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Caro Diario… (4)

pavimentodi VALERIA ROSSI – 22 giugno 2014, ore 16
Caro Diario, non scrivo su di te da qualche giorno, ma non offenderti perché non c’è niente di personale: è solo che non avevo la forza di sollevare la penna.  Oggi è domenica, mi sono riposata un po’ e quindi posso farti un piccolo riepilogo delle puntate precedenti, quelle sulle quali non sono riuscita ad informarti.
Andrò un po’ a casaccio e non proprio in ordine cronologico, magari… ma cercherò di raccontarti i momenti più salienti.

lavastoviglieAllora:
a) Samba è convinta di essere una cagnolina “domestica”,  nel senso che si sente in dovere di fare i lavori di casa.
Fa la lavatrice, fa la lavastoviglie (questa le piace anche più della lavatrice), ma soprattutto pulisce i pavimenti: il che mi sembra pure giusto, visto che prima li immerda clamorosamente (nella prima foto puoi vedere un esempio del pavimento della mia ex-sala, dopo che la jena ha giocato con uno scatolone).
Comunque, si diceva che poi pulisce.
Ho già postato su Facebook, ma mi sembra giusto mostrare anche qui, il suo primo tentativo di pulire senza fare troppa fatica: ovvero, utilizzando  la Bisturi come straccio per pavimenti semovibile.
Come si fa? Semplice: si rubano i miei calzoni, si mettono addosso alla Bisturi, si rompono le palle alla Bisturi fino a che lei se ne va disgustata, ottenendo un pregevole effetto-swiffer a strascico.

pulizia_biba

roomba_sopraPerò, diciamolo: non è che i pavimenti vengano proprio-proprio puliti: anche perché, in questo modo, i millemila coriandoli di cartone prodotti dal rosicchiamento-scatoloni vengono semplicemente spostati di qua e di là, ma non certo eliminati.
Per eliminarli ci vuole il Roomba, che aspira: e che inizialmente era stato semplicemente tampinato in giro per la casa (e fin qui… tutto ok), poi sgagnato (e pure questo ci sta: in fondo è una cucciola…) e infine utilizzato come  carrozza. Di solito sono i gatti che si fanno portare in giro per casa dal Roomba: il cane ancora mi mancava… ma eccolo qua! Solo che, come puoi vedere, già una settimana fa circa la coccodrilla ci stava proprio al pelo: prego notare i posteriori appesi per le unghie. Adesso è già cresciuta, e non riesce più a salirci sopra.  Allora cosa fa?
Quello che normalmente fanno gli umani: lo accende e poi lo spegne (a zampate).
Solo che per gli umani la sequenza è: accenderlo – aspettare che abbia pulito una sala – spegnerlo.
Per lei è: accendere-spegnere-accendere-spegnere-accendere-spegnere (e prosegui pure ad libitum).
Non so mica quanto durerà sto povero robottino, ma so che senza sarei perduta e quindi prego ogni sera per la sua sopravvivenza.

palloneb) quando non pulisce, Samba gioca. Con qualsiasi cosa al mondo: palline, palloni (vabbe’, con quello del figlio ci ha provato, ma era un filino troppo grosso per lei), ossetti, scatoline, scatoloni (vedi sopra), scarpe, alluci (CAIN!), tappeti, maglie, calze e affini (no, diario, che cavolo: non è che le lasci a disposizione tutte ‘ste roba qua. E’ che se le ruba direttamente alla fonte).
Per salvare il salvabile si mette tutto il possibile in alto, dove lei non arriva, facendo però figure di merda a pioggia.
Perchè?
Be’, perché, per esempio, l’altro giorno arriva l’omino di Bofrost col suo bel cataloghino. Io gli dico di aspettare un momento perché sto rispondendo a un messaggio e lui mi chiede: “Posso posarglielo qui, sulle ciabatte?”
Nel senso che le ciabatte stavano sulla mia scrivania.
L’altra sera, invece, avevamo una riunione del Debù a casa mia: io dò una vaga sistemata, arrivano tutti, Giliola si siede sul divano e fa: “Belli ‘sti calzini!”.
Che stavano sul tavolino, stile soprammobile.
Per fortuna in quel caso si trattava di calzini da tennis nuovi, appena comprati e ancora legati insieme: ma avrei potuto tranquillamente dimenticarmi sul tavolo qualche bel calzino usato e puzzolente.
Il fatto è che ormai, in questa casa, trovare scarpe, calze, borse su tavoli e scrivanie è talmente normale che non ci facciamo neanche più caso: sfuggono al nostro sguardo. Invece gli sguardi altrui, quando li vedono, sono tutto un programma.

borsaAh, comunque Samba è riuscita ugualmente a fregarmi la borsa (stava sul tetto del kennel, ma la tracolla pendeva) e ad indossarla con una certa nonchalance.
Nella foto che illustra il misfatto si vede un’altra cosa di cui non ti avevo ancora parlato: il tappetino rinfrescante! Che avevo comprato prima ancora dell’arrivo della cucciola, perché – che diamine – i rott patiscono il caldo e quindi è giusto predisporsi a tenerli freschi.
E poi anche gli staffy soffrono il caldo, quindi, una volta cresciuta Samba (perché il tappeto è piccolino) l’avrebbe ereditato la Bisturi.
Tutto perfettamente programmato, ja: e in effetti a Samba è piaciuto subito moltissimo e ha tentato di farlo in millemila coriandoli.
A forza di “NOOOOOO CHE COSTA UNA CIFRAAAA!”, per fortuna, ha capito il concetto e adesso ci si sdraia sopra… mentre la Bisturi lo odia.
Quando l’ho messo a terra per la prima volta è corsa a vedere che cos’era, naturalmente: ci ha messo una zampa sopra ed è saltata indietro col fumetto che diceva:  “AHHHH! Maccheschifoooo! E’ bagnatooooo!”.
E noi a spiegarle: “Ma no, non è bagnato: un filino umido, al massimo… proprio perché quando un cane ci si sdraia sopra sente fresco! Prova!”.
Niente da fare, lo schifa o lo ripudia. Al che, per cercare di farle capire che era una cosa fighissima, gliel’abbiamo messo davanti al kennel. Per entrarci avrebbe dovuto per forza passarci sopra e quindi abituarsi a sentire il fresco sotto le zampe (e magari apprezzarlo).
E lei che ha fatto? L’ha saltato. 

avana3c) siccome sembra che il tempo si sia rimesso al bello, non si sta più sempre in casa ma si esce. Samba continua a protestare ogni volta che le metto il collare (“Pio pio pioooo!” , trad.: “Che palle, posso andare benissimo senza: a che serve il guinzaglio, visto che cammino facendo un “fuss” perfetto?” Ed è vero, lo fa. Con una mia caviglia in bocca, ma lo fa), ma quando siamo fuori si diverte.
Salta come un cavallo, cerca di mangiare qualsiasi immonda robaccia trovi sul suo cammino (siamo a quota quattro lumache quattro estratte direttamente dalla gola, guscio e tutto: in un’occasione il figlio ci ha lasciato pure mezzo dito), fa gli agguati ai fili d’erba, mastica il guinzaglio, le diciamo “no” e allora mastica i calzoni o le caviglie, a scelta… ma si diverte un sacco.
Nulla, però, l’ha divertita di più della lezione che ho tenuto al Debù a sua sorella, che la Sciurallevatrice aveva indecorosamente chiamato Morbidina (e infatti si chiama così sul pedigree: ARGHHH!), ma che i suoi umani hanno fortunatamente ribattezzato Avana.
Il primo approccio, come si può vedere nella foto, è stato una sorta di groviglio di zampe, teste e corpi: se non avessero avuto collari diversi, non so se ognuno di noi sarebbe tornato a casa col proprio cane o con l’altro (o magari con un miscuglio dei due).
Poi si sono inseguite un po’, poi hanno di nuovo fatto un po’ di lotta, poi si sono riposate per circa 5 secondi… e di nuovo lotta a oltranza.

avana2Avana, povera stella, all’inizio era un po’ preoccupata e stava un po’ sulle sue: forse a casa sua le avevano già insegnato un po’ di educazione.  Però ci abbiamo pensato noi a rovinargliela subito. Infatti, dopo che Samba l’ha capottata, masticata, abbattuta e rivoltata una decina di volte, ha tirato fuori il rottweiler che c’è in lei (altro che “Morbidina”… tzè!) e ha sfoderato tutta la putenza dei suoi denti da latte, azzannando di gusto un’orecchia di Samba.
Così, per una volta, CAIN! l’ha fatto lei anziché noi.
Tutti noi umani, dopo un’oretta di questo andazzo (sì, vabbe’, ogni tanto si faceva anche un po’ di lezione… ma nella proporzione di 1 minuto di lezione e 10 di gioco, perché con i cuccioli puoi fare solo così), ci siamo ripetuti speranzosissimi: “Stanotte almeno dormiranno!”.
Come no.
Non so come siano andate le cose a casa di Avana, ma so che in questa casa… col cavolo!
E’ vero che Samba ha dormito un po’ più dei consueti 10 minuti (diciamo 15, va’…): ma poi si è comportata esattamente come tutte le altre sere, compreso il trip-moment, che sarebbe il quarto d’ora di follia totale nel quale corre come una pazza in giro per casa, attacca la Bisturi, si prende una ringhiata dalla Bisturi, molla la Bisturi e attacca un umano a caso, si prende una ringhiata anche dall’umano a caso, se ne fotte e continua a mordere, viene dirottata su un giocattolo o su uno straccetto, uccide il giocattolo o lo straccetto, fa ancora un paio di corse pancia a terra e poi sviene.
Sì: non è che si addormenti come un cane normale. Sviene proprio… o almeno, questa è la descrizione che più rende l’idea. Perché corre-corre-corre-salta-morde-salta… e poi SDENG, crolla di colpo come se le avessero sparato.
E uno dice “vabbe’, adesso dormirà sul serio!”.
Sì. Per altri 10 minuti.
Poi decide di tornare all’attacco della Bisturi, che siccome è bastarda dentro, quando io comincio a crollare dal sonno e spero di portarmi la leonessa a dormire, decide che è giunta l’ora di giocarci un po’.
Solo che… indovina un po’ a cosa stanno giocando, ultimamente? Ad abbaiarsi addosso, a un metro di distanza. Ovviamente da mezzanotte in poi, che prima non c’è gusto.

yogurtA quel punto non resta che distrarle col cibo, per evitare che i vicini ci sparino: ma siccome i pasti quotidiani sono già stati consumati (Samba mangia quattro volte, Bisturi due… ed è già un’impresa suddividere le cose in modo che una non si offenda e/o l’altra non si svuoti entrambe le ciotole), le distrazioni cibesche consistono in piccolissime cose, tipo leccare il bastoncino del gelato o il vasetto quasi vuoto dello yogurt. Essendo appunto cose piccole, dividerle per due non è semplice: e forse ti ho già detto, caro diario, che la Bisturi grazie al cielo non è minimamente possessiva sul cibo (e meno male)… ma questo non le impedisce di cercare di finire per prima e di accapparrarsi tutto l’accaparrabile, facendo quello che noi chiamiamo l'”occhio della madre” della corazzata Potemkin (chi ha visto Fantozzi sa: chi non capisce si arrangi).
Quanto a Samba, se non riesce a infilare il muso nel vasetto lo infila direttamente in bocca alla Bisturi: così la Bisturi ci dà dentro come una matta, con la lingua da formichiere e l’occhio della madre, ma nello stomaco non le arriva niente perché Samba intercetta prima.

E adesso ti saluto, caro diario: devo portare fuori le belve. Samba fa ancora le scale in braccio (anche se lei saprebbe farle benissimo: e infatti, quando non riesco a prenderla al volo, si scapicolla allegramente su o giù, a scelta): però in questi quindici giorni ha preso due chili, ora ne pesa otto… e la cosa comincia a farsi duretta per me. Infatti, se posso, rifilo il trasporto al figlio. Peccato che oggi il figlio non ci sia.
E va bene: uno, due, tre… vaaaadooooo (e stavolta il fumetto sulla testa ce l’ho io. Con scritto “Machimmelhafattofa'”)!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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