sabato , 18 novembre 2017
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Quando i commenti ai fatti di cronaca ti fanno cadere le braccia…

lazampa_medicinalidi VALERIA ROSSI – “La Zampa.it”,  il “supplemento” de La Stampa.it che si occupa di animali, ha pubblicato nei giorni scorsi un interessante articolo sul caro-medicinali ad uso veterinario, una vera piaga sociale che tutti noi cinofili conosciamo bene e che talora spinge i proprietari a compiere scelte drammatiche proprio per l’impossibilità economica di riuscire a curare il proprio cane.
Ebbene, tra i commenti apparsi su FB, spicca quello di una signora che scrive:

“E quanto costa mantenerlo? Ci vorrebbe una tassa, piccola, ma una tassa sui possessori di cani: in quanto chi ne entra in possesso di uno, deve essere cosciente che non sono rose e fiori economicamente; è stravero il cane ti dà tantissimo, ma è anche una spesa, quindi chi già ha problemi economici che ci pensi”.
Ovvero: come  far riflettere le persone sul fatto che un cane abbia un costo? Mettiamoci sopra una bella tassa!
Davvero geniale.

Altro caso giornalistico (e soprattutto “webbistico”, visto che il video è diventato davvero iper-virale): quello della gattina che ha attaccato il cane che stava mordendo il suo bambino di casa.
Micia (si chiama Tara) eroina e osannata ovunque, cane condannato a morte (tanto per cambiare).
E’ difficile stabilire cosa abbia spinto la gatta a mettere in fuga il cucciolone (quel cane ha otto mesi): amore per il padroncino (possibile, anche se forse meno probabile di altre ipotesi: i “gatti da difesa” sono rari, ma esistono), territorialità, atteggiamento “alla Snoopy” (ma al contrario) per l’odiato cane del vicino?
Credo sia impossibile dare una risposta certa: invece è piuttosto evidente che il cane ha attaccato spinto da impulso predatorio verso il bimbo che gironzolava in bicicletta.

attaccogattoE’ evidente che questo cane non è mai stato socializzato.
E’ evidente, anche, che ha un padrone particolarmente inadatto: non solo perché non si è preoccupato di educarlo, ma anche perché l’ha immediatamente mollato al canile dopo l’episodio, lavandosene di fatto le mani.
Anche a questo fatto di cronaca si leggono commenti da brividi: “Il cane verrà abbattuto e non si merita niente di meglio”, “I cani aggressivi vanno soppressi”, e via su questo tono.
La parte più triste della storia, però, sta nel fatto che diverse persone si siano offerte di adottare il meticcio e che l’adozione sia stata rifiutata.
La direttrice del Bakersfield Animal Care Center, infatti, ha dichiarato: “Noi dobbiamo impegnarci per salvare gli altri animali che sarebbero sottoposti a eutanasia per mancanza di spazi nel canile, non un cane che ha attaccato un bambino”.
Ma che razza di ragionamento sarebbe?
Il cane ha attaccato perché mal educato e mal gestito (e sicuramente mal accudito, altrimenti non sarebbe potuto uscire in strada a far danni): una serie infinita di errori umani che però  portano al patibolo la prima vittima di questi errori (la seconda, ovviamente, è il bambino).
Una persona di tal fatta non dovrebbe, decisamente, dirigere un canile. Eppure lo fa, e non solo: si permette di rifiutare, condannandolo così a morte certa, l’adozione di un meticcio di otto mesi che avrebbe tutte le possibilità del mondo di essere salvato e “riabilitato” (per quanto questo termine abbia una connotazione morale che nel caso del cane è fuori luogo, visto che i  cani non hanno un senso morale).

taraIn Italia siamo messi malissimo sotto il profilo della cultura cinofila, e purtroppo siamo messi ancor peggio per quanto riguarda le strutture che ospitano i cani: ma se non altro la nostra legge impedisce le uccisioni indiscriminate.
Il “concetto” di rispetto per la vita del cane ce l’abbiamo, anche se poi la messa in pratica lascia spesso a desiderare (per usare un eufemismo).
La “civilissima” California (è lì che è avvenuto il fatto) è più indietro di noi… ma non soltanto nell’atteggiamento della direttrice del canile.
Da quando il video è apparso online, infatti, io continuo a farmi la stessa domanda: perché il video continua dopo l’aggressione del cane, fino a mostrarci tutta la reazione della gatta?
Perché l’operatore, chiunque egli fosse (ed è un umano, perché l’inquadratura cambia più volte: inizialmente ho sperato che si trattasse del video di qualche sistema di sicurezza, ma quelli hanno un’inquadratura fissa…), non ha mollato immediatamente la telecamera e non è corso LUI a soccorrere il bambino, ma ha continuato tranquillamente a riprendere la scena?
Mi piacerebbe tanto saperlo… perché forse non è soltanto la vita dei cani ad essere considerata meno di zero.
Tra correre in aiuto del bimbo e continuare a girare un filmatino, qualcuno ha scelto la seconda opzione: sono l’unica a trovarlo profondamente inquietante?

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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