lunedì , 20 novembre 2017
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Io e Afra: parte XVI – Lettera al direttore

afrasedicidi MARIO GIOVANNINI – Questa volta il titolo non è il solito gioco di parole o una perifrasi su un aforisma: voglio proprio scrivere una lettera al Direttore. E a tutti coloro i quali possano avere un suggerimento utile per evitarmi conseguenze (probabilmente penali) per quello che sta diventando un ‘teatrino’ continuo e fastidioso. La scena che sto per descrivere si ripete puntualmente, con attori diversi, con una frequenza imbarazzante.

A spasso con Afra. E chi ha seguito la nostra storia sa che è un grosso successo.
Afra a spasso in città, magari non proprio in mezzo alla gente, ma comunque nella civiltà, con persone, auto, rumori e tutto il resto. Afra serena, ma sempre molto vigile e con un concetto di prossemica molto personale.
Puntuale compare un umano con cagnolino (quasi sempre di piccola taglia) libero. I cani si fissano, danno fondo a tutto il loro repertorio comunicativo e, se si piacciono, cominciano i guai. Perché, paradossalmente, in caso contrario ognuno prosegue per la sua strada e buona lì. Ma, se parte l’invito al gioco, ormai so già come va a finire. Cinque minuti cinque di socializzazione, poi Afra si scoccia.
Anche perché lei ha me appesso al guinzaglio, a far da portachiavi, e più di tanto non si fa coinvolgere. Ma l’altro è libero, e si diverte come un matto. Per cui insiste, ci riprova, la stuzzica. Lei se ne va e la carognetta, ovviamente, la segue.
L’umano del canino lo chiama e viene ignorato. Puntualmente. Non ne ho ancora incontrato uno che fosse uno che abbia risposto al richiamo. Allora il tipo comincia da alzare la voce. Afra si spaventa, mentre il diavolo della tasmania continua ad ignorarlo. Voce sempre più alta, uguale risultato.
Allora parte il girotondo: umano che insegue il suo canino, Afra che scappa, canino che insegue Afra, io dietro appeso al guinzaglio… e più quello scappa e più il tizio urla, più lui urla più Afra scappa… tutte le volte.
Se l’umano, oltre che di pollice opponibile (anche se evidentemente non è in grado di usare un guinzaglio) è dotato di un QI vicino a 70, quando gli sibilo di smetterla si blocca – probabilmente anche un filo spaventato – poi faccio mettere seduta Afra interrompendo il circolo vizioso, prendo per la collottola il piccolo mostro e lo rispedisco al mittente. Ma se va male, andiamo avanti così un quarto d’ora. L’ultima volta, anzi la penultima ora che ci penso perché è ricapitato anche stamattina, ho litigato di brutto con un tipo che, in ciabatte e pigiama, urlava come un ossesso in mezzo alla strada.
Stamattina è andata liscia, ma con l’ossesso Afra si è letteralmente terrorizzata e ci è voluta una settimana perché si riprendesse.
Che posso fare per evitare di trovarmi continuamente in questa situazione?
Tra l’altro succende sempre in città, quindi con tutti i rischi del caso per il cane libero. E non solo. Ho sempre paura che Afra posssa sfilarsi la pettorina. Non è ancora successo in questi casi (e non succede più da almeno un anno e mezzo), ma so che è un’escapologa di altissimo livello.
Ho provato a giocare d’anticipo e chiedere subito di legare il cane, ma non serve a nulla, si parte solo prima con il girotondo.
Richiamare Afra e cambiare strada non serve, perché l’altro è libero e comunque ci raggiunge.
Potrei provare a bloccare subito l’altro cane ma, oltre a rischiare una pinzata, è un po’ difficile da giustificare con il proprietario, che magari è anche a una decina di metri di distanza.
Avevo persino pensato di spargere la voce che Afra è aggressiva ma, a parte che mi viene da ridere, poi cosa cambierebbe? Tanto li lasciano liberi comunque.
Cheddevofa’? Ho chiesto a mia moglie di regalarmi una pistola per il mio compleanno, ma temo non mi abbia preso molto sul serio (e spero neanche voi).
Però, scherzi a parte, la cosa mi fa imbestialire. Ogni volta per Afra è un passo (o due) indietro e a me se girano ancora un po’ decollo. Il bello è che ad alcuni di questi geni ho poi spiegato la situazione di Afra, ma non è servito a nulla… la volta successiva che ci incontriamo, altro giro altro regalo.

RISPOSTA DEL “DIRETTORE” (si fa per dire):

Si fa per dire “direttore”, ma si fa per dire anche “risposta”… perché di vere risposte non ne ho. O meglio, non c’è niente che possa suggerire a chi sta conducendo tranquillamente il proprio cane al guinzaglio e viene “aggredito” dal cagnetto (rissoso o giocoso che sia, poco importa: è sempre un'”aggressione”, ovvero un’invasione non richiesta e pure illecita del proprio spazio e della propria libertà di azione).
Di suggerimenti per i proprietari dei cagnetti liberi (che però non mi leggono) ne avrei a bizzeffe: a cominciare dal rammentare loro che esistono delle leggi, che esiste un reato di “omessa custodia”, che non ci importa una beatissima pippa se il loro cane è “piccolo e buono”, perché potrebbe essere non altrettanto piccolo e buono l’altro cane…e così via.
Purtroppo so benissimo che tutto ciò che riguarda buon senso, senso civico, buona educazione e pure senso di responsabilità nei confronti del proprio cane (perché se il piccoletto si fa mangiare non è colpa sua, né del “cane-grosso-e-quindi-killer”: è colpa del pirla che non l’ha tenuto al guinzaglio come legge prevede) entra da un orecchio ed esce dall’altro (ammesso  e non concesso che entri).
Detto questo, al proprietario civile potrei soltanto suggerire di chiamare i vigili: ma prima che arrivino (ammesso che arrivino…) l’altro cane è già dalla parte opposta della città. Quindi provo a suggerire un’altra strada, e cioè quelle di comprare nel primo pet shop disponibile un paio di guinzaglietti di nylon (di quelli “da tanto al mucchio”) e di tenerli in tasca.
Quando arriva il cagnetto rompiballe, gliene  metti uno e lo attacchi al primo palo che trovi (tanto ci penserà il proprietario a liberarlo).
Magari ci aggiungi anche un bigliettino con una scritta tipo questa:

Guinzaglio – s. m. [prob. dal ted. medio wintseil «fune per legare un levriero»]. – Striscia lunga e stretta di cuoio e sim., o catenina metallica, che, fermata a un anello del collare, serve a tener legati i cani (raramente altri animali)”.
Obbligatorio per legge in Italia, ha lo scopo di tenere sotto controllo il cane: ovvero di impedire che ammazzi un altro cane o che si faccia ammazzare, che faccia cadere un ciclista o spaventi un bambino, che finisca in mezzo a una strada e venga spiattellato da un’auto… più altri graditi effetti collaterali.
Quello che trova appeso al suo cane è appunto un guin-za-glio: lo consideri un gentile omaggio da parte di un altro amante dei cani. Consideri anche che la prossima volta che il suo cane viene ad importunare il mio, anziché omaggiarla, chiamo i vigili e chiedo che lei venga multato per omessa custodia”.
La minaccia sarà sempre più utopistica che reale, ma chissà… magari il bipede attiva il neurone e ci pensa un attimo sopra.

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Informazioni su Mario Giovannini

Mario Giovannini è nato a Vercelli nel 1968, dove vive tuttora con quattro gatti, un cane, tre chitarre e una moglie molto paziente. Giornalista, scrittore, fotografo e musicista, si occupa di editoria da più di vent’anni, conciliando la professione di editor responsabile dei contenuti di una piccola casa editrice con l’attività di giornalista free lance per alcune delle più prestigiose riviste del settore musicale italiano.




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