PREMESSA di Valeria Rossi – Diciamolo: è bello sentirsi Muse ispiratrici.
E’ la più grande soddisfazione a cui una scribacchina possa tendere: ed è bello anche condividere questa gioia con un’amica, essendo stato scritto a quattro mani l’articolo che ha perlappunto ispirato il dottor Carucci.
Forse qualcuno potrà sogghignare pensando che a renderci Muse per un giorno sia stato un po’ un argomento di merda… ma è tutta invidia, lo sappiamo. Gnegnegnè.

caccamaredi MARCO CARUCCI – La raffinata, ancorchè minuziosa, disamina sul mondo dei raccoglitori di cacche, redatta da Fabiana Buoncore, integrata da un’analisi socio-antropologica dei fecicensori, a cura di Valeria Rossi, mi stimola (ovviamente, visto l’argomento) a stilare alcune osservazioni sui reali protagonisti, inopinatamente trascurati dalle due eminenti Autrici, della materia (in senso figurato), cioè i nostri amichetti a quattro zampe, in altre parole i produttori, insuperabili ed inesauribili fornitori della materia (in senso proprio) di cui stiamo trattando.

La tecnica di produzione
Ad onta delle varietà del prodotto, mirabilmente elencate da Fabiana Buoncore, le modalità operative sono sorprendentemente uniformi e costanti: il cane “opera” in una specifica posizione con trascurabili differenze tra le diverse razze, il che conferma che la produzione si colloca a buon diritto nel mondo dell’artigianato artistico, laddove, per l’appunto, non è il bulino che fa il Cellini.
D’altro canto, la stessa ricostruzione tridimensionale del cane defecante è un capolavoro di plasticità ed equilibrio, a cui ogni protagonista dà una connotazione sua propria: ed è giusto a questi “personalismi” che vorrei riferirmi.
Ho identificato sei categorie principali in cui, secondo la mia modesta esperienza di frequentatore di “parchetto cani”, si possono agevolmente catalogare la stragrande maggioranza dei nostri amici.

Lo sbrigativo – Non perde inutilmente tempo per un banale dovere fisiologico: una veloce annusatina, giusto per capire dove collocare il prodotto e via, scarico, due zampate con i posteriori e poi correre a giocare con gli amici: per la serie “non ho tempo da perdere per queste cagate”.

caccaspiaggiaIl pignolo – Contrariamente al precedente, vive l’intima certezza che il prodotto vada depositato in un punto perfettamente definito del globo terracqueo, identificato da geolocalizzatore nasale con tolleranza di errore di +/- 1 micron (un millesimo di millimetro); nell’atto di espletare può avere un minimo ripensamento che lo induce ad un impercettibile movimento sulle zampe in senso laterale sì da spostare lo “sgancio” ad insignificante distanza dal punto primariamente scelto; dalla esatta collocazione terrena del prodotto sembra far dipendere il proprio completo benessere esistenziale: come dire “cago ergo sum”.

Il pensieroso – Ciò che colpisce lo spettatore è l’espressione estremamente meditabonda che gli si disegna sul muso mentre sta defecando: fronte aggrottata, lo sguardo perso lontano verso un punto indefinito dell’orizzonte, totalmente immerso nella gravità pensosa del momento decisivo; se è un bull-dog viene ad assomigliare curiosamente a W. Churchill quando, nella Cabinet (!) War Room, prese la storica decisione di ingaggiare la battaglia d’Inghilterra con i tedeschi.

L’affettuoso – L’espressione è tendenzialmente amichevole, tuttavia è pervaso da un filo di ansia da abbandono e non intende perdere di vista, neppure per un momento, il padrone che lo accompagna cosicché, per tenerlo costantemente sott’occhio, fino a quando può rotea il collo poi riesce a muoversi sul posto, con irresistibile effetto “papero”, sia in senso circolare sia in marcia anteriore, con conseguenti inevitabili spargimenti territoriali del prodotto.

caccafeliceIl disinvolto – E’ l’opposto del pensieroso: il musetto sereno, defecando si guarda all’intorno con la rilassata convinzione di fare qualcosa di bello e di giusto, pienamente partecipe del mondo che gli sta intorno a cui sente di appartenere felice; è totalmente in pace con gli altri cani, con gli umani, con il suo intestino.

Lo sfrontato – In alcuni cani maschi di grossa taglia … la contrazione del torchio addominale comporta una compressione dei grossi vasi venosi sottodiaframmatici con conseguente stasi del circolo di reflusso che, nel plesso pudendo, cagiona una sovrareplezione dei corpi cavernosi con relativo inturgidimento dell’asta peniena…: in altre parole, gli viene un coso grosso così, di un bel rosso fucsia che suscita, nei due zampe presenti, sentimenti di ilarità (giovani di ambo i sessi), imbarazzo (donne di mezza età), sottaciuta invidia (maschi maturi), struggenti nostalgie (signori – e signore – over 70).

Ecco, ho assolto il bisogno (arridaje) di dare sfogo alle mie osservazioni. Non so se queste poche righe saranno mai lette da alcuno: quel che è certo è che mai le leggeranno i miei genitori, passati a miglior vita, che tanto vollero farmi studiare e mai avrebbero potuto immaginare e comprendere (meno che mai accettare) come il loro figlio medico, di cui andavano tanto fieri, potesse scrivere, a quasi 59 anni, una pagina e mezzo sugli usi e costumi dei cani che fanno la cacca.

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29 Commenti

  1. Ahahah! Grazie! Inizio la giornata con il sorriso! 😀

    PS:la mia cagnolina rientra decisamente nella categoria pignoli….con la variante che se sovviene un rumore diverso dal solito durante l’atto, decide che quel posto non va più bene. E non andrà mai più bene.

  2. Manca la categoria degli acrobati: ho un paio di cani che espletano le loro funzioni in equilibrio su due zampe.C’e’ sia chi sta fermo in equilibrio con l’anteriore e chi invece,sprezzante del pericolo,cammina meglio di un circense mentre la fa….Sempre e solo con 2 zampe,venghino,siorie e siori !

  3. Grazie per la risata mattutina! Se poi ci aggiungiamo che è lunedì.. il grazie è decuplicato!
    Comunque… per la cronaca, io ho il pignolo sfrontato…. (e tamarro)

    ps
    comunque Dottore.. in ogni caso Lei stamani ha svolto perfettamente la sua missione… il suo intervento ha sicuramente giovato all’umore di molti, e, come Lei mi insegna…. ridere 15 minuti al giorno allunga la vita.. e quand’anche così non fosse… per lo meno abbiamo passato un quarto d’ora divertente!

    • Come al solito Maria Grazia, condivido in pieno quello che hai detto, ce ne fossero di medici così, he, he, he…Il mio cane è…disinvolto/affettuoso, giusto per informazione. Dottò complimenti, dovrebbe scrivere più spesso, anche se forse, non parlerà più di tipi di defecazioni…ha, ha, ci voleva proprio, grazie.

  4. 2 domande al dottore esperto di cacate dei cani (con ironia, non intendo offendere):
    1- ho dei cani in rifugio che cagano dove bevono, nonostante tenga i box puliti tutti i giorni. Mi sa dire perché?
    2- in che categoria rientrano questi cani?

    • 1) provi a cambiare la marca dell’acqua, è un’evidente critica a quella che somministra loro
      2) in quella dei buongustai

  5. Il Faro – ovvero quel cane che mentre espleta la soddisfacente materia, gira su se stesso come un faro per la navigazione nautica, formando un cerchio perfetto degno erede del Giotto.

  6. Balrog ha la dopia modalita, in casa o fuori. Fuori casa puo essere inserito tra gli sbrigativi; cacata veloce, giusto dove gli scappa, nessuna preocupazione per la scelta del luogo nessun interesse per cio che ha appena prodotto. Ma in casa (o meglio dir “in giardino”) cambia; prima di cacare inizia a girare su se stesso velocemente abbaiando in modo chenon puo passare inosservato. Il rituale preparatorio puo durare fino ad un minuto (durante il quale continua a girare su se stesso abbaiando) poi smette di abbaiare, si ferma e asume la posizione, quindi produce e torna alla sua vita normale (anche in questo caso ignorando il prodotto). E sinceramente devo dire che non ho mai capito il perche di questo rituale pre-cacca, che poi esegue solo quando caca in giardino

  7. Esilarante! 😀
    …. ma che dire del “dopo”?!?
    Il mio appena finito di produrre se la dà a gambe come se avesse appena fatto uno scherzetto ad un fantasma che vede solo lui e non potrebbe esserne più felice….

  8. Caro Dottore, ho, come te, quasi 59 anni ed anch’io ringrazio il cielo che i miei non siano più qui a vedermi leggere un articolo scritto da un medico su un argomento così poco bon ton e che non possano avere alcuna percezione del fatto che mi ha divertito moltissimo. Probabilmente direbbero che siamo una generazione persa.

  9. Akita – pignolo, pignolo, pignolo (l’ho già detto che è pignolo? Ecco, nel caso non l’avessi detto, è un pignolo che più pignolo non si può. Che poi vabbé, nel mio caso è pignolA, ma si parla in generale…). Ma pure un bel po’ Faro. E pretende che la gente (non solo il padrone, ma pure i passanti che non lo filano di striscio e pensano ai fatti loro) si girino dall’altra parte finchè non ha finito. Altrimenti non se ne parla.

  10. I genitori si riterranno soddisfatti di averla fatta studiare, chi altri se non un medico avrebbe potuto spiegarci meglio le ragioni dell’estrema lussuria che provano alcuni cani nel rendere al mondo il loro prodotto? 🙂
    Sinceramente grazie per le risate che questo articolo ci dona. Vorrei contribuire aggiungendo la categoria “chiticredidiessere”, ovvero cani di piccola taglia che producono come un san Bernardo, della serie, dove sta tutta quella merda in un cagnolino cosi piccolo? E poi i timidi, che prima di farla si accertano che da quel punto nessuno li veda, neppure il conduttore con sacchetto alla mano, meglio se in mezzo a cespugli di rovi o nell’erba alta tipo savana, e una volta “dato” fuggono alla massima velocità possibile dal luogo del delitto

  11. Mi dica cosa pensa del mio setter gordon che mentre la fa si avvita perché deve vederla…..mentre casca a terra ed appena ha finito scappa come se avesse lanciato una bomba atomica!!!!!

  12. Manca una categoria : quella del ” IO PORTO TUTTO A CASA MIA !! ”
    Dopo essere partiti venerdì sera, ha fatto i “liquidi” domenica mattina alle 11.
    48 secondi cronometrati di pipì continua.
    Non era convinta ma stava per esplodere.
    Invece il “solido” è stato rigorosamente portato a casa.
    Una montagna, ovviamente.
    Però in questi giorni che siamo stati via, nessun prato la ispirava, nessun angolino aveva abbastanza privacy.
    Mangiato e bevuto regolarmente come sempre.
    Della serie “Voglio l’erba di casa mia!”
    Femmine……non è la prima che sento, la mia piccoletta era così.

    • Ahhhh… come mi ricorda la mia prima Snowwhite, che in Francia si tenne anche la pipì per TRE giorni, per poi mollarla davanti al negozio di souvernir, elegantissimo, con tanto di guida rossa per terra… 😀 !

  13. la mia nella categoria “schizzinosi”… la fa e si allontana velocemente con l’espressione schifata.. come se non fosse sua!

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