venerdì , 24 novembre 2017
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Ma parlo canese?

inbraccio2di GIADA ALESSI – Sono  orgogliosa… possesrice (?) di un bellissimo esemplare di Canattinja nano (leggi: cane di piccola taglia, chihuahua per la precisione, per 1/3 cane, 1/3 gatto, 1/3 ninja).
Non ho da moltissimo questo essere (chiamato Senshi dai più, Cane da quelli che non riescono a pronunciare il primo nome, Puttano da me, nei momenti acchiappa-coccole), però ho già avuto diversi incontri che mi avrebbero sicuramente procurato un’ulcera irrimediabile se non fosse per l’incredibile divertimento che mi offre (il cane), facendo così da rimedio.
Bene o male ormai, di solito, riesco a “destreggiarmi” coi vari tipi di sciurmari/marie che si incontrano. Solo ad una categoria fra quelle che ho conosciuto finora non riesco proprio a far fronte: quella dei sordi.
No, no, non intendo le persone che sono impossibilitate a sentire per fattori fisiologici: intendo quelle che proprio selezionano cosa sentire o cosa no.
Mi spiego meglio con qualche esempio.
Alcuni parenti mi vengono a trovare per il compleanno, tra cui i miei zii, possessori di un cane piuttosto aggressivo nonchè fans (loro, non il cane) di Millan.
A parte i vari SHHH detti se il cane (il mio, visto che il loro non c’era) non eseguiva l’ordine al nanosecondo – cosa che io intimavo continuamente di non fare – mia zia gli dava ordini tipo: “Dai Senshi ora mettiti seduto, dai, seduto, su siediti, seduto”.
Io le dicevo “No zia, digli solo “Seduto” e aspetta finchè non lo fa”.
“Ah okay. Dai Senshi su, siediti dai, dai che ti devi sedere… SHHHH, SEDUTO, SEDUTO, SEDUTO”.
Per la serie: “Mi entra da un orecchio e mi esce dall’altro.”
Ma continuiamo con gli esempi.
A un certo punto della festa il cane s’è messo a piangere perchè voleva essere coccolato.  Io, da brava stronza cinica senza cuore, me ne sono uscita subito con un: “Non cagatelo, chè se no impara a piangere per ottenere quello che vuole”.
Risposta (dei miei zii): “Eh, ma mica puoi essere così ligia”.
E lo hanno coccolato comunque.
Alla festa era presente anche una ragazza che non conoscevo molto bene, portata da un amico: appena arrivata questa tizia è partita con un “Ammmmoreeeeeeeeeeeeeeeee” e  ha preso in braccio il cane (senza nemmeno chiedere se era buono, ma penso che glielo avesse detto il mio amico che già lo aveva conosciuto ).
Al che le ho detto che il cane non gradiva essere preso in braccio, soprattutto da un estraneo, quindi se voleva spupazzarselo poteva benissimo farlo, però in modo tranquillo e soprattutto SENZA prenderlo in braccio.
Al massimo si poteva sedere e farlo salire sulle gambe (gli ho insegnato – se non riesce a salire con un salto – che io allungo le gambe tipo ponte, così lui ci sale sopra per arrivare, diciamo, al “grembo” di una persona).
Ebbene, puntualmente questa ragazza lo prendeva in braccio.
Il cane magari si allontanava e lei lo prendeva di forza e di forza se lo teneva in braccio, poi lo abbracciava tutto chiudendolo in una morsa (non stretta, ma comunque  invasiva dello spazio “personale” del cane), gli metteva le mani in testa, magari il cane voleva scendere e lei lo teneva, poi gli parlava con quella vocina acuta tipica da sciuragazzina, insomma di tutto e di più.
E il cane… giù con una compilation di calming signals.
Io le ho detto che non gradiva, in modo gentile, m’è parso ( “guarda, non tenerlo così chiuso per favore, che gli dà fastidio. Non accarezzarlo in testa perchè non gradisce molto, meglio sulla schiena”, ecc).
“Sì, sì!” e continuava.

inbraccio3Per non parlare di quando  finalmente sono riuscita a “riappropriarmi” del mio puttano (leggi: Senshi).
L’avevo preso sulle gambe girandolo a pancia all’aria, un po’ per fargli le coccole sotto la pancia appunto, un po’ per ricordargli che anche se c’era tanta gente nuova io ero il capo e il capo rimanevo.
Comunque il cane ci rimane, bello tranquillo, ed io con una certa modestia (leggi: più orgogliosa di una mamma il cui figlio ha vinto le olimpiadi) dico che da me si fa ribaltare, ma dagli altri no.
Anche perchè spesso è proprio lui che mi si spancia in braccio per avere le coccole di sua spontanea volontà.
Comunque, il cane era sceso e dopo un po’ l’ha ripreso ‘sta tizia, che mentre pensava di non essere propriamente vista, ha provato a spanciarlo pure lei: la differenza però è che se con m’è c’è stato, con lei cum cazzum (notare la finezza) che ci stava (giustamente, essendo un’estranea).
La scena era quindi che lei provava a girarlo e lui si ri-girava: per fortuna (sua) non l’ha morsa e nemmeno le ha ringhiato.
Io onestamente non sapevo che dirle, però mi son sentita ‘nammerda proprio, perchè il cane mandava i calming signal, ma dire a questa ragazza “Lascia in pace il mio povero cane che è da mezz’ora che lo stai torturando!”, non mi sembrava molto carino, quindi me ne son stata zitta.
E ancora: tempo fa andai a mangiare fuori con degli amici di mio padre, dove incontrai una coppia chihuahua- munita, di cui, per riassumere, dico solo che non volevano che posassi il mio cane a terra manco a morire, perché  si sarebbe stancato. Infatti la loro non la facevano mai camminare.
Ancora prima di loro ho incontrato un altro amico di mio padre che visto il cane e, senza chiedermi nulla, lo ha preso in braccio. Il cane, grazie al lavoro che ha fatto l’Allevatrice (anche perchè io lo avevo da tipo 3-4 giorni), è rimasto bravissimo.
Io gli ho detto:  “Guarda che non gli piace essere preso in braccio”
E lui: “Sì sì, lo so”.
Pensando che non mi avesse capita, visto che eravamo in un ristorante e c’era casino, ho ripetuto: “Guarda che NON gli piace essere preso in braccio”
“Eh, lo so!”
….
MA ALLORA CHE CAZZO (altra finezza) LO PRENDI A FARE, SE SAI CHE NON GLI PIACE?
Sul serio, rimango basita. Avrei preferito che lo avesse morso, ‘sto tizio. Se non fosse stato amico di mio padre, di certo lo avrei morso io.
E di esempi ce ne sarebbero tanti altri.
Ora, forse sono io che non ci vedo bene, anche se l’ultima volta avevo qualcosa tipo 11/10 da tutti e due gli occhi; forse sarà la vecchiaia dei 17 anni che, anche se da poco compiuti, già iniziano a farsi sentire, per cui ho perso qualche decimo: ma io, sul cane, un cartello con scritto “Hey tu, tizio che non conosco, prendimi in braccio, dammi smanacciate sulla testa e parlami come se fossi un decerebrato”, non ce lo vedo.

inbraccio4No, sul serio:  formulo forse le frasi  in modo che non si capisca quello che dico?
Davvero inizio a pensare che certe volte io all’improvviso, almeno quando parlo del mio cane, inizi a parlare in una lingua che nessuno capisce. Non so, forse il giapponese (visto che lo sto studiando, non è cosa impossibile);  o forse il canese che non tutti conoscono. E non me ne rendo conto.
Così tutti mi dicono “sìsì” solo perchè non hanno capito una mazza e… continuano  bellamente a fare quello che stavano facendo.
Parlando seriamente: se le persone che non conosco e non rivedrò probabilmente mai più le posso mandare a quel paese più o meno velatamente… gli amici di mio padre, i parenti, e gli amici di amici, purtroppo non posso: anche perchè, almeno i secondi, li devo per forza rivedere. Che fare, dunque, quando tu dici una cosa e loro non ti cagano minimamente?
O meglio, fanno finta di cagarti, ma poi continuano a fare quello che gli hai detto di non fare?
Qualcuno può risolvere questo mio atroce dilemma?

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