venerdì , 24 novembre 2017
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Educatori vs addestratori: prendiamola in ridere, che è meglio…

addkill_palestratoATTENZIONE: il titolo e diversi contenuti dell’articolo criticato sono stati modificati dopo la pubblicazione del mio.
Adesso si parla di addestratore “da evitare”, mentre quando ho scritto la mia risposta si parlava dell’addestratore “tout court”.
Mi fa piacere che sia stata inserita questa modifica, che rende il tutto (o meglio, “quasi tutto”) molto più accettabile: però ribadisco che inizialmente si parlava “dell’addestratore” in generale e non certo di un ipotetico addestratore “da evitare”.

di VALERIA ROSSI – Mi hanno segnalato un articolo scritto da tale Irene, che non conosco ma della quale ho letto qualche nota biografica sul suo sito “Comprendiamo il cane”.  La fanciulla dice di aver iniziato il suo percorso da educatrice nel 2009, quindi ha ben cinque anni di esperienza: e dall’alto di questa esperienza si permette di dipingere un ritratto dell’addestratore cinofilo che, appunto, è meglio prendere in ridere, perché altrimenti si finirebbe nel turpiloquio spinto.
L’articolo per intero, se volete, potete leggerlo qui.
In questa sede preferisco confrontare me stessa (essendo io, appunto, un’addestratrice) con i punti espressi dalla gentil signorina Irene.
Secondo lei, tanto per cominciare, gli addestratori:

a) sono per lo più uomini
Giuro di no. Avendo partorito un figlio, direi che uomo non sono;

b) capelloni
Direi di no: al momento son quasi rapata a zero;

c) un pò tarchiati
Ehm, dunque, vediamo… noooo! Sono mesi che sto a dieta e “tarchiata” non me lo diciiiiii!!! Al massimo accetto un “leggermente sovrappeso” (ma ci sto lavorando);

d) più muscoli e capelli hanno e più usano metodi arretrati
Quindi, essendo io scarsissima di muscoli e di capelli, uso automaticamente metodi moderni. Meno male, va’!

e) credono ancora che il cane vada sottomesso e comandato
Sottomesso? mai pensato. Comandato? Be’… nel senso di “guidato e aiutato ad inserirsi correttamente nella nostra società”, questo sì. Almeno una l’hai azzeccata, evvai!

addkill_molossof) prediligono cani di un certo tipo, ovviamente molossoidi, più grandi sono e meglio è!
La mia cagna pesa quindici chili. Ora però mi arriva la rottweilerina, quindi un cane grande ce l’avrò anch’io.
Solo che… come la mettiamo con i miei precedenti pastori tedeschi (grandini, ma decisamente non molossoidi), husky (idem), maltese (tipico esempio di immenso molossone), meticciona ENPA (grandicella pure lei, ma tutt’altro che molossoide), meticcina volpino-style, bassotti (tre) e svariati altri? 

Ma se anche fosse… che problema hai, Irene, con i cani grandi? Li ritieni per caso cani di serie B?
Questa affermazione mi suona dannatamente razzista ed è l’unica parte del tuo articolo che non mi ha fatto ridere, ma un po’  incazzare.

E questa era solo la premessa… perché poi  viene il meglio. Ovvero, si scopre che l’addestratore:

non effettua un’ anamnesi preliminare
Errore. Le facciamo sempre, anche se le anamnesi basate su ciò che raccontano gli umani spesso si rivelano un filino sballate.

fa lezioni di gruppo e non individuali
Sbagliato. Faccio solo lezioni individuali, così come tutti gli addestratori del mio campo.

– fa indossare museruola e collare a strozzo a prescindere dal cane e dai suoi problemi
Ahahahah!!! Questa è la più bella in assoluto. Sorry: la prima cosa che faccio quando incontro un cane nuovo è dire al suo umano di liberarlo da qualsiasi collare o guinzaglio, per poterlo valutare senza costrizioni di sorta.

– dice cose che vanno contro la natura del cane stesso, come ad esempio: non farlo socializzare con la sua specie
Infatti al nostro campo facciamo continuamente puppy class, incontri di comunicazione e quant’altro…

– crede nell’ imposizione dei comandi
…e nell’imposizione delle mani no?
Vabbe’: io credo nel valore dell’obbedienza, ottenuta facendo divertire il cane e creando un bel rapporto di partnership con il suo conduttore. Sarà un delitto?

– non lavora sulla relazione tra cane e proprietario
Io lavoro praticamente SOLO su quello, tant’è che il mio direttore tecnico mi prende sempre in giro perché faccio lezione “da seduta”. E certo che sto seduta: è il proprietario che deve lavorare col suo cane, mica io! Io gli faccio vedere come si fa, poi tocca a lui: altrimenti il cane, la relazione, la stringerebbe con me;

– di norma, ha una vera mania per qualche tipo di molosso
Ancora? Ma che ti hanno fatto ‘sti poveri molossi, Ire’?

– ha un cane triste o timoroso nei suoi confronti
Chiunque conosca la Bisturi si starà già capottando dalle risate (giuro, sta sghignazzando pure la Bisturi), quindi qui evito proprio di commentare.

– vi chiede di lasciargli il cane e ve lo riconsegnerà una volta “aggiustato”
Ma in che film? Sì, è vero, si faceva così: lo facevo anch’io, quando ho cominciato a lavorare con i cani… ma parliamo di più di quarant’anni fa. Io ho cominciato a fare lezioni “cane-padrone” (allora si chiamavano così) dopo tre-quattro anni, quindi sono almeno trentacinque anni che non mi faccio lasciare alcun cane… a meno che, ovviamente, non si parli di recuperi comportamentali per i quali è necessario un temporaneo distacco da chi quei problemi li ha causati. Ma questo non ha niente a che vedere con l’addestramento;

– NON ha una formazione ma solo “esperienza” sul campo, probabilmente ha iniziato con “utilità e difesa”
Dài, che finalmente ci hai preso! E’ vero, ho cominciato proprio così… e vuoi sapere il colmo dell’abiezione? Faccio ANCORA utilità e difesa! Immagino che per te equivalga a dire che mi diverto a scippare le vecchiette, ma questo significa solo che non hai la più pallida idea di cosa sia l’ UD. Quanto alla formazione… non l’ho fatta agli inizi, anche perché quando ho cominciato io non c’erano corsi, seminari, stage o altro. Adesso la formazione la faccio agli altri, essendo docente ENCI… e lo sai cosa dico ai miei allievi? Che la teoria è importante, è utile, va benissimo per avere una preparazione più completa: ma se non ti smazzi sul campo, se non incontri almeno una cinquantina di cani diversi e con diversi problemi e se non trovi la strada per risolverli, non devi neppure sognarti di cominciare fare professionalmente questo lavoro, se non vuoi rovinare dei cani (e farti male).

noaddestratoreConcludendo: in questo bel ritrattino dell’addestratore cinofilo,  su quindici affermazioni – almeno per quanto riguarda la sottoscritta – la nostra eroina ne ha prese (più o meno) due.
Nonostante questo, giusto nel caso in cui non si fosse capito come la pensa, la sciura Irene illustra il suo capolavoro con la simpatica fotina che vedete qui a sinistra.
Oh, poi… per carità: qualche addestratore truzzotamarro e indietro di duecento anni come quello che si è divertita a dipingere esiste davvero.
Sono in via di estinzione, ma qualcuno sopravvive… così come esistono figure tragicomiche tra gli educatori: in qualsiasi categoria professionale ci sono i bravi e i meno bravi, gli onesti e i corrotti, gli intelligenti e gli stupidi. Ma fare di tutta l’erba un fascio in questo modo sarebbe una cosa da denuncia penale, se non fosse che l’articolo è troppo comico per suscitare rancore.
Quando ne ho letto qualche brano al figlio, il suo commento è stato: “Ma l’ha scritto Marco Carucci?” (che è il nostro dottore umorista). Perché non gli sembrava possibile che qualcuno avesse scritto sul serio cose simili.
Però, gentile Irene, io non riesco ad avercela con te.
E’ evidente che qualcuno ti ha dipinto questo incredibile ritratto dell'”addestratore killer” e che tu, in buona fede, ci hai creduto senza mai averne conosciuto uno. O forse sei davvero capitata sul campo di qualche truzzotamarro e sei rimasta traumatizzata: non lo so.
Quello che so è che, ogni volta che sostengo pubblicamente che gli educatori fanno la guerra agli addestratori insultandoli e dipingendoli come dei mostri, mi sento rispondere “Non è veroooo!!! Non abbiamo mai detto niente del genereee!”.
Il tuo articolo prova che forse tutti i torti non ce li abbiamo, a dire che ci attaccate a testa bassa senza sapere di cosa parlate… solo che tu sei andata talmente oltre da farlo sembrare un brano umoristico.
Quindi, grazie.
Grazie davvero, perché a cotante panzane non crederà nessuno (almeno spero. Di sicuro se le berranno in pochi): e forse la gente comincerà a rendersi conto che certi attacchi sono soltanto tentativi penosi di concorrenza sleale, che faranno più danno a chi li scaglia che a chi dovrebbe esserne il bersaglio.

Ah… siccome è giusto portare anche qualche prova pratica, inserisco alcune immagini del nostro campo (io non mi ci sono neppure messa):

Altra addestratrice tarchiata, capellona e palestrata (giusto per chiarire che non sono mica l'unica...)
Altra addestratrice tarchiata, capellona e palestrata
Addestratore maschio (eh, sì... qualcuno lo abbiamo anche noi) con cane palesemente sofferente, che indossa strangolo e museruola a prescindere
Addestratore maschio (eh, sì… qualcuno lo abbiamo anche noi: chissà se è grave come avere un molosso?) con cane palesemente sofferente, che indossa strangolo e museruola a prescindere
Puppy class (perché ovviamente consigliamo a tutti di NON far socializzare il cane con i suoi simili)
Puppy class (perché ovviamente consigliamo a tutti di NON far socializzare il cane con i suoi simili)
Però è vero che facciamo utilità e difesa... e infatti si vede quanto cani e conduttori siano depressi e infelici!
Però è vero che facciamo utilità e difesa… e infatti si vede quanto cani e conduttori siano depressi, timorosi e infelici!

La conclusione la lascio proprio alla Bisturi:

bisturiNO

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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