di VALERIA ROSSI – Mi è arrivato qualche giorno fa, su FB, un messaggio che mi ha fatto contemporaneamente sorridere e pensare. Sorridere perché è scritto in modo spiritoso e autoironico, pensare perché credo che incarni perfettamente i dubbi in cui molti aspiranti cinofili (forse è questo il termine che cercava la lettrice…) si dibattono, ben poco aiutati a chiarirli dagli allevatori che descrivono sempre la propria razza come super-perfettissima.
Intanto leggetevi la lettera… e poi ne parliamo:

scelta_golden

Seguo da tempo con simpatia il sito ‘Ti Presento il Cane’, con l’occhio di quella che sarebbe cinofilissima-by-heart ma che poi non s’è mai messa sotto a studiare davvero: come chiamarci? Facili alla cino-commozione, ma così poco competenti da rischiare comunque costantemente lo sciuramariesimo?
Ci dovrebbe essere un termine da coniare…
Ho 27 anni, e 20 anni fa i miei erano al limite della preoccupazione da autismo, considerato che abitavo in appartamento a Milano e non si capisce assolutamente da dove sono nata con una fissazione tale che per Natale e compleanni chiedevo manuali di addestramento e cataloghi di razze (senza avere un cane, peraltro).
Alla fine, occhi dolci e testa dura, a 9 anni l’ho spuntata ed è arrivata a casa nostra Vicky, in realtà assolutamente per caso, dato che era l’ultima rimasta di una cucciolata incrociatissima (sembra fossero passati un volpino e un pinscher… sembra…) esposta in un negozio accanto al panettiere dove si forniva mia mamma.
Come dire, lei andava a prendere il pane e io mi appiccicavo alla vetrina. Mi sarei commossa da sola.
Vicky è mancata 4 anni fa, ne aveva quasi 15… è stata il mio primo e l’ultimo cane finora, e mi è entrata dentro come solo il cucciolo tanto sognato da una bambina può fare, specie se poi l’accompagna di fatto fino all’età adulta.
Per tutto il tempo in cui c’è stata, ero convintissima che sarei diventata veterinaria, avrei vissuto in una casa in campagna e avrei allevato Golden Retrievers, razza che mi ha sempre preso direttamente il cuore con quegli occhioni parlanti e la faccia da cani buoooni…
Oggi, che un po’ di tempo è passato, sono cresciuta e sono cambiate un bel po’ di cose: niente veterinaria, sono diventata educatrice d’infanzia, mi sono sposata lo scorso settembre, aspetto per Natale il nostro primo bimbo e sono venuta ad abitare da mio marito in una villetta monofamiliare spaziosa con intorno più campi, prati e boschetti che esseri umani, e con un giardino decisamente grande.
Il che, venendo sempre dall’appartamento di Milano, è un cambiamento abnorme… e nella mia testa ha da subito significato di nuovo: ‘CANE, CANE, CANE’.
Anche se di fatto avevo un po’ accantonato l’affrontare l’argomento “seriamente” (ripeto: non sono una cinofila studiosa e competente, anzi), l’idea dell’amico peloso intorno martella, martella… e ci si mette pure mio marito, che di base tanto cinofilo non è (lui è un gattaro di quelli potenti: non ne abbiamo “nostri”, in casa, ma parla con le due randagine che girano in giardino come se fossero sue figlie – per inciso, a me le due belve non mi filano di striscio), ma che sa che è un mio sogno da sempre.
Al mio scorso compleanno mi ha portato a visitare un allevamento di Golden di cui mi sono innamorata (anche proprio del clima, degli allevatori: mi era stato consigliato da una mamma che conosco che ha una splendida cagna presa da loro, e in effetti l’impressione è stata buonissima), poi ho accantonato un po’ il sogno, rimandandolo a data da definirsi: in effetti, ho in progetto di aprire un servizio che è una sorta di asilo nido in casa e mi sono concentrata su ulteriori titoli di studio, programmazione di pubblicizzazione, e comunque avanti e indietro da pendolare visto che sto ancora lavorando a Milano, a 40 km di distanza… ho pensato che prendere un cane al momento avrebbe voluto dire schiaffarlo in giardino, vederlo solo alla sera e chissà quando potergli dare giuste attenzioni, e … no, anche no.
Poi ti capita che rimango incinta. Che aprire un servizio educativo nuovo a settembre, dovendo partorire a dicembre, non mi sembra proprio la genialata dell’anno.
E finisce che da quest’estate, di fatto, starò fissa a casa… prima in maternità fino a primavera, e poi vedremo se riprovare a lanciare la cosa a metà anno o aspettare il settembre successivo, intanto che impariamo a fare i genitori.
Resta il fatto che sarò A CASA. Con un tempo libero che non ho mai avuto. Già da mesi prima di partorire.
E mio marito riparte: “Ma se lo prendessi a settembre, il cane? Avresti modo di starci dietro da subito, conoscerebbe il bambino ancora cucciolo, puoi gestire entrambi con il tempo che desideri… più che dopo, quando avrai l’apertura da seguire…”
SDENG.
Io me l’ero messo lì, nel cantuccio dei sogni lontani, ma più ci penso e più non mi sembra affatto una cattiva idea. E improvvisamente, torna un dubbio ancora più accantonato… Golden? Golden, sì???

Un primo elemento è quello, lo ammetto, delle occhiatacce delle amiche animaliste strenuamente parteggianti per i canili, perché ‘un amico non si compra’.
Sì, d’accordo. È che sarò anche incompetente e sciuramaria, ma io le cose alla carlona non le voglio fare; e senza pensare che prendere un cane in allevamento voglia dire avere un robottino perfetto con cui non dover fare nessunissimo tipo di lavoro, è pur vero che l’allevamento dà, o dovrebbe dare, quel certo tipo di garanzie che non trovo così insignificanti.
È chiaro che nessuno si diverte a pagare 1200 € potendo non farlo, specialmente con un bimbo in arrivo e un futuro lavorativo assolutamente incognito; ma COSA ci pago, con quei 1200 €…? La maggiore sicurezza sulla provenienza, sulle malattie, sul non-incrocio assolutamente a caso, su una buona socializzazione nelle primissime, cruciali settimane di vita.
A me piacerebbe, certo, fare la salvatrice in canile.
Intanto perché a tutti piace sentirsi salvatori, ma io COSA SO, del cane che vado a prendere in canile? Nel migliore dei casi, che non viene da una situazione esattamente rosea.
E lo farei anche, se si trattasse solo di ME… con la mia super-bastardina sono sopravvissuta, no? Era in negozio, sicuramente separata troppo presto dalla madre (doveva avere meno di due mesi), rimasta senza compagnia nella teca di vetro, incrociata tra due razze che non sono proprio sempre affabili… e non è mai stata un cane che abbia creato chissà quale problema, ma nemmeno era un cane “facile”.
Fino all’ultimo giorno è stata diffidente con gli estranei, rognosa con gli altri cani, abbaiona e timorosa. Sicuramente anche frutto del non-addestramento da parte mia, che a 9 anni mi sentivo già tanto fiera di averle insegnato ‘vieni’, ‘seduta’, ‘terra’ e ‘zampa’, ma comunque non è stata tutta una passeggiata.
Le ho voluto meno bene, perché non aveva un pedigree? Ma no di certo. Però io avrò la responsabilità del bimbo che porto in grembo e quella dei bambini che, se tutto va bene, le mamme mi affideranno quando partirà il mio progetto.
Per questo in primis pensavo al Golden: non solo perché “mi piaceva” da tempo, ma perché lo so cane giocherellone, con cui si può fare un bel lavoro, collaborativo, adatto alla compagnia di bambini (certo, seguito col dovuto impegno ecc; ma non mi dispiacerebbe approfondire la cosa, ogni tanto mi interesso a corsi di pet-therapy, all’idea che possa essere non solo un cane che si trova lì quando ci sono i bambini ma anche che lavora CON i bambini…).
Ma… c’è un ‘ma’.

scelta_huskyUn’altra piccola luce nel cervello, che rimanda a una passione ancora più vecchia: prima dei manuali di addestramento, io ho praticamente imparato a leggere con ‘Zanna Bianca’. E la debolezza al fascino irresistibile dei cani più “lupini” è una cosa che mi è rimasta dentro, anche se è molto diversa: non è la simpatia che porta verso il Golden, è un discorso di ammirazione, forse perfino di maggior rispetto verso l’animale come altro individuo indipendente, non solo lì a portar pantofole e ubbidire ai comandi… si riesce a capire cosa voglio dire?
Non so se sia solo una questione fisica… trovo che il Siberian Husky sia sì il cane più bello in assoluto, ma della bellezza alla fine chissene, è proprio un discorso di incontro con un altro tipo di natura.
Forse anche proprio la consapevolezza del “passo indietro”, del dire non mi prendo il cane-giocattolo, qui devo guardarlo negli occhi e dire: “Ok, ci sono io e ci sei tu. Che si fa?”
È un fascino che per me continua ad essere magnetico, e – casualità – che è molto sentito anche da mio marito, che come dicevo non è che si sia mai interessato ai cani, ma con QUEL cane non ce la fa, anche lui, a non fermarsi incantato.
E per come è fatto lui, riservato, che si basta da solo, sempre indaffarato a far mestieri in giardino, molto più “nature boy” di me (nata e cresciuta cittadina) e non a caso molto portato al rapporto di amicizia-ma-anche-indipendenza più tipico con i gatti, ho molto più l’impressione che sarebbe un “tipo da Siberian” che non “da Golden”.
Come dire: anche per come me lo propone, è come se, scegliendo un Golden, scegliessi di avere il mio cane, e lui ok, accetta ma senza coinvolgimento (poi vorrei vedere se resisterebbe a un cucciolo… ma sorvoliamo).
In realtà questa comune ammirazione reverenziale per i Siberian l’avevamo già appurata in passato, ma avevamo un po’ accantonato l’idea per… beh, lo dico chiaramente: per paura.
Da quanto si legge e si sente, sembra che tutti sian lì a dirti che “però può essere un cane tosto”.
Che se fai errori nell’impostare la gerarchia dall’inizio (cosa possibilissima, visto che lui di cani non ne ha mai avuti, mentre io sono “a secco” dopo la piccoletta di cui sopra… ed è passato un bel po’….), farà sempre quello che vuole lui.
Che sono necessarissimi i corsi di addestramento, altrimenti “non lo tieni”.
Che scava. Che scappa… ok, abbiamo capito che non scappa, esplora: ma nel nostro caso la cosa mi spaventa sì, visto che il giardino non è contornato da recinzioni alla ‘Jurassic Park’, e se fossi un cane credo ce la farei anch’io a saltar fuori con un po’ di impegno.
E il vicino, qualche terra più in là, ha il pollaio, seppur chiuso; e “l’Husky preda, ruba, non puoi impedirglielo. Finisce che vi scappa nel bosco e vi fa razzie”.
È una razza che mi lascerebbe tranquillissima sulla non mordacità e aggressività (con l’idea del giro di bambini e famiglie, l’ultima cosa che voglio è un cane da guardia), ma dall’altro lato nemmeno mi sembra istintivamente portato a fare il cane-chioccia con bambini intorno e musica alla Mulino Bianco… ma sarà poi COSI’ terribile e ingestibile?
Ne vedo tantissimi, di Husky, che sembrano super-equilibrati. A casa mia a Milano ne avevo vicina una coppia, che viveva in un bilocale… e stavano benissimo.

scelta_clcPoi con mio marito siamo passati per caso in un allevamento di CLC (non li cercavamo, eravamo lì per altro): beh, quelli sono ancora più lupini, che meraviglia a vedersi!
Ma: l’allevatrice ci dice che la cucciolata non possiamo vederla, perché sono nati da una decina di giorni e “la madre non fa avvicinare nemmeno me”; il padre gira ululando fuori e, lui sì, ha intorno una recinzione da t-rex, di più di 3 metri; e quando chiedo all’allevatrice che tipo di cani siano, se siano particolarmente impegnativi, mi risponde: “Mah, se sei un tipo da quei cani-bambolotto è un’altra cosa, ma non è che richiedano attenzioni particolari: sono cani, punto”.
E io penso: a) che questa allevatrice NON mi piace per niente; b) che se sono “cani, punto”, non vedrei la necessità dei box da transfomers; c) che sono ufficialmente confusa.
Perché a questo punto, rispetto a un CLC, un Husky mi dà comunque l’impressione di essere un cane molto più cane, e non lo so, non riesco ad avere la sensazione che sia un “cane difficile”… ma questo succede solo perché sono una sciuramaria al quadrato e non ne so abbastanza?
A questo punto alzo le braccia: sì, NON NE SO ABBASTANZA davvero.
A sentire gli allevatori di una razza o dell’altra, è chiaro che ognuno è innamorato della propria e ne magnificherà le qualità. La questione è: prima di rinunciare al sogno dell’Husky, unendoci tra l’altro la condivisione di una cosa così bella con mio marito, io vorrei proprio sentirmi dire che ME LO SI SCONSIGLIA.
Che, sì, scapperà, mangerà tutti i polli del vicino, e si scrollerà regolarmente di dosso mio figlio quando cercherà di tirarsi in piedi, per andare a sdraiarsi dove non può essere raggiunto e guardarlo con quell’aria di altezzosa superiorità da gatto.
Che, senza essere addestratori competenti, io e mio marito non ne avremo mai il controllo. E che non si potrà portarlo da nessuna parte, perché scapperà anche da qualsiasi casa di vacanza, che non abbia 3 metri di ringhiera.
E che per l’incompetente che sono, l’unica scelta su cui davvero posso andare tranquilla è un Golden… almeno di danni ne farò lo stesso, probabilmente, ma saranno limitati a un terremoto di cane che distruggerà la casa con le sue dimostrazioni di affetto … oppure no?
Mi rendo conto (oltre del fatto che ho scritto un romanzo che le toglierà un sacco di tempo, cosa che mi imbarazza molto anche perché lei non passerà certo tutto il giorno a grattarsi la pancia aspettando di ricevere storie di persone confuse al limite della banalità a cui dare risposte cercando di non mandarle a quel paese) che è fortemente da sciuramaria inviarle una mail a tema ‘Golden vs Husky’: perché non le chiedo direttamente se sarebbe meglio un criceto o uno yak?
Spero che questo fiume di righe faccia almeno capire che il mio non è un discorso meramente di “sono due cani tanto belli, non so quale si intona meglio al mio giardino”; so perfettamente che sono due razze diversissime, so perfettamente di non essere profondamente competente, e quindi vorrei consigli, perchè non voglio fare cavolate. Vorrei un cane che renda felice me, la mia famiglia, ma prima di tutto che SIA un cane felice.

Che dire?
Ho risposto a questa ragazza cercando di spiegarle un po’ a grandi linee la mia razza (siberian husky): ma anche mentre scrivevo mi dicevo da sola: “Sì, certo, è così a meno che non si trovi un soggetto che invece…”; o “Sì, fanno cosà, a meno che non siano educati a non farlo”… eccetera eccetera.
In pratica: l’appartenenza ad una razza garantisce determinate caratteristiche “di base”, che stanno nel DNA del cane. Ma non è assolutamente certo che alla fine emergano, che non vengano inibite (o magari esaltate) dagli influssi ambientali (leggi: proprietari), che magari nel soggetto X siano meno rilevanti che nel soggetto Y.  Dal mio stesso allevamento sono usciti husky predatori e fuggiaschi (pardon… esploratori!) e altri più tranquilli e capacissimi di passare davanti ad un pollaio senza neppure voltare la testa. Di solito queste differenze erano legate all’azione umana, ma in alcuni casi no: i cani erano proprio così “dalla nascita”.
Dunque, se è vero che gli allevatori tendono quasi sempre ad esaltare le caratteristiche positive della razza che amano (il che è anche naturale, visto che appunto la amano!), è anche vero che quando si acquista un cane non c’è mai nulla di certo al cento per cento. Diciamo che una buona selezione aumenta le possibilità che certe caratteristiche si manifestino… ma di solito la selezione si fa – caratterialmente – su ciò che ci si aspetta da quella determinata razza in campo sportivo, utilitaristico o sociale. Restando all’esempio degli husky, si devono assolutamente selezionare cani che amino tirare la slitta, che siano docili ed amichevoli con gli umani e il più possibile collaborativi con gli altri cani (dovendo lavorare in muta)… ma io, per esempio, non mi sarei mai sognata di fondare la selezione sul fatto che i miei cani rincorressero o meno le galline.
Quella è una cosa che si può insegnare (intendo “lasciarle in pace”, ovviamente: non rincorrerle e farle fuori!): il “desire to run” (ovvero il desiderio di trainare) invece non si insegna. O c’è o non c’è: è genetico e basta.
Il compito dell’allevatore, dunque, è occuparsi di selezionare ciò che una razza deve avere nel DNA: tutto il resto si ottiene con l’educazione  e l’addestramento, e sarà nelle mani del proprietario del cane.
La nostra amica, pur definendosi “sciuramaria”, non lo è affatto: tant’è che sta cercando di informarsi, di capire, di scegliere una razza solo dopo averci pensato bene. Però, purtroppo, nessuno potrà mai darle risposte preconfezionate e sicuramente esatte… perché non esiste un cane “preconfezionato”. Ogni cane è il frutto di due fattori: selezione ed educazione. E se alla prima deve pensare l’allevatore (garantendoci un cucciolo sano, equilibrato e in possesso di tutti i caratteri psicofisici tipici della sua razza), la seconda spetta al proprietario… che in qualche caso potrà esaltare, ma in qualche altro anche rovinare del tutto il lavoro dell’allevatore.
In pratica: quando noi descriviamo una razza parliamo di cani ben allevati e correttamente gestiti. Purtroppo non sono tutti così… ma quando si sceglie una razza un po’ più impegnativa di un’altra diventa indispensabile “mettersi sotto a studiare davvero”. Se si ha voglia di farlo, nessun cane è precluso, neppure ad un neofita: se non si ha voglia, o tempo, o modo di farlo… allora la scelta più intelligente è sicuramente quella della razza più comoda e semplice da gestire: sperando sempre che la parte “selezione” sia stata fatta con competenza e soprattutto che la genetica non abbia deciso di fare qualche scherzetto imprevisto.

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34 Commenti

  1. Prendi il Golden! Quando arriverà il bambino non avrai moltissimo tempo e un cane che desidera soprattutto compiacerti è una grazia di dio…

    • Golden? ahahaha scrivo l’elenco dei disastri compiuti dal mio? poi cosa che molti sottovalutano, un golden ha bisogno d’impegnarsi molto, deve avere sempre un qualcosa da fare, non e’ un cane per intendersi da piazzare in giardino o in casa, e’ un cane che deve fare molto moto, e’ un cane che non puo’ star solo a lungo s’intristisce, deve poi avere sempre a tiro il suo amico umano.

  2. E MENO MALE che quell’allevamento di CLC non ti è piaciuto, non è piaciuto manco a me leggere di una madre che non fa entrare LA PROPRIETARIA nella sala parto (che a 10 giorni non si vogliano fare entrare estranei ci sta anche, i cuccioli sono delicati ancora, ma la proprietaria??)

    Comunque, detto questo, io sinceramente visto il bimbo in arrivo E il progetto di aprire il centro per l’infanzia (che porterà via tanto tempo e che metterà un via vai di gente niente male), da proprietaria di due CLC che amano i bambini consiglierei alla mittente della lettera di NON prendere un CLC. Non ora. Non con questi progetti e col bimbo in arrivo. Il CLC ha uno sviluppo più lento di altri cani, ci vuole più tempo perché certi comportamenti si stabilizzino (e sto parlando di una femmina, non parliamo del maschio per favore XD).

    Non fatevi catturare dal “fascino lupino” (parlo del CLC; per l’Husky mi fido di Valeria, ecco ^^). Pensate a cosa sareste in grado di sopportare da un cane e quanto tempo avreste effettivamente per lavorarci. Un Golden probabilmente sarà una mezza peste da cucciolo (la Golden di una mia amica lo era, ma una simpatica mezza peste!) ma poi non credo ci sia confronto tra la docilità di un Golden e quella di un CLC.

    Poi un domani magari le cose cambiano, eh, ma pensate SEMPRE in prospettiva.

    Io opterei per un Golden. Tranquilla che il marito si affeziona pure lui ^^… Ovviamente scegliete un allevamento ad hoc, con cani docili, andate a vedere i genitori, fatevi mostrare tutti i certificati di salute necessari, d’altronde nella vostra situazione è il caso di lasciare al caso MENO VARIABILI possibili!

    E buona vita ^^

    • Concordo con Enid Black (ciao bella!) per quanto riguarda il clc… E concordo con te sul fatto che ti ci vuole un cane!!! Quello che ti consiglio è questo. Usa i mesi che ti separano dalla nascita del bambino per conoscere allevatori e proprietari di cani che ti attirano di più e quando ti imbatti in un allevatore che ti convince (non mi pare il caso dell’allevatrice di clc che hai conosciuto) guardati bene i suoi cani da tutti i punti di vista – salute e carattere – e se qualcosa non ti torna non farti nessuna remora a lasciar perdere e a continuare la ricerca… ma quando trovi la scarpa per il tuo piede, lasciati consigliare sulla scelta del cucciolo spiegando bene la tua situazione familiare e che tipo di rapporto cercherai di avere con il tuo cane. Ho anch’io come Enid due cecoslovacche, femmine le mie, e per la mia prima mi sono comportata esattamente come ti ho descritto e mi sono ritrovata con una creatura per la quale mi alzo la mattina contenta perché la prima cosa che vedrò aprendo la porta di camera saranno i suoi occhioni dolcissimi che adoro. La seconda… doveva essere uno stallo ma sai com’è già dopo i primi giorni ho saputo che non avrei trovato il verso di separarmene anche se non è stata una passeggiata di salute. Lei è precisamente quello che avevo cercato di evitare di prendermi in casa! E ciò nonostante sono, siamo tutti innamorati di lei! Aspettiamo notizie sul prossimo componente canino delle tua famiglia!!!!!

    • Enid anche sulla docilita’ avrei qualche dubbio e’ buonissimo con i bambini e gli umani, tende a giocare con tutti i cani che incontra, ma seviene sfidato reagisce.(o e’ il mio che anomalo visto che l’ha addestrato un terrier)

      • Maurizio, la docilità è una dote che i cani hanno riguardo gli umani, non è la tendenza a sottomettersi agli altri cani.

        Nessuno ha detto che col golden non ci si deve lavorare, si deve lavorare con tutti i cani, ma la ratio lavoro:risultati MEDIA di un buon golden è molto diversa da quella di un CLC. Non per niente consigliavo di andare a conoscere BENE i genitori prima e di vedere il carattere dei genitori!

        • Enid il discorso che fai tu e’ corretto, i genitori vanno visti e valutati anche per il carattere, non solo dal punto di vista sanitario(che rimane una componente basilare), ma non vorrei passasse l’ipotesi che con un golden sia tutto risolto, il golden implica come tutti gli altri cani, ma forse lui di piu’ tempo da dedicargli e uscite abbastanza lunghe, io mi chhiedo con un bimbo piccolissimo e’ possibile cio’?

          • No, no, non voglio nemmeno io che passi che con un Golden è tutto risolto, tutt’altro, sempre di un cane attivo si tratta, ma si spera che il discorso di trovare un buon allevatore spinga chi è interessato alla razza ad interessarsi anche alle doti del cane. Io non posso dire per questa coppia se saranno in grado o no di gestire un cane nella situazione in cui sono, ho detto la mia sul CLC perché li conosco da vicino ma ogni cane deve essere visto per quelle che sono le sue caratteristiche e bisogna essere sinceri nel fare un esame di coscienza ^^.

          • Sì, ok, vero, non è di pelouche nemmeno un golden… ma pare che voi incontriate solo casi anomali. Golden aggressivi e husky docilissimi.

            Quelli che incontro io, di Golden (soprattutto le femmine ma non solo) sono molto affettuose e docili dalla prima all’ultima (anche i labrador, sia pure più irruenti). Dopo tre volte che li incontri ti considerano un grande amico, liti con altri cani non ne fanno e sono sempre felici e contenti. Sono contenti/e di farsi accarezzare e sono sempre senza guinzaglio, appena si può.

            Possibile che io incontri tutti Golden super-selezionati i cui padroni sono tutti cinofili provetti e che fanno tutti fare al cane attività sportive in quantità?

            Il Golden è un cane molto più facile di altri e con un grande will to please (senza essere agitato come i border). Se è una moda è come quella dei jeans: una ragione c’è.
            Mentre il CLC è una moda e basta.
            E se tutti si precipitano a prendersi un retriever mi sembra più sensato che se tutti si precipitano a prendersi un CLC.

  3. Mi permetto di aggiungere una considerazione che più ovvia non si può, cioè di tenere in conto anche il tempo che si ha a disposizione per soddisfare le esigenze specifiche del cane. Non conosco affatto il golden, ma ho una siberian husky alla quale passeggiatine con il passeggino (perchè ho pure un bimbo di un anno e mezzo) e giardino (pur se di 4000 mq) non bastano di certo. Tocca scarpinare e pure tanto. Non dico che questo sia un contro per forza, ma va tenuto in considerazione. PS la mia sh non si scrolla di dosso il bimbo, anzi lo cerca per giocare a rincorrersi (e per farsi allungare giochi proibiti, cibi proibiti, mollette per bucato) e ha imparato quando è ora di mettersi buoni a fare tutti e due un sonnellino.

    • Sciuramaria, tu i golden l’incontri, io ci vivo con un golden non ho detto sia aggressivo, pero lo diventa se viene attaccato o sfidato, forse e’ stata colpa mia che non l’ho ripreso le prime volte, o forse e’ stato l’insegnamento del terrier che avevo che per lui era il faro, tra l’altro viene pure da un allevamento superselezionato e sfrondiamo cosi’ anche l’ipotesi del cagnaro, quello che dico io il golden ha bisogno di molto moto per non dire moltissimo e presenza costante del suo umano, con un neonato non credo la possa avere.Tutto qua.

      • beh… se viene attaccato o sfidato è ovvio che cerchi di difendersi. Cane è.
        Non credo che un husky, in analoghe circostanze, porga l’altra guancia…
        E comunque, scegliendo un femmina (Golden) normalmente si ha una creatura ancora più amichevole.

  4. Salve,
    io non sono un esperto cinofilo ma sopratutto non sono un padre,
    ho Yago un clc di 8 mesi, credo che nessuno possa dire prendi questo o quello, prorpio perche non si puo sapere il cucciolo che carattere ha.
    mia sorella con mio cognato hanno deciso di prendere un cucciolo di bernese, femmina, si potrebbe dire il massimo della coccolosita’, invece posso dire con tranquillita’ che fino a 3 mesi fa (ora ne ha 15) e’ stata molto piu’ difficile da gestire del mio.
    o si prende un clc o un chiwawa ci si deve lavorare ugualmente tanto.
    sono daccordo con il dire che ad un cuccolo di uomo e di cane possa far bene cresce insieme, ma anche al cucciolo di cane sopratutto nei primi mesi serve molta attenzione e presenza (anche per non fare danni), mi chiedo se non sia meglio aspettare che il bimbo/a abbia 1-2 anni

    • Dario, ecco perché si raccomanda di andare a vedere BENE I GENITORI DAL VIVO. Certo che non è solo la razza che fa il carattere del cane, ma da un golden in standard mi aspetto certi comportamenti, che non sono gli stessi che mi aspetto da un CLC in standard. Uno magari passa del tempo a cercare il cane adatto, non è che prendi IL PRIMO che ti capita sotto mano, ci si fa consigliare dall’allevatore, ci sono dei piccoli test da fare sui cuccioli per vederne le prime capacità… non è che si va e si pesca alla cieca, non in questi casi ^^

  5. abbiamo adottato due cani da un canile come si deve, con volontari seri e bravi. Ci siamo trovati bene, e i cani non ci hanno riservato nessuna brutta sorpresa. Considerando che lo scopo è quello di EVITARE a tutti i costi che i cani tornino indietro, in un canile serio, i volontari saprebbero consigliarti per il meglio. Loro sanno quali, tra i loro cani, sono più equilibrati, adatti a vivere in una famiglia con bambini, gatti ecc ….

  6. Se fossi un dog designer, mi sentirei di consigliare un Goldensky,, A parte le provocazioni, per scegliere un nordico bisogna essere un po’ “nordici” dentro, cioè amare la natura selvaggia a cui ci riporta un cane guardandolo negli occhi. Si sceglie un nordico perché si ama quel carattere tout court: se le motivazioni sono alte e sincere, i problemi prevedibili si possono affrontare anche con l’aiuto del marito ( più motivato a prendere un husky che non un golden ). Io trovo splendido anche il golden proprio perché ha il suo carattere che niente ha a che vedere con l’husky. Volendo ci sarebbe anche l’alaskan malamute, meno attivo e selvaggio del SH e che proprio a scappare non ci pensa nemmeno. I nordici si amano per quello che sono, anche per i difetti. Se uno è consapevole di questo, i problemi si affrontano con lo spirito giusto. Quale delle due razze tocca il mio essere più profondamente? meglio una scelta convinta di un compromesso. I problemi poi si risolveranno perché le motivazioni sono alte. L’husky è un cane “difficile” ma non stiamo parlando di una specie di Godzilla.

  7. Leggendo questa mail ho ritrovato me stessa in molti passaggi..:) Anche io ho (in un periodo sicuramente più tranquillo del suo e vivendo le migliori condizioni che si possano avere ovvero: lavoro in uno studio mio e del mio compagno quindi cane con noi h24) vissuto i suoi stessi dubbi e lo stesso tipo di approccio, dovendo scegliere il mio primo cane (non il primo del mio compagno però, che ha molta più esperienza). Il dubbio era tra Labrador e Amstaff..:D Alla fine la scelta è stata guidata dal nostro stile di vita, dall’amore per il mare, oltre che dalla presunta maggiore facilità nell’educarlo. Per i miei primi passi volevo cominciare con una cane più semplice (anche se di Labrador folli ne ho conosciuti eccome!!). E’ vero che l’abbiamo scelta dopo aver conosciuto i genitori e cresciuta al massimo delle nostre possibilità e capacità, tanta attività fisica, regole precise e grande coerenza tra noi, la giusta socializzazione.. ma (eh lo so che ogni scarrafone…) è venuta su, secondo me, la cana perfetta! 😀 Può stare ovunque e con chiunque è rispettosa, serena, non irruente. Non chiede cibo e non abbaia quasi mai. Ecco, giusto la “passeggiata” non ci è mai riuscita “perfetta”, diciamo..quel muso sempre a terra ad annusare e quel saltuario effetto “traina” sul quale ancora stiamo lavorando..:)) Non mi sono mai pentita della mia scelta, anzi..stiamo pensando al secondo cane e mi piacerebbe cimentarmi con un carattere diverso, ma ho comunque paura che non otterremmo gli stessi risultati diversamente dal mio compagno che è sicuro di si! Però adesso ho molti più strumenti di prima e mi sento decisamente più pronta. Ecco perchè, anche secondo me, il golden è una buona opzione! C’è sempre tempo per fare il passo successivo 😀

  8. si ma basta con sti golden. a parte che ne conosco di poco comodi, perhcè quando un cane è molto richiesto tutti si cimentanoi a produrne e non è detto sappiano farlo, ma… possibile che si ragioni semrpe per cani di moda?

    • Scusa Lupi, poco comodi in che senso? solo perche’ come ho scritto devono fare parecchio moto? poi siamo sempre al solito discorso non vai certo a sceglierlo dal primo che capita, io prima di prendere il mio ho girato sette allevamenti, mi son documentato, non l’ho scelto per moda ma perche’ amavo certe caratteristiche fisiche e caratteriali di quella razza, come adoro i terrier(ma gia’ ne avevo uno di terrier)

      • intendo iperattivo agitato e ataccabrighe con gli altri maschi e a dire il vero uno che conosco ha pure attaccato la mia femminuccia pe rrubarle il legnetto, l’equilibrio fatto a cane insomma.
        poi …io non sopporto le mode canine.

        • mi ripeto e’ un cane che deve far moto e tanto, deve sentirsi gratificato nell’impegnarsi in qualcosa che lui reputi utile, messo a far niente si annoia, fa dannie s’intristisce.
          Chi lo prende per la bellezza, o per moda o perche’ ha visto le varie pubblicita’ fa un grossissimo errore e un danno al cane

          • ah quindi dici che ha attaccato la mia femmina per rubarle il bastoncino che si stava beatamente sgranocchiando distesa all’ombra perhcè non lo fanno lavorare? a posto!
            per fortuna di solito i maschi, equilibrati…anche di razze più rissose non fanno così…

        • “iperattivo, agitato e attaccabrighe”?
          LOL
          Sei sicuro fosse un Golden?
          Ma soprattutto, anche lo fosse, l’esperienza con un (1) esemplare ti consente di trarre conclusioni sulla razza? Mah, miracoli della logica…

          • Lolla pure quanto vuoi sono sicura sj.e …lo conosco e vedo spesso. ..un bel l’esemplare. E ahimè non è l’unico bell’esemplare rognoso che conosco.la moda fa anche questo.

  9. Alla futura mamma direi di aspettare ancora nella scelta del cane. La nascita di un primo figlio sconvolge già le abitudini di qualsiasi neo genitore. L’introduzione in contemporanea di un cane in periodi così delicati potrebbero creare eccessivo affaticamento e stress.

  10. Ciao, io ho 28 anni, una golden di 2 anni e un bimbo di 4 mesi…. Al di lá della razza che sceglierai, quando nasce un bimbo, per quanto ci siano i buoni propositi, non si ha il tempo di badare al cane come si dovrebbe/vorrebbe. Se poi é un cucciolo ancora peggio. Il cucciolo ha bisogno di molto più tempo, perché va educato. E ogni caso é a se: ci sono cuccioli che dopo 2 giorni fanno la pipì fuori e altri impiegano 1 anno (sto estremizzando)… E nel frattempo devi badare al tuo bimbo….. Il cucciolo deve essere socializzato con persone, animali, ambienti, suoni e rumori più vari possibili e tu hai un bimbo appena nato che non ti permette di fare quello che vuoi quando vuoi e come lo vuoi. I bambini sono completamente dipendenti dalla mamma.. Sempreché tu abbia un bimbo tutto sommato buono… Perché se poi hai il bimbo che non dorme di notte, approfitti di ogni momento in cui dorme per dormire tu…. E al cucciolo chi ci pensa? Secondo me prima di prendere un qualsiasi cucciolo é meglio aspettare che il bimbo sia un po’ più grande e meno dipendente dalla mamma. Se non avessi già preso la mia Lamú, non avrei preso adesso un cane. Non sarei minimamente in grado di gestire “due estranei”. Perché di fatto questo sono: bambino e cane da piccoli sono la stessa cosa. Sono due entità che non parlano la tua lingua che devi educare, accudire e imparare a conoscere. La sola differenza é che il cucciolo di cane é mooooolto più facile da gestire rispetto al bimbo.

    • Concordo in toto con Sarah ed il golden e’ un cane che ha un estremo bisogno della vicinanza del suo umano, Sarah sa cosa intendo.

    • santissime parole Sarah! Pensarci prima per non pentirsi poi… ovviamente mi riferisco alla tempistica, non alla scelta di prendere un cane

  11. Innanzitutto mille auguri per il bimbo!! Anche io ne ho uno in arrivo per fine settembre (e una cucciolata di bernesini in arrivo per la metà di luglio).
    Io escluderei decisamente l’allevatrice che non riesce a entrare nella sala parto. Una persona con evidenti problemi di rapporto coi suoi cani non è proprio la persona da cui prendere un cucciolo o farsi consigliare. Anche il razzismo nei confronti dei “cani bambolotto” lo trovo davvero fuoriluogo (oltre che umanamente meschino).
    Se non si fidano di lei le sue cagne perchè dovresti fidarti tu?
    Per il resto sono scelte che devi valutare tu. Io valutai di prendere un nordico ma vista la mia situazione attuale (campagna con recinzioni normali, vicino con gatti e pennuti vari che gironzolano e che gradirei restassero in vita etc) ho optato per un’altra razza.
    Al tuo posto prenderei il golden, magari una femmina, e la prenderei presto in modo da riuscire a dedicarle qualche mese da “cucciola unica” per educazione e socializzazione finchè sarai “operativa” prima di entrare nello stadio della “balena spiaggiata” in cui tutto è faticosissimo che è lo stadio in cui sto trionfalmente entrando io (per fortuna assieme alla cagna che tra caldo e gravidanza è diventata assai pigra).
    Poi non è detto che a situazione assestata, bimbo cresciutino e marito gattaro addestrato a rapportarsi coi cani tu non possa raddoppiare con un CLC o un husky… 🙂

  12. Ciao, condivido due cose nella speranza di fornire un aiuto all’autrice della lettera, avendo con me un Golden di 3 anni, nonché due piccoli umani, uno di 5 anni e uno di 7 mesi.
    Partendo dalla corretta osservazione che non tutti i cani della medesima razza siano fatti con lo stampino, posso dirti che in genere il Golden con i bambini è una sicurezza: affettuoso senza essere invadente, molto delicato con i bambini (mentre con me ad esempio gioca alla lotta con un’irruenza da grizzly…), di una pazienza infinita, amico del mondo, punto 😉
    Detto questo, il Golden “sarebbe” un cane da lavoro: ha fisicamente bisogno di muoversi, possibilmente libero di correre, annusare, esplorare e farsi un bel tuffo – in assenza di laghi o torrenti, una bella pozzanghera non sarà disdegnata 😐
    Un golden-soprammobile non diventa in genere distruttivo, piuttosto tende a spegnersi, si intristisce al limite dell’autismo.
    Se non si ha il tempo e la voglia quotidiana di assicurare al nostro Golden il movimento e l’interazione di cui HA BISOGNO, meglio orientarsi su altre razze più indipendenti e/o con meno necessità di movimento.
    In bocca al lupo con la tua scelta 🙂

  13. Che bella lettera!
    Quando arrivo’ la mia bimba avevo una Terranova di 2 anni.
    E’ stato perfetto perché nel frattempo l’avevo cresciuta e educata (o almeno per me lo era!). Inoltre aveva esaurito gli attacchi di ipergioco ogni ora, per cui riusciva a stare felice e tranquilla accanto a me.
    Abbiamo passeggiato molto in attesa dell’arrivo e molto pure con il passeggino. Per la bimba è stata una sorellona.

    Se però mi fossi ritrovata una cucciolona nei primi 3 mesi di mia figlia (che non dormiva proprio mai!!!) sarei… collassata.

    Ovviamente con l’aiuto del marito e con tanto entusiasmo si fa tutto… l’importante è essere consapevoli di quello che si fa.
    Hai sempre l’alternativa di 2 gatte e magari fra un anno pure il cane nel periodo in cui l’asilo lo tieni chiuso…

    Ad ogni modo tantissimi auguri per la tua famiglia che promette di crescere splendidamente!!!

  14. Il mio consiglio spassionato è: ASPETTA. L’età canina e umana non coincidono, come sappiamo, quindi un neonato e un cucciolo NON crescono insieme, nel senso che sono impossibilitati a interagire per molto tempo! Quindi aspetta che tuo figlio abbia 2-3 anni perché possa davvero godersi il fratello canino!! Oltretutto in questo modo all’inizio potrai essere solo mamma, perché il primo figlio ti cambia davvero la vita e avrai bisogno di dedicargli tutte le tue energie (anche se dormisse come un angioletto per tutta la notte). Aspettando, anche la situazione lavorativa si chiarirà e potrai scegliere il cane con più cognizione di causa. Per razza non so consigliarti, ho sempre avuto meticci 🙂

  15. Un cucciolo di uomo e un cane impegnano tantissimo e mi associo a chi consiglia alla futura mamma di aspettare. Mio marito ed io siamo entrambi neofiti (anche io ha avuto un cane da bambina ma NON è la stessa cosa!) , il primo figlio e stata già una bella avventura e onestamente non credo che sarei riuscita a dedicarmi sia a lui che a un cane in maniera adeguata a soddisfare le esigenze di entrambi! Abbiamo aspettiamo che il bimbo avesse 3 anni (anche per potergli insegnare in minimo di regole nei confronti del cane) e come l autrice della mail abbiamo iniziato a pensare a mille razze…golden, terrier, bulldog inglesi, terranova e chi più me ha più ne metta. Poi un giorno abbiamo preso il bimbo e siamo andati a fare un giro al canile più vicino….tanto cani grandi e piccolo, meticci e non (chi l ha detto che al canile ci sono solo meticci??? C era pure un bassetthound!) e alla fine abbiamo trovato lei…la nostra adorabile spinoncina…terrorizzata ma festosissima soprattutto nei confronti del bimbo, da cui tuttora non si stacca. E a distanza di un anno dall adozione posso confermare che no, non sarei riuscita a gestire cane e neonato assieme, perché il cane ha bisogno di tempo, di pazienza, di energie e con un bimbo che già fila in bicicletta puoi anche farcela a star dietro a uscite ecc ma con un neonato no!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.