di VALERIA ROSSI – Sempre per la serie “non si finisce mai di imparare”, mi inoltrano su FB questa domanda (ho tolto il nome di chi l’ha postata, così nessuno potrà sparargli per il sa’ con l’accento…):

bullidown
Ora, i casi sono due: o l’educatrice in questione (non so chi sia) voleva fare semplicemente un esempio a caso per dire che i molossoidi spesso vengono fraintesi dai lupoidi per il loro diverso modo di comunicare (ma allora ha scelto un esempio poco educato, a dir poco)… oppure è proprio convinta che non solo i cani sappiano tutto sulla sindrome di Down, ma facciano anche discriminazioni nei confronti di chi ne è affetto.
Ma allora tutte le considerazioni sul fatto che il cane non ti giudica, chi ti ama comunque, che non gli importa nulla se tu sia bello o brutto, ricco o povero, sano o malato… dove vanno a finire? Se fossero capaci di discriminare i propri simili, lo farebbero anche con gli umani!

gioco_boxer4Ovviamente questa curiosa teoria dei cani “visti come down” non sta né il cielo, né in terra (per fortuna, aggiungerei io): però è vero che alcune razze sembrano avere maggiori difficoltà a capirsi e a fare amicizia… anche se la razza in cui l’ho potuto notare più frequentemente è il boxer.
I boxer hanno soprattutto il problema di giocare… “da boxer”, ovvero lanciandosi fisicamente contro chi vorrebbero invitare al gioco, prendendolo a spallate e – se l’altro è appena un po’ più piccolo e meno muscoloso – scatafasciandolo due metri più in là. Se l’altro è a sua volta un boxer, o comunque un molossoide, la sua reazione solitamente è “Wow, che belloooo! Si gioca duro!”, seguita da una piena accettazione del nuovo amico;  se l’altro è un lupoide o uno spitz, è più facile che pensi “Ma questo che fa? E’ scemo?”… dopodiché può tentare di lavare l’affronto nel sangue, oppure rifiutarsi di avere ulteriori contatti con lui. Di solito scelgono la seconda soluzione dopo aver visto che il boxer, dopo la spallata, attende fiducioso e felice con la lingua penzoloni, la faccia da tontolone, gli anteriori a terra e il culo per aria nel classico “inchino” di invito al gioco.
In un altro caso ho potuto notare grande diffidenza e qualche punta di aggressività nei confronti di un Bouledogue: è successo ad un seminario.
Il Boule, purtroppo affetto da una grave sindrome brachicefalica, respirava mooolto rumorosamente facendo i classici versi da bullo: sgrunf  grooor sgrooonf… e gli altri pensavano che gli ringhiasse contro (in realtà devo dire che l’ha pensato anche qualche umano).

bulldog_dentiUn’altra causa di incomprensioni possono essere i denti visibili anche a bocca chiusa, tipici dei cani fortemente prognati (e non desiderati da nessuno Standard, ma frequentissimi nei bulli dell’Est e anche in quelli “fatti in casa”): scoprire i denti per i cani è un segnale di minaccia, quindi può accadere che qualcuno fraintenda… anche se il povero bullo non ha proprio la possibilità materiale di tenere i denti coperti!
C’è da dire, comunque, che a differenza di noi umani (che a volte ci fissiamo su un singolo atteggiamento del cane e guardiamo solo quello) i cani leggono perfettamente i loro simili dalla punta del naso alla punta della coda: quindi, se un cane ha i denti scoperti ma con tutto il resto del corpo manifesta amicizia, è molto difficile che venga considerato una minaccia.
Può essere al massimo una questione di “prima impressione”, che però rientra rapidamente dopo l’osservazione del cane nell’insieme.
Un’ultima cosa: la testa grande, il muso schiacciato, il corpo tozzo e così via sono caratteristiche infantili che la selezione umana, nel caso di bulldog e bouledogue, ha voluto mantenere anche in età adulta proprio perché suscitavano tenerezza (quello che tecnicamente si chiama “impulso epimeletico”, ovvero il desiderio di prendersi cura di chi presenta un aspetto neonatale): siccome l’epimelesi è presente anche nei cani, le caratteristiche elencate nel post semmai potrebbero invitare gli altri cani a considerare i bulli come cucciolotti e a prendersi cura di loro, e non a “vederli male”.
E’ molto più frequente, comunque, che nascano dissapori per il diverso modo di muoversi e di giocare che non per l’aspetto fisico in se stesso: e non per fare la bacchetona moralista… ma a mio avviso sarebbe meglio evitare certi paragoni con situazioni umane che con i cani non possono avere nessun punto in comune, e che meritano comunque più rispetto di quello manifestato dalla sconosciuta educatrice.

Articolo precedenteDal diario di Teo
Articolo successivoLa ragazza che voleva un cane

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

33 Commenti

  1. E` davvero difficile immaginare come certe persone facciano andare il cervello.
    Invece molto interessante la considerazione sul diverso modo di interagire fra le diverse razze. Non lo avevo mai sentito. C`e` qualche articolo che tratti diffusamente l`argomento? Grazie

  2. ….e si comincia bene la settimana….!
    Un unico commento: se “assomigliassimo tutti un po’ ai Down”, ovvero fossimo capaci di essere più affettuosi, più sinceri, più “giocosi”, più solari, meno assoggettati a sovrastrutture forse, ma anche senza forse, il mondo sarebbe migliore e noi saremmo persone più serene….!

  3. vedi valeria cosa succede quando da millemila corsi si sfornano personaggi con verita’ in tasca gia’pronte da distribuire a fiduciosi “credenti” . Benissimo levare i test da medicina e vet(tanto li’ ti torchiano quando sei dentro) ma dovrebbero metterli prima di far entrare e sopratutto uscire cani e porci da questi corsi qui

  4. Beh, se ti arriva uno che gli manca tre quarti di lettere dell’alfabeto, che ti dà degli schiaffi per dimostrarti affetto e dice no per dire si, tanto normale non lo consideri. Bisognerebbe valutare le razze anche in base a come si possono relazionare agli altri cani, per fortuna non tutti prendono un cane per farlo stare nel salotto + tre passeggiate al giorno stando lontani dagli altri cani per paura di fargli frequentare brutte compagnie

  5. La mia esperienza con una razza di cani primitiva (azawakh) è un po’ diversa. Nonostante io l’abbia socializzato quanto opportuno, da piccolo, non ha mai sopportato i molossoidi. Nessuno: ne ha proprio paura. Adesso cominciamo a migliorare, nel senso che può passarci ad una certa vicinanza senza dare in escandescenze ma continuando per la sua strada, ma nel momento che lo guarda “in faccia”, salvo rare eccezioni (un unico bulldog, forse proprio per l’aspetto cuccioloso) è facile che si spaventi e tenda ad abbaiare.
    Trattandosi di cani per la caccia a vista noto che fa molto riferimento alla propria vista: capita che per strada riconosca (o creda di riconoscere) persone guardandole, senza far affidamento sull’olfatto (e a volte si sbaglia, emblematico è stato il caso di una signora scambiata per mia madre da una certa distanza in quanto bionde entrambe e vagamente simili; e siccome quando vede mia madre scoppia di gioia non era equivocabile). Ho notato quindi che nel suo caso non conta l’atteggiamento ma proprio l’aspetto. Si è visto chiaramente quando abbiamo incontrato un chow chow cui si è avvicinato tranquillamente per annusarlo sotto la coda, annusandolo senza problemi, finché questo non si è girato e lui l’ha visto di faccia. A quel punto si è spaventato moltissimo. oramai lo so e semplicemente mi allontano un po’, ma rimane un aspetto curioso del suo comportamento.

  6. Concordo nel giudicare demente il paragone. Però che i musi schiacciati abbiano qualcosa che non piace ad altri tipi di cane è vero. Non è solo per i modi. Il mio Oscar giocava con grande divertimento con una boxer, da cucciolo. Poi non l’abbiamo più incrociata e, col tempo, ha iniziato a odiarli tutti, maschi e femmine. Con molta pazienza e per piccoli passi, se il padrone del boxer è d’accordo e il boxer è sostanzialmente di buon carattere, si riesce a farglielo avvicinare e, una volta vicino, non succede poi nulla di tragico. Ma la volta successiva (fosse anche il giorno dopo) come lo/la vede all’orizzonte dà in escandescenze.
    Alle volte, passando dove è passato un boxer (che Oscar non ha visto ma di cui percepisce successivamente l’odore) si innervosisce moltissimo e se la prende col primo che passa.
    Io mi sono fatta un’idea, o meglio un ipotesi. Che i boxer abbiano un forte odore “arrogante”, ma poiché tutti gli odori sono composti di molti odori, sotto questo, abbiano normali odori di cane che, da vicino, vengono avvertiti. Se fosse un profumo potremmo dire che le “note di testa” sono minacciose 🙂
    Anche i Bulldog inglesi gli sono abbastanza antipatici, ma non come i boxer… e i bulldog francesi invece gli sono molto simpatici, sia perché ne conosce molto bene una, sia perché tutti (umani e cani) amano i bulletti francesi.

    Ecco: la mia teoria (tutta da dimostrare) è che alcuni molossoidi abbiano “problemi di odore” di cui noi non ci possiamo assolutamente rendere conto…

  7. Ciao,
    io ho un bullo inglese ed uno francese…e posso dire che spesso le reazioni degli altri cani sono di timore e/o aggressività..nonostante (l’inglese, l’altro è ancora troppo piccolo per dirlo) sia una patata di cane! …anche a me un’educatrice tempo fa mi aveva spiegato queste differenze tra molossoidi e lupoidi (logicamente non dandogli dei cani disabili..semplicemente spiegando che talvolta non riescono a mettere in atto gli atteggiamenti giusti..anche solo a partire dalla mancanza di coda, dai versi, dalla fisicità ‘estrema’ che utilizzano nel gioco, dalla ‘posizione della testa’ etc..)… comunque sono di parte e….W i BULLI ^_^

  8. leo il mio canelupo (che ora non c’è più) quando vedeva un bulldog o un carlino o cani molto schiacciati in faccia, con corpo tozzo e coda praticamente assente, veniva da me e con il muso mi spostava il braccio “chiedendo”… cosa volesse che facessi per lui non so, ma di certo era in difficoltà a gestire la cosa da solo.
    e lui era veramente bravo a comunicare coi cani… chissà cosa pensano davvero.

    • Al mio pastore svizzero piacciono tutti i cani, appena li vede da lontano comincia a scodinzolare, c’è solo 1 eccezione: i bouledog francesi! (Inglesi ancora non ne ha mai incontrati). Appena li vede ringhia e abbaia. Con molossoidi più grandi niente, rottwailer gli piacciono,mastini gli piacciono, i cani corso ok….i boule francesi odio totale…mi chiedevo proprio perchè!

  9. In base a queste considerazioni come si regoleranno i cani coi meticci? dipendera` da “a quale razza rasomigliano di piu`”?

  10. Io invece sarei curioso di sapere se i cani di paesi differenti possono aver differenze che ta loro riescono a percepire. Per esempio Balrog e’ messicano ed e’ vissuto in Mexico fino ai 18 mesi per poi trasferirsi con me in Italia. I cani italiani lo vedranno come “diverso”

      • Si, ma a parte gli scherzi. I cani di due paesi diversi hanno “accenti” diversi? Magari derivati dalle differenze linguistiche dei loro umani… Valeria ha avuto contatti con cani di altri paesi (tramite expo…) e potrebbe essere interesante sapere il suo parere

        • Mah, più che gli accenti, in Paesi diversi gli umani hanno mimiche diverse. I cani stando con noi acquisiscono anche una certa conoscenza della nostra mimica ed espressione quindi forse potrebbero avere problemi a rapportarsi con umani di altri paesi, con cani di altri paesi mi sembra alquanto improbabile…

          • Quello delle mimiche (umane) diverse e’ vero; per esempio noi italiani siamo dei grandi “gesticolatori” mentre altri popoli sono piu “freddi”…

        • Questa discussione mi fa venire in mente i tempi in cui presi il mio primo pastore tedesco, Fritz, che arrivava proprio dalla Germania: e tutti a chiedermi “ma come fai a farti capire? Parlerà solo tedesco!”. Ahahahahah!!!
          No, non ho mai notato “accenti diversi” nè problemi di comunicazione, né tra cani né tra cani e umani.I cani leggono soprattutto la nostra mimica facciale e corporea, tant’è che quando facevo lezioni collettive, ai tempi che furono, per far capire questo concetto mostravo ai clienti il mio cane che rispondeva impeccabilmente ad ordini come “Anatra all’arancia!” “Alka seltzer!” e simili. Bastava che io pensassi “seduto”, “terra”, “dai la zampa” mentre sparavo ‘ste cazzate, e lui eseguiva. Non ha mai sbagliato un colpo 🙂
          P.S: Samba risponde sia a “sitz” che a “seduto”, sia a “terra” che a “platz”. Non sta manco a sentire quello che diciamo, guarda i gesti: e ha 71 giorni oggi 🙂

  11. Devo dire che, di bulli, nel nostro cammino, ne abbiamo incontrati veramente pochi, posso dire che i miei 3 golden hanno una reazione di paura che poi è diversificata tra loro, per via dei diversi caratteri: chi ringhia, chi scappa e chi, dopo un balzo all’indietro, è curioso invita al gioco.

    Però ho notato spesso delle “differenze” di approccio con gli altri cani, solitamente si annusano poi decidono cosa fare, con altri golden, spesso l’annusata non c’è, è come se si capissero al volo quindi magari si gioca senza nemmeno conoscersi…
    Scherzosamente ho sempre detto che i golden sono razzisti.

  12. Ha, ha, ha… bè, non so i cani, ma i gatti miagolano in maniera diversa, o almeno così mi diceva mio padre che era stato a casa di un suo amico in Calabria, miagolano…in calabrese e non vi dico i gatti arabi! Hi, hi, hi…davvero!!!

  13. Io invece mi stavo chiedendo: e per quel che invece riguarda i terrier? Non i terrier di tipo bull, che se non sbaglio abbastanza simili ai molossoidi da questo punto di vista, ma tutti gli altri. Perchè, dalla mia esperienza, sono strani. Tra di loro adorano giocare duro, spintone di qua, ribaltamento di là, pelo tirato, zampate, un sacco di ringhi e i miei giocano così anche coi cani grandi (quando decidono di giocare, e non di ignorarli e/o assalirli manco fossero nemici mortali), mentre coi cani più piccoli preferiscono rincorrersi e si incazzano a bestia quando gli altri non si mettono a correre. Perchè loro inseguono e basta, ovvio. E in vita mia non li ho mai visti fare un inchino (sarà perchè hanno le zampe troppo corte? Mah). Quindi mi chiedevo, vi prego di passarmi il termine, ma i terrier che “dialetto” parlano?

  14. Da umano di un boxer femmina di quattro anni posso dire che, per la mia esperienza, le relazioni con le altre razze cambiano molto soprattutto in base al luogo ed a come si sviluppano. Mi spiego meglio. Nei normali giri per strada è sempre molto difficile un contatto “civile” con non molossoidi: quasi impossibile con genere retriever, labrador, golden, ma anche beagle e bassotti; molto critico con lupi e pastori; “difficile ma ci si può provare” con cani da caccia tipo bracco, setter, pointer. Come dicevo accettabile con altri molossoidi. Ovviamente tra boxer mai avuto problemi. Il contatto ho notato però che deve essere breve, dopo poco la mia boxer inizia ad assumere atteggiamenti di dominanza che raramente sono ben accettati soprattutto in mezzo ad un marciapiede. Tra l’altro ho notato che il momento critico nasce quasi sempre quando il contatto sta finendo, il classico momento in cui si dice “bene, dai, adesso andiamo”. Ecco, lì scatta spesso la zuffetta, la ringhiata, l’abbaio. Credo sia palesemente perché con l’intervento umano si “interrompe” una comunicazione (magari con il guinzaglio che fa fare un movimento di testa “strano” che viene mal interpretato) che magari era filata liscia fino a quel momento generando incomprensioni. Il fatto è che per strada, in città, difficilmente si riesce a lasciare tutta la libertà “di parola” (quindi di movimento) al proprio cane. Quindi cerchiamo quanto possibile di “girare al largo” dalle razze con cui ormai so che è difficile interagire.
    Invece in contesti in cui i cani sono davvero liberi (non l’area cani di 100mq) e lasciandoli agire abbastanza liberamente per un po’ di tempo (direi almeno mezz’ora) ho notato che cambia davvero quasi tutto. Non ci sono più differenze tra una razza e l’altra ma tra un soggetto e l’altro. Se invece c’è più di un boxer vedo che tendono ad interagire quasi sempre tra di loro, lasciando perdere gli altri cani, altri molossoidi compresi (cosa che invece non vedo fare alle altre razze).
    Un’ultima considerazione: ho notato che quando scappa la zuffa se l’altro cane è più piccolo è lui che tende ad iniziare, mentre se è più grande è la mia boxer che inizia.
    Questa è la mia esperienza. c’è qualche altro boxerista che abbia voglia di commentare?

  15. Non avevo mai fatto caso alle differenze di comunicazione prima di prendere
    Iris (corgi cardigan) perché la maggior parte dei cani dalle mie parti sono
    meticci di tipo lupoide o da caccia. Ora che la porto ovunque con me ho
    notato di come sia diverso l’approccio con cani differenti. Si avvicina
    immediatamente a quelli molto lupini, è un po’ diffidente all’inizio coni cani
    molto pelosi e con orecchie pendenti (tipo i Golden), evita sconcertata i molossi
    con muso schiacciato. L’unica eccezione sono i clc dato che un cucciolone di 6 mesi
    dopo un approccio amichevole ha cominciato a mulinare zampate, per gioco, ma lei si
    è spaventata, fortunatamente il proprietario l’ha subito fermato, ma è rimasta diffidente.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.