martedì , 21 novembre 2017
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Avete comprato dal cagnaro? E adesso perché chiedete consigli a me?

email1di VALERIA ROSSI – L’accorato appello mi arriva da un’amica allevatrice: ma potrei tranquillamente farlo mio, così come credo possano farlo proprio moltissimi altri allevatori.
E’ infatti abitudine diffusa (quasi una routine, direi) quella di scrivere email agli allevatori chiedendo loro consigli, aiuti e tutto quanto concerne il proprio cucciolo… comprato da qualcun altro.
Qualcuno che di aiuti e consigli, ovviamente, mai si sognerebbe di darne, perché non ha nessuna intenzione di perder tempo dietro a queste sciocchezze.
Al canivendolo interessa vendere, punto e basta: non c’è passione, non c’è amore in quello che fa. Figuriamoci se ha voglia di star lì a rispondere alla cliente che gli chiede a che età il cucciolo cambierà i denti, o come insegnargli a non pisciare in casa.
Quindi, a chi si chiede tutto questo?
A chi invece l’amore e la passione ce la mette, ed è sempre prodigo di suggerimenti e consigli: ovvero all’Allevatore serio, sempre quello con la A maiuscola… al quale il tempo si può far perdere, eccome (tanto il tempo altrui non vale un centesimo).
Si rompono le scatole a quell’Allevatore che però non è stato ritenuto altrettanto “maiuscolo” quando si è trattato di comprare il cucciolo.
Eh, no! Perché, quando si cerca un cane, lo si cerca: a) il più economico possibile; b) il più vicino possibile (se poi te lo portano al casello autostradale, meglio ancora!).
Al momento dell’acquisto l’allevatore (minuscolo, stavolta) viene considerato “quello che specula sulla pelle dei cani”, “quel ladro che chiede mille euro per un cucciolo, quando al negozio sotto casa me lo vendono u-gua-le a trecento euro” eccetera eccetera.
Peccato, però, che al negozio sotto casa non sappiano dirti neppure a che età il cucciolo andrà sverminato.
Peccato che il cagnaro sedicente “allevatore multirazza”, se gli mandi un’email spiegandogli che il cane ti ha mangiato diciotto sedie, non si degni nemmeno di risponderti.
Ma che importa?
Tanto c’è l’Allevatore pronto a darti tutti i consigli del caso… ovviamente aggratis, perché ci vorrebbe la sua bella faccia a farsi pagare anche per un consultino telefonico o via email!
L’amica allevatrice mi ha scritto ieri su FB:

Non se lo hai già fatto, ma potresti scrivere due righe sul fatto che la gente, se vuol prendere i cani dai cagnari o da qualcuno a caso, poi però le domande le fa a chi il cane glielo ha ceduto?
Dopo l’ennesima mail di richieste anche basilari (dal quando cambia i denti o smette di fare pipì in casa) e di richieste di aiuto per problematiche varie (anche di scelta!) su cuccioli presi da terzi, mi sono abbondantemente rotta le palle ed ho sbroccato.
I proprietari dei miei cani non hanno bisogno di cercare altri allevatori per chiedere info sul loro cucciolo: al massimo cercano – spesso indirizzati da me – professionisti addestratori o veterinari per problematiche in cui io non posso aiutarli.  Chi prende il cane da terzi, poi si faccia seguire dai terzi!

cuccioli_disponibiliContinua poi raccontandomi l’ultimo “caso”, in cui un tizio le chiedeva via email se a sua avviso avrebbe potuto far convivere la sua chihuahua con il cagnone della razza allevata dalla mia amica, che però stava per acquistare da un conoscente.
Ma chiederlo al conoscente… no, eh?
Ovviamente NO, perché evidentemente non lo ritiene abbastanza esperto e competente per potergli dare questa risposta della quale ha – udite udite – bisogno imminente (cioè, non solo ti rompono le scatole, ma ti mettono pure fretta).
Quindi il conoscente è considerato un ignorante in materia cinofilia… però va benissimo come allevatore di una razza di grande mole, che come tale di competenze ne richiede una carrettata.
Il cucciolo si prende da lui, i consigli si chiedono a quel pirla di allevatore che intanto te li darà sicuramente, perché è un appassionato e pure un esperto. Comodo, vero?
E’ successo  anche a me, migliaia di volte. Credo sia successo a tutti.
A me, addirittura, hanno telefonato a mezzanotte per dirmi che “non ne potevano più” di quel cucciolo che pisciava continuamente in casa (due mesi di vita), chiedendomi se lo volevo io.
“In regalo, eh!”, aggiunsero, pure col tono di chi ti fa un immenso favore.
Quindi non solo ti vedono come fornitore gratuito di consigli e suggerimenti, ma pure come canile d’emergenza. Sursum corda.
Adesso che non allevo più, queste telefonate non le ricevo più: ricevo invece le email (taaante) dei lettori di questo sito, ma a quelle rispondo volentieri perché solitamente trattano argomenti di educazione, rieducazione eccetera, che sono un po’ il tema principale di “Ti presento il cane”.
E poi io non vendo nulla, quindi non mi sento presa per i fondelli se mi chiedono un parere: o meglio, “vendo” lezioni di educazione/addestramento, ma se uno ha un problema a Roma non è che possa dirgli “vieni sul mio campo a Torino”.
C’è solo un caso specifico in cui… sì, mi sento un po’ presa per i fondelli: c’è un tizio che sta facendo (ma forse l’ha finito, perché è un po’ che non si fa vivo) un corso per educatore cinofilo su un campo diverso dal mio, e che ogni volta che non ci capisce una mazza, nonché ogni volta che si trova in disaccordo con quello che gli viene insegnato, chiede lumi a me.
Gli ho già detto almeno dieci volte: “Ma perché non fai la stessa domanda ai tuoi docenti”, e la risposta è sempre stata la stessa: “Gliel’ho fatta, ma non hanno saputo rispondermi”.
Carino. Fulgido esempio di professionalità.
Però al tipo non passa neppure per l’anticamera del cervello di mollare quel corso e di andarsi a iscrivere altrove: si prenderà il suo bel diplomino da educatore e magari aprirà pure un campo, basandosi su cose che per metà non ha capito e per l’altra metà non lo convincono.
Il mondo è bello perché è vario, si sa.
Però, se tutto questo genere di persone si prendesse una dose di vaffanculi, anziché risposte pazienti e magari pure esaurienti (che tutti diamo, a denti stretti ma illudendoci almeno di fare il bene dei cani), forse il mondo sarebbe un po’ meno vario (o forse un po’ meno avariato) e un filino più rispettoso del lavoro altrui.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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