giovedì , 23 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Educazione >> Addestramento >> La Regressione Sociale Guidata

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


La Regressione Sociale Guidata

RSG_iniziodi VALERIA ROSSI – Nell’articolo sui cani iperpossessivi, ieri, ho citato “le regolette della RSG”, convinta che tutti sapessero di cosa si trattava. Sbagliavo: mi ha scritto una decina di persone chiedendomi di spiegare meglio.
A questo punto, convinta di avere già scritto non uno, ma millemila articoli sull’argomento, ho cercato di ritrovarli… e ho scoperto che non ce n’era neppure uno. Certo, la RSG l’ho citata più volte, ma non ho mai scritto niente di specifico sul tema: forse ero convinta di sì perché ne parlo spesso ai seminari (sì, lo so: ormai il rincoglionimento avanza inesorabile), ma sta di fatto che l’articolo non esiste e che quindi è giunta l’ora di colmare la lacuna.

Che cos’è?
RSG significa “Regressione Sociale Guidata”. Ovvero, è il modo più acculturato per ribadire le vecchie regolette “del capobranco”: il cane non deve mangiare per primo, non deve passare per primo dalle porte, non deve salire su letti e divani.

E’ davvero utile?
Sì e no.
Stendo un velo pietoso su quanto ho potuto ammirare (il termine è ironico, sappiatelo) leggendo le dispense dei master per veterinari comportamentalisti tenuti da una famosissima associazione italiana.
Al corso del 2009, mi pare, la RSG sembrava la sola ed unica risposta a tutti i problemi comportamentali del cane; al corso del 2012 la RSG veniva considerata una solenne cazzata da non prendere neppure in considerazione. Ci sarebbe parecchio da commentare… ma glissiamo e diciamo che la verità, come al solito,  sta nel mezzo.
Intanto è certo che non bastino queste quattro cavolatine a stabilire/ristabilire un corretto rapporto gerarchico, che è fatto di mooooolto di più.
I cani non sono degli stupidi ed è inutile “tenerli al loro posto” con qualche regoletta, se poi non siamo in grado di farci stimare, ammirare, considerare dei veri leader.
Diciamo che la RSG può servire invece agli umani per capire il “concetto” di gerarchie interspecifiche… ammesso e non concesso che esistano, ovviamente, perché c’è chi le nega.
Personalmente sono assolutamente convinta che esistano, visto che l’imprinting – o impregnazione che dir si voglia – serve proprio a convincere il cane che apparteniamo tutti allo stesso gruppo sociale: e con i membri del suo gruppo sociale il cane si comporta in modo gerarchico, senza se e senza ma.
Chi nega anche questo, i cani li ha visti solo sui libri.
Poi bisogna anche intendersi bene su cosa significhino termini come “gerarchia”, “dominanza” eccetera… perché non bisogna certo pensare che un umano “dominante” debba essere una specie di sergente Hartman (quello di Full Metal Jacket): ma sulle gerarchie ho scritto – stavolta è vero! – una lunghissima serie di articoli, ai quali vi rimando se aveste ancora dei dubbi.
Questo è il primo, poi ce ne sono altri quattro o cinque (hanno tutti lo stesso titolo, quindi non faticherete a trovarli).

RSG_ciboTornando all’utilità della RSG, ritengo che si possa chiedere ai proprietari di metterla in pratica quando c’è un problema gerarchico in casa (ovvero cani che ringhiano o mordono, cani che montano le gambe, cani che si fanno gli affaracci loro senza considerare le indicazioni del proprietario e così via), giusto per cercare di far capire loro che “devono” esistere delle regole.
Lo si potrebbe tranquillamente fare anche con i genitori di figli scapestrati, tanto il concetto è lo stesso: chi ha la responsabilità e il dovere di guidare e indirizzare qualcuno che non è in grado di autogestirsi nella nostra società (cani o figli che siano) deve assolutamente dare delle regole.
Lo scrivo pure in grassetto, perché è proprio una cosa fondamentale.
“Dare regole”, però, non significa urlare addosso a nessuno, né tantomeno fare uso di metodi brutali: significa essere chiari, coerenti e competenti.
Ma siccome pronunciare queste tre parole significa, nella maggior parte dei casi, ritrovarsi con l’interlocutore che fa “sì sì” con la testa, ma che non ha la più pallida idea di “come fare” a tradurre questi concetti in pratica… allora le regolette della RSG possono essere un primo passo verso la comprensione.
Il che, ovviamente, NON significa che bastino da sole a risistemare un rapporto compromesso.

Vediamole una per una.
Con qualche variante qua e là, le regole di base sono comunque tese a far sì che l’umano “si comporti da capobranco” e venga quindi visto nello stesso modo dal suo cane.
Secondo la RSG, dunque, bisognerebbe:

RSG_lettoA) Non far salire il cane su letti, divani e simili. Questo perché, in un branco di lupi (ma anche di cani), il soggetto alpha sta solitamente in posizione sopralevata rispetto agli altri; inoltre non consente a nessuno di entrare nella sua tana.
Il cane, dunque, non dovrebbe accedere al letto (=tana), né stare più in alto di noi (divani, poltrone ecc.).
La parte “letto” è abbastanza sensata, ma in realtà nessun lupo ospita gli amici in casa sua per una spaghettata: la tana è sempre un luogo “personale” e riservato, che però viene utilizzato soprattutto per partorire i cuccioli… e in questo caso le gerarchie non contano più nulla. Tra i lupi è solo la femmina alpha a partorire, ma tra i cani questo non accade… e qualsiasi cagna, anche quella gerarchicamente inferiore a tutti gli altri, diventa una iena se un estraneo prova ad entrare nella sua tana quando ha i cuccioli. Quindi vietare l’accesso al letto significa pochino.
La parte “divano” ha ancora meno senso, perché comunque noi saremo sempre “più in alto” di un cane che sta sul divano… per il semplice fatto che siamo bipedi e camminiamo in posizione eretta.
Io aggiungerei anche un bel “che lo prendi a fare il cane, se non puoi condividere i momenti di relax con lui?”, ma questo è un po’ poco scientifico, quindi lasciamo stare.
Posso dirvi, se vi interessa, che a casa mia funziona così: i cani sono sempre saliti su tutti i divani e le poltrone disponibili, mentre a letto ho lasciato venire solo quelli capaci di starsene appallottolati in fondo senza rompere le palle. Quelli che ti si strusciano addosso, piazzano la testa sul cuscino, ti leccano in faccia e ti danno zampate per tutta la notte (come la Bisturi…) stanno giù.
L’unica cosa che pretendo è che si salga e si scenda “quando lo dico ioooo” (immaginatemi in versione Giucas Casella, se siete abbastanza vecchi da ricordarvelo).

RSG_lupiB) Far mangiare il cane dopo di noi
Questa è la regoletta che mi fa più sorridere in assoluto… perché non è che noi e il nostro cane ci avventiamo contemporaneamente sulla sua ciotola o sul nostro piatto.
Ma che significa, “mangiare per primi?”
Non è che i lupi, quando hanno catturato una preda, si siedano tutti in fila ad aspettare che il capobranco mangi, per poi andarsi a prendere educatamente la loro parte in ordine gerarchico! Dove si è mai visto?
I lupi si scaraventano tutti insieme sulla preda (tant’è che scoppierebbero risse epocali, se non ci fossero gli omega a metter pace: vedi anche questo articolo) e gli alpha mangiano semplicemente le parti migliori (quelle più proteiche), che gli altri lasciano a loro senza protestare.
Quindi, se volessimo davvero “fare i capi” in senso lupino, dovremmo predisporre un bel ciotolone con il nostro pranzo da una parte e quello del cane dall’altra, poi metterci a quattro zampe a mangiare insieme a lui, magari ringhiandogli ferocemente se cerca di passare dalla nostra parte.
Ma dài.
Mettersi a tavola, mangiare il nostro pranzo e poi dare la ciotola al cane non ha assolutamente alcun significato gerarchico: al massimo stimola tentativi disperati di mendicare a tavola, visto che il cane ha fame e noi gli mangiamo impunemente sotto il naso.
L’unica cosa che ha davvero un senso gerarchico è il pretendere, appunto, che il cane stia al suo posto quando stiamo mangiando noi: ma se ci sta con la pancia piena è decisamente meglio per tutti. 

RSG_portaC) Passare prima del cane dalle porte.
Questa è l’unica regola sulla quale non trovo nulla da ridire: lupi e cani, infatti, danno ai superiori gerarchici quella che si chiama “referenza sociale”, camminando quasi sempre alle loro spalle (non solo quando passano dalle porte, però).
In realtà il cane, quando ci stima e ci ammira come leader, ci lascia spontaneamente la precedenza: non c’è bisogno di imporglielo. Diciamo, però, che “farglielo fare” è comunque sensato quando già non lo fa da solo, perché se non altro al cane diventa chiaro che intendiamo “guidare noi”.
Resta il fatto che poi dovremo anche dimostrargli di saperlo fare… altrimenti lui tenterà comunque di scavalcarci gerarchicamente, porte o non porte.

Concludendo: l’RSG in se stessa è un semplice “approccio” al concetto di “regole” e di “gerarchie sociali”. Applicare solo questa non è praticamente mai sufficiente a risolvere un conflitto gerarchico, ma almeno fa capire agli umani che questo conflitto esiste e che va affrontato.
In seguito, ovviamente, si dovrà valutare caso per caso e cercare di far capire agli umani che per ottenere il rispetto del proprio cane ci vuole un insieme di fattori estremamente complesso, che varia e che dovrà essere valutato in modo diverso per ogni soggetto… anzi, per ogni gruppo uman-canino, visto che le forze in gioco comprendono entrambe le specie e che non ci si può limitare a “regolamentarne” una delle due.
Il rapporto con cane è un gioco di squadra… e l'”allenatore” (educatore, addestratore, rieducatore o comportamentalista o quel che sia) dovrà lavorare sull’intera squadra: perché non si è mai visto nessuno vincere uno scudetto – o un qualsiasi altro trofeo – occupandosi di un giocatore solo.

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico