lunedì , 20 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Umorismo >> I 'veri' standard >> Il VERO Standard del… Bracco tedesco

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Il VERO Standard del… Bracco tedesco

quattrodi VALERIA ROSSI – PREMESSA: I bracchi tedeschi, anzi “cani da ferma tedeschi”, secondo la definizione dell’ENCI, sono quattro: a pelo corto (Kurzhaar), a pelo duro (Drahthaar), a pelo lungo (Langhaar) e a pelo ruvido (Stichelhaar). Gli ultimi due li ho visti solo in fotografia (un Langhaar, a dire il vero, anche dal vivo: bellissimo cane, tra l’altro. Ma l’ho visto solo in expo, luogo in cui è praticamente impossibile capire qualcosa del carattere), quindi non ho la più pallida idea di come sia vivere con uno di loro.
I primi due li conosco un po’ meglio, pur non avendone mai avuto uno (non amo la caccia e quindi non avrò mai un cane da caccia): ma ho diversi amici che li amano e che ne possiedono (o forse che “ne sono posseduti”), quindi questo “vero Standard” è basato soprattutto sui loro racconti. Ovviamente ci sono, fra le razze, differenze caratteriali più accentuate di quanto non possa esprimere un articolo come questo: ma i “veri standard”, ve lo ricordo ogni volta perché non si sa mai… sono umoristici e vanno presi come tali, senza troppe pretese di realismo (anche se qualcosa di vero c’è sempre!).

kurzASPETTO GENERALE – Sono cani senza tanti fronzoli, definiti dai rispettivi Standard  “di nobile aspetto”: ed è vero, purché uno non si aspetti che il nobile aspetto sia quello di un cane dall’aria aristocratica e un po’ snob. No, qui l’aria è semmai quella di un gentiluomo di campagna, rustico ed essenziale. Anzi… nel caso del Drahthaar, quando ti esce tutto spettinato e infangato dai cespugli, è piuttosto quella di un rude contadinazzo dopo una dura giornata di lavoro. Quello del Kurzhaar non lascia spazio ai dubbi: lo vedi  e pensi “questo è un atleta nato”. E’ un fascio di muscoli scattanti, che il pelo corto e lucido mette ancor più in evidenza. Anche se lo vedi da fermo, non riesci a non pensarlo in corsa, al galoppo. E quando penso ai bracchi tedeschi in canile che si affidano “solo a non cacciatori“, mi viene in mente un Usain Bolt costretto a vivere a pancia all’aria su un divano e mi viene da piangere.

Drahthaar_fermaPer fortuna i canili non strabordano di bracchi tedeschi, perché queste sono ancora razze d’elite (elite quasi esclusivamente venatoria): ma qualcuno c’è, e a chi decidesse di adottarli posso solo raccomandare caldissimamente di fargli fare tanto, ma tanto sport. Anche perché, come vedremo tra poco, se non lo fanno sclerano.
Tornando all’aspetto generale, c’è ancora da dire ce ne sono due tipi diversi: quello dei cani da show (alti du’ metri, imponenti, “palestrati” e, per quanto riguarda il Drahthaar, moooolto baffuto/barbuti) e quello dei cani da lavoro (più armonici, più asciutti, meno pelosi se a pelo duro).

Krukkhaart?
Krukkhaar?

VARIETA’ ALTERNATIVE – Purtroppo non ho avuto modo di sentirne molte, perché in expo bazzicavo raramente i ring delle razze da caccia (stavano sempre molto lontano dai miei e nelle internazionali eravamo addirittura in giorni diversi). Nonostante questo, ho avuto modo di sentire un pregevolissimo “Krukkhaar” (eh… essendo tedesco…) che vi riporto con piacere, perché lo trovo un delizioso esempio di umorismo involontario.
Per il Drahthaar posso invece riferire il mugugno di un commissario di ring che, dovendo redigere le schede,  chiedeva al giudice (testualmente, scusate):  “Dove cazzo si mettono le acca?”. Risposta del giudice: “Un po’ qua e un po’ là”.
Ho provato grande empatia, perché la stessa domanda me la pongo anch’io ogni volta che devo scrivere il nome di questa razza: anzi, mi scuso in anticipo se durante la stesura di questo standard me ne scapperà qualcuna fuori posto.

kurzhaar_fermaCARATTERE ED ATTITUDINI – Per quanto riguarda le attitudini, c’è poco da disquisire: sono cani da caccia, PUNTO. Secondo i loro detrattori sono “buoni un po’ a tutto e bravi in niente”, secondo gli appassionati sono “bravissimi in tutto”.
Tutto che? Tutto.
Cerca, scovo, ferma, riporto, recupero di selvaggina ferita… non c’è attività venatoria nella quale non si dimostrino in grado di far bene, anche se ovviamente, per ognuna di queste, ci sarà qualche razza più specializzata e quindi più brava di loro. I setteristi e pointeristi, che hanno cani che cercano a  duecento all’ora (e già si scannano tra di loro, per dimostrare a tutti i costi che la loro razza è più veloce all’altra), guardano schifati il galoppo più lento e la cerca più metodica (ma anche più precisa, tiè!) dei bracchi tedeschi, che secondo loro sono “dei fermoni”. I retrieveristi sostengono che nel riporto non ci sia proprio paragone tra la “bocca dolce” dei retriever e quella un po’ più rude dei bracchi.

drath_tassoPerò il bello dei nostri eroi sta proprio nell’ecletticità, quindi si potrebbero passare i mesi a disquisire se sia meglio il superspecialista o il tuttofare: ognuno resterà della propria opinione. Io che cacciatrice non sono, ma che resto ugualmente affascinata nell’ammirare il lavoro dei cani da caccia (anche se mi viene il magone ogni volta che i loro umani ammazzano un selvatico), mi ritrovo a fare la stessa faccia ebete (tipo bambina che fa “Ohhhhh!”) sia quando vedo un setter partire a duecento all’ora e poi paralizzarsi in ferma, sia quando vedo un drahthaar che riporta tutto impettito ed orgoglioso una volpe o un tasso di oltre dieci chili. Che volete che vi dica: la mia ammirazione è totale, nonostante il magone.

kurz_agilityPerò devo aggiungere che ho visto anche un Kurzhaar fare Obedience (e un pointer, ancora no), e diversi Drahthaar fare la guardia (e i setter no).
Perché i bracchi tedeschi sanno andare pure oltre la caccia, pur restando cacciatori inside e pur continuando a ritenere, personalmente, che dovrebbero assolutamente fare ciò per cui sono nati.
Resta il problema dei cani in adozione con la clausola “solo a non cacciatori“: poi c’è il problema aggiuntivo dell’amica che, pur essendo diventata cacciatrice per amore dei suoi setter, conosce soprattutto persone a cui la caccia fa decisamente schifo, e ciononostante cerca di rifilare Drahthaar a tutti.
Sul gruppo di FB che entrambe frequentiamo compaiono spesso richieste tipo: “Ho un’amica che cerca un cane di piccola taglia, a pelo lungo, possibilmente già anzianotto perché lei non è più molto giovane: qualcuno ha idee?”
E subito sotto, primissima risposta: “C’è un Drahthaar di otto mesi che cerca casa a…” (ultimamente ai Drahthaar si sono aggiunti pure i Kopov: ma questa è un’altra storia).
Comunque: che fare con un bracco tedesco, se non lo portiamo a caccia?
In teoria, un po’ di tutto: agility, obedience, disc dog, perfino UD (hanno una tempra della madonna, un predatorio altissimo e un temperamento assai focoso: e se devono mordere – specialmente il Drahthaar – non si tirano certo indietro).
In pratica, a tutto questo si aggiunge una docilità non esattamente elevatissima, il che rende tutto un filino più complicato.
Tipo: “Agility? Che bello, mi piace, sì sì, ora faccio il muro, la palizzata, il tunnel… ecco, ora basta perché non ne ho più voglia. Come dici? C’è ancora un ostacolino prima del traguardo? Eh, vabbe’, magari domani lo faccio: adesso ho altro a cui pensare”.

draht_cuccTutti, ma proprio tutti  gli amanti del bracco tedesco vi diranno che “basta essere buoni leader” per ottenere qualsiasi performance.
Il che è verissimo. Il difficile è riuscire ad essere dei buoni leader per cani che: a) so’ davvero “krukk”, quando ci si mettono: capocce tedesche di pura ghisa; b) se li prendi con le maniere troppo dolci, ti prendono per il culo; c) se li prendi con le maniere forti, reagiscono o come i pit bull (si chiudono e non ti cagano più neanche di striscio) o come i malinois (ti mordono e ciao); d) se li prendi nel modo più giusto possibile, ma nel momento sbagliato (tipo: hanno sentito la traccia di qualcosa di interessante) ti guardano con l’occhio languidissimo e il fumetto che dice “Scusa, scusa, lo so, dovrei fare quello che mi stai chiedendo… e lo farei con tutto il cuore, perché ti amo tanto e mi fido ciecamente di te… ma porcazozza, di qui è passata una volpe! Cerca di capire!”.
E via col vento.

kurz_cuccIo comunque vi copincollo qui la descrizione che fa Elena Villa del carattere del bracco tedesco (in realtà è riferita al Kurzhaar, ma vale anche per il Drahthaar), che trovo assolutamente perfetta: “Un DK senza leader è un completo disastro: farà pipì ad ogni albero, masticherà anche il riportello di metallo dell’obedience, spaccherà i coni del box, salterà i tubi dell’agility, prenderà a spallate i vostri amici e aggredirà i cani del vicino (a proposito, un DK fuori controllo attacca per uccidere, perché nel suo DNA c’è scritto come prendere alla gola un cinghiale ferito per finirlo: e così farà con gatti, cani, galline e vitelli).
Ma un DK che ha un leader è capace di aspettarvi al terra anche 4 o 5 ore con cani, gatti e galline che gli camminano sulla testa senza che faccia una piega. In poche parole, dipende tutto da voi”.
E non credo che ci sia nulla da aggiungere.

KURZHAARAnzi, no, una cosa la aggiungo, perché non vorrei essere fraintesa: non è che sia vietato dalla legge tenere un bracco tedesco anche sul divano, per qualche ora al giorno.
L’importante è sapere che lui per un po’ ci sta volentieri… ma poi si scoccia e comincia a guardarti col fumetto che dice: “Okay, adesso facciamo qualcosa?”.
Ed è caldamente consigliabile dargli ascolto.

TESTA – (nel caso non si fosse ancora capito): dura.
Però non “dura” nel senso di “cane scemo”: dura nel senso di cane intelligentissimo che ti mette costantemente alla prova, che ha bisogno di essere convinto che quello che gli chiedi di fare ha un senso e uno scopo, che ogni tanto decide pure per conto suo, ma dal suo punto di vista di solito ha ragione da vendere. E’ sicuramente una sfida, ma è anche una sfida appassionante… per chi ha il coraggio di cimentarcisi.

draht_occhidolciOCCHI – Molto, ma molto espressivi.
Capaci di sfidare arrogantemente il “nemico” (cane del vicino) così come di straziare il cuore dell’amico (umano) quando sta mangiando un panino e ha l’ardire di non dargliene un pezzetto. Capaci anche di trasmettere chiari messaggi quali: “Are you fucking kidding me?” (sì, so’ tedeschi, ma quando vogliono parlano un perfetto slang americano), quando gli hai chiesto un “seduto-resta”.

BOCCA – Avete presente un coccodrillo? Ecco, siamo lì.

CODA – Avete presente un nerbo di bue? Ecco, siamo lì… a meno che non venga tagliata, pratica (purtroppo) ancora molto seguita. Però c’è da dire che oltre allo scopo “ufficiale” per cui viene tagliata (e cioè quello di proteggerla da eventuali ferite durante le battute di caccia in terreni “sporchi”) si ottiene anche quello di salvare le gambe umane.

giocoARTI – Atletici, scattanti, muscolosi e chi più ne ha, più ne metta. Saranno anche “lenti”, ma sfido qualsiasi umano che abbia fatto affermazioni di questo genere ad acchiapparne uno. Noi umani siamo veramente ridicoli quando prendiamo in giro alcuni cani perché “non sono abbastanza veloci”. Ma noi, ci siamo visti?
Comunque: una delle cose più positive dei bracchi tedeschi, sul lavoro, è la loro grande capacità di collegamento: non si allontanano mai eccessivamente dagli umani (nonostante pensino, probabilmente: “Ma se la dà una mossa, quel fermone?”… e loro, a differenza nostra, hanno ragione di pensarlo).

MANTELLO – Quello del Kurzhaar, ovviamente, non ha bisogno di nulla. Il Drahthaar, come tutti i peli duri, va strippato. Però, a differenza di quanto si possa pensare,  è il pelo del Kurzhaar quello che vi ritroverete infilato ovunque: nei cuscini, sulle poltrone, sui calzoni. Il pelo corto è moooolto sopravvalutato per quanto riguarda la pulizia casalinga.

kurz_fighiCONCLUSIONI – I bracchi tedeschi sono dei super-cani, che a mio avviso avrebbero bisogno di super-umani (o quasi). Poi, per carità: son cani. Quindi sono buoni, pazienti, capaci di sopportare l’imbecillità e le pochezze umane meglio di qualsiasi altro animale. Però, se finiscono in mani capaci e competenti, danno davvero più di quanto si possa sognare: se finiscono in mano a Sciurmari e Sciuremarie… a volte sono cavoli amari, mentre altre volte, appunto, sopperiscono alle nostre pochezze e sanno essere buoni, dolci, simpatici compagni. Dipende.
Sicuramente saranno cavoli amari se finiscono in mano al dittatorino di turno, magari incapace di essere autoritario (per quanto sarebbe molto meglio un proprietario “autorevole”) senza essere violento.
E’ soprattutto questo il motivo per cui, nonostante la diffusione non eccessiva e la ferma volontà degli allevatori di considerare questi cani un’ “edizione speciale” riservata a cacciatori bravi e davvero amanti dei cani (e ce ne sono tanti, per fortuna), qualche bracco tedesco in canile ci finisce.
L’importante è che ne esca al guinzaglio di qualcuno che, pur non andando a caccia, si ricordi che si è preso in casa un cane dinamico, atletico, collaborativo ma anche dotato di impressionante  tenacia. Cosa deciderà di fare con lui non è poi così fondamentale: l’importante è che il cane faccia qualcosa.
Altrimenti manderà a spandere l’umano in tutti i modi canini che conosce. E sono tanti pure questi.

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico