lunedì , 20 novembre 2017
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Anche il TAR di Trieste cinofobo e discriminatorio

caniautobus2di VALERIA ROSSI – Sentenza cinofoba del TAR del Friuli-Venezia Giulia, che ha dato ragione al ricorso della Trieste Trasporti contro il nuovo regolamento di vettura redatto lo scorso anno dalla Provincia, che prevedeva la possibilità di trasportare cani di taglia media. Notare che i cani avrebbero dovuto stare “nella parte retrostante dell’autobus, con museruola e guinzaglio”: quindi c’erano già limitazioni ampiamente sufficienti per cinofobi e fissati vari. Eppure il TAR ha detto “no”: sugli autobus triestini possono salire solo i cani mignon, purché chiusi in un trasportino (data l’elevatissima pericolosità, per carità, teniamoli in gabbia!).
Davvero allucinanti le motivazioni dei giudici Umberto Zuballi (presidente), Manuela Sinigoi e Alessandra Tagliasacchi, che ritengono, molto acutamente, che “non si sia tenuto adeguatamente conto delle esigenze delle fasce deboli dell’utenza, rappresentate da bambini, anziani e portatori di handicap”.
Cioè?!? Cosa succede di preciso a bambini e anziani, se sale un cane sull’autobus?
Ce lo spiegano subito dopo i giudici, sostenendo che “non risulta sufficiente l’obbligo per gli esemplari trasportati di indossare la museruola e di essere tenuti al guinzaglio, potendosi ben dare il caso che il cane possa sfuggire al controllo di chi ne ha la custodia, e comunque far cadere o altrimenti ferire o ancora spaventare gli altri trasportati“.
Ma si sono resi conto, questi signori, che stiamo parlando di cani di media taglia, e non di tigri del Bengala?
E’ veramente impressionante che persone palesemente cinofobe, e altrettanto palesemente ignoranti (perché ignorano, appunto, che un cane è un animale domestico e non una belva feroce), possano partorire sentenze che non solo contrastano con gli usi di tutta Europa (o quasi) e di moltissime città italiane (dove non mi risulta, mi correggano se sbaglio i giudici triestini, che i cani in autobus abbiano mai fatto stragi di innocenti), ma risultano anche pesantemente discriminatorie. Poniamo, infatti, il caso in cui un anziano (proprio uno di quelli appartenenti alle “fasce deboli dell’utenza” abbia l’urgenza di portare il suo cane dal veterinario, e non abbia la macchina: che fa? Lascia morire, magari, l’unico amico che ha, perché al TAR di Trieste stanno antipatici i cani?

caniautobus1Evidentemente, però, i giudici triestini sono in buona compagnia: tra i commenti ad uno degli articoli che riportano il fatto, e cioè quello pubblicato sul Piccolo, ci sono vari interventi di un lettore che scrive perle come queste: “Per buona norma igienica e di sicurezza, gli animali a bordo di mezzi di trasporto pubblici triestini non sono stati mai ammessi durante il buon governo austriaco. Da voi non si capisce la differenza tra uomini e bestie?” (commento cinofobo-separatista). Oppure: “Vorrei fare una domanda ai soliti che vogliono prevaricare sul diritto altrui di trovarsi su di un autobus per persone, a prescindere dalla fauna umana più o meno maleducata e igienizzata, ma vorrebbero viaggiare anche in carri bestiame assieme ad altri animali? Ma no! E’ meglio per l’amata bestiola del padrone, farla viaggiare comodamente su morbide poltrone o tenuta in braccio, dove può ficcare tranquillamente il loro bel musetto in pieno viso di qualcun altro prendendosi magari una insana leccata!” (commento cinofobo-razzista. Terribile la frase “autobus per persone”, che mi ricorda tanto i mezzi pubblici “riservati ai bianchi” di insana – questa sì – memoria. In questo caso sembrerebbe che i proprietari di cani non fossero persone, o fossero persone di serie B… visto che nessuno mi pare abbia proposto che i cani possano farsi i biglietto e viaggiare da soli).
Infine, la perla sanitaria (sempre dello stesso – si fa per dire – signore): “La lingua del cane può essere veicolo di certi batteri e parassiti, soprattutto, che non si vedono ad occhio umano, ma che passati attraverso il cavo orale umano, vanno ad incistarsi nei polmoni o nel fegato, portando alla morte l’individuo contaminato se non sottoposto ad interventi chirurgici tempestivi!” (commento cinofobo-ipocondriaco).
A quest’ultimo commento ho risposto chiedendo le fonti scientifiche di tale cugginata galattica, ma il simpaticone ha glissato. Peccato, perchè mi sarebbe proprio piaciuto sapere chi gli ha fornito tale dottissima informazione.
Vabbe’… la morale è sempre quella:  ignoranza e cinofobia vanno di pari passo e non si vede mai la fine del tunnel.
Però, passi per il lettore cinofobo: ma un TAR questa serie di emerite cavolate se la sarebbe proprio potuta risparmiare.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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