lunedì , 20 novembre 2017
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Divertirsi col cane… anche dentro casa

cane_pioggiadi VALERIA ROSSI – Piove. No, non è solo un esempio letterario: qui piove per davvero, oggi. E siccome è cominciata la primavera, di giornate come questa presumo ne arriveranno diverse altre.
Ma quando piove, che si fa col cane?
Sento già l’obiezione più scontata: eh, brava, bell’argomento.
Ma non potevi trattarlo quest’inverno, quando le giornate piovose o nevose, fredde e buie, erano la regola?
Sì, certo, avrei potuto: però… non so se voi somigliate a me, ma d’inverno io non ho voglia di fare grandi cose, né col cane né senza. Fa freddo, viene buio prestissimo, è una stagione da abbiocchi perenni: e di solito anche i cani non è che abbiano poi tutta ‘sta smania di giocare.
La Bisturi, d’inverno, se le propongo qualcosa magari si entusiasma per i primi cinque minuti. Poi comincia a guardarmi con l’occhio vacuo: “Sì, carino ‘sto giochetto, però adesso ho sonno”.
In primavera siamo tutti più allegri, più vispi, più su di giri. Cani e umani, ma “cani” soprattutto. Quando non si può uscire li vedi smaniare, guardare la porta, zompettare per casa con l’aria da “Eddai, andiamo fuori lo stesso”.
Perfino la Bisturi, che alla prima mezza goccia d’acqua d’inverno si mette in modalità “pipì-cacca-rientroprecipitoso in tre minuti netti”, in primavera si fa quasi volentieri una passeggiatina, anche se piove. E soprattutto, in casa, dorme di meno e si annoia di più.
Allora, cosa possiamo inventarci per passare il tempo anche se siamo costretti fra quattro mura?
Vediamo un po’ di possibilità:

a) gli esercizi di attivazione mentale (credo che li conosciate tutti benissimo: chi ancora non sapesse che cosa sono, può leggersi questo articolo) sono il rimedio più classico. Però, intanto che il cane si impegna a risolverli, l’umano si rompe perché non deve fare nient’altro che stare ad osservare.
E allora?

bisturi_tapp1Allora una cosa che si può fare è inventarsi giochini nuovi con quello che si ha in casa (by the way, i giochi di attivazione mentale che si trovano in commercio costano carissimi… e una volta che il cane ha imparato a risolverli, hanno praticamente concluso la loro carriera).
Qualche semplicissimo suggerimento comincio a darvelo io, poi continuate da soli (altrimenti che gusto c’è?):

♦ il cilindro – chiudete ai due lati l’interno di cartone di un rotolo di carta igienica, riempito di bocconcini;
♦ la caramella – sempre con l’interno della carta igienica, usandone stavolta tre e infilandoli uno dentro l’altro, costruite una sorta di “caramellona” riempita di bocconcini;
♦ i bicchierini – tre bicchieri capovolti (possibilmente di carta o plastica), sotto uno c’è il bocconcino;

bisturi_tap2♦ il tappetino – avvolgete su se stesso un tappetino da bagno: solo srotolandolo si troveranno i bocconcini;
♦ la ciabatta – inserire i bocconcini nella punta di una vecchia ciabatta in disuso (questo non fatelo con i cuccioli, perché potrebbero pensare che tutte le ciabatte e le scarpe di casa nascondano qualcosa di buono);
♦ la pentola magica –  il pentolino contiene bocconcini, ma prima bisogna levare il coperchio;
♦ la pentola carogna – è capovolta e i bocconcini stanno sotto (su un pavimento liscio, questo è difficilissimo: su un tappeto o sulla moquette è facile).
I cani già avvezzi all’attivazione mentale risolvono questi giochini in nanosecondi: dovrete essere più fantasiosi di così, utilizzando anche cordicelle che permettano di aprire cassetti, sportelli e così via. Dopodiché vi accorgerete che un normale appartamento può diventare un enorme parco giochi canino.

b) i tricks
Quas tutti i tricks si insegnano indoor, quindi le giornate di pioggia sono il momento migliore per iniziare il lavoro.
Qui metto un video che ne mostra alcuni simpatici, utili e/o semplicemente divertenti:

Non c’è bisogno di avere un border collie o un malinois (anche se indubbiamente aiuta! Io però non ce l’ho, quindi vi beccate la Bisturi): questi giochetti possono impararli davvero tutti i cani, con un po’ di pazienza, utilizzando semplicemente alcuni strumenti che dovrete procurarvi (o costruirvi, altro buon modo per trascorrere una giornata di pioggia):

targets♦ alcuni target (semplici taghette adesive di plastica o gomma: ma in caso di emergenza possono andar bene anche dei semplicissimi post-it!): il cane deve imparare prima a toccarli col muso e poi a spingere;

targetstick♦ un target stick (bastoncino con un target in cima: il cane deve toccarlo col muso e seguirne i movimenti);

pad♦ un pad (quadratino di gomma, sottovaso capovolto… dipende dal tipo di esercizio): il cane deve imparare a toccarlo con le zampe.

Si lavora sempre in shaping, ovvero premiando (col metodo marker-premio: si può utilizzare il clicker o il marker vocale, come si preferisce) le approssimazioni successive fino ad ottenere l’esercizio completo.
Ricordiamo che queste tecniche, semplici e divertenti, sono anche propedeutiche a un sacco di esercizi “seri” che si potranno “costruire” più facilmente qualora il cane sappia già toccare con le zampe e col muso, spingere e tirare: quindi non si tratta di preparare un “cane da circo”, ma di impostare movimenti e comandi che in seguito potranno servire indifferentemente tanto ai cani da assistenza quanto a quelli da UD.
Non è, quindi, mai tempo sprecato… neppure se per ora ci limitiamo a insegnare trucchetti solo per divertirci nelle giornate di pioggia.

c) i giochi di fiuto
Il cane, ad usare il naso, si diverte ovviamente moltissimo: è il suo senso principale, quindi lo utilizza più che volentieri… e se lo porta a trovare il suo giocattolo preferito o qualche bocconcino, tanto meglio!
In casa si può fare un’infinità di giochi di fiuto, dalla semplice ricerca dell’umano nascosto (moooolto facile, ma interessante per i cuccioli, che intanto cominciano a capire l’ordine “cerca”) a quella, appunto, di palline o bocconcini: più sofisticati, invece, i lavori di discriminazione olfattiva (anch’essi propedeutici ad esercizi presenti in alcune discipline sportive come l’Obedience e il Mondioring).
Il lavoro dell’umano qui consiste semplicemente nell’impregnare l’oggetto che vogliamo che venga segnalato con il proprio odore, tenendolo in mano per qualche minuto: poi l’oggetto verrà disposto in mezzo ad altri che invece non dovranno avere odori particolari, e che quindi maneggeremo con un paio di pinze (vanno benissimo quelle da spaghetti). Si darà quindi al cane l’ordine di cercare e si marcherà (sempre con la voce o il clicker) e premierà il cane quando si soffermerà ad annusare l’oggetto giusto.
Solo quando il cane avrà capito esattamente il concetto (cerca l’oggetto con l’odore del tuo umano) si passerà a chiedergli la segnalazione o il riporto (come preferiamo) dell’oggetto stesso.

discriminazione_totdiscriminazioneUna volta impostato come gioco, questo può diventare un vero e proprio lavoro di discriminazione olfattiva, per il quale potrete, volendo, procurarvi (o acquistare) anche i blocchetti di legno regolamentari. Ma qui siamo già oltre il semplice “passare insieme giornate di pioggia”!
In ogni caso, il mio concetto di “passare il tempo col cane, divertendoci insieme” è quello di approfittare delle giornate di “indoor forzato” per insegnargli qualcosa che sarà utile anche nel lavoro o nello sport (o nella vita di tutti i giorni: avere un cane che sa sfilare i calzini non è affatto male!).
Quando si gioca, però, si deve giocare: ci deve essere allegria e non ricerca maniacale della precisione, e tantomeno ci si deve incaponire o peggio ancora sgridare il cane se non capisce subito quello che vogliamo da lui (attenzione: il cane che non ha capito non va MAI sgridato per nessun motivo, neppure quando si lavora sul serio).
E’ importante, quindi, mantenere sempre lo spirito giusto, abbondare in premi e coccole, inframmezzare questi giochi-lavori con momenti di gioco e basta (per esempio facendo la lotta sul tappeto, che è sempre un bellissimo modo di passare il tempo). Solo così le giornate di pioggia diventeranno un po’ meno uggiose e molto più divertenti per bipedi e quadrupedi.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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