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Il cane che abbaia può essere sequestrato/soppresso?

quietepubblicadi VALERIA ROSSI – Mi è arrivata una raffica di segnalazioni riguardanti  questo articolo pubblicato da “Varese news”: quando l’ho letto, non credevo ai miei occhi.
Il sindaco, anzi la sindaco del comune di Lozza (VA) ha inviato una lettera minatoria ad alcuni proprietari di cani accusati di disturbare la quiete pubblica, scrivendo che “oltre alla pena pecuniaria le sanzioni prevedono l’eventuale sequestro e/o soppressione dell’animale che persista nel causare disturbo”.
La sciura sindaca in questione si chiama Fervida Adriana Fabbian: nomen omen, visto che ha sicuramente una fervida fantasia e che si è letteralmente inventata una regola (grazie al cielo)  inesistente.
Il citato art. 659 del codice penale prevede infatti, per i proprietari di cani che disturbino la quiete pubblica, “un’ammenda fino a 309 euro (suscettibile di estinzione a mezzo oblazione con euro 155) o l’arresto fino a 3 mesi”. PUNTO.
In nessun caso si parla di sequestro e tantomeno si ventila la possibilità di ammazzare un cane solo perché il suo proprietario è incapace di educarlo (ci mancherebbe solo questa… le nostre leggi in tema canino sono già abbastanza superficiali, oltre che esageratamente antropocentriche: ma almeno la pena di morte per il reato di “padrone incapace” non la prevedono ancora).
Di quanto dice la legge in materia di eccessiva espressività canina noi abbiamo già parlato in questo articolo, al quale vi rimando per qualsiasi info in merito: qui vorrei invece chiedermi se la sindaco possa davvero aver inserito una norma letteralmente terroristica (che in ogni caso non avrebbe alcun valore, visto che contrasterebbe con la legge vigente) in un regolamento di Polizia urbana.
Purtroppo Google non mi ha permesso di leggere l’intero regolamento (sul sito istituzionale del Comune non sono riuscita a trovarlo). Però mi ha scovato una brochure del 2010, brillantemente intitolata “Lozza In Forma”,  che a pagina 13 recita così:

Con l’arrivo della primavera e quindi del tanto sospirato bel tempo, siamo tutti portati ad una maggior attività esterna quale quella di andare a passeggio con il nostro cane o di sistemare il nostro giardino/orto. Questi due semplici eventi tuttavia sono spesso motivo di attrito/discussione col nostro vicino di casa e/o con qualche nostro concittadino. Ci permettiamo quindi di ricordarvi alcune regole che il nostro Comune si è dato.
– Art 46 del Regolamento Comunale di Polizia Urbana – Ordinanza del 28 aprile 2005
♦ Obbligo di non lasciare liberi di vagare i cani in luogo pubblico o aperti al pubblico senza che siano muniti di museruola e condotti al guinzaglio;
♦ Obbligo dei proprietari/detentori degli animali di raccogliere escrementi prodotti dagli stessi sul suolo pubblico quali strade, marciapiedi, zone verdi, ma soprattutto parchi giochi, (dove i cani non dovrebbero nemmeno entrare) in modo da mantenere e preservare lo stato di igiene e decoro dei luoghi.
Fervida Adriana Fabbian
Fervida Adriana Fabbian

Non si fa alcun cenno ai cani che abbaiano, ma già in questo caso il primo obbligo contrasta con la legge vigente (ordinanza del 6 agosto 2013 del Ministero della Salute): a parte il fatto che la norma è formulata in modo ambiguo (come si fa a lasciare “liberi di vagare” i cani “conducendoli al guinzaglio”? Se sono al guinzaglio non sono liberi!), l’obbligo di museruola NON è previsto dalla legge.
La museruola va semplicemente “portata con sé” e si deve applicare al cane “in caso di rischio per l’incolumità  di persone o animali, o su richiesta delle autorità competenti”.
La strisciante cinofobia della sindaco emerge anche dalla parentesi riguardante i parchi giochi, dove a suo avviso  “i cani non dovrebbero nemmeno entrare” (e perché? Sono cani, non tigri del Bengala… la sciura non ha mai sentito parlare di pet therapy, o comunque dei benefici generici che la presenza di animali ha sulla salute psicofisica dei bambini?).
I commenti alla minaccia della sciura Fervida (che non sappiamo se si ricandiderà – sembrerebbe di no – alle elezioni amministrative previste per il prossimo 14 maggio: in ogni caso, gli abitanti cinofili di Lozza sappiano regolarsi…) sono stati innumerevoli e decisamente pesanti.

Enrico Rizzi
Enrico Rizzi

Citiamo per tutti quello di Enrico Rizzi, capo segreteria nazionale del Partito Animalista Europeo, che ha definito “inaccettabile” la “diffida della Pubblica Amministrazione nel cercare di risolvere una questione in questa maniera del tutto incivile, barbara e fuori legge”.
E ha aggiunto, testualmente:

“Il sindaco è completamente fuori di testa nel proporre il sequestro ed addirittura l’uccisione dei cani. Ho già conferito mandato al nostro legale Avv. Alessio Cugini nel presentare formale denuncia-querela avverso il primo cittadino alla Procura della Repubblica di Varese affinché risponda per i reati da lui compiuti. La legge vieta e punisce severamente ai sensi dell’art. 544-bis del codice penale con l’arresto fino a due anni, chiunque, senza alcuna necessità cagiona la morte ad un animale. L’abbaiare di un cane, non è certamente una necessità da permettere l’uccisione”. Piuttosto il sindaco, che ricordo essere ai sensi del D.P.R. 31-3-1979 responsabile del benessere degli animali sul proprio territorio, avrebbe dovuto verificare immediatamente lo stato di salute e le condizioni di detenzione e benessere dei sopra citati cani al fine di individuare la causa di tale lamentele e prendendo gli opportuni provvedimenti a tutela degli stessi, così come prevede l’attuale normativa”.

Non possiamo che trovarci d’accordo, ricordando – in aggiunta – la  celeberrima frase di Mahatma Ghandi: “La grandezza di una Nazione ed il suo progresso morale possono essere giudicati dal modo in cui tratta i suoi animali” (sciura sindaca, guardi che vale anche per i Comuni di un migliaio di abitanti…).
Però, a me, leggendo notizie come questa, viene in mente soprattutto un altro aforisma, quello di Konrad Lorenz: “L’anello mancante tra la scimmia e l’uomo? Siamo noi”.

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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