sogno_canedi VALERIA ROSSI – Si è firmata proprio così: “La ragazza che voleva un cane”.
Non so chi sia, non so da dove mi abbia scritto: so solo che la sua email mi è sembrata degna di risposta pubblica, perché potrà sembrare impossibile a chi segue questo sito, ma esistono ancora persone che rifiutano il cane perché “puzza, è sporco e porta le zecche”.
Qualcosa, a queste persone, bisogna pur dire: anche se probabilmente non ci crederanno. Ma tentar non nuoce… specie considerando che le nostre motivazioni sono tutte verificabilissime.
Intanto, ecco l’email:

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Sono sempre stata interessata ai cani e a saperne di più sul loro comportamento:   il suo sito mi ha spinto a documentarmi sempre di più e in modo approfondito, insomma fin da piccola non so che avrei dato per un cane, ma la possibilità ora come ora mi viene preclusa (alla veneranda età di 20 anni) dai miei genitori che accampano le stesse scuse di quando avevo 10 anni: “il cane puzza e sporca, non possiamo tenerlo in casa”, “al cane serve un giardino grande”, “che schifo il cane fa le zecche d’estate”, “non penso che te ne occuperesti”, “chi lo porta a spasso” ecc ecc…
A nulla servono i miei: “possiamo prendere un nordico che puzza poco e ovviamente sarà addestrato a fare i suoi bisogni nel modo giusto”, “puntiamo su un cane grande pantofolaio che necessita poco movimento”, “ormai esistono gli antipulci” eccetera eccetera.
Sono una persona responsabile e non ho mai dato problemi di alcun tipo, né a scuola né ora con l’università, soprattutto ora che sono più grande so che dovrei fare dei sacrifici ma li farei volentieri, sono disposta a pagargli cure,veterinario ecc ecc a spese mie dando ripetizioni…
Lei che ne pensa? Come è possibile che certe persone rifiutino i cani in tal modo? ( c’è anche da dire che mia madre ne è terrorizzata, mentre mio padre aveva una cagnolino da ragazzo…).
Non riesco a sradicare i pregiudizi e non funziona portarli davanti ad un cucciolo:  l’ho fatto e facevano finta di apprezzare, ma non appena mi sono avvicinata per fargli un po di coccole mia madre ha urlato impaurita di non toccarlo perché era sporco… C’è un modo per debellare i pregiudizi sui cani? Temo che se perdo questo periodo di università prima del lavoro non avrò mai un cane… e per quanto possa essere infantile, per me è davvero terribile…

La ragazza che voleva un cane

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E’ possibile debellare i pregiudizi? Non lo so. Di sicuro non è facile.
In questo caso, poi, non mi sembra che ci siano soltanto pregiudizi, ma una vera e propria fobia da parte della mamma, probabilmente cresciuta a pane e “non toccare il cane”. Ricordiamo che per gli umani vale lo stesso criterio che ribadiamo sempre parlando di cani: ciò che ci viene inculcato da cuccioli è difficilissimo da sradicare. Quando poi si tratta di fobie, ci vorrebbe l’intervento di uno specialista e non certo un articolo su un sito “di parte”. Però proviamo a dare a questa ragazza (e a chiunque altro ne abbia bisogno) qualche piccola arma per portare avanti la sua battaglia:

cane_puzza1- il cane puzza e sporca, non possiamo tenerlo in casa
Perché, gli umani non puzzano?
Quella di umano, per me, è estremamente più fastidiosa della puzza di cane (compresa quella di cane bagnato): ma anche  chi la “preferisce” all’odore di cane non credo che si spruzzerebbe addosso essenze tipo “Eau de sudor” o “Fragrance d’ascelles”.
Dunque, puzziamo entrambi… ma fortunatamente disponiamo entrambi di un rimedio efficacissimo, che si chiama “lavarsi”. E, se è il caso, anche “deodorarsi”.
Chi ha l’idea fissa del “cane puzzone” probabilmente è rimasto legato all’immagine dei cani di campagna, che il bagno (anzi, la doccia) la facevano solo quando e se pioveva: ma oggi si è fortunatamente smesso di pensare che il cane si possa lavare una volta all’anno o giù di lì, soprattutto perché si è smesso di utilizzare prodotti tipo shampoo da macchine (ho conosciuto un bel po’ di gente che usava quello per lavare il cane… no comment). Oggi si hanno a disposizione shampoo specifici che non rovinano il pelo e non distruggono il grasso sottocutaneo (ricordiamo anche anche i prodotti per uso umano lo danneggiano, perché il PH della cute del cane non è acido come il nostro (5,5), ma va da neutro a basico (da 7 a 9). Quindi il nostro shampoo per il cane è acidissimo).
Morale: il cane si può lavare anche ogni settimana, eliminando così ogni traccia di odore. E poi si possono scegliere razze che già di loro siano poco “fragranti”: i miei husky, per esempio, oltre ad essere “autopulenti”, non emanavano alcun odore neppure da bagnati (mentre i pastori tedeschi… cought cought…).
Per il discorso del “tenerlo in casa”, vedi punto 2.

giardino_uff2 – al cane serve un giardino grande
Niente affatto: al cane serve vivere con il suo branco, essendo un animale sociale. E se il suo branco vive dentro casa, è lì che lui vuole stare.
Il giardino serve agli umani che non hanno tempo/voglia di portarlo fuori a sporcare più volte al giorno: aprire la porta di casa e dire “arrangiati” è indubbiamente molto più comodo.
Però, una volta espletate le sue necessità, il cane si piazzerà quasi immancabilmente vicino alla porta, in attesa di tornare vicino ai suoi familiari. Perché da solo si rompe le palle.
Quello che serve davvero al cane è l’esercizio fisico: che in giardino, da solo, NON farà mai. A meno che non faccia la guardia e quindi non corra avanti e indietro lungo la recinzione quando passa qualcuno, il cane in giardino si svacca in un angolo… e lì rimane.

(No, ma vi prego.... qualcuno mi dica a chi è venuto in mente di fare una zecca di peluche!)
(… e poi dovrò capire a chi è venuto in mente di creare una zecca di peluche!)

3 – il cane “fa” le zecche
Be’… questa è una vera e propria ingiustizia!
Il cane non “fa” proprio niente: semmai è una vittima delle zecche, che si “fanno” da sole ma che vengono trasportate in giro soprattutto dagli uccelli (piccioni in primis).
Quando si trovano sul terreno, le zecche attendono pazientemente che passi di lì un animale a sangue caldo (che per loro significa “pappa!“): e c’è da dire che, potendo scegliere tra un umano e un cane, scelgono preferibilmente il cane perché ha una temperatura corporea più elevata di quella umana.
Quindi la verità è che, se passassimo da soli su un ipotetico tappetino di zecche, ne verremmo infestati noi: se invece ci passiamo con un cane al guinzaglio, viene infestato lui (salvandoci). In realtà poi le zecche sono abbastanza selettive: ogni specie di zecca ha un ospite preferenziale (cane, ovino, bovino, uccello…) e se ci riesce si attacca sempre a quello.
Solo in mancanza della sua specie d’elezione si attacca a quello che può (uomo compreso): è un po’ come se a noi piacesse moltissimo la pasta al ragù e ci proponessero un piatto di pasta al pesto. Se non abbiamo fame, storciamo il naso e preferiamo passare: se abbiamo fame, ci mangiamo pure quella.

Oltre ai pregiudizi citati dalla ragazza che voleva un cane, ne esistono molti.  Aggiungiamo qui i due più frequenti, giusto per completare questo elenco di “cugginate” dal sapore un po’ medioevale… ma che purtroppo sono ancora vive e vegete:

malattie44 – il cane porta le malattie
Un dato per tutti:  nel rapporto sulle zoonosi (che sono le malattie che gli animali possno trasmettere all’uomo) pubblicato dall’Istituto Superiore di Sanità si evince che il rischio maggiore è quello di contrarre il Campylobacter (oltre 200.000 casi segnalati): ma il principale serbatoio è la carne di pollo, per quanto in casi rarissimi ci si possa contagiare anche ingerendo cacca di cane. Un rischio che può correre sicuramente una bambina di 20 mesi, mentre lo escluderei per una ragazza di 20 anni…
Tra le altre zoonosi ad alta incidenza il rapporto indica la salmonellosi, la listeriosi (circa 1500 casi, con un tasso di mortalita’ del 20%), la brucellosi, l’escherichia coli… tutte malattie che si contraggono principalmente attraverso il consumo di carne, latte, pesce, uova e perfino, in alcuni casi, di vegetali.
La tanto temuta toxoplasmosi (pericolosa solo per le donne in gravidanza), della cui trasmissione vengono accusati sia i gatti (che in realtà emettono le oocisti, responsabili della malattia, con le feci; ma basta tenere la lettiera pulita e il rischio si azzera), che i cani (che invece NON le emettono affatto), si contrae principalmente mangiando carne cruda o insalata lavata male.

pallina_denti5 – i cani mordono
Ah, indubbiamente sì.  Avendo solo i denti come arma di attacco/difesa, se pensano di doverlo fare mordono (ma basta educarli correttamente, e non mordono più nessuno).
Invece gli umani sparano, accoltellano, danno fuoco, ammazzano a pugni o sprangate, buttano l’acido in faccia e così via (e non basta educarli correttamente).
O ci si ritira in eremitaggio in una grotta fuori dal mondo, o il rischio di un’ aggressione lo si corre sempre, ogni giorno: però basta aprire un qualsiasi giornale e fare due conti per capire che la precentuale di attacchi canini è infinitesimale rispetto a quella di attacchi umani.

Ultima cosa: sull’obiezione “non te ne occuperai, toccherà fare tutto a me” (tipica delle mamme, anche di quelle cinofile…) non posso mettere becco, perché non posso sapere come si comporterà l’aspirante possessore di cane.
Tutto quello che posso chiedere, alla nostra amica come a tutti i ragazzi che vorrebbero un cucciolo, è di pensare molto, ma MOLTO bene all’impegno che il cane comporta.
Se non avete le idee chiarissime, potete sempre dare un’occhiata al mio diario di questi giorni per capire cosa significa avere un cucciolo in casa: con l’adulto, ovviamente, le cose sono molto diverse (al confronto sono rose e fiori), ma anche lui comporta impegno e sacrificio.
Non vorrei davvero mai che le mie motivazioni riuscissero a convincere qualche genitore, per poi scoprire che l’unico punto che non dipendeva dal cane non è stato rispettato.
Non voglio mamme incavolate sulla coscienza… quindi, mi raccomando, parlate prima a fondo con la vostra, di coscienza: esaminatela per benino e ricordate che un cane non può essere “di passaggio”.  Non si possono “fare prove”.
Quando entra nella nostra casa è destinato a rimanerci per almeno dodici-tredici anni: un tempo durante il quale voi finirete la scuola, lavorerete, forse vi trasferirete,  vi innamorerete, vi sposerete, magari avrete dei figli.
Diciamo sempre che la vita di un cane è troppo breve, e purtroppo è verissimo: ma è anche vero che, sotto altri punti di vista, dodici anni sono un tempo molto lungo. Soprattutto per i giovanissimi, che in questo lasso di tempo vivono quasi sempre cambiamenti epocali.

cane_naveEcco: se avrete preso l’impegno di un cane, lui dovrà rimanere al vostro fianco durante tutti questi cambiamenti.
Nel bene e nel male, proprio come quando ci si sposa… con una differenza: dal marito o dalla moglie si può anche divorziare, se le cose non vanno per il verso giusto. Dal cane no.
No, perché per lui sarebbe un trauma ben più devastante di quello che può vivere un qualsiasi umano al termine di una storia d’amore.
No, perché il cane non avrà mai “la sua parte di torto”, come hanno sempre i mariti o le mogli quando finisce un matrimonio: “divorziare” da lui significa abbandonare qualcuno che vive per noi e che non ha alcuna colpa.
Quindi bisogna pensarci e ripensarci.
Se prendere un cucciolo a sessant’anni suonati, come ho appena fatto io, è folle per certi versi… prenderlo a vent’anni – se la famiglia non è disposta a dare una mano – è folle per altri: perché di solito, a questa età, nessuno ha la più pallida idea di dove sarà e di cosa farà dopo un mese o un anno.
Noi vecchietti, ormai, siamo più o meno stabilizzati: un ventenne si trova su una nave in mezzo a un mare in tempesta. Pensateci bene, perché su quella nave dovrà sempre, sempre, sempre esserci un posto per il vostro cane.
Se non siete sicuri di poterglielo garantire, allora è meglio aspettare qualche anno e ripensarci solo quando sarete finalmente approdati da qualche parte… qualsiasi essa sia.

 

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23 Commenti

  1. perfettamente d’accordo Artu’ l’ha preso mio figlio, doveva essere il suo cane, e’ diventato il mio lui piu’ di dargli una carezza quando arriva e farlo dormire in camera sua, non fa, quindi secondo me un ventenne prima di prendere un cane dovrebbe sapere e bene gli obblighi a cui va incontro e se non c’e’ una famiglia che lo supporti meglio che lasci stare.

    • 20 enne a rapporto…ormai ne ho 25 su 😉 Cane desiderato fin da piccola, e ricevuto tutte le obiezioni dell’articolo. E’ stata dura da morire convincere la mamma cinofoba e maniaca delle “puzze”.
      Finalmente avendo un lavoro stabile riesco a convincerla.
      Cavolo se è stata dura appena preso…alzarsi ogni 2 ore, stargli dietro di continuo, utilizzare quasi tutte le ferie per farlo ambientare, dormire su una brandina i primi giorni…senza nessuno che aiutasse, anzi remavano contro in tutti i modi, al massimo mio babbo faceva come suo figlio, una carezza al cane, 2 grattini e via XD
      Cambiata la vita sociale, amorosa, un impegno veramente grosso per un ragazzo, le testimonio che la prima settimana un chi me l’ha fatto fare ci stava almeno 2-3 volte al giorno. Per non parlare dei soldi che ormai vanno tutti per lui per cibo, lezioni al campo, giochi, veterinario…
      Per cui testimonio per tutti i giovani, soprattutto che vorrebbero prendere il primo cane, è una faticaccia assurda, soprattutto un cucciolo, ma se siete determinati resistete, resistete e resistete, che poi le soddisfazioni arrivano!

    • Non è questione d’età, io convinsi mia mamma (cinofoba all’epoca) a prendere un cane giurando che me ne sarei occupata ed ero tredicenne, e me ne sono SEMPRE occupata io, meno per le visite veterinarie dove avevo bisogno di qualcuno che avesse la patente.
      È solo questione di volersi impegnare…

    • 24 anni.. e di cani ne ho tre (e mezzo xD)..
      Se si vuole si fa, anzi propro perchè abbiamo vent’anni abbiamo la possibilità di costruire la vita (personalmente: macchina, lavoro e casa) attorno alla presenza del/dei cani..

      Certa è una cosa: ci sono ventenni e ventenni.. Quindi è bene essere sicuri della propria scelta e dei sacrifici (se uno così li vive) che comporta!

    • Altra over-ventenne (ne ho 26…vecchia!) a rapporto. L’età non c’entra un fico secco. Come le hanno risposto anche altre giovini fanciulle, è questione di responsabilità. Io HO VOLUTO con coscienza avere un cane, e le assicuro che di paranoie me ne sono fatte. Saper di non poter uscire la sera, andare in ferie, svegliarsi all’alba dopo essere andati a letto magari alle 3 visto che è un cucciolo (perché da grande secondo me poi un cane non è più una limitazione, ma un compagno di vita!)… Eppure io ed il mio fidanzato ci siamo pienamente assunti la responsabilità di farlo, facendoci davvero un c*** a capanna considerando che abitiamo da soli e che lavoriamo tutti e due. E le assicuro che non potrei essere più felice di svegliarmi anche la domenica alle 6!

  2. Avere animali per casa è stato il mio sogno per anni, ma con mia madre niente da fare: niente cane, niente gatto, neppure un criceto. Per anni ho raccattato randagi nella speranza che mi venisse permesso di tenerne uno… Poi finalmente sono andata a vivere per conto mio, all’estero: ho cominciato con due gatti, che poi sono tornati a casa con me. In Italia, con una situazione più stabile, ho finalmente preso anche un cane – ma non ero più single, eravamo in due, e in due un cucciolo si gestisce con più facilità. Il mio consiglio è ASPETTA: capisco benissimo il sogno di un amico peloso, ma portare un cane in quella casa mi sembra un rischio. C’è certo una possibilità che la mamma fobica si affezioni al cucciolo, ma è molto più probabile che ti costringa invece a darlo via. Storie già viste, purtroppo.

  3. Bell’articolo! Io ho appena 23 anni e da gennaio mi sono trasferita a vivere da sola (con mio fratello dai non proprio da sola) e le due cane di casa me le sono presa io. Ora me ne occupo solamente io. C’è da dire che nel mio caso la cosa è stata all’inverso.. tutti volevamo e amavamo i cani, mia madre in primis che fin da piccola ne ha avuti.. cosi ha deciso di prendere una cucciola e dopo neanche un anno ne ha presa una seconda.. se ne occupava principalmente lei, tutti i giorni, io 8 anni fa andavo a scuola e ero nel pieno dell’adolescenza.. quindi oltre a qualche passeggiata, la pappa e giochi e coccole non facevo. Mentre quella che davvero si era presa l’impegno era mia mamma. Adesso dopo ben 8 anni ha “passato il testimone”…adesso è lei che non se ne occupa più.. è successo gradualmente, io crescevo, lei ha trovato lavoro ed era sempre più impegnata.. e pian piano ho cominciato ad occuparmi esclusivamente io delle due belve.. quindi.. questo per dire che anche a 20 si può essere in grado di occuparsi di un cane, ma si devono fare dei SACRIFICI.. quindi come dice bene l’articolo (anzi Valeria): PENSATECI NON UNA MA DIECI VOLTE… la vita con un cane è meravigliosa, con due poi ancora di più, ma.. MA… è un impegno! Un cucciolo poi..

  4. Capisco la situazione di questa ragazza… Anche io ho passato vent’anni a chiedere un cane, ma i miei non lo volevano (più che altro perché non avevano intenzione di occuparsene). Ho passato una brutta delusione per colpa dei responsabili di un canile, e da lì i miei hanno capito che il cane non era un capriccio… quindi mi hanno permesso di parlarne più seriamente. Mia madre è rimasta in dubbio fino all’ultimo, anche perché aveva un po’ paura dei cani e io lo volevo di grossa taglia. Quando però è arrivato a casa il piccolo Gotham (Schnauzer gigante) ha iniziato a capire che non era un mostro assetato di sangue, e adesso lo coccola quasi più di me! XD
    Per l’impegno, ormai i miei amici pensano che sia pazza perché spesso non faccio tardi la sera per tornare ad un’ora decente dal cane e avere la forza al mattino di alzarmi e occuparmi di lui, e anche perché me lo porto ovunque, anche in treno, in albergo e via dicendo. Credono che solo i microcani si possano portare in giro… -.-
    Il consiglio migliore che mi sento di dare è: pensaci benissimo, perché poi non ci sono santi che tengano. Ho detto di no a viaggi, vacanze, weekend fuori, e dovrò riflettere bene su come e dove trasferirmi dopo la laurea, perché non esiste al mondo che mi separi dal mio cane, e come dice Valeria, a 20 anni le cose cambiano in fretta. Io sto pianificando una mia realtà molto dog friendly, ma posso assicurare che non è facile. Detto ciò, buona fortuna! 🙂

  5. “Quindi bisogna pensarci e ripensarci……..” come dice Valeria, è fondamentale.
    Avere 20 anni è un privilegio poiché si ha tutto il tempo per pianificare la propria vita, affrontarla, variarla, modificarla, plasmarla alle nostre esigenze ma che solo nel viverla giorno per giorno può farci comprendere l’obiettivo da raggiungere. Credo che anche per le decisioni che riteniamo con certezza renderci felici non debbano far affidamento per la loro realizzazione sulla collaborazione di altri poiché sarebbe come un alleggerirci di responsabilità.

  6. Io sono madre e ho un cane, vorrei specificare una cosa sull’impegno dei figli nella gestione del cane, perché in questi casi sento sempre ragazzi dispostissimi a portare il cane fuori 300 volte al giorno, a raccogliere i bisogni, a provvedere al suo sostentamento e alla sua educazione…beh, quelli non sono “impegni”, quella dovrebbe essere la parte bella di avere un cane. Certo è impegnativo, certo se avessi un figlio più grande (il mio ha solo 18 mesi) pronto a portare fuori il cane il mio carico si alleggerirebbe, ma non è solo quello. Cane in casa significa tanto altro, peli da pulire, cose da mettere al sicuro dai denti del cucciolo, ennemila lavatrici in più da fare, filtri di elettrodomestici da cui rimuovere palle enormi di pelo, divani da lavare, problemi organizzativi (semplici, per carità) pure per lavare per terra perchè sposta il cane di qua, sposta il cane di là, insomma, niente nella gestione di casa è come prima che appena hai 2 secondi fai come ti pare. Sembreranno cavolate a chi a i cani e a me per prima, ma a fine giornata, tutte sommate, hanno il loro peso. Quindi, mi dispiace tanto, ma il cane per me lo deve volere innanzitutto chi gestisce la casa, c’è poco da fare.

    • Anche io concordo! Comunque si obbligherebbero famigliari (che per libera scelta il cane non lo vogliono) ad una convivenza che, indipendentemente dall’impegno del proprietario, presenterà delle “problematiche” per tutti. Inoltre, senza l’accordo esplicito di tutta la famiglia è un’impresa molto dura per un ventenne, crescere da solo un cane. Non conoscendo minimamente nulla della vita della “scrivente” se non il fatto che ha vent’anni e studia, mi sento di dire che sarebbe per lei un’impresa MOLTO difficile! Ok, potrà rinunciare ad uscire con gli amici per passare il tempo con il cane, ma banalmente i giorni degli esami universitari che si fa? se studia nella medesima città dove vive, forse una soluzione di compromesso è possibile trovarla, altrimenti necessariamente dovrà delegare (fosse anche solo un giorno) le cure del peloso ad un familiare…
      Dio non voglia, ma se il cane ha un problema sanitario che succede? Le ripetizioni potranno sicuramente far fronte alle spese ordinarie, ma dubito che siano sufficienti a gestire eventuali emergenze e anche in questo caso si renderebbe necessario l’intervento dei familiari.
      Infine una ragazza a quell’età sta costruendo la propria vita futura, l’onere di dedicare tutto il proprio tempo libero sempre e comunque al cane, rischia di privarla e limitarla in tante altre esperienze ed opportunità, correndo il rischio di generare una sorta di “risentimento” nei confronti di un’animale che non ha alcuna colpa!!!

  7. Alla “ragazza che voleva un cane” dico questo:io ho 28 anni e la fortuna di avere sempre avuto cani (nonostante mia madre che mi minacciava di valige e ponti,ma che poi si affeziona ai pelosi di casa anche se lo negherebbe sino alla morte!) e per “hobby” da dieci faccio la soccorritrice:ti posso dire che NESSUNO e ripeto NESSUNO dei miei cani ha MAI preso una sola zecca in vita sua (ohè,poi magari quest’estate mi va di sfiga e se le prendono in 2 su 2!) :in compenso da giungo sino a settembre i casi di umani (bambini soprattutto)che ci chiamano disperati con le zecche attaccate da qualche parte del corpo non li conto nemmeno più 😉

  8. Sui primi argomenti non c’è nulla da dire, volevo rispondere alla ragazza risguardo l’ultima obiezione sollevata da Valeria.

    Io a 22 anni ho preso il sogno della mia vita, che non era un cane ma un cavallo, e per quanto gli voglia bene, riconosco che è stato un grandissimo errore. Da un certo punto di vista è sicuramente più impegnativo, ma da un altro lo è molto meno, perchè il cavallo sta a pensione e non a casa mia, quindi posso anche mancare 2 settimane e “non ci fa niente”.

    A 20 anni, se un cane ce l’hai già, ovviamente te lo tieni. Prenderne uno nuovo? Con la situazione che c’è, lo sconsiglierei in tutti i modi possibili e immaginabili. Specie se in casa nessuno è disposto a occuparsene.

    Io per non lasciare il cavallo ho rinunciato a passare sei mesi/un anno all’estero (e mi sarebbe servito), ho difficoltà a considerare i trasferimenti o anche solo stage lontano da casa; e ripeto, il mio cavallo posso anche “lasciarlo” qualche mese, e sta bene comunque. Un cane devi portartelo dietro, se la tua famiglia non ne vuole sapere.

    Portarsi un cane dietro in Inghilterra (i classici 3/6 mesi per imparare la lingua) è quasi una follia, tanto è complicato. Erasmus, peggio di peggio. Se trovi un lavoro in un’altra città, oltre a te devi preoccuparti di dove mettere il cane, questo potrebbe precluderti tutte quelle situazioni temporanee che da giovani a volte bisogna sopportare, molte case/studenti non accettano animali, e non è detto che ad inizio carriera si avranno i soldi per prendere una casa intera.

    I primi lavori, a cui non bisognerebbe rinunciare perchè fanno esperienza, possono offrire condizioni molto svantaggiose, come stare fuori casa 12 ore consecutive, o dover fare continuamente trasferte di 2/3 giorni.

    Insomma, con i tempi che corrono, se non si ha la “ditta di famiglia” in cui si è sicuri di entrare con condizioni buone, io non posso che scoraggiare chi vuole prendersi un impegno grande come un cane. Si può fare eh, ma complica veramente tanto le cose, e forse è meglio non prendere un cane oggi, fare tutte le esperienze che servono ad un giovane per avere qualche speranza di avere un giorno una situazione decente, e Poi prendere il cane, o non prenderlo proprio se ci si rende conto che il lavoro decente significa una settimana a casa e una chissà dove. A 20 anni non sai cosa ti capiterà nella vita come possibilità lavorative, e non è molto saggio precluderne tante a priori perchè hai un altro essere vivente che dipende SOLO da te in tutto e per tutto e che non puoi nemmeno lasciare alla famiglia nei momenti di difficoltà.

    • Oddio che commento catastrofico! :O un po’pessimista, e a pensarla così, secondo me, ci si preclude tutte le possibilità di la vita (ma ognuno è libero ovviamente di vederla come vuole!)… Ma comunque ii la fase dell’uni la sto concludendo, e il mio lavoro ce l’ho, altrimenti non mi sarei neanche potuta permettere una casa mia, figuriamoci un cane! Anche perché ho dovuto aspettare di vivere da sola per prendere il mio amore canino!
      Sono comunque d’accordo sull’aspettare, semplicemente perché non avendo nessun appoggio dai genitori o altri sarebbe un sacrificio davvero davvero impegnativo. E NON sarebbe per nulla giusto, come invece ho letto in altri commenti, portare a sorpresa un cucciolo a casa. Io trovo in accettabile che qualcuno odi gli animali (anzi, proprio diffido da gente cosi), ma questo non vuol dire che si debba obbligare qualcuno ad assumersi questo impegno perché “tanto poi lo si ama”…anche perché senza soldi, senza autonomia, senza una casa i genitori se lo sorbirebbero sicuro il cane!

  9. Eccomi, vent’anni da compiere a luglio e il desiderio sfrenato di avere un cane.
    Ho avuto la fortuna di crescere con un cane, e credo che sia stato proprio questo a responsabilizzarmi sin dall’età di 13 anni. Da un anno circa vivo con i miei nonni, e entro l’estate sarò “quasi” da sola (in un appartamento nello stesso condominio con i miei nonni, ricavato da un vecchio garage, che stiamo risistemando).
    Purtroppo la mia famiglia è molto all’antica, già è stata una faticaccia convincere i miei genitori a prendere il cane che mi ha tenuto compagnia per 6 anni e che ora è rimasto a vivere con loro. I miei nonni sono anche peggio. Nonostante loro non entrino da anni in quella che a breve sarà casa “mia” (a causa delle troppe scale da fare), continuano a considerarla una loro proprietà, e nelle loro proprietà i cani non entrano. Non mi hanno fatto nemmeno portare quello che è rimasto dai miei.
    Ho avuto la fortuna di trovare un fidanzato cinofilo come me, e ora che entrambi siamo praticamente indipendenti il desiderio di avere un cane tutto nostro è cresciuto in maniera esponenziale. Siamo entrambi amanti delle razze nordiche, cani notoriamente puliti e quasi privi di “puzze”. E disposti entrambi a fare a metà con qualsiasi spesa che riguardi il cane. Eppure continua ad essere un no categorico, perché poi ci stuferemo di occuparcene, perché “è casa mia e in casa mia si fa quello che dico io”, perché poi il cane sporca e io non ho voglia di pulire, e tutte cose trite e ritrite e trattate anche in quest’articolo.
    Da quasi sei mesi poi frequento uno studio veterinario come assistente tirocinante, e ciò non ha fatto altro che aumentare il mio amore e senso del dovere nei confronti degli animali.
    Credo che la cosa peggiore della mia situazione, come quella di tanti altri ragazzi/e che vogliono un cane, è quella di non essere capiti e che non ci venga data fiducia, soprattutto quando, come nel mio caso, si ha già avuto esperienza nella cura di un animale.
    Cara ragazza che voleva un cane, non sai quanto ti capisco.

    • Premesso che non voglio convincere nessuno, ci mancherebbe… un cane può dare talmente tanto che privarsene può risultare quasi insopportabile, ma chiede anche tanto.
      Da ex ventenne (da un bel po’!), non con un cane ma con un “fratello siberiano” e oggi felicissimo babbo di due splendidi “figli gallesi” posso dire che le differenze tra occuparsi a tempo pieno di un cane (con l’indispensabile aiuto di mia moglie) e l’impegno che si ha nell’avere un cane di famiglia c’è, e come!!! A 20 anni, potevo permettermi di fare l’alba con gli amici nel we, perché sapevo che comunque qualcuno avrebbe preparato la pappa a Josh e lo avrebbe accompagnato nella passeggiata mattutina, idem se il turno di campionato coincideva con la cena o prevedeva una trasferta lontana.
      Per non parlare di qualche anno dopo, quando il datore di lavoro mi “chiedeva gentilmente” straordinari o trasferte di qualche giorno…
      Sapevo che le spese quotidiane erano a mio carico, ma ero anche conscio che in caso di ristrettezze (cosa che a un ventenne può capitare con una certa frequenza) nulla sarebbe mancato a Josh.
      Oggi la consapevolezza è diversa, posso programmarmi l’attività professionale con una certa elasticità e la sera è molto più rilassante andare a passeggio nel parco piuttosto che in discoteca, però FORSE se vent’anni fa non avessi fatto tutto ciò che ho fatto, oggi mi mancherebbe qualcosa e FORSE non avrei lo splendido ricordo del mio fratello a quattro zampe!

  10. Anche io ero una “ragazza che voleva un cane”, a diciassette anni l’ho ottenuto e non ho mai mancato nell’occuparmi della mia Bella, ma ero consapevole da figlia, e lo sono da madre, che se non si è tutti concordi e ben disposti in famiglia, prendere un animale può davvero essere un passo più lungo della gamba…
    nella mia vita ci sono state, ovviamente, lezioni da frequentare, gite con la scuola, università e ancora uscite col fidanzato, influenze e mille altri contrattempi; senza contare le pulizie che pesavano (e pesano!) sulla mamma di turno. I ragazzi in casa collaborano, certo, ma se fosse per i miei figli casa mia sarebbe già da tempo stata inghiottita da una montagna di pelo. Purtroppo non tutti accettano l’idea di farsi carico di una mole di lavoro extra “solo” per un cane, in questi casi insistere troppo potrebbe essere controproducente: conosco fin troppe signore che comprano il cane o il gatto al figlio come se fosse un pupazzo solo per farli star zitti e dopo due mesi lo danno via o lo portano in campagna (da solo, cibo ogni due giorni finché non finisce sotto un’auto).
    In certi casi, credimi, è meglio aspettare.

  11. Dipende anche dal tipo di cane che deciderai di prendere… A noi il cane è stato imposto (regalo di Pasqua dell’anno scorso, genialata di una parente che “non sapeva più cosa portare” a mio figlio dodicenne…imbarazzante) ma fortunatamente è una bestiola “facile”: due chili e mezzo, non arriva neanche alla carta igienica, pelo raso, buon carattere, mangia quel che c’è e se scava sul divano basta mettere un telo più robusto. Altra storia per la mia vicina di casa, che, convinta dal figlio – un amico del mio – si è portata a casa un megacucciolone incrocio Terranova! E vi lascio immaginare il resto ^^ Se un Chihuahua lo lascio portare a spasso da un dodicenne…beh, per il Terranova, per quanto educato, dovrei prima sellarlo XD

  12. Ma…io ho 37 anni e nonostante avessi sempre voluto un cane ho atteso fino ai 33 per avere il mio primo quattrozampe. Questo perché a quell,età ho raggiunto una situazione familiare lavorativa tale da permettermi di occuparmi della cucciola senza dover chuedere aiuto ai genitori. Per esempio quando dobbiamo andare all’estero paghiamo una persona che tiene la nostra cagnolina in casa senza chiedere niente ai miei. Purtroppo finché si vive in casa dei genitori bisogna rispettare le loro deisioni anche quando hanno poco senso…anche perché il cane nn da certo i problemi elencati nella mail ma ha comunque inevitabimente un’impatto su tutta la famiglia.

  13. Bambina: Sono cresciuta con uno splendido barbone nero! Mia madre, grande appassionata di cani, gatti, e chi più ne ha, più ne metta. Però i miei si dovettero trasferire al’estero e il cane … restò ai nonni (fono ai suoi 19 anni e miei 12).

    24enne: appena finita l’università, ancora in casa con i miei. Dopo la morte di Pussy (il barbone nero; 12 anni prima) di cane non se ne è mai più parlato. Ma sono arrivati Isidoro, Pascià, Rambo, Nera, Bianca, Micia, Scricciolo, Iaia, Peòù … e non li nomino tutti perché sono troppi …. Complice sempre la mamma, più cuore tenero di me. Fino a quando … non trovo Lucky. Investito, terrorizzato …. All’allegra brigata gattosa (più un coniglio che ci era arrivato in giardino ….) si unisce il mio “primo cane”. Un anno dopo mi offrono lavoro all’estero. I miei di cani non ne volevano sapere … prima. Poi è entrato Lucky e fino al 2006 è stato il loro cane.

    41enne: ho adottato il mio primo vero cane! Non che non amassi incondizionatamente Pussy e Billy …. ma non me ne occupavo io … Ora ho casa mia, un lavoro e Billy, il mio compagno peloso (a pelo lungo …) e vivo con e per lui (nel vero senso della parola ….). Pappa, uscite, niente mare (lui lo odia, io vivrei per il mare … indovinate dove vado il we? in montagna per farlo correre!) millemila lavatrici, swiffer, aspirapolvere, filtri intasati, campo, veterinario, educazione, coccole, giochi, treni (già …. niente più aerei!!!), tata, conti salati, condizionatore (che la casa è esposta a sud e altrimenti ha troppo caldo …).
    Qualche volta è difficile, nonostante quando decisi di adottarlo organizzai una “rete di protezione” semiautonoma. Le tate (per la passeggiata di metà mattina e per improvvise partenze di lavoro dell’ultimo minuto – mai fuori più di una notte!) e, solo in casi eccezionali, la mamma (che continua ad adorare tutti gli animali e con lei, a 600 km da casa mia, vivono 4 splendide gattone, ma che non è più la mamma di una ventenne …). I casi eccezionali saranno … a luglio, quando mi prenderò una settimana di vacanza senza Billy (prima volta in un anno e mezzo) ma con il biglietto open per poter tornare anche all’improvviso ….

  14. Vent’anni anch’io. Sempre voluto un cane. Sempre le stesse scuse sbattute sul muso. Ma finalmente quest’anno ne ho parlato seriamente a mio padre, mostrandogli anche il vostro sito bellissimo e… tutti i dubbi sono stati spiegati e spianati.
    Adotteremo.
    -La ragazza che voleva un cane… e che l’avrà.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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