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Caro Diario (3…)

sgagnamano_totdi VALERIA ROSSI –  16 giugno 2014 – ore 05,00
Caro Diario, a) non chiedermi come mai sono già in giro a quest’ora; b) ci crederesti? Sono undici giorni che Samba sta con noi.
No, voglio dire… ci crederesti che è così poco?
Perché a me sembra una vita. E me ne vedo un’altra – lunghissssssima – all’orizzonte, prima che si possa cominciare a parlare di “cane” e non di “cucciolo” (che è poi sinonimo di “coccodrillo”).
Sì, sì, lo so… l’hai voluta la bici? Eccetera eccetera. Però le bici non ti attaccano a tradimento mani, piedi, caviglie e altre parti anatomiche varie: e soprattutto, le bici non hanno denti da latte formato spillone voodoo.
Comunque, pedaliamo pure oltre.
Ti dico subito che non ci sono grandi novità, dall’ultima volta che ho scritto su queste pagine: la belva gioca, gioca, gioca (e morde, morde, morde), poi dorme per trenta secondi circa, poi gioca, gioca, gioca (e morde, morde, morde). E avanti così.
In realtà avrei voluto parlarti dei suoi primi passi come “cane da lavoro”… ma a parte il richiamo, il seduto e il terra (in due lingue, italiano e tedesco: non per fare i fighi, ma perché il figlio le dava gli ordini in italiano e io in tedesco. Quando ce ne siamo resi conto, ormai Samba li capiva entrambi) non abbiamo avuto modo di fare altro, perché ha fatto un tempaccio infame. E siccome ha piovuto una cifra, non solo siamo uscite pochissimo e non abbiamo lavorato (abbiamo fatto un quadrato di partenza per la pista al Debu…e poi più nulla), ma siamo anche regrediti in campo “bisognini”. Nel senso che mi ha piazzato in casa anche una cacca, cosa mai successa finora.
Vabbe’, tanto dovevo raccoglierne una perché domani vado dal vet a far analizzare le feci, quindi diciamo che me l’ha fatta in casa per rendermi la raccolta più comoda.
Ho rigorosamente invasettato la sua e quella della Bisturi, e la differenza si vede: in quella della Bisturi, raccolta fuori, c’è mezzo campo d’erba, mentre quella di Samba è così netta e linda che la definirei “pulitissima”, se non fosse una cacca.
E nel caso non avessi ancora vomitato, diario mio, ti dico anche questa: vado molto fiera del figlio, che aprendo il frigo e trovandoci i due vasetti non ha fatto commenti, ma si è limitato a informarmi seraficamente: “Guarda che le merde le ho spostate sul ripiano di sotto, così non cadono quando prendo il Gatorade”.
Essere nati e cresciuti in un allevamento di cani ha i suoi vantaggi, non ti pare?

kennel16 giugno 2014, ore 13
Siccome Samba non dovrà MAI pensare che dal tavolo possa cadere del cibo (diventerà una cagnONA, e se le saltasse in mente di metterci le zampe sopra, da grande sarebbero cavoli amari), ho pensato bene di utilizzare l’ora dei pasti per abituarla al kennel. Risultato: ottimo.
Ora ci sta volentieri anche quando andiamo a tennis (vedi foto), cosicché possiamo piazzarla al fresco e farci gli affaracci nostri senza il sottofondo di gnaugnau GNAUUUUU, gnaugnau GNAUUUU (esattamente così: due brevi e uno lungo, due brevi e uno lungo: Samba piange in Morse) che invece permane quando andiamo in macchina. Continua a non patirla per nulla, ma stare in kennel in macchina non le piace: invece sull’erba sì. E anche in casa. Solo che in casa preferisce infilarsi in quello della Bisturi, e non solo. Ci porta dentro pure i suoi giochi. Tutti, indipendentemente dalle dimensioni.
Al momento i giocattoli che preferisce sono, nell’ordine:
a) la pallina da tennis squittente: grazie mille a Veronica che ce l’ha regalata.
Sotto sotto io ti odio ferocemente, Veronica, quando per due ore di fila devo lavorare o mangiare o guardare la TV con il sottofondo di SQUK SQUIK SQUIK: però non te lo dirò mai, perché il tuo è stato un pensiero tanto carino e Samba ha gradito moltissimo. Io ti odio lo stesso, eh? Però Samba ha gradito;
b) l’anello di gomma blu che servirebbe per iniziare un po’ di tira-e-molla. Però lei fa così: tiro-tiro-tiro, mollo e ti azzanno la mano. Al che molliamo noi, e lei se la tira moltissimo perché ha vinto;

giochisamba
c) gli scatoloni. Di qualsiasi tipo, forma e colore. E siccome, come dicevo poc’anzi, i suoi giochi preferiti Samba adora portarli nel kennel della Bisturi, questo è il risultato:

biba_scatolone
La Bisturi, nonostante le parolacce che sicuramente pensa (e che a volte dice), resta sempre una santa.
Sopporta tutto, si lascia togliere gli ossetti da dentro la bocca, la fa giocare, si lascia masticare la coda, le lascia portare qualsiasi cosa nel suo kennel.
Certo, ogni tanto fa questa faccia qua…

biba_disperata

… col fumetto che però non va letto in normale italiano tradotto dal canese: va letto in torinese (d’altro canto, proprio a Torino ci siamo trasferite, eh!), con l’intonazione e l’espressione della moglie di Verdone in “Bianco rosso e verdone”.
Insomma, così:

davide_caniLa stessa espressione e le stesse parole, ogni tanto (facciamo ogni cinque minuti circa) le puoi immaginare legate alla sottoscritta e a volte anche al figlio.
Il quale, tra l’altro, si ostina a sedersi per terra quando vuol coccolare un cane o giocare con un cane: mission impossible, perché di cani se ne ritrova immancabilmente addosso due. La Bisturi, infatti, non è asssssssolutamente gelosa della cucciola: ma proprio pe’ niente, eh!
Uff… e adesso non venirmi a dire che la gelosia nei cani non esiste: sì, lo so che non è “gelosia” vera e propria, non in senso umano. Però di sicuro le somiglia, e comunque non trovo una definizione migliore: quindi non rompere, diario dei miei stivali, e passami il termine che non sarà pertinentissimo, ma che sicuramente rende l’idea.
Vabbe’, comunque adesso devo lasciarti, perché la cucciola ha bevuto.
E perché dovresti lasciarmi solo perché ha bevuto? chiederai tu.
Si vede che non hai mai visto come beve Samba.
La cosa più somigliante che mi viene in mente è Cagliostro, che era il mio tucano. Lo sai come bevono i tucani? Lanciano l’acqua in aria col becco e poi la prendono al volo.

bevePerò questo sarebbe ancora niente, perché dopo aver allagato il pavimento a linguate la fanciulla pensa bene di farsi una passeggiata nella ciotola anche con le zampe. E poi se ne va a spasso trionfalmente per tutta la stanza, inseguita da me e dal mocio Vileda: almeno finché non se ne accorge, perché subito dopo siamo io e il mocio Vileda che scappiamo inseguiti da Samba.
E pensare che un tempo avevo una casa quasi umana…

16 giugno 2014, ore 23,30
Caro diario, si va a nanna. Sì, così presto: un po’ perché di più non reggo, un po’ perché domattina alle cinque arriva la sveglia (leggi: zampate in faccia e slinguazzate varie: in realtà la piccola è tanto piccola che non dovrebbe arrivare alla mia faccia, ma ci arriva. Non so come, ma ci arriva).
Per fortuna la sera, quando andiamo a dormire, lei non fa più piopiopio e gnaognaognao per mezz’ora: ora si infila sotto il letto e quello che fa non lo so, perché io crollo dopo trenta secondi netti.
Però qualche giorno fa ho guardato sotto il letto (con un filo di panico, ti dirò…), visto che mi era scomparsa una ciabatta. L’ho trovata incastrata in piedi tra due scatoloni (sì, ho degli scatoloni con la roba invernale sotto il letto: nell’armadio tutto non ci stava e lo sgabuzzino è a tappo). In compenso… hai presente il nastro adesivo da pacchi, quello assolutamente inamovibile che utilizzano le ditte di traslochi per farti bestemmiare a sangue quando poi devi staccarlo dai mobili?
Ecco, dai mobili (bestemmiando) l’ho staccato: dagli scatoloni no, non ci ho neppure provato. Perché pensavo fosse assolutamente impossibile.
Invece era possibilissimo, perché Samba ne ha staccato almeno il 90% e l’ha seminato tuuuuutto sotto il letto: ma a parte la ciabatta e i miliardi di coriandoli di nastro adesivo, altri disastri non ne ho trovati. E’ anche vero che da allora non ho più avuto il coraggio di guardare sotto il letto, ma non si può pretendere troppo dalla vita. Una cosa è certa: rete e materasso, per il momento, sono ancora interi… e finché posso, io ne approfitto.
Buonanotte.

P.S. : si ringrazia il figlio per il sacrificio umano, visto che le mani della sequenza in apertura sono le sue. E qualcuno potrebbe pure pensare: “vabbe’, che sarà mai, farsi masticare per il tempo di fare due foto…”. Chi pensa questo non ha idea di cosa comporti fotografare una coccodrilla. Forse la foto qui sotto può dare una vaga idea.

cinghia

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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