venerdì , 24 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Discussioni >> Una petizione per “obbligare” all’adozione: siamo alla frutta…

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Una petizione per “obbligare” all’adozione: siamo alla frutta…

petizione_adottadi VALERIA ROSSI – Eh, sì: con questa, siamo proprio arrivati alla frutta.
Perché l’ormai famigerato motto “Non comprare, adotta” non è più un semplice consiglio: vorrebbe diventare un obbligo di legge, un’imposizione, una costrizione… almeno nelle intenzioni di chi ha lanciato la petizione rivolta genericamente “Alle istituzioni” (quali?), che viene presentata così:
“Sono troppi, migliaia di cani chiusi in luride gabbie, non curati, magri, privi di ogni contatto umano. CHIEDIAMO STOP ALLA VENDITA DI CANI E GATTI, SE VUOI UN CANE O UN GATTO VAI A SALVARNE UNO AL  CANILE/GATTILE”.
Non è uno scherzo, giuro, la petizione c’è davvero: se vi interessasse, la trovate qui.
Ora, per carità: non è che mi preoccupi l’esito di una simile iniziativa (che al momento in cui scrivo ha raccolto ben cinque firme…): mi preoccupa la testa di chi l’ha ideata.
Mi preoccupa il fatto che si continui a voler criminalizzare chi compra un cucciolo, anziché chi abbandona.
Mi preoccupa la generalizzazione “a tappeto” che riunisce tutti coloro che vendono cani o gatti sotto l’etichetta di “biechi sfruttatori di vite”, senza un minimo di distinzione tra allevatori, cagnari, privati, importatori e così via.
Mi preoccupa che si possa anche soltanto pensare di puntare un metaforico fucile contro qualcuno per obbligarlo alla scelta ritenuta “buona” da qualcun altro. Ma porcapupazza, perfino Dio ci ha dato il libero arbitrio: e mo’ gli animalisti ce lo vorrebbero togliere? E chi si credono di essere?
Mi preoccupa anche il fatto che in una petizione come questa, tutta infarcita di Sacro Fuoco Animalista, si sia scritto “se VUOI un cane o un gatto”, anziché “se pensi di essere in grado di amare, curare, seguire con competenza e passione un cane o un gatto”: perché mi fa proprio specie che il cane/gatto venga presentato come un oggetto che si può “volere” a prescindere, senza alcun esame di coscienza preliminare, proprio da chi è disposto a lanciare proposte assolutamente improponibili (pensiamo solo a quante persone che lavorano professionalmente nel settore resterebbero senza lavoro…) pur di “salvare” gli ospiti dei canili/gattili.
Questa petizione si poteva anche presentare così: “VUOI un cane? Metti (obbligatoriamente) in mezzo alla strada un allevatore”.
Oppure così: “VUOI un cane? Portatene (obbligatoriamente) a casa uno che non ti piace, perché quello che ti piace davvero non lo troverai più: essendo vietato vendere, gli allevatori che non fanno Agnelli o Gates di cognome sono costretti a smettere di allevare cani e gatti di razza, perché allevare bene costa un pacco di soldi (e se non puoi vendere non ci stai dentro)”.
E se poi proprio non riesci a conviverci?
Boh, si vedrà: d’altro canto una cosa che si “vuole”, per pura e semplice logica, a un certo punto si può anche “non volere più”.

ingresso_canileMa il futuro è lontano: per ora occupiamoci solo di vietare la vendita.
E allora okay, proviamo ad immaginare che questa folle petizione raccolga decine di migliaia di adesioni: proviamo anche ad immaginare che i nostri politici, a qualsiasi misteriosa istituzione appartengano, in tempo di elezioni si rendano conto che partorire una legge del genere porterebbe loro una caterva di voti (unica motivazione che spinge i politici ad occuparsi di animali, per chi non se ne fosse ancora accorto).
La proposta diventa legge e tutti i volontari speranzosi si schierano sulle porte di canili e gattili in attesa della marea di adottanti.
Pensate forse che ne vengano travolti? Che mezza Italia si riversi nelle varie strutture, svotandole?
Ma anche no!
Chi amava e desiderava il cane o il gatto di razza pura, con regolari documenti e soprattutto con tutte le garanzie del caso (a partire dai controlli sanitari), rinuncerà semplicemente all’idea di prendersi un animale da compagnia.
Fine.
Perché allevamenti e canili non sono MAI stati realmente in competizione (se non nella testa dei fanatici), e mai lo saranno. E il motivo è molto semplice: hanno target totalmente diversi.
Da una parte c’è chi vuole “un cane” (o gatto) e basta, dall’altra c’è chi vuole “quel” cane o gatto.
E’ vero che a volte gli appartenenti alla prima categoria vanno ad acquistare il cucciolo anziché adottarlo: ma sono una percentuale irrisoria, perché chi vuole “un animaletto” a caso preferisce spender poco (o meglio ancora, niente).
Chi invece appartiene alla seconda categoria, in canile/gattile non ci va: perché ha del cane/gatto un’immagine totalmente diversa. Immagine che può essere zootecnica, può essere di consapevolezza sanitaria, può essere di sfiducia verso il mondo protezionistico/animalista, può essere anche di puro e semplice edonismo (che sarà anche condannabile, non dico  di no: ma col cavolo che lo estirpi “obbligando” a non comprare. Semmai lo estirpi facendoti il dovuto mazzo per migliorare la cultura e la sensibilità nei confronti degli animali… ammesso poi che sia possibile, perché finché ci saranno uomini e donne che scelgono i propri partner umani in base alla bellezza, non vedo proprio come si possa sperare di modificare questa tendenza quando si parla di cani o gatti).
Insomma, io sono proprio certissima che, se mai andasse in porto una legge che impedisce la vendita di animali e che “obbliga” all’adozione, alle porte di canili e gattili si presenterebbero le stesse identiche persone che si presentano adesso: perché, grazie al cielo, credo che il passo successivo (ovvero quello di obbligare chiunque a possedere forzatamente un animale) sia realmente fuori da ogni possibile scelta politica.
D’accordo che i nostri cosiddetti onorevoli ci hanno ormai abituato al peggio del peggio… ma neppure in campagna elettorale credo che si potrà mai partorire una follia di questa portata.
E allora? Allora chi già aveva intenzione di andare in canile continuerà ad andarci… e chi aveva intenzione di acquistare un cucciolo di razza pura se ne starà beatamente senza cane o gatto.
Anzi,  ho la vaga idea che pure qualche indeciso finirebbe per rinunciare, solo per “far dispetto” a chi gli ha voluto imporre una scelta che invece avrebbe voluto vivere liberamente: io, per esempio, con la testa che ho, di fronte a un simile obbligo credo che mi terrei ben lontana da qualsiasi canil-gattile… anche se in passato ho adottato sia cani che gatti. Ma quando mi puntano un fucile in faccia (almeno quelli metaforici), in media io non mi arrendo: mi incazzo e divento un ringhioso e puntiglioso bastian contrario.
Insomma: non ce lo prescrive il medico (e neppure ci obbligherà mai la legge) ad avere un animale per casa.
Quindi, se non troviamo quello che sogniamo, facciamo senza!
Se ne convincano, per pietà, non soltanto coloro che hanno lanciato questa petizione (di fronte alla quale, davvero, non si sa se ridere o piangere), ma anche tutti gli animalisti che continuano a promulgare campagne “anti-vendita” anziché promulgare quelle anti-abbandono e – soprattutto – anziché preoccuparsi di combattere chi davvero specula sulla pelle dei cani (cagnari, importatori & affini), sostenendo invece gli Allevatori seri e spingendo verso di loro chi, pur non facendo parte del loro target canil-gattilesco, sarebbe ben felice di ricevere suggerimenti utili e sensati sulla libera (LIBERA, perdio!) scelta da compiere.

 

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico