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Giornalismo “attualissimo”…

eco_vallidi VALERIA ROSSI – Ma si può? No, dico… si può scrivere in data 6 aprile 2014 un articolo cinofobo (titolo: “Cani, tutti vogliono pitbull e “pericolosi”. Cosa dice la legge”) che, quando si tratta di spiegare – appunto – cosa dice la legge, va a ripescare un’ordinanza decaduta nel 2009?
Evidentemente sì, si può: l’ha fatto l'”Eco delle valli” , sciorinando l’obsoleta – e ridicola –  “black list” che citava razze inesistenti (era bellissima la triade “pitbull, pitbull mastiff e pitbull terrier”, che citava due nomi della stessa razza – escluso quello corretto di “american pitbull terrier” –  e un terzo mai esistito sulla faccia della terra:che caspita sarebbe un pitbull mastiff?), più una serie di cani che in Italia non si sono praticamente mai visti  (come è noto, le nostre città pullulano di perro da canapo majoero, tosa inu e rafeiro do alentejo…).
La Redazione dell'”Eco” rammenta anche l’ordinanza precedente (la tragicomica ordinanza Sirchia, quella che praticamente avrebbe voluto l’estinzione dell’intero gruppo 2), rammentandoci che “tra i cani più noti, in passato giudicati a rischio di aggressività ed ora esclusi dall’elenco, figurano i dobermann, gli alani e gli schnauzer”. Come a dire: occhio, che son pericolosissimi pure questi, anche se per misteriosi motivi non sono più citati dalla legge – secondo loro – vigente.
E infatti la foto che correda l’articolo è proprio quella di un dobermann.

sportello_dirittiC’è invece uno strano animale palestrato (forse il celeberrimo “pitbull mastiff?”) a corredo dello stesso identico pezzo che appare sul sito dello “Sportello dei diritti”, il cui Presidente, Giovanni D’Agata, è proprio colui che lancia l’allarme sulla presunta moda di detenere “cani pericolosi”.
D’Agata fa pure riferimento al fatto che “in giro si vedano girare a spasso per i centri urbani giovani e meno giovani con al seguito, spesso privi dei prescritti guinzaglio e museruola, cani di razze ritenute pericolose anche per legge”.
Allora: le razze “pericolose per legge”, grazie al cielo, non esistono più da cinque anni (diciamo che forse il tempo per informarsi c’era…); il guinzaglio è effettivamente prescritto, ma la museruola no (bisogna averla con sé, ma non è obbligatorio che il cane la indossi); che giovani e meno giovani si vedano “girare in giro” con un cane al seguito a me sembra un’ottima cosa e non capisco cosa ci sia da indignarsi. L’importante sarebbe che il cane fosse ben gestito, educato e sotto controllo: ma di questo, ovviamente, nell’articolo non c’è traccia.
Si fa invece un cenno all’art. 672 del codice penale, che parla di malgoverno o omessa custodia di “animali pericolosi”: appare evidente che si parli di tigri, leoni e simili… non certo di cani, che per la legge sono animali domestici e non pericolosi (specie oggi che non esiste più alcuna black list). Tant’è che l’articolo specifica che gli stessi provvedimenti si applicano a chi  “abbandona a se stessi animali da tiro, da soma o da corsa” (penso intendano “cavalli da corsa”, perché lasciare libero un greyhound non mi pare ‘sto gran caso da allarme rosso): ovvero, animali a loro volta domestici, ma potenzialmente pericolosi per mole e che necessitano di essere custoditi dall’uomo.
Insomma, se proprio si vogliono fare articoli cinofobi, almeno sarebbe il caso di non riferirsi a ordinanze (e NON leggi: non c’è mai stata alcuna legge sui “cani pericolosi”) decadute da (molti) anni.
Altrimenti mi aspetto che lo “Sportello dei diritti” (prontamente rimbalzato dall’Eco delle Valli) domani pubblichi un articolo sulla pericolosità delle donne dai capelli rossi, citando anche la legge che permette di torturarle e mandarle al rogo.

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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