sabato , 18 novembre 2017
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Io e Afra – parte XV: L’uomo della pioggia

IMG_0059di MARIO GIOVANNINI – Nell’ultimo anno abbiamo avuto la primavera più piovosa degli ultimi 30 anni e l’inverno più ricco di precipitazioni degli ultimi 100… ed è solo un anno e mezzo che Afra è con noi! Quindi sto meditando seriamente di trasformarla in una professione a tempo pieno: contatto gli stati con gravi problemi di siccità (deserto del Gobi, Death Valley, Sahara), ci trasferiamo e il gioco è fatto, acqua a volontà per tutti.
Solo a gennaio e febbraio in Piemonte è caduto l’equivalente della pioggia che normalmente abbiamo in 9 mesi. Ad Afra sono spuntate le branchie, a me si sono ingigantite notevolmente le… va be’, ci siamo capiti.
Salvo precipitazioni a carattere ‘monsonico’, la ragazza non è che si scomponga molto con la pioggia. Si fa la sua passeggiata e non accenna minimamente a voler tagliare corto. Io pagherei, ma abbozzo.
L’asciugatura, invece, non è esattamente la sua passione, soprattutto quando arriviamo alla quarta passata quotidiana. Ma, in compenso, ha imparato a dare la zampa. Anzi, tutte e quattro… una per volta naturalmente.
Sul raccogliere le deiezioni del cane sono un vero ‘talebano’ e spesso mi capita anche di incazzarmi con i tanti distratti che ci sono in giro – l’ha fatta il mio? ma davvero? cosa pensavi? che fosse spuntata come un fungo? Ok, l’umidità non manca, però… – ma quando piove la mia integrità vacilla, confesso.
Già ci vorrebbero due mani per tenere il cane, poi una per l’ombrello e una per la sigaretta… e quindi parto ‘leggermente’ in difficoltà. Ma il sacchettino come lo tengo? Con la mano dell’ombrello, in modo che mi oscilli esattamente sotto il naso, o con quella del cane che, quasi inevitabilmente, al primo strattone me lo spalma su una coscia?

IMG_0058Ho anche provato a metterlo nel borsino che ho a tracolla e che contiene museruola (che bisogna avere), sacchettini per la cacca (che bisogna avere), premietti (che bisogna avere) e pallina (che bisogna assolutamente avere).
Solo che poi me lo dimentico lì e ci rimane per giorni… mi fermo ed evito di scendere nei dettagli. Oppure, la prima volta che cerco un bocconcino, ci infilo dritto la mano dentro… e la plastica si rompe molto più spesso di quanto si immagini, credetemi.
Perché non li butto nel cestino subito?
Ce li butto, ce li butto: appena ne trovo uno! Come tutti sappiamo bene, fare la raccolta differenziata domestica della spazzatura è una fatica immane, tanto che non viene nemmeno elencata in quelle affrontate da Ercole.
Quindi, in parecchi, cosa fanno? Un bel sacchettino di misto e, quando escono, lo cacciano nel cestino sotto casa. Vorremo mica rischiare l’esaurimento, no? Il comune, giustamente indispettito, cosa fa? Toglie una buona metà dei cestini in circolazione e mette gli altri in zone controllate da telecamere.  Quindi a km di distanza da dove vado a fare io la passeggiata con la cana fobica che ha paura delle persone.

IMG_0061Penso che, a questo punto, presenterò direttamente domanda di beatificazione. Così, oltre a far piovere nelle zone desertiche, proverò anche a camminare sull’acqua.
Chiusa la (copro) parentesi.
Acqua o non acqua, comunque, Afra ama uscire. E questo è già ‘tanta roba’. Non sempre è un esempio di calma zen, ma la passeggiata è un piacere, soprattutto quando siamo tutti e tre assieme.
Ultimamente ho notato una certa tendenza non dico a evitare, ma a snobbare un po’ i cani che incontriamo abitualmente in passeggiata. Anche al parco, con i soliti amici ha ridotto parecchio l’entusiasmo delle corse. Però basta un cane nuovo all’orizzonte per scatenare il vecchio entusiasmo. La cosa mi ha parecchio divertito e l’ho raccontata a mia moglie.
Il suo commento? “Mi sa che abbiamo la cana un po’ zoccola!”

P.S. Tanto per restare in tema pioggia, non è un caso che tutte le foto recenti che abbiamo siano in interno…

 

 

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Informazioni su Mario Giovannini

Mario Giovannini è nato a Vercelli nel 1968, dove vive tuttora con quattro gatti, un cane, tre chitarre e una moglie molto paziente. Giornalista, scrittore, fotografo e musicista, si occupa di editoria da più di vent’anni, conciliando la professione di editor responsabile dei contenuti di una piccola casa editrice con l’attività di giornalista free lance per alcune delle più prestigiose riviste del settore musicale italiano.




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