martedì , 21 novembre 2017
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Ti presento… i cani nudi

xolopiazz2di VALERIA ROSSI – Promesso e fatto: parliamo un po’ di cani nudi.
No, non è cosa che possa soddisfare la pruderie dei lettori, come maliziosamente suggerito dal dottor Carucci in questo articolo: i cani nudi sono semplicemente il frutto di mutazioni genetiche che hanno causato l’assenza (totale o parziale) del mantello di copertura.
Sono, purtroppo, razze molto difficili da allevare perché la mutazione che causa l’assenza di pelo è legata a un gene letale, che causa il riassorbimento fetale del 25% dei cuccioli: per saperne di più leggetevi questo articolo di Denis Ferretti.
L’assenza di pelo, che scientificamente si chiama tricodontodisplasia autosomica dominante, coinvolge altri aspetti come la dentatura (i denti sono più piccoli, mancano spesso i premolari e a volte anche i  canini), mancano le ciglia e la pelle è iperpigmentata. Il pelo è sempre presente (in misura più o meno abbondante) sul cranio, sulla coda e sulle estremità degli arti. In realtà un po’ di peluria (decisamente rada e bruttarella!) si trova anche sul corpo: i cani “nudissimi” che si vedono in expo sono sempre tosati.
Ci sono diverse razze di cani sprovvisti di pelo, alcune delle quali non riconosciute: qui ci limiteremo a parlare di quelle riconosciute FCI, e cioè del cane nudo del Messico (nome ufficiale: Xoloitzcuintle. Forse è meglio chiamarlo cane nudo del Messico, o abbreviare in “Xolo”, come infatti solitamente si fa…), il Chinese Crested dog (proveniente appunto dalla Cina), il Perro sin pelo del Perù (nel cui nome sta anche il Paese d’origine). Citiamo anche l’American Hairless Terrier, che non è riconosciuto dall’FCI ma lo è dall’American Kennel Club (rientra nella cosiddetta Stock Foundation, sezione dedicata alle razze meno diffuse).
Vediamoli uno per uno:

xolo_piazzXOLOITZCUINTLE – Pare che sia nato 8000 anni fa appunto in Messico, dove venne tenuto in immensa considerazione (fu sicuramente connesso a diversi riti religiosi, tanto che si sono trovate diverse sepolture di cani, da soli o insieme al loro umano): il suo nome deriva da quello del dio Xolotl, la cui missione era quella di guidare le anime dei defunti fino alla loro dimora eterna.  Dopo essere stato considerato a lungo un cane sacro, visse vanche periodi di cui andare un po’ meno fieri, nei quali veniva utilizzato come cibo (300-900 d.C.): ma questi forse preferisce non ricordarli, e infatti se la tira ancora oggi da cane speciale, da cane sacro, da cane con una marcia in più.
Originariamente esistevano anche la varietà col pelo, detta Itzcuintle, e quella a gamba corta, chiamata Tlalchichi. Quest’ultima si estinse, ma non è escluso che abbia partecipato alla nascita del Techichi, il cane atzeco progenitore del Chihuahua.
La varietà pelosa esiste invece ancora, ma oggi viene chiamata Xoloitcuintle come quella nuda.
Lo Xolo è classificato dall’FCI nel gruppo 5, sezione 6 (cani di tipo primitivo).
Qual è il carattere dello  Xolo? Come ho già detto, se la tira. D’altronde, dagli torto: prima prende il nome di un dio, poi viene venerato più degli umani, poi la federazione messicana lo utilizza per il suo logo e lo mette nella testata del suo sito… sta di fatto che si sente palesemente un cane a cinque stelle e te lo dimostra soprattutto guardandoti dall’alto in basso, anzi proprio schifandoti, se non sei il suo umano.  Se invece lo sei, allora ti adora (che ti obbedisca è un altro paio di maniche).

xolo_cuccE’ un cane moolto aristocratico, elegante nelle forme e nelle movenze, generalmente tranquillo, non abbaione (anche se è un buon cane da guardia), intelligente e collaborativo… quando ne ha voglia.
Attenzione: non posso certo dire di conoscere lo Xolo come le mie tasche, perché la ma conoscenza diretta si limita a ben UN esemplare.
Però quello era il cane di un vero esperto della razza, che mi parlò del carattere nel modo appena riportato (il fatto che questi cani se la tirino e ti schifino se non ti conoscono, invece, l’ho ampiamente verificato di persona).
Esiste in tre taglie:  Standard (da 46 a 60 cm), Media (da 36 a 45 cm) e Miniatura (da 25 a 35 cm., rarissima).
I cuccioli sono quelle cose assolutamente irresistibili che vedete nella foto a destra: come si fa a vederli e a non portarsene a casa uno?

perrosinpeloPERRO SIN PELO DEL PERU’ –  Riporto qui ciò che dice lo Standard sulle sue origini:  “secondo alcuni esperti, questo cane venne introdotto nel Perù durante l’immigrazione cinese, subito dopo che il Presidente del
Perù, Don Ramon Castilla, aveva promulgato la legge che proibiva la schiavitù dei negri. Però altri studiosi pensano che questo cane venga dal continente africano, assieme a nomadi che arrivarono in America accompagnati dai loro cani senza pelo. Un’altra possibile spiegazione per la presenza di questo cane sarebbe la migrazione di uomini e i loro cani dall’Asia all’America attraverso lo stretto di Bering.
Tuttavia, accanto a tutte queste supposizioni, vi sono certe prove come le figure che appaiono su ceramiche di diverse civiltà pre-Inca (Vicus, Mochica, Chancay, con influenza Tiahuanacoide, Chimu); in molti casi il cane senza pelo ha sostituito il Puma, il serpente o il falcone, questo in particolare e in modo più evidente nella cultura Chancay. Come possiamo raccogliere dalle riproduzioni, il cane senza pelo appare durante i periodi archeologici pre-Inca, cioè fra gli anni 300 a.C. e gli anni 1400 d.C”.
Come si fa a distinguerlo dallo Xolo? La mia personale risposta è: si chiede al proprietario. Perché in effetti io non li distinguo. Anche il carattere sembrerebbe identico, tanto che questa è la descrizione che ne dà lo Standard: “nobile, molto riservato. È un cane molto legato al padrone, affettuoso. È molto sveglio e attento. Di temperamento tranquillo con i famigliari, ma diventa subito diffidente ed attento in presenza di estranei. È una razza molto rapida nei movimenti e abbastanza attiva”.
Anche lui esiste in tre taglie: Piccolo (da 25 a 40 cm, per 4-8 chili di peso), Medio (da 40 a 50 cm., 8-12 chili),  Grande (da 50 a 65 cm., 12-25 chili).
Quindi, l’unica differenza che può saltare agli occhi, rispetto allo Xolo, è che il Perro è più piccolo. Se mi mettete vicini un Perro e uno Xolo di uguale varietà di taglia, vado sul sicuro anch’io. Però sarà difficile che me li trovi davvero di fronte, perché ce ne sono pochissimi in Italia (e infatti, come potrete intuire dal fatto che mi sia limitata a citare brani dello Standard, un Perro sin pelo dal vivo non l’ho mai visto in vita mia).
Anche il Perro è classificato nel gruppo 5, sezione 6.

Chinese-crested-dogCHINESE CRESTED DOG – Questo invece lo conosco abbastanza bene, sia perché è decisamente il più diffuso in Italia, sia perché ho avuto modo di frequentarne diversi.

miniponyLa prima cosa che scoperto è stata che i creatori dei “Minipony” si sono decisamente  ispirati più a questa razza che non ad un qualsiasi  cavallo.
La seconda cosa che ho scoperto è che i Chinese pisciano ovunque.
E l’ho scoperto perché l'”ovunque”, in quel caso, è stata la mia gamba.
Poteva essere un caso sporadico, ma purtroppo così non era: l’ottanta per cento abbondante dei Chinese che ho visto e di cui ho sentito parlare sporcano con la massima disinvoltura sia in casa che fuori. Non fanno proprio distinzione.
Solo un paio di settimane fa ho incontrato,a Caorle, il mitico Rudy, il primo chinese di cui la proprietaria mi abbia detto orgogliosamente: “Non la fa MAI in casa!”.

jolieL’effetto è stato un po’ rovinato, purtroppo, dalla contemporanea presenza di Jolie (con me nella foto a destra), i cui proprietari hanno invece confessato che non solo piscia in casa, ma fa pure la cacca su letti e divani.
Tragedia, cosaccia bruttissima, motivo per non prenderne MAI uno, neanche morti?
Ma va là.
Il Chinese è un cagnolino (ed esiste in una sola taglia: 28-33 cm. per il maschi, 23-30 cm per le femmine), tant’è che è classificato nel gruppo 9 (cani da compagnia), quindi le deiezioni sono proporzionate (e cioè minime). Certo, se si è proprio iperfissati con la pulizia maniacale, allora forse è meglio pensare ad altre razze: in caso contrario, basta tenere a portata di mano un ben rotolone di carta assorbente e passa tutto. E poi può sempre andare bene e beccare un esemplare come Rudy: invece è meglio non illudersi di essere particolarmente bravi nell’educazione del cane… perché non basta! Ho conosciuto fior di cinofili, espertissimi e bravissimi, i cui chinese eludevano qualsiasi tentativo di educazione casalinga).

chinese2Finito l’exursus pisciarolo, veniamo alle origini: il Chinese è, guarda caso, cinese (chi l’avrebbe mai detto?), e in particolare pare che siano o appartenuti a famiglie della dinastia Han, che li utilizzava come guardiani e anche come cani da caccia (probabilmente ai tempi ne esisteva anche una taglia più grande). Di preciso, però, non si sa nulla, perché i cinesi sono piuttosto gelosi delle proprie tradizioni e quindi stanno abbottonatissimi quando si cerca di sapere qualcosa sulle origini delle loro razze.
Il carattere si può riassumere in una sola frase: irresistibilmente simpatico! Giocherellone, allegrissimo, casinaro, con una faccia che già ti fa ridere solo a guardarla… è un cane davvero speciale, ma non mi dilungo oltre su questo argomento perché abbiamo pubblicato, qualche tempo, la testimonianza diretta di una proprietaria entusiasta (lo sono tutti, sappiatelo) che vi invito a leggere, se ancora non l’avevate fatto. Sta di fatto che il Chinese è un piccolo pagliaccio veramente capace di farti sorridere anche se hai le palle ipergirate… e questo compensa ampiamente il “difettuccio” di cui abbiamo parlato sopra.
Ah, nota importante: anche il Chinese esiste in due varietà, con e senza pelo. Quello peloso viene chiamato “Powderfpuff” (piumino da cipria) e lo vedete nella foto a sinistra insieme a un soggetto hairless.

American_Hairless_TerrierAMERICAN HAIRLESS TERRIER – Non essendo riconosciuto dall’FCI, non mi risulta sia presente in Italia (perlomeno, è impossibile vederlo in expo: se qualcuno ne avesse un esemplare in casa ci informi!): è la varietà nuda del Rat Terrier e il primo esemplare nacque, a quanto pare,  nel 1972. Era una femmina di nome Josephine. Da lì iniziò l’allevamento, quindi è una razza nuovissima.
Anche l’AHT è un cane da compagnia, di piccola taglia, simpatico e giocherellone (così si legge: io non ne ho mai visto uno dal vivo), moooolto attivo (d’altronde… è un terrier!), con spiccato istinto venatorio (è un terrier!)… il che fa presumere che richieda un umano capace di gestire cani particolarmente vivaci e “tosti”.

aht_cuccAnche i cuccioli di in questa razza hanno dei faccini mica male: non so voi, ma io di fronte a un cucciolo di cane nudo perdo la testa e vengo presa da furiosi attacchi di coccolite acuta.
Attacchi che saranno sicuramente graditi dai Chinese (che sono dei “cani-cozza” appicicosissimi) e dagli AHT, mentre Xolo e Perros sin pelo probabilmente ti guarderanno con quell’espressione da “ma anche no” che fanno gli adulti quando ti azzardi ad accarezzarli. Però non si resiste, diciamolo.
A proposito: se vai oltre e prendi pure in braccio il cane, scopri che i nudi sono caldissimi. Addirittura bollenti. Una cosa che ti fa venire l’idea di rinunciare, d’inverno, a qualsiasi termocoperta o borsa dell’acqua calda, e di prenderti invece uno di questi soggetti.
Nonostante questo (o forse proprio per questo) temono tutti il freddo: quindi, nelle stagioni fredde, il cappottino è praticamente d’obbligo.

chinese_testaChe altro dire, sui cani nudi? Che sono un po’ come la Juventus: o li adori o li odi.
A me piacciono un casino, sia per l’aspetto sia per la personalità (sempre spiccatissima): altri li trovano “ripugnanti” (e all’ultima sciuramaria che li ha definiti così sono stata proprio a un pelo – gioco di parole volutissimo – dal dire “Ma lei si è mai guardata?”. Perché… vi assicuro che la battutaccia ci stava tutta).
Ovviamente nessuno intende far cambiare idea a chi non ama questo tipo di cane: al massimo possiamo ricordare che in tutte queste razze esistono anche la varietà pelose, quindi se vi piace il carattere ma non amate la nudità potrete sempre trovare il giusto compromesso.
Più difficile, per i proprietari di cani nudi, trovare la forza di sopportare gli incontri con gli animalisti della domenica, che ti aggrediscono dicendo “Ahhhhhhhh!!! Hai tosato il cane a pelle, sei pazzo? Non sai che gli fa malissimo?”
In compenso, però, potrai sempre trovare – come mi è successo proprio a Caorle – il tizio che guarda ammirato il Chinese, pensando che tu l’abbia effettivamente tosato ma pensando anche che tu abbia fatto benissimo, perché anche il cane che porta lui al guinzaglio è tosato, se non a pelle, quasi. Solo che, nel caso in questione, il cane era un siberian husky. E quell’umano l’avrei spellato vivo io.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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