lunedì , 20 novembre 2017
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La mia famiglia… di razza schnauzer

maritodi TATIANA CHIRONI – Mi chiamo Tatiana, ho venticinque anni e condivido la mia vita con tre fantastici mascalzoni di razza schnauzer:

Eduardo: umano di razza schnauzer, capelli ispidi neri, un bel baffo, capoccia dura e un’immancabile dolcezza, l’uomo della mia vita.

Godot: “gattaccio” nero di razza schnauzer, trovato nella spazzatura a pochi giorni di vita, cresciuto con tanto amore e tanto buon cibo fino a diventare un gattone di sei chili capace di proteggere me (soprattutto dal nemico numero uno, ovvero l’acqua.

gattoFare la doccia è una corsa contro il tempo: al quindicesimo minuto scardina il box doccia, ci entra e mi miagola contro disperato “esci di li, ti pregoooo è pericolosissimooo!”) e di far scappare un ladro entrato in casa.

Iperione: riesenschnauzer vero, tre mesi e mezzo, bello come il sole (ogni scarrafone é bello a mamma soja), intelligenza sopra la media, pagliaccio come pochi.
Il nostro incontro credo sia stato voluto dall’universo.
Amo gli schnauzer da quando ancora non ero in grado di pronunciarne il nome, e sono stata capace di far innamorare anche Eduardo nonostante da bambino fosse stato attaccato da uno zwerg.
Mio padre era un vero appassionato, ne abbiamo avuti tanti e persi tanti a causa della leishmania (che qui nel Salento regna da tempo immemore) e a causa dei soliti bastardi che di buttare polpette avvelenate ne fanno un hobby.

caneQuello che realmente mi ha cresciuto e stato Ciro, un riesenschnauzer fuori taglia così come la durezza del suo capoccione, dotato di un intelligenza fuori dalla norma e con un’indole protettiva nei confronti della famiglia e della casa da manuale.
Era stato addestrato a non mangiare nulla che non gli fosse stato dato da noi e questo l’ha salvato da innumerevoli tentativi di avvelenamento, oltre a portargli una notevole collezione di scarpe e pezzi di pantaloni.
Ciro non abbaiava, non era una sentinella, nessuno poteva immaginare che al di la del muro di cinta ci fossero quasi 60 kg di schnauzer ad attenderli.
La sua dolcezza e delicatezza nei confronti dei più piccoli era commovente: io ero una bambina di poco più di 4 anni che portava a casa cuccioli di ogni specie raccattati per strada.
Torniamo al presente: viviamo appena fuori Lecce, in una piccola casetta immersa in otto ettari di lecci, querce e pini. Il nostro paradiso, siamo soliti dire, che se intorno a noi avessimo il mare sarebbe perfetto (il mare comunque è a quindici km).
Ero alla ricerca di un riesen da più di anno, ho pedinato e stalkerato i proprietari di schnauzer della zona arrivando a conoscerli tutti per nome (i cani, ovviamente), ho preso contatti con i migliori allevamenti, anche se non era quello che volevo.
E’ una mia modestissima opinione ma gli allevamenti di schnauzer, nonostante siano veramente pochi, sono troppo orientati all’estetica tralasciando un po’ quella che è l’indole pura del cane.
Quando ormai ero rassegnata a dover prendere un mese di ferie e trasferirmi alle porte dell’allevamento del mio schnauzer per poter sceglier la mia anima gemella, trovo un annuncio nella mia zona.
Emozione incontenibile e farfalle nello stomaco. Chiamo subito. Gli schnauzer della zona li conoscevo tutti, o quasi.
Mi presento e faccio subito la prima domanda: “Ma lei è il proprietario di Book?”
“No, io ho la femmina, Book è il papà”

cane2Gioisco… Book era un esemplare bellissimo che faceva pet therapy, ho passato un intera giornata con lui e i suoi proprietari e ne ero follemente innamorata.
Inizia una bella chiacchierata con il sig Emanuele, il proprietario dei cuccioli, e inizio a raccontare della mia esperienza con gli schnauzer e del mio Ciro.
Non appena nomino Ciro un urlo di gioia di Emanuele:  quando 22 anni fa prese la sua prima schnauzer la fece accoppiare con il mio Ciro, e dalla cucciolata tenne per se una femmina.
In sostanza nei cuccioli scorreva il sangue del mio adorato schnauzer!
Emanuele mi invita a prendere un the da lui e a conoscerci di persona. Tanta emozione, io avevo portato con me delle foto e il the è durato fino all’ora di cena.
Una persona splendida che vive con la sua famiglia in una bella casa in campagna con le oche, i cavalli e gli schnauzer.
Il mio paradiso, visto che sono anche appassionata d’equitazione. Da allora ci siamo visti quasi ogni giorno, io volevo scegliere il mio cucciolo basandomi solo sulla scintilla che si sarebbe creata tra noi…e così è stato.
Al settantesimo giorno di vita dei cuccioli vado a prendere il mio Iperione.
Da subito c’è stata una bella energia tra noi, quei suoi occhietti vispi mi dicevano che eravamo già una famiglia.
Viviamo insieme da più di un mese e non smette di stupirmi, ha una capacità d’apprendimento e un’intelligenza sopra la media, con lui tutto è una passeggiata: il guinzaglio, i limiti spaziali (nonostante non ci sia una porta, lui non oltrepassa l’arco che porta verso le camere da letto), i bisogni fuori casa, il seduto, l’aspettare il comando prima di mangiare, il rispetto del gatto e delle sue cose.
Fin da subito l’ho fatto socializzare con gli altri cani e con tutte quelle situazioni a cui non è abituato:  il risultato è che non ha paura di nulla, fuochi d’artificio e affini, e se incontriamo un cane, che sia un pinscher o un bovaro, lui sa come ci si comporta.
È incredibile… o forse lo è solo per noi, ma siamo orgogliosi di lui.

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