ospite come può farlo un genitore con il proprio figlio ma credo che non debbano neanche essere insofferenti ai bimbi.
    La professione di medico è fondamentalmente scientifica ma in virtù della materia “vitale” che tratta, componenti umanistiche non dovrebbero a mio avviso essere ritenute un opzional.

    Sostanzialmente intendo dire che non è oggettivamente possibile amare il singolo soggetto animale o umano che sia, quanto amare la professione che si è scelto di esercitare.

    • Ciao! Sia Ianis che Rita, hanno detto delle cose molto vere e belle, scusate se mi intrometto, ma non posso fare a meno di fare una precisazione: l’amore E’ tutto quello che avete elencato, passione, conoscenza, rispetto ecc…non esiste un amore diverso, altrimenti è altro.

  49. Trovare un bravo e competente veterinario, in Italia e RIPETO IN ITALIA, è un tredici al totocalcio.
    Ho notato che una gran parte di questi “professionisti”, va a casaccio, a tirare ad indovinare.
    Come sempre grande stima per Germania, Austria e Svizzera!
    Come sempre, come dice Bruno Vespa, UN PAESE DI VOLTAGABBANA (Lo stivale italico).

    Saluti a tutti e buona fortuna a tutti i nostri cani…nonostante i veterinari.

    Corrado/Venezia

  50. Lorenzo Vanni

    L’animalismo “Hippy” è tra le più pericolose epidemie degli ultimi decenni, propongono teorie e soluzioni senza alcun fondamento scientifico e di buon senso, spesso dannose per gli animali stessi, e si sentono in questo sempre e comunque dalla parte del giusto in quanto ispirati “dall’ammoore”.
    Sarebbero di per se individui innocui, solo da schernire, se non fosse che qualunque cosa, o quasi, provenga da loro è accettata dalla società in nome del rispetto per gli animali che è (giustamente, per carità) un valore intoccabile.
    Bisogna dare ascolto a chi all’amore per gli animali affianca la competenza e ignorare tutti gli altri.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




78 commenti

  1. se sapeste cosa dicono certi studenti di medicina vi cascherebbero le braccia, le gambe, le orecchie e tutte le appendici corporee di cui siete forniti..

  2. non nego di averlo pensato anch’io al primo anno…. vedendo molte persone che non erano molto interessate all’animale di per sè. poi ho visto negli anni che le cose cambiano. al primo anno forse non si riesce a capire che la medicina è una branca molto ampia. chi ama la medicina e non gli animali può andare a lavorare nei laboratori, nei centri di genetica, nelle ditte di mangimi, nelle ditte farmaceutiche, non è detto che tutti i veterinari debbano lavorare con gli animali. la medicina è molto, molto di più. la selezione inoltre non è solo il test di ammissione, la ragazza si accorgerà che la selezione continua e chi non ha passione non va avanti visto lo stress psico fisico a cui siamo sottoposti in questi anni. una ulteriore selezione poi viene fatta a posteriori… crede davvero che un veterinario a cui non piacciono gli animali avrà tanti clienti? le persone non sono mica sceme… se ne rendono conto se uno lo fa con passione o con amore… quindi vi sarà una ulteriore selezione. un veterinario non deve necessariamente essere animalista, fogato di animali, o vegano… un buon veterinario si valuta con altri parametri e sarà la vita che farà la vera selezione e il mondo del lavoro è duro e li si vedrà davvero chi vale e chi no. al primo anno non ce ne rendiamo conto e questa lettera è più che giustificata, ma credo che la sua opinione nel tempo cambierà così come è cambiata la mia. capirà anche che la medicina non è solo coccole e carezzine ma molto molto di più….

    • Hai ragione, ci sarà una inevitabile selezione…ma nel frattempo? Quanti danni avranno fatto? A quante pratiche sbagliate, inutili o non necessarie, verranno sottoposti i nostri animali?

    • Vero vero verissimo. La situazione non è così semplice come l’ha descritta la ragazza nella lettera. Andando avanti si accorgerà di come le cose evolveranno.

      • ma sicuramente con il tempo cambierà idea su molte cose.. a 20 anni è normale essere idealisti, entusiasti ed un pò ingenui. Non è normale, a quell’ età, essere già così aridi, cinici e calcolatori.

    • Buongiorno, sono la ragazza che ha scritto alla signora Rossi. Volevo solo precisare alcune cose. Intanto, di sicuro non sono tipa da considerare la medicina veterinaria come “tutta coccole e carezzine”. Potrò essere ingenua, ma di certo non stupida.
      Di sicuro spero che ci sia una buona selezione come dice lei, ma vedendo individui dal terzo anno in su (che si procurano una dozzina di quaglie per ucciderle da sè e fare una necroscopia in casa propria) sono un po’ sfiduciata. Inoltre ci sono, sì, molte branche della medicina: ispezione alimentare, laboratori e via dicendo. Tuttavia l’idea più diffusa, quanto meno nel mio corso, è quella di “scegliere l’ambito clinico perchè così si fanno tanti soldi” e soprattutto piccoli animali.
      Per carità, ognuno si occupi pure dei fatti suoi. Se ho dei colleghi che fanno e dicono scempiaggini, questo urta il mio sistema nervoso ma non mi intralcia in nessun modo. Però i criteri di selezione continuano a sembrarmi sbagliati… e le braccia mi cadono D:

      • Complimenti Andrea! (Bel nome!)

        C’è qualche speranza se qualcuno la pensa come te (mi permetto il “tu”, vista la giovane età). Speriamo tu non sia l’unica e riesca a formare una bella squadra di specialisti che la pensino come te e abbiano la tua stessa etica e passione…

        p.s.: io sono convinta che se tutti trovassero la propria passione anche i sarti farebbero vestiti più belli, le strade sarebbero più pulite da spazzini fieri di ciò che fanno e via dicendo. Tutti i lavori hanno i loro perché e se le persone li facessero con orgoglio i risultati sarebbero migliori per tutti..

      • Ciao Andrea, ho letto la tua esperienza e,mentre parlavi dei tuoi interessi e del tuo desiderio di conoscere tutto ciò che riguarda gli animali, ho riconosciuto me stessa. Sono all’ultimo anno di liceo e sogno da sempre di diventare veterinaria,è ciò che sento dentro , è una passione viscerale,indescrivibile. Ho sempre studiato molto,sia per passione sia perché, ingenuamente forse , pensavo che impegnarsi al massimo al liceo mi avrebbe permesso di essere ancora più pronta ad entrare nella facoltà di veterinaria, ma forse mi sbagliavo…ora sono molto scoraggiata per il test che mi attende, sto studiando ma la scuola mi porta via molto tempo,ho paura di non farcela, ho paura che non sarà la passione ad essere premiata. Ti vorrei fare alcune domande riguardo a questa prova,dato che l’hai già superata con successo,sempre se hai tempo ovviamente…se si dove potrei scriverti?
        Grazie per aver condiviso la tua esperienza.

        • Ciao Serena 🙂 se vuoi puoi scrivermi al mio indirizzo mail [email protected]
          Io ho fatto il liceo classico quindi, citando Guareschi, avevo a malapena le conoscenze matematiche per distinguere una moltiplicazione da un parallelepipedo. Purtroppo per questi test è necessaria una preparazione in ambito scientifico che molti licei non forniscono. Il primo anno che ho provato ho studiato una settimana (pietà!) e ovviamente non l’ho passato (sono finita, non so bene come, a odontoiatria O_o) e la seconda volta ho iniziato a giugno a studiare per passarlo a settembre. Qualsiasi domanda tu abbia, sarò super felice di provare ad aiutarti 🙂

          • Grazie mille,gentilissima, ti scriverò senz’altro 😉

          • Il problema enorme dei test sono la miriade di domande INUTILI sulla cultura generale; andrebbe invece impostato un test(parlando di veterinaria) che ponga quesiti di cinofilia, domande basilari di chimica e biologia.. quesiti inerenti all’ambito di studio della facoltà.
            Se uno studente di storia dell’arte si trova nel test d’ingresso domande su algebra e geometria è un non sense(e a me, studente di arte, è successo!).
            E in queste condizioni che non c’è mai vera selezione; anche se è altrettanto vero che prima o poi le persone capaci vengono fuori, mentre gli infami come quelli che hai descritto vengono eliminati col tempo; una cattiva veterinaria, stai tranquilla che perderà molto facilmente i suoi clienti.
            In bocca al lupo per i tuoi studi,
            Giacomo

      • Ciao Andrea,
        molti anni orsono la scelta della professione di medico o di veterinario era dovuta esclusivamente alla passione e nell’esercitarla come una missione. Ora lo è sempre più raramente, ma tu possiedi tutte le qualità per divenire come erano.

      • Io ho due meticci, presi al canile, il secondo vive con noi da due anni e ancora non sono riuscita a farlo vaccinare perché aggressivo … Boh! Il mio veterinario o meglio dottore in una Rinomata clinica veterinaria mi ha consigliato di riportarlo al canile perché il cane era troppo aggressivo e gli ha ringhiato contro. Certo certo, ma il DOTTORE non ha considerato il fatto che il cane stava con me da meno di un anno e Lui grande esperto ha cercato di mettergli la museruola senza mezzi termini. Allora io credo che se un estraneo mi venisse dritto incontro con ‘Na roba strana in mano e cercasse di spiaccicarmela sul muso pure io gli ringhierei contro anzi il mio cagnaccio aggressivo e’ stato pure troppo educato, io lo avrei morso quel Dottore! Io ancora sto cercando un veterinario serio e non solo anche un educatore serio, spero che persone come lei aumentino di numero altrimenti i nostri LUPI sono fregati.

        • Non ho capito, è aggressivo solo quando vede il vet con la museruola, o è sempre aggressivo?
          Nel caso del vet è molto probabilmente aggressività dettata da paura, ma in quali altri ambiti e contesti si mostra tale?
          Sono molto incuriosità dall’aggressività perché noto tantissimi cani che si abbiaiano incacchiati a distanze notevoli.. O non socializziano, e il rimedio a ciò è alquanto semplice (ma i padroni non glielo consentono perché paurosi che il loro cane o l’altro morda), o vengono viziati, cioè ottengono quel che desiderano quando sono agitati, eccitati e quando abbaiano contro il padrone per reclamare.
          Questo è quel che mi è venuto in mente ora. Secondo me se badi a come ti comporti con lui, potrai capire se il problema nasce geneticamente o quasi da lui o da te.
          Ciao e buona fortuna!

      • io ho amiche veterinarie (gente appassionata che ama ciò che fa) e vedo solo precariato, orari assurdi, dipendenti a partita iva e via dicendo. credo che i tuoi compagni resteranno delusi, se le loro aspettative sono far soldi.
        una delle mie amiche è la nostra vet… preziosa. uno dei nostri pelosoni arrivò in condizioni pietose, senza la sua attenzione oggi non sarebbe il cagnolone sereno che è. e con tutto quello che gli ha fatto, che lui non fugga quando la vede… la dice lunga…
        a te tanti auguri per i tuoi studi, i test di ingresso sono un abominio, un percorso di studi serio non ne ha bisogno, seleziona i primi anni, e quella sì che è una selezione seria, prosegue chi è intelligente e chi ha passione per impegnarsi!

  3. I cani puzzano. 😀

    • i cani puzzano?e ki lo dice, anch io ho una cagnolina sta con me dentro casa, tutto sta a come te ne prendi cura x me il cane e come una figlia me la curo come tale anke se il bagnetto si fa 1 volta al mese io la pulisco tutti i giorni con salviette imbevute e pettinatura,i cani sono molto intelligenti crescono in base agli insegnamenti ke ci diamo e come crescere un figlio con tanto amore e pasienza e io sono felice di avere un (cane dentro casa)fa parte della famiglia e lo dice una come me ke ero molto contraria ad avere animali in casa oggi la penso diversamente,l unico consiglio ke posso dare cresci il tuo cane come un bambino con le giuste regole e potrai essere fiera di avere un cane ke sa dare solo amore al suo padrone.vi auguro una giornata

  4. Se i cani puzzano, meglio non dire quanto puzzano di marcio i cervelli di certi umani!

  5. mio marito era iscritto alla facoltà di veterinaria negli anni novanta a Milano e per i primi due anni di animali ne ha visti ben pochi, ci si doveva impegnare di brutto per superare gli esami di botanica e statistica perché le professoresse, anziane e inacidite, odiavano insegnare lì e non facevano passare quasi nessuno. Di professori che avevano il sacro fuoco dell’insegnamento ce n’erano ben pochi. Forse uno solo, gente che amava gli animali o ne conosceva l’etologia, non ne ho proprio visti.

  6. infatti ho sempre meno fiducia in loro….troppo attaccati al Dio denaro!!

  7. Il dramma è che abbiamo bisogno del veterinario e se ti arriva, come sta capitando a me, un periodo particolarmente sfortunato…ne hai taaaanto bisogno!
    Il mio fantastico veterinario si è ritirato per motivi di salute e da quel momento è iniziata la ricerca del sostituto…un incubo! Per un motivo o per l’ altro sono finiti tutti sulla mia lista nera che si sta allungando sempre di più.
    Leggere questa testimonianza fa capire che il problema parte da lontano…oltretutto queste persone non saranno solo dei cattivi professionisti ma anche delle brutte persone. Come fanno dei ragazzi così giovani a ragionare in questo modo?
    Peccato….per noi, per i nostri animali e anche per loro stessi.
    Io mi pento, in un paio di casi, di non aver denunciato all’ ordine il professionista…non basta semplicemente rivolgersi a qualcun altro, anche noi proprietari abbiamo il dovere di cambiare questa situazione.

  8. Sono rimasta basita nel leggere questo articolo.
    Certo, so benissimo che non tutti i veterinari sono come James Herriot (che io adoro, leggo e rileggo i suoi libri sempre con grande gioia), so che, come in tutte le professioni, ci sono quelli bravi e quelli un pochino meno, ma… mi ha sconcertato la freddezza con cui questi giovani si accostano ad una delle professioni più “nobili” che dovrebbero esistere.
    A parer mio, ancora più “nobile” di quella del medico (tranne, forse, il pediatra), in quanto un normale “essere umano” è, normalmente, in grado di percepire il dolore e dare sufficienti spiegazioni al dottore.
    Un animale no.
    Per cui il vet dovrebbe essere moooolto più empatico del medico.
    Come si fa ad intraprendere una professione simile senza amare profondamente gli animali???
    La mia veterinaria non è certo un luminare, ma ama gli animali, il più delle volte non si fa neppure pagare (a parte i vaccini, ma quelli li paga anche lei, presumo).
    Ma, questa volta, vorrei mettere “in croce” anche i genitori di questi studenti.
    Se mia figlia non avesse amato gli animali MAI le avrei permesso di frequentare la facoltà di veterinaria, come non le avrei permesso di diventare medico o infermiera se non fossi stata più che sicura della sua empatia per chi soffre.
    Spero che questa facoltà sia veramente così “tosta” come dicono e che molti di questi futuri macellai si perdano per strada.

  9. ho avuto ancora conferma di quello che penso

  10. Silvia e Nala

    Per Veterinaria ci son passata anche io, 4 anni, poi ho mollato (perchè sinceramente dopo una laurea di 5 anni e un master, di dover ancora lottare contro i baronetti non ne avevo più voglia, e sopratutto quando non ti serve davvero il pezzo di carta ma lo fai per personale passione, non ingoi più il rospo e il baronetto lo mandi pure a quel paese :p) .
    Comunque sia io la storia del “i veterinari si occupano della salute umana, fisica e psichica, passando attraverso la salute degli animali sia da reddito che da affezione” io me la son sentita dire da un professore alla sua prima lezione. Insieme alla tiritera “oramai ci sono più veterinari che animali, dovete buttarvi sull’ispezione degli alimenti ed i macelli”.
    🙁
    Fortuna che di ragazzi appassionati ne ho visti, ma ho visto anche ragazzi gia pieni di se, spocchiosi, convinti di sapere tutto.
    Ma confido che entrando poi nel mondo del lavoro verranno selezionati e comunque ridimensionati. Anche se putroppo per questo servirà magari che qualche animale ci lasci le penne.

  11. Ieri io e una mia amica (primo anno a produzioni animali di perugia, interfacoltà tra agraria e veterinaria) stavamo parlando proprio di questo, guardandoci intorno…. Debbo dissentire con la dottoressa qui sopra per il semplice fatto che io come allevatore amatoriale, nonché miei amici come allevatori ufficiali, abbiamo avuto a che fare con un numero davvero impressionante di veterinari incompetenti, se la selezione fosse ben fatta come dice lei, da dove saltano fuori tuttì questi macellai laureati???

  12. Sono così felice di avere un eccellente veterinario…. Traspare da ogni suo gesto l’amore per ogni creatura, fa pagare una stupidaggine qualsiasi cosa ( io rimango sconvolta di quanto poco mi chieda per le cure) le visite sono praticamente sempre gratuite, e tranne per una recente cistite il mio cane è sano come un pesce… Grazie vet…

  13. il racconto della coinquilina animalista mi ha fatto venire in mente quella veterinaria di prontosoccorso che scrisse sulla ricetta del mio cane “Hamstaff”. però c’è da dire che si capiva che amava i cani… purtroppo questo non basta, A ME non basta, quando c’è di mezzo la salute o peggio la vita del mio cane. perchè anche io amo i cani, ma non ho le competenze per curare cani e farmi pagare per questo.

    poi ad un certo punto incontri un uomo distinto, alto con un bel bassotto a pelo duro che gli trotterella a fianco, e che sa capire cos’ha il tuo cane anche senza una lastra… e allora va bene fare anche un’ora di strada, perchè è quello giusto.

  14. Che dire…… dico solo che per scegliere il veterinario che avrebbe dovuto seguire il mio cane ne ho cambiati vari e impiegato molto tempo.
    Adesso vado in una clinica ottima, a 20 km da casa. Ma almeno so che sono veramente bravi e professionali.
    Dovrebbero fare tutti così. Basta informarsi un po’, leggere molto e farsi un’idea.
    Purtroppo I veterinari che lo fanno con passione sono la minoranza. Basta vedere nella mia zona quanto è facile trovare un veterinario che tagli orecchie e coda ai cani tipo Dobermann e Pitbull……rilasciando um certificsto falso. Credetemi, lo fanno tutti, e secondo voi perché? Per soldi!
    Io se fossi una veterinaria non taglierei mai pezzi di cane per far soldi, ma siamo matti!

    Sceglietelo bene il veterinario!
    Quelli bravi sono rari.

    P.S. stiamo attenti, perché il bravo veterinario non è quello che fa pagare 4 soldi o che quando vede il nostro cani dice “ciaooo paperello morbidosoooo amoreeeeee cì cì cì” questo non è (PER FORZA) sinonimo di professionalità e amore per gli animali.

  15. purtroppo la facoltà di veterinaria non forma solo i veterinari che curano i nostri amici pelosi. Ma come precisava Valeria anche i veterinari che si occupano di consentire la macellazione della carni, oppure i controlli sanitari degli allevamenti, o che seguono centri come Greenhills dove si allevano cani per esperimenti di laboratorio. Secondo me sono tutti rami della medicina veterinaria che nn possono essere seguiti da chi ama gli animali come li amiamo noi.. Io francamente non ce lo vedo il vet responsabile sanitario di Greenhills che dopo il lavoro porta il suo cane a giocare al parchetto… una “persona” così nn ama gli animali…

  16. …io che mi lamento perché le visite dal veterinario della mia canetta durano un’ora, di cui 40 minuti di coccole, bocconcini e chiacchiere su altri “pazienti” e sull’educazione dei cani in generale.. e devo dire che anche col gatto, sono sempre stata fortunatissima, ho incontrato vet eccezionali e innamorati degli animali..

  17. Io ringrazio il cielo per la vet che mi ritrovo, competente amante degli animali e anche il suo team extracompetente che per ogni minimo dubbio o cugginata da sfatare mi ha aiutato. Quando il mio cane era cucciolo (6 mesi) chiesi un indirizzo per fare un corso base e loro mi diedero il contatto (in buona fede) di una loro collega che fa la comportamentalista. tale persona quando il cane raggiunse quasi l’anno mi disse che il cane era da castrare perchè aggressivo (io avevo una mezza idea di castrarlo a 6 mesi quando arrivò a casa mia ma poi ho desistito per svariati motivi) notare che si “scatenava” solo per mettere in chiaro con gli altri maschi che lui sottomesso al primo che passa non ci sta. Con l’ansia addosso sono andata da loro per chiedere consiglio (avevano tutti gli interessi economici nel dirmi che era da castrare) e mi dissero che era una corbelleria perchè ormai il carattere del cane era formato (e loro sono specializzate se non ricordo male in chirurgia e un’altra cosa che non ricordo non certo in comportamento) sono andata ancora un paio di volte da quella donna dopo che ho visto un paio di scene con relativi commenti (io da profana in alcuni casi ci azzeccavo di più che loro….) dopodichè me ne sono andata. Un ragazzo che conosco voleva fare veterinaria per diventare operatore al asl ma alla fine fortunatamente (per come l’ho visto lavorare con gli animali) ha scelto di continuare con agraria…

  18. Io sono una studentessa al secondo anno di università… studio in una facoltà che non ha niente a che vedere con veterinaria, ma la situazione è simile anche da me. Molte persone non scelgono una facoltà per passione ma per sbocchi lavorativi o perché vogliono la laurea e basta, non gli importa di che cosa studiano. E’ pieno di gente che viene a lezione ma è palese che non gliene frega nulla di cosa sta spiegando il docente, gli serve solo per prendere appunti e passare l’esame.
    Mi ricordo inoltre, nel periodo di ammissione alla università, che molta gente bocciata all’esame di medicina ripiegava su veterinaria o farmaceutica, in parte per non buttare via quello che aveva studiato per l’ammissione, in parte perché avrebbero potuto rifare il test di medicina l’anno dopo e integrare alcuni esami dati nell’altra facoltà. Ovviamente che ci smena sono le persone che si sono iscritte alla facoltà su ci queste persone hanno ripiegato e la qualità del corso in sé…

  19. Un veterinario bravissimo ,gentile, amante dei nostri amatissimi e coccolati pet il Dott Bellocchio di Cividale del Friuli . Mi fido ciecamente perche prima “parla” con il suo paziente e dopo chiede chiarimenti a noi. Grazie dott. per tutto !!!!!

  20. e pensare che la veterinaria sotto casa mia ha preso la laurea manco due mesi fa …

  21. Ma non è tutto così….
    Il mio migliore amico è medico, e dice che dall’80% dei medici non si farebbe neanche controllare la pressione !!!
    La veterinaria che scelsi dietro casa quando presi la mia cucciola di Corso (avevo traslocato) dai 10 mesi in poi iniziò neanche ad avvicinarsi…io ebbi l’impressione che ne fosse spaventata !!!
    Ma se anche per fare un tagliando decente alla moto (ancora in garanzia e quindi “obbligato” al meccanico ufficiale!) sono andato fino a Parma, perchè i 2 di Torino fanno solo danni !!!
    L’Italia è allo sfascio, ma forse dovremmo (mi ci metto anch’io) farci un bell’esame di coscienza tutti e prendere più seriamente le nostre responsabilità, invece di dare sempre le colpe al sistema !!!

  22. Il mio Vet lo conosco da 14 anni, mi fido di lui come professionista e lo stimo, lo stimo molto, è un uomo onesto nel lavoro che fa e soprattutto per come lo fa! anni fa mi raccontò come divenne veterinario, da dove parti’ la sua ispirazione, era bambino e a quei tempi la veterinaria si dedicava quasi esclusivamente agli animali da reddito, lui aveva un cagnetto con cui aveva un rapporto simbiotico, questo cagnetto si ammalò e morì molto male a causa dell ignoranza del tempo e della povertà che non permetteva di spendere o provare a curare un animale da affezioni; quel giorno lui giurò a se stessa che avrebbe studiato per aiutari gli animaletti malati e per non permettere mai piu’ a nessuno di soffrire come stava soffrendo lui. oggi e’ un ottimo professionista, affermato nella nostra piccola citta’ odiato da molti suoi colleghi per la sua (mi ripeto) onesta’ economica e diagnostica, un uomo che ammette se serve uno specialista prima di fare lui una diagnosi ad capocchiam, come purtroppo tanti fanno, uno che ti dice: preferisco prendere poco per un vaccino ma sapere che il pensionato possa curare il suo animale, ed avere un compagno di vita sano accanto; queste sono le persone che meritano di andare avanti nella loro professione medica, non quei quattro cretini che si sentono Dio in terra, che gli porti il gatto del rifugio e storcono il naso…perche’ loro adorano solo i cani grandi …figuratevi, sono andata dal mio con un fagiano sotto al braccio, lo avevano investito di proposito davanti ai miei occhi per ammazzarlo e mangiarlo rompendogli una zampa; Lui, il mio Vet, lo ha visitato, fasciato, (non ha voluto un soldo) e mi ha anche dato un numero di una signora che si occupa di recuperi…! ora che sto per cambiare regione… il dolore piu’ grande e’ lasciare loro ( e il parrucchiere! ) .

  23. Come sempre, essere informati e meno “ingenui” possibile è l’unica soluzione anche secondo me. Ho dei veterinari (tre nello stesso studio) che conosco da anni e che stimo molto. Non credo siano Dio in terra, ma di sicuro quando lavorano lo fanno con la competenza, l’esperienza, l’amore per gli animali. E l’onestà verso il cliente, che pare sia diventato un dono raro. Quindi, quando si ha il sentore di essere davanti ad un ciarlatano, ad un menefreghista o quant’altro …scappare a gambe levate e vai di passaparola! Così niente clienti, niente danni. E soprattutto, a casa chi lavora male e solo per il profitto!!!

  24. E’ mai possibile sentire un veterinario dire che ODIA cani & gatti?….Un mio amico, ha un allevamento di cavalli,
    il vet. ci va quasi tutti i giorni a fare visita, più di una volta l’ho visto pure io presso le scuderie………ma non parlategli dei pelosetti che lui non li sopporta, lui AMA solo i cavalli!!……io ODIO lui! 🙂

  25. Io la storia del dobermann che impazzisce a 7 anni l’ho sentita dal veterinario, quando portai 15 anni fa la mia Pinscherina.
    Inutile dire che girai i tacchi e cambiai vet; ma la cosa più triste è che sentire queste ca….e mi è costato 80.000 lire!

  26. Io mi stupisco di più che ci siano veterinari e/o professati “amanti degli animali” che ancora mangiano carne, uova e latticini..

    • Li amano il doppio: da crudi e da cotti 😀

      (se non si capisse, è una battuta)

      Io mi stupisco di più della vegetariana che invece odia apertamente cavalli e cani di razza “perchè sì”.

    • Ma che cavolo c’entra??????????!!!!!!!!!!!

  27. Buongiorno a tutti, buongiorno Valeria.
    Dalla lettera di questa giovane studentessa e dalle considerazioni di Valeria, nascono, gioco forza, considerazioni di tipo etico, deontologico e morale.. La lettera è uno sfogo accorato. Sono una collega, giovane studentessa, solo che io curo gli umani. Sono medico dentista e la trafila, dai test di ingresso, alla passione, al fermento ideologico, al Sacro fuoco della conoscenza, la ricordo anche io. Anni e anni di studio duro, di abnegazione totale.. Me lo ricordo.. Con soddisfazione (sono stata una eccellente studentessa, al punto che il mio relatore di tesi, neurofisiologo, ad oggi è un mio carissimo amico)..
    Sono un bel po’ più vecchia di te, ho alle spalle decenni di professione.. Non sono disillusa o disincantata, questo mai.. Ho conservato e conservo tuttora il grande amore per la gente, perché se non ami almeno un pochino chi curi, non lo curi bene.. Ricorda che quando farai pagare una parcella a un tuo paziente, tu non venderai Arte Sanitaria, venderai gli anni di studio, gli anni che hai passato a faticare sui libri, venderai le tue competenze, la tua capacità di curare, acquisita con il tuo ciclo di studi e con gli anni di esperienza.. Non venderai mai salute.. Questo non lo può fare nessuno..
    Tutti abbiamo incontrato colleghi con motivazioni differenti, alcune delle quali completamente fuori binario (soldi, status sociale, eredità – vorrei ricordare che moltissimi professionisti in Italia ereditano il lavoro dai genitori-), non scoraggiarti, vai avanti non perché un giorno sarai migliore dei tuoi colleghi ma solo perché è giusto così, la strada è quella giusta.. Se sarai capace di lavorare per 15 anni e mantenere lo stesso entusiasmo, la stessa passione, avrai vinto..
    Ora ti dico cosa si dovrebbe fare per far vincere il merito, già dall’università: farli entrare tutti, ma proprio tutti, sai? Poi fare i primi tre anni propedeutici in cui i docenti dovrebbero farti un mazzo quadro è se non sei capace, tenace, portato, appassionato, cambi mestiere.. In Francia fanno così.. Pare che funzioni..
    Un accenno sull’argomento animalisti: non confondere chi strumentalizza, chi si fa fare il lavaggio del cervello, chi non ha mai visto la sofferenza di una persona o di un animale ma la sbandiera ai quattro venti..
    Chi ama gli animali e le persone spesso lavora in silenzio, produce fatti, rispettando il punto di vista degli altri..
    Sono un medico e sono, come molti colleghi, anche ricercatori, contro la vivisezione e sono pronta a dirti perché usando la scienza, i fatti, la statistica, e anche la fisica quantistica, se vuoi.. Non uso l’ emotività’ o i buoni sentimenti, ma il pensiero scientifico.. Imparerai, come ho imparato io, a capire che non tutto ciò che il mondo scientifico ti propina è buono, imparerai (questo te lo auguro) ad avere la capacità di leggere un articolo e a discriminare criticamente se puoi prenderlo sul serio o no.. È questo che deve fare il medico.. Non uniformarsi a un sistema malato e vai avanti per la tua strada, onestamente e con amore.. Sempre, anche quando ti uccidono di tasse e, alla fine del mese, porti a casa come un impiegato..
    Forza ragazza che sei il futuro!!

    • Quello che dici è bello, soprattutto detto da un medico, sappi però che non necessariamente chi fa il medico la pensa così!
      Peccato che di medici sia per umani che per animali con anche una sola di queste doti:
      pulizia, serietà, gentilezza, UMANITA’, UMILTA’ e non di meno competenza, li conti sulle dita di una mano sola (giusto perchè voglio essere generosa).
      Per quanto riguarda quella studentessa che dice che i cani puzzano, mi piacerebbe che qualche d’uno le dicesse quanti umani puzzano ed è peggio il loro odore che quello dei cani, peggio delle capre!

  28. la selezione continua dopo l’università, i veterinari incompetenti non lavoreranno… se qualcuno si trova male con un medico non credo lo richiami…. o no? per cui ecco qui la selezione. di certo non si può selezionare al fronte dell’amore per gli animali… ci sono molte altre cose da valutare non ultima la competenza. poi quello che ci muove ad alzarci nel cuore della notte per un0urgenza è la passione… ma non si può nemmeno pretendere di essere tutti uguali. secondo questo ragionamento tutti i medici umani dovrebbero essere allora missionari misericordiosi e amare gli uomini tutti… bah io ho qualche dubbio. comunque i veterinari che non lavorano bene a mio avviso non lavoreranno per cui ecco fatto. indipendentemente dal punto di partenza amore per gli animali…

  29. per concludere di ciarlatani in giro ce ne sono in ogni ambito e settore. io penso che in ultima analisi stia al cliente fare la selezione finale. la differenza non la fa solo l’amore, quello è un valore aggiunto, la fanno anche la competenza, l’esperienza, le conoscenze, la capacità e molto altro, come in ogni ambito. l’università prepara tutti ugualmente poi ognuno fa la sua strada con le sue doti e le sue competenze e la sua voglia di imparare. la selezione la fate voi invece. inoltre se non ci fosse anche qualche veterinario che ama stare in laboratorio e non coccolarsi le bestiole chi farebbe analisi e ricerca? tutto serve! se tutti fossero come me che amo stare una nottata con una cavalla o sbrogliare una capra in distocia a costo della mia di salute, a chi invierei le analisi che mi occorrono???? qui non si parla solo di sentimentalismi, si parla di medicina. e in medicina a volte i romanticismi non bastano a salvare un animale

    • Che ciarlatani ce ne siano in ogni ambito è ovvio, quello che io cercavo di dire non è che se un veterinario non ama gli animali non è bravo (anche se mi viene da chiedermi comunque “ma perchè non ha fatto qualcosa che lo appassionava di più?”). Però, cristo, tra non amare gli animali e disprezzarli c’è un cavolo di abisso! Un pediatra a cui i bambini stanno indifferenti può comunque essere assolutamente competente e consapevole che dal suo intervento dipende la salute del bambino (e quella psicologica della mamma!), ma se un pediatra non avesse pazienza, i bambini non gli piacessero per niente e reprimesse a stento la voglia di prendere a sberle il paziente? E’ verissimo che alla fine a contare sono i fatti, però se uno proprio si schifa di fare quello che fa, di sicuro ci mette meno passione e meno impegno!

  30. Andrea Antonelli se i medici che hai incontrato non ti piacciono, cambiali e fai selezione. il problema si risolve, ne troverai uno degno dal punto di vista umano e professionale alle tue aspettative? o almeno me lo auguro. purtroppo ti ripeto come in ogni settore ci sono i bravi, i meno bravi, gli onesti i meno onesti, gli appassionati i meno appassionati… sta a voi scegliere.

    • Ohhh, si, certo, verissimo, peccato che a volte l’opportunità di cambiare medico uno la perda se ci lascia le penne! Medici e veterinari hanno a che fare con la vita di esseri umani, non con la vendita di una casa!

  31. Così al volo mi vengono un paio di idee per trovare un buon veterinario:
    – almeno per le prime volte andate da 2 veterinari e constatate le differenze di diagnosi
    – uno decente cercherà di lasciare un buon ricordo di se all’animale. Punturina? ok, dopo bocconcino.
    – quando da le brutte notizie abbia un pelo di sensibilità e di tatto
    – se fa anche reperibilità non è male!
    Questo su esperienza personale, quindi chi ne aggiunge ancora?

  32. Ugo Zoro i cani puzzano?? Hai mai preso un ascensore o l’autobus o metropolitana???? Se i cani puzzano gli umani strapuzzano!!!!

  33. Io ho avuto la FORTUNA di avere x la mia Regina <3 prima di tutto 1 Grande UOMO <3 e poi 1 MERAVIGLIOSO VETERINARIO . La mia RICONOSCENZA x SEMPRE ! Grazie Dott. Gaetti x essere stato vicino a me e a REGINA <3

  34. a volte quello che mi inquieta di alcuni veterinari, dei dottori più in generale è la superficialità e la mancanza di umiltà. basterebbe dire: non so cosa tu abbia, senti uno specialista…invece di dare cure e/o diagnosi da sciura Maria come direbbe Valeria…

  35. Curiosamente, nonostante sia convinta che un super-amore per il genere umano ed una super-empatia siano d’intralcio nel fare il medico (specie in certe specializzazioni), rimango ancora convinta che per fare il veterinario si debbano amare gli animali.

  36. leggete tutta la lettera che questa ragazza ha scritto è meditate gente.

  37. Di veterinari poco “capaci”, tra virgolette perchè, per carità, sicuramente afferrati nella materia, ne è pieno il mondo, ma penso che ognuno abbia le capacità di rendersi conto da solo se un professionista vale oppure no. Importante è chiedere, se possibile, più pareri, soprattutto nel caso di decisioni di un certo peso (per esempio un intervento molto invasivo).

    Un veterinario conosce ogni osso, ogni muscolo del cane, ma pretendere conosca anche le diverse razze o i metodi di addestramento/correzione è un po’ troppo. Per questo ci sono professionisti di settori specifici, molto più accreditati (anche se in mancanza di “titolo”, ma francamente spero sia passata l’abitudine quasi medievale di dar credito a priori ad una persona solo perchè ha fatto uno studio, soprattutto perchè la laurea in tuttologia non esiste). Oltretutto poi potrebbe succedere come ad un conoscente, al quale il veterinario ha consigliato il metodo “muso nei bisogni” per evitare sorprese in casa (e si parla dell’anno 2013, non 1957)…

    • Come si è spesso ripetuto anche su questo sito, il veterinario deve essere un medico e non un educatore (all’università la parte di etologia è poco considerata), quindi naturalmente nessuno pretende che conosca i metodi di apprendimento-addestramento (soprattutto se la futura vet in questione ha 22 anni e quindi non ha completato gli studi e non ha fatto corsi, ecc). Il problema è la boria con cui certe persone si pongono, spacciando come verità assolute certe corbellerie! Insomma, piuttosto che dire una sciocchezza è meglio essere franchi e dire “non lo so” esattamente come il vet che nomina lei avrebbe dovuto fare :)!

      • So benissimo che un veterinario non è un educatore, mi pare di averlo anche scritto. E non mi riferivo di certo alla studentessa dell’articolo, all’inizio, possiamo dire, del suo iter, tra l’altro mantenendo una posizione piuttosto critica, dote che personalmente apprezzo molto, ma ai professionisti.

        Purtroppo è ancora troppo diffusa la convinzione che un veterinario sia anche un esperto cinofilo, cosa che non è. La mia “critica” andava un po’ in questo senso, ma non è che fosse rivolta a qualcuno in particolare.

        • Infatti io le stavo dando ragione sul fatto che un veterinario non è necessariamente un esperto cinofilo! Ciò che intendevo è che un veterinario, se interpellato in caso di problemi comportamentali, dovrebbe avere il coraggio di dire “guardi, non lo so, si rivolga a un educatore” anzichè inventarsi le cose.

  38. animalista? parlava di cacciatori, parlava di cani di razza ……. mah!

  39. Si l’umiltà è’ la prima dote in ogni mestiere. Comunque se i colleghi della ragazza hanno scelto di fare il veterinario per soldi si sbagliano di grosso. Fare il veterinario comporta sacrifici, levatacce, fango, acqua, sole a picco, vento gelido che spacca la faccia, ore e ore con un ciuco nel fango, morsi, calci, implica fatica, sudore a volte sangue e di denaro beh …. Oggi direi poco… Quindi chi non avrà passione non lavorerà. Lo,scopriranno poi… E chi non avrà fegato, ossa dure e spalle larghe ma solo amore non sopravviverà nemmeno lui… Per cui… Pochi soldi. Molta fatica, poco prestigio visto come siamo messi ad oggi…. Non è più come una volta. Il vet oggi conta poco basta leggere nei vari gruppi… Tutti sanno tutto per cui noi poveri vet…. Potremmo anche chiudere e lasciarli ai loro animali a curarseli se sono così capaci… Perché l’umiltà non manca solo nella categoria… Manca e basta… Quindi chi lo fa per soldi e prestigio…. Beh che dire auguri!!!!

  40. Beh dai, freniamo n’attimo…stiamo parlando di gente che fa il primo anno…ha voglia quant’acqua sotto i ponti dovrà passare…questi se mai si laureeranno finiranno in qualche carica istituzionale/Asl o simili. Se apriranno uno studio, senza amare gli animali…dureranno men che meno. Non pensate?

  41. chissà perché sotto discussioni di questo tipo non manca mai il commento “il mio veterinario è così bravo COSTA QUASI NIENTE”…che amarezza…

  42. Io sinceramente l’altra settimana sono rimasta un po’ sconcertata… Avevo visto che il cane aveva i vermi ed ho chiamato il veterinario per chiedere di controllare le feci e lui mi ha detto portalo per fargli la puntura… Sono al secondo cane dopo 15 anni e la cosa, non so se a torto o a ragione, non mi è piaciuta per niente.

  43. mamma mia quanti luoghi comuni….
    1) al primo anno si è ancora un po’ troppo acerbi per farsi un’idea dell’ambiente..le cose diventano più chiare quando effettivamente si inizia a “studiare veterinaria” quindi 4-5 anno

    2)nessun neolaureato, laureando o studende fa veterinaria per i soldi, la musica è cambiata, non siamo più negli anni 90 le prospettive di guadagno sui piccoli animali sono bassissime

    3)la moda del momento sembra essere quella di dar contro ai veterinari (come accade in medicina umana) ma, a fronte di qualche critica più che sacrosanta, ce ne sono altrettante che a mio avviso derivano dall’italico vizio di parlar male di certe categorie a prescindere…per es chi cambia veterinario perchè hanno tosato troppo il cane, chi era abituato nel “700 a curare ogni male col cortisone e si arrabbia per ogni terapia diversa da un corticosteroride…

    • Luoghi comuni? Io mi sono limitata a riferire quello che ho visto. Non mi risulta assolutamente di aver “dato contro” alla categoria dei veterinari (sarei cretina visto che sto studiando per diventarlo), ma forse mi sfugge il passaggio. Che il veterinario non lo si faccia per soldi, mi fa ridere. Tutti ci hanno spiegato (dai professori al direttore di dipartimento) che in questo settore (soprattutto animali piccoli) in effetti non si diventa ricchi: ma nessuno vuole crederci. Tant’è che la motivazione di tanti miei compagni di corso è proprio quella (e non me la sto inventando, mi è stato detto a chiare parole) così come era anche quella di molti miei ex colleghi quando ho frequentato odontoiatria.
      Non mi risulta di aver sostenuto da nessuna parte che “tutti gli studenti fanno vet per i soldi”, visto che alcune persone che studiano con me sono appassionate ed estremamente felici del corso di studi che hanno scelto. Sarà che mi sono espressa male.

  44. Angela Manu

    Io per i miei due cani ho purtroppo due vet diversi.Per il “vecchietto” (o vecchione,dato che è un incrocio pastore) che non ne ha mai e dico mai voluto saperne della macchina in 11 anni di vita siamo costretti a portarlo al guinzaglio dal vet del paese,caro come il fuoco (ma vabbeh,dici,se almeno fosse competente) ma non amante degli animali (il “tira giù sto c***o di cane!!” dal lettino mi è ancora bene in memoria quando glielo avevamo portato l’anno scorso per mostrargli il tumore che gli cresceva sulla zampa posteriore) e uno sciurmario della peggior specie (volete una “pirla” di saggezza?? bene,costui ha detto a mio padre, capobranco di Lantis,il vecchietto di cui sopra,che i Malamute,razza di cui sono innamorata io,sono pericolossissimi e non ascoltano il padrone….! nocomment,fatto sta che stavo per acquistare una cucciola di Malamute e grazie a questo tizio se lo facevo finivo dritta sotto qualche ponte!). Ho da qualche mese adottato una cucciolona da un rifugio e l’ho abituata subitissimo alla macchina,soprattutto per potermene scappare da sto tizio.Ho girato un po’,ma alla fine per Medea a circa 20km di distanza ho trovato due Veterinarie innamorate del loro lavoro,innamorate degli animali e soprattutto molto competenti (Medea,uscita dal canile,rischiava di perdere un pezzettino di coda che si mordeva fino a farla sanguinare:bene,il primo vet le avrebbe tagliato il pezzettino ferito,le altre due invece,standoci in ballo un mese intero e visite almeno ogni due giorni e con delle fasciature “a prova di dente” sono riuscite a sistemarle la coda che ovviamente adesso non sembra neanche mai stata ferita e che non si morde manco per sbaglio!).Sono quelle che mi han detto di non farmi scrupoli al sabato,domenica o Ferragosto a tirar su il telefono e chiamarle in caso di problemi,sono quelle che appena Medea o qualsiasi altro loro paziente peloso entra,ricevono coccole e un biscottino dopo la visita,e sono quelle che veramente una visita te la fanno pagare un’inezia (e tu guardi la fattura e non ci credi!).
    I veterinari bravi e competenti ci sono,il problema e la fortuna sta nel doverli cercare.
    Forza,Andrea!

  45. A proposito o sproposito dei cani che puzzano … Da proprietaria di animali frequento gli ambulatori Vet e più di una volta nel varcare la sala d’aspetto mi è capitato di avvertire il tanfo tipico di cani che con i proprietari erano in attesa del loro turno o che vi avevano sostato in precedenza. Nell’osservarli in realtà erano cani molto trascurati nell’aspetto generale e lo sgradevole odore che emanavano era più che altro dovuto ad una scarsa o nulla igiene generale che niente a che fare con l’odore naturale del cane. Sarebbe buona norma che alcuni proprietari prestassero più attenzioni ai loro animali come immagino quando ci rechiamo dal ns. dentista con i denti lavati o quando ci sottoponiamo a visite o esami clinici facendoci la doccia e indossando biancheria pulita.
    Altresì in caso di urgenza certe regole civili possono essere giustificatamente eluse e se pur il nostro beniamino risultasse “incaccolato” la corsa dal Vet è prioritaria.

    Anche questi piccoli accorgimenti eviterebbero di “stranire” quei Vet. con “la puzzetta sotto il naso”.

  46. Conosco decine di veterinari così, ma hanno circa 50-60 anni, avevo sperato nei giovani, mi accorgo dunque che ho sperato inutilmente!

  47. Buongiorno,
    volevo dire alla futura collega che ha scritto la lettera, che la sua visione di insieme è molto limitata. Sulle basi sbagliate siamo d’accordo. Potrei raccontare storie ben peggiori di un paio di affermazioni fatte da ignoranti. Il lavoro del veterinario, per me, è il più bello al mondo. Ma la cura all’animale è solo la punta dell’iceberg. Ci si deve scontrare, dopo la laurea, con una marea di problemi, economici, relazionali, burocratici che, ad averli presente da studenti, farebbe desistere anche i più appassionati. Ho letto con stupore una frase del tipo “il test di selezione non fa entrare all’Università chi ama gli animali ma semplicemente chi ha studiato di più”. Ecco, è ora di smetterla con questa frase “amare gli animali”. Un veterinario deve essere soprattutto preparato, l’amore non cura: è il RISPETTO quello che deve guidare un buon professionista nell’espletamento della sua professione, la CONOSCENZA, lo studio, e poi la passione. Leggevo che qualcuno si chiedeva come scegliere un buon veterinario, qualcuno ha scritto che il criterio è il premietto dopo la punturina e il soffrire insieme al proprietario quando si devono dare brutte notizie. Beh, se questo è il criterio, non mi stupisco che non siate soddisfatti di chi avete scelto fin’ora. Un buon veterinario è: chi fa le prestazioni per cui è attrezzato (chi fa chirurgia DEVE avere una sala chirurgica attrezzata con ossigeno e macchina anestesiologica e relativi monitoraggi); chi referta le visite, ossia vi mette per iscritto diagnosi e terapie (scripta manent); chi vi manda da colleghi più specializzati se il caso è difficile; chi non parla male dei colleghi; e da ultimo, chi si fa pagare il giusto. Sì, perchè una prestazione medica ha un costo, a volte anche elevato, e non è questione di lucro o di avidità, è questione che chi vuole qualità la paga. Non preoccupatevi, difficilmente troverete veterinari ricchi, i più fortunati sono appena benestanti. Di quello che un cliente paga, quando va bene, rimane in tasca il 10%, abbiamo fatto i conti (ovviamente sulle prestazioni fatturate, su quelle non fatturate che sono quelle che la maggior parte della clientela vorrebbe e che, purtroppo, alcuni si abbassano a fare, il guadagno è vicino al 100%. Guadagna più chi vaccina a 10 euro in nero, che chi lo fa a 40 fatturati, e lo posso dimostrare). Quindi, cara Andrea, l’idealismo è una cosa bella, io ero come te e lo sono ancora, ma ho i piedi un pò più per terra, e ti assicuro che la vita vera, là fuori, è un’altra. Col tuo amore per gli animali, finirai a fare tirocini gratuiti, notti in PS sottopagata e massacrata. Massacrata da clienti pretenziosi che vorranno miracoli da te dopo che hanno aspettato settimane di portarti il loro animale, che ti diranno che lo hai ucciso tu se lo perderai, che ti accuseranno di essere una che guarda solo al guadagno perchè la fattura è troppo alta senza sapere che a te non arriverà quasi nulla, che ti accuseranno di essere incompetente se sbaglierai una diagnosi, perchè è questo che si pretende da noi, la perfezione, il successo sempre e comunque, senza darti la possibilità di fare il tuo iter diagnostico; vogliono il sorriso, la pacca sulla spalla. Sentirai dire che sono bravi quelli che fanno le visite gratuite, ah sì, loro sì che amano gli animali, e ti danno sempre le medicine che costano poco, ignari del fatto che quelli lì, i presunti veterinari veri amanti degli animali, li riempiono di cortisone e antibiotici, che tanto qualche effetto ce l’hanno sempre, e inventano le diagnosi più bizzarre, ma guarda caso non le scrivono mai su un foglio intestato e firmato. Studierai, frequenterai corsi superspecialistici, per diventare sempre più brava e competente, poi ti accorgerai che non potrai applicare le tue conoscenze, perchè hai bisogno di fare esami, accertamenti che la maggior parte della gente non può o non vuole permettersi, e al primo problema ti chiederanno di mettere fine alla vita del loro animale amatissimo, tra le lacrime di coccodrillo. Ovviamente non lo farai, e poi scoprirai che l’animale è misteriosamente scomparso, forse eliminato da un collega con meno scrupoli, oppure, più frequentemente, a passeggio su qualche autostrada. So che molti si sentiranno offesi, ma questi sono fatti tutti realmente accaduti. Credo che chi legge e scrive qui sia una minoranza non rappresentativa dei proprietari italiani, perchè credetemi, la maggior parte della gente tiene all’animale da compagnia come tiene al peluche del figlio, se si rompe, si getta e si compra un altro. Non voglio dare l’impressione di lamentarmi, io faccio quello che posso al meglio delle mie capacità per alleviare o eliminare guarendole le sofferenze dei nostri amici. Andrea, fra qualche anno te ne renderai conto anche tu, che la cultura del rispetto per l’animale è una cosa ancora lontana anni luce dalla nostra società. Non scandalizzarti se qualcuno sbaglia una razza o se ha una strana repulsione per qualche specie, ricordati che non tutti i veterinari sono tenuti ad “amare” tutti gli animali, ma sono tenuti a rispettarli. Sono il loro diritti la cosa importante, non la misura di quanto uno gli voglia bene.

    • Janis non sono un Vet, non penso che tu sia cinica ma altresì realista.

      Però alcuni tuoi passaggi mi lasciano perplessa e cioè: ”…. Ecco, è ora di smetterla con questa frase “amare gli animali”. Un veterinario deve essere soprattutto preparato, l’amore non cura: è il RISPETTO quello che deve guidare un buon professionista nell’espletamento della sua professione, la CONOSCENZA, lo studio, e poi la passione……”.

      Si è vero che l’amore non cura, altresì la professionalità, la competenza, lo studio, la conoscenza sono requisiti indispensabile per preservare la salute od anche la vita dei pet.
      Indubbiamente un percorso di studi non facile, irto di difficoltà, privo di totale spensieratezza ed inoltre con un futuro lavorativo incerto. Per contrastare tutto ciò penso sia necessaria, come giustamente dici, la passione ma mi sfugge come potrebbe alimentarsi tale qualità se non supportata di quell’amore che di per se non guarisce ma contribuisce anche al perseverare nel raggiungere un obiettivo professionale nel rispetto verso se stessi e nei confronti degli animali che vengono affidati.

      • Dipende cosa intendiamo per amore: se è l’istinto di prevenire e/o alleviare le sofferenze perchè è intollerabile vedere un essere vivente che sta male, sono d’accordo. Se l’amore è l’atteggiamento distorto e superficiale che ce li fa vedere come peluche da coccolare, o da “salvare” non si sa bene da chi o cosa, allora è proprio inutile. E purtroppo il secondo è l’atteggiamento prevalente che mi pare di avvertire tra i banchi dell’Università. Non so se mi spiego.

  48. Janis credo che ti sei spiegata ma forse io no. Tenterò con es. di essere più comprensibile:

    Portando i miei animali dai Vet. non immagino né pretendo che vengano amati. Quando mi reco dal medico di famiglia so che non mi ama. In entrambi i casi mi affido alla loro professionalità per questione di salute.
    Un docente che ama la propria materia credo che sia maggiormente in grado e nel migliore dei modi di trasmettere ai propri studenti il suo sapere.
    Un pediatra o un educatrice di un asilo d’infanzia non sarà e non potrà certamente amare ogni piccolo paziente o ospite come può farlo un genitore con il proprio figlio ma credo che non debbano neanche essere insofferenti ai bimbi.
    La professione di medico è fondamentalmente scientifica ma in virtù della materia “vitale” che tratta, componenti umanistiche non dovrebbero a mio avviso essere ritenute un opzional.

    Sostanzialmente intendo dire che non è oggettivamente possibile amare il singolo soggetto animale o umano che sia, quanto amare la professione che si è scelto di esercitare.

    • Ciao! Sia Ianis che Rita, hanno detto delle cose molto vere e belle, scusate se mi intrometto, ma non posso fare a meno di fare una precisazione: l’amore E’ tutto quello che avete elencato, passione, conoscenza, rispetto ecc…non esiste un amore diverso, altrimenti è altro.

  49. Trovare un bravo e competente veterinario, in Italia e RIPETO IN ITALIA, è un tredici al totocalcio.
    Ho notato che una gran parte di questi “professionisti”, va a casaccio, a tirare ad indovinare.
    Come sempre grande stima per Germania, Austria e Svizzera!
    Come sempre, come dice Bruno Vespa, UN PAESE DI VOLTAGABBANA (Lo stivale italico).

    Saluti a tutti e buona fortuna a tutti i nostri cani…nonostante i veterinari.

    Corrado/Venezia

  50. Lorenzo Vanni

    L’animalismo “Hippy” è tra le più pericolose epidemie degli ultimi decenni, propongono teorie e soluzioni senza alcun fondamento scientifico e di buon senso, spesso dannose per gli animali stessi, e si sentono in questo sempre e comunque dalla parte del giusto in quanto ispirati “dall’ammoore”.
    Sarebbero di per se individui innocui, solo da schernire, se non fosse che qualunque cosa, o quasi, provenga da loro è accettata dalla società in nome del rispetto per gli animali che è (giustamente, per carità) un valore intoccabile.
    Bisogna dare ascolto a chi all’amore per gli animali affianca la competenza e ignorare tutti gli altri.

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