domenica , 19 novembre 2017
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The Shit Producers

PREMESSA di Valeria Rossi – Diciamolo: è bello sentirsi Muse ispiratrici.
E’ la più grande soddisfazione a cui una scribacchina possa tendere: ed è bello anche condividere questa gioia con un’amica, essendo stato scritto a quattro mani l’articolo che ha perlappunto ispirato il dottor Carucci.
Forse qualcuno potrà sogghignare pensando che a renderci Muse per un giorno sia stato un po’ un argomento di merda… ma è tutta invidia, lo sappiamo. Gnegnegnè.

caccamaredi MARCO CARUCCI – La raffinata, ancorchè minuziosa, disamina sul mondo dei raccoglitori di cacche, redatta da Fabiana Buoncore, integrata da un’analisi socio-antropologica dei fecicensori, a cura di Valeria Rossi, mi stimola (ovviamente, visto l’argomento) a stilare alcune osservazioni sui reali protagonisti, inopinatamente trascurati dalle due eminenti Autrici, della materia (in senso figurato), cioè i nostri amichetti a quattro zampe, in altre parole i produttori, insuperabili ed inesauribili fornitori della materia (in senso proprio) di cui stiamo trattando.

La tecnica di produzione
Ad onta delle varietà del prodotto, mirabilmente elencate da Fabiana Buoncore, le modalità operative sono sorprendentemente uniformi e costanti: il cane “opera” in una specifica posizione con trascurabili differenze tra le diverse razze, il che conferma che la produzione si colloca a buon diritto nel mondo dell’artigianato artistico, laddove, per l’appunto, non è il bulino che fa il Cellini.
D’altro canto, la stessa ricostruzione tridimensionale del cane defecante è un capolavoro di plasticità ed equilibrio, a cui ogni protagonista dà una connotazione sua propria: ed è giusto a questi “personalismi” che vorrei riferirmi.
Ho identificato sei categorie principali in cui, secondo la mia modesta esperienza di frequentatore di “parchetto cani”, si possono agevolmente catalogare la stragrande maggioranza dei nostri amici.

Lo sbrigativo – Non perde inutilmente tempo per un banale dovere fisiologico: una veloce annusatina, giusto per capire dove collocare il prodotto e via, scarico, due zampate con i posteriori e poi correre a giocare con gli amici: per la serie “non ho tempo da perdere per queste cagate”.

caccaspiaggiaIl pignolo – Contrariamente al precedente, vive l’intima certezza che il prodotto vada depositato in un punto perfettamente definito del globo terracqueo, identificato da geolocalizzatore nasale con tolleranza di errore di +/- 1 micron (un millesimo di millimetro); nell’atto di espletare può avere un minimo ripensamento che lo induce ad un impercettibile movimento sulle zampe in senso laterale sì da spostare lo “sgancio” ad insignificante distanza dal punto primariamente scelto; dalla esatta collocazione terrena del prodotto sembra far dipendere il proprio completo benessere esistenziale: come dire “cago ergo sum”.

Il pensieroso – Ciò che colpisce lo spettatore è l’espressione estremamente meditabonda che gli si disegna sul muso mentre sta defecando: fronte aggrottata, lo sguardo perso lontano verso un punto indefinito dell’orizzonte, totalmente immerso nella gravità pensosa del momento decisivo; se è un bull-dog viene ad assomigliare curiosamente a W. Churchill quando, nella Cabinet (!) War Room, prese la storica decisione di ingaggiare la battaglia d’Inghilterra con i tedeschi.

L’affettuoso – L’espressione è tendenzialmente amichevole, tuttavia è pervaso da un filo di ansia da abbandono e non intende perdere di vista, neppure per un momento, il padrone che lo accompagna cosicché, per tenerlo costantemente sott’occhio, fino a quando può rotea il collo poi riesce a muoversi sul posto, con irresistibile effetto “papero”, sia in senso circolare sia in marcia anteriore, con conseguenti inevitabili spargimenti territoriali del prodotto.

caccafeliceIl disinvolto – E’ l’opposto del pensieroso: il musetto sereno, defecando si guarda all’intorno con la rilassata convinzione di fare qualcosa di bello e di giusto, pienamente partecipe del mondo che gli sta intorno a cui sente di appartenere felice; è totalmente in pace con gli altri cani, con gli umani, con il suo intestino.

Lo sfrontato – In alcuni cani maschi di grossa taglia … la contrazione del torchio addominale comporta una compressione dei grossi vasi venosi sottodiaframmatici con conseguente stasi del circolo di reflusso che, nel plesso pudendo, cagiona una sovrareplezione dei corpi cavernosi con relativo inturgidimento dell’asta peniena…: in altre parole, gli viene un coso grosso così, di un bel rosso fucsia che suscita, nei due zampe presenti, sentimenti di ilarità (giovani di ambo i sessi), imbarazzo (donne di mezza età), sottaciuta invidia (maschi maturi), struggenti nostalgie (signori – e signore – over 70).

Ecco, ho assolto il bisogno (arridaje) di dare sfogo alle mie osservazioni. Non so se queste poche righe saranno mai lette da alcuno: quel che è certo è che mai le leggeranno i miei genitori, passati a miglior vita, che tanto vollero farmi studiare e mai avrebbero potuto immaginare e comprendere (meno che mai accettare) come il loro figlio medico, di cui andavano tanto fieri, potesse scrivere, a quasi 59 anni, una pagina e mezzo sugli usi e costumi dei cani che fanno la cacca.

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