mercoledì , 22 novembre 2017
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Spray urticante con opuscolo illustrativo più urticante ancora

spray_herodi VALERIA ROSSI – Premetto che sono contrarissima alla libera vendita di spray urticanti, teoricamente anti-aggressione, che in pratica mi sembrano soltanto strumenti utili a torturatori di cani (quelli veri… non come qualcuno ha gentilmente definito la sottoscritta perché ha osato affermare che a volte utilizza il collare a strangolo!) e bulletti di periferia.
Sono contraria un po’ perché tendenzialmente detesto ogni tipo di arma, ma anche perché la legittima – anzi, legittimissima! – difesa contro un eventuale aggressore, stupratore e simili prevederebbe che questo egregio signore avvisasse per tempo: “Guarda che mo’ ti aggredisco/salto addosso/tento di violentare: prendi pure con calma il tuo bello spray dalla borsetta, che tanto io sto fermo ad aspettare che me lo spruzzi in faccia”.
Se avete solo una vaghissima idea (anche soltanto per aver visto qualche telefilm) della rapidità con cui agisce questa lurida gentaglia, vi renderete facilmente conto che quella di riuscire ad usare lo spray è una pia illusione: ma se non avete tempo e modo di frequentare un corso di difesa personale, e se averlo con voi vi fa sentire meno indifese (mi riferisco soprattutto alle donne, che credo siano le maggiori acquirenti di questo tipo di oggetti), liberissime di procurarvene uno.
Ormai sono stati liberalizzati (almeno quelli che contengono solo pepe e peperoncino, senza altre aggiunte) e li vendono pure in farmacia, quindi chiunque abbia più di sedici anni può acquistarli: l’importante è che NON guardi il libretto di istruzioni, perché se lo guarda – e se è cinofilo – gli prende un colpo.
Ecco infatti una delle pagine di questo pregevole libretto, che un’amica di FB ha fotografato e mi ha inviato: la foto è un po’ “sparaflashata”, ma mi pare che il disegno si veda bene lo stesso.

spray

Ebbene sì! Si spiega alla Sciuramaria di turno (perfettamente raffigurata, direi!) che in caso di avvicinamento di un cane grande (e non necessariamente aggressivo: nulla in questo disegno fa pensare che il bulldog avesse intenzione di nuocere) la cosa giusta da fare è prendere il suo cagnolino in braccio (serve ripetere ancora che questo è il modo migliore per stimolare la predatorietà nell’altro? Spero di no, mi auguro che ormai almeno i nostri lettori l’abbiano capito tutti…) e sparare peperoncino negli occhi del povero cagnolone.
Risultato? Nel migliore dei casi, gli si procura un dolore allucinante: non danni permanenti, per fortuna questo no… ma se avete mai provato anche solo a toccarvi gli occhi dopo aver maneggiato del peperoncino avrete idea del bruciore tremendo che si prova (io l’ho provato, perché son pirla)… e immaginatevi cosa può essere una “sprayata” in faccia. Nel peggiore dei casi, se per caso il cagnone ha una gran tempra, potrebbe anche capitare che non si fermi e che, sentendosi brutalmente aggredito, reagisca di conseguenza, mangiandosi il cagnolino e tutta la Sciuramaria.
Nel qual caso, personalmente, applaudirei con vigore… ma indovinate come finirebbe la storia? Ovviamente col “cane killer” prima sui giornali e poi sul tavolo del vet per l’eutanasia: e i giornali sarebbero pure capaci di definire “eroina” la Sciuramaria che “ha difeso il suo cagnolino” utilizzando ‘sto “supereroe” dei miei stivali.
Io mi domando davvero se certa gente disponga di qualcosa di diverso dalla segatura in mezzo alle orecchie: perché un disegno simile, su un opuscolo distribuito in farmacia, non potrà che invogliare all’acquisto stuoli di deficienti cagnolino-munite che si sentiranno in dovere di usare lo spray su qualsiasi cane abbia l’ardire di andare a dare magari una semplice annusatina al loro tesorodimamma.
Non oso poi pensare a tutti i bulletti di periferia (e anche di centro città….) che si procureranno tale arma – perché di arma si tratta, senza se e senza ma – al solo scopo di aggredire e di far soffrire animali e magari pure umani, forti del fatto che intanto questi spray non ammazzano nessuno e non causano danni permanenti.
Quindi mi aspetto che qualcuno li utilizzi per fare quelli che verranno sicuramente definiti “scherzi”… ma che forse verrebbero definiti in modo ben diverso se l’autore ne diventasse vittima.
In ogni caso, a quello che si faranno reciprocamente gli umani possono pensare gli umani stessi (o i loro genitori): invece i cani non avranno nessuno che li difenda né dai bulletti, né dalle Sciuremarie cinofile per metà (la metà che riguarda il loro cane) e cinofobe per l’altra (ovvero quella che comprende tutto il resto del panorama canino, con particolare attenzione per chi supera i quattro chili).
Insomma, questo opuscolo mi irrita e mi urtica decisamente più dello spray stesso: per questo mi auguro che qualcuno prenda provvedimenti e provveda a far eliminare almeno questa pagina che definirei una vera e propria istigazione a delinquere, visto che il maltrattamento di animali è un reato e che non so in quale altro modo si potrebbe definire, se non maltrattamento, lo spruzzare peperoncino in faccia a un cane.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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