mercoledì , 22 novembre 2017
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Ritorno al futuro… cane

navigatoredi VALERIA ROSSI – Via Taldeitali, numero 23, Sanfrè – dico al navigatore.
Trentatrè minuti, risponde lui (anzi, lei: data la voce che usa, non riesco a non pensarlo al femminile).
Partenza!
La vocina, come sempre, mi indica curiose strade come la provinciale seicentonovantàtre (sì, proprio con l’accento sulla “a”), oppure mi chiede di prendere “la uno-a uscita” alla rotonda: ma ormai conosco la mia polla, non faccio più troppo caso al suo italiano e la seguo fiduciosa… almeno fino a Carmagnola, dove insiste per farmi prendere a tutti i costi una strada chiusa per lavori.
Ne prendo un’altra a caso, certa che ricalcolerà il percorso e che mi offrirà un’alternativa per arrivare velocamente a Sanfrè: e infatti lei, rapidissima ed efficientissima, ricalcola, mi indica nuove direzioni, mi fa attraversare nuove rotonde, mi fa girare a destra e poi a sinistra e poi ancora a destra… e mi riporta al punto di partenza, chiedendomi nuovamente di prendere la strada chiusa.
“Idiota”, le dico. E imbocco una direzione diversa.
Ricalcolo, destra, sinistra, sinistra… “alla rotonda, prendi la quattro-a uscita”. Imbocco la rotonda, e di uscite ce ne sono soltanto due.
“Cretina! La quattro-a uscita non esiste!”, sbraito.
Quindi imbocco la due-a uscita (anche perché non ce ne sono altre), e dopo dieci minuti di gita turistica per Carmagnola rieccoci davanti alla strada chiusa, che l’immane deficiente mi invita entusiasticamente ad imboccare.
Invece di imboccare, io sbrocco e comincio, nell’ordine: a) a darle della troia satellitare; b) a spiegarle che ha una voce di merda e che parla un italiano ancor più di merda; c) a mandare affanculo lei e il su’ babbo Google maps; d) a dirle che manco io quando facevo la navigatrice nei rally (breve ma intensa esperienza nella quale collezionai dal mio pilota più insulti di quanti non ne abbia raccolti in tutto il resto della mia vita) riuscivo a fare quattro volte lo stesso errore; e) a chiederle se, già che c’è, può anche fungere da cronometro per vedere se abbassiamo il tempo sul giro; f) varie ed eventuali.
Ma perché sono così imbecille da litigare col navigatore?
Perché ho un appuntamento importante, anzi importantissimo.
Perché non vedo l’ora di arrivarci, e ‘sta stronza, dopo avermi illuso che mi ci avrebbe portato in 33 minuti, i 33 minuti me li ha fatti passare tutti a girare in tondo per Carmagnola.
Alla fine, col fumo che mi esce dalle orecchie e dalle gomme, afferro il cellulare e, senza fermarmi (così, se mi beccano, perdo pure un po’ di punti), faccio un numero e ululo: “Mi sono persaaaaaaaa!
Non che sia poi ‘sta gran novità: perdermi col navigatore per me è cosa assolutamente usuale.
Solo che, di solito, non ululo: anzi, la prendo in ridere. Mentre stavolta sono al limite della crisi isterica.
Per fortuna la vocina (umana, stavolta) dall’altra parte mi dà una dritta preziosa sulla direzione da prendere, dopodiché anche la troia satellitare sembra ritrovare un minimo di lucidità e mi porta a destinazione.
Laddove mi aspetta… chi?
Fabiana Buoncuore. Sì, proprio lei: la Sciurallevatrice.
Che mi porta a conoscere per la prima volta… chi? La causa di tutti i miei patemi d’animo, della mia lite con il navigatore e di un’emozione che mi si porta via.
Ovvero, questo aggeggio qua:

quattordicirid
Presunto
aggeggio, a dire il vero: cioè, presunto mio, perché non ho la prima scelta in questa cucciolata e quindi non sono ancora sicura che l’aggeggina in questione non mi venga usurpata dall’allevatrice proprietaria dello stallone.
A me piacerebbe lei, soprattutto per un motivo: alla nascita voleva palesemente spaccare il mondo. Sul secondo sms che mi mandò Fabiana, dopo quello in cui mi annunciava la nascita dei cuccioli, c’era scritto: “La Quattordici dev’essere per forza la tua: appena l’ho presa in mano mi ha morso!”
Eddài: una che nasce per ultima e che pensa subito di dover essere la prima, mi sta troppo simpatica.
Poi a me interesserebbe farne un cane sportivo, quindi una che morde a tre secondi dalla nascita (trascurando il fatto che non avendo ancora i denti la cosa non le riesca proprio benissimo) è la mia tipaccia ideale.
Qualora piacesse altrettanto all’allevatrice, comunque, ripiegherei su quest’altro aggeggio qua:

dodici
.. che ha un po’ la stessa espressione che avevo io quando litigavo col navigatore che non mi portava a conoscerla.

Insomma, il fatto è che mi prendo una rottweiler.
Qualcuno già lo sapeva, qualcun altro sospettava: l’annuncio ufficiale, però, non l’avevo ancora dato per pura  e semplice scaramanzia DOC. Anche perché la cucciolata era moooolto numerosa (quattordici, appunto) e non era proprio certissimo che filasse tutto liscio. Purtroppo tutto liscio non è filato: cinque dei piccoletti non ce l’hanno fatta.

mucchio2I nove superstiti, però, sono vispi e vitali (e soprattutto affamati): quindi, anche se volevo aspettare che aprissero almeno gli occhi per dire al mondo intero che sto per prendere un cucciolo (e anche per andarli a vedere: non li volevo conoscere finché non ero sicura che stessero proprio bene), alla fine non ho resistito. Sono andata, li ho visti, mi trattengo dall’essere già innamorata persa di una di loro solo perché non so ancora quale sarà la mia… ma nel frattempo, per tagliare la testa al toro , mi sono innamorata di tutti. Così non ci saranno problemi, chiunque di loro mi porti a casa tra un paio di mesi.
Perché me la porterò a casa, ebbene sì. Dopo anni ed anni di cani adulti, anzi di nonnetti (scusa, Bisturi…), mi ritroverò con un cucciolo per le mani.
Un “ritorno al futuro”, proprio. Di nuovo un cucciolo, dopo tutti questi anni passati a rimpiangere disperatamente il mio allevamento (abbandonato non certo per scelta, ma per motivi familiari ahimé molto seri). Di nuovo un cucciolo, però diverso da tutti quelli che ho avuto finora. Perché questa sarà la prima rottweiler della mia vita… anche se al momento non è proprio facilissimo pensare che questi cosini sgnaolanti siano dei rottweiler.

medusaridPer convincersene davvero bisogna guardare mamma Medusa, con la sua faccia orgogliosa (vi mostro solo la faccia, appunto, perché il resto è un tripudio di tette che non rende onore alla linea di questa cagna).
In realtà, per farle fare la faccia orgogliosa, abbiamo dovuto attirare biecamente la sua attenzione con promesse di biscottini, perché altrimenti la faccia sarebbe stata più quella da “Durerà ancora molto, questa rottura?”.
Eh, bimba, sì: i tuoi figli hanno solo dodici giorni, ti vampirizzeranno ancora per un bel po’!

thor_fotoPoi, volendo, si può anche guardare papà Thor, un bellissimo figlio del pluricampione Athos.
Perché poi vi mostro le foto dei genitori, come se dovessi vendere una cucciolata?  Boh, non lo so.
E’ che un po’ mi risento allevatrice, anche se non ho fatto assolutamente nulla per portare al mondo questi piccoletti; un po’ mi sento io neo-mamma orgogliosa.
Insomma, sto lentamente ma inesorabilmente precipitando nello status di totale ed assoluto Sciuramariesimo tipico di chi vede il suo cucciolo per la prima volta.
La scelta della cucciolata, in realtà, non è stata poi tanto sciuramarieggiante. I pedigree li ho guardati, tutte le informazioni sui test per le malattie genetiche le ho prese, so perfettamente quali pregi e quali difetti potrebbero saltare fuori da tutti gli antenati  fino alla quinta generazione (tre sono quelle che riportano i pedigree, altre due sono andate a spulciarmele per conto mio) e ho dedotto che questa era una cucciolata “per bene”, allevata seriamente e sicuramente curata con passione.

mucchio3Certo, devo confessare che appena visto questo mucchio selvaggio, mi avessero pure mostrato il più scarcagnato dei cuccioli dell’Est, sarei partita di testa esattamente nello stesso modo: è per questo che le scelte vanno fatte sempre a priori, che l’Allevatore serio va identificato per tempo, che non si deve avere alcun dubbio quando incontri il tuo futuro cane per la prima volta… perché lì sei fregato, non capisci più niente, non ragioni più.
Ma questo non è tempo di prediche: era invece tempo per il Grande Annuncio, che vi ho fatto. Ed è tempo anche di avvertirvi che per i prossimi mesi (o magari anni…) verrete oberati da racconti meticolosissimi di tutto quello che succederà a questa cucciola, dal momento del suo impatto con la Bisturi e con le gatte al primo pasto, al primo sonnellino, al primo tutto.
Oh, insomma, quando si diventa mamme si diventa noiose, non c’è scampo. Le millemila foto dei figli neonati presumo le abbiate mostrate tutti a tutti, ignorando gli sguardi persi nel vuoto, gli sbadigli e le facce da “oddio, basta”. Quindi mi perdonerete se lo farò anch’io, senza pietà alcuna per i miei lettori.
Dopotutto, ‘sta cucciola è nata il 5 aprile: mio figlio è nato il 6.
Qualcosa vorrà pur dire.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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