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La brutta storia di Ares, rapito e trovato morto

ares_perugiadi VALERIA ROSSI – Ha girato molto su FB la storia di Ares, l’amstaff di due anni rapito domenica a Perugia dalle mani del proprietario sotto la minaccia di un coltello e ritrovato ieri, legato a un albero e purtroppo morto.
E’ una storia senza senso e – che io sappia- senza precedenti: non si trovano risposte, non c’è una logica (avrei potuto capire un furto con richiesta di riscatto, avrei potuto capire se Ares, come si temeva, fosse stato introdotto in un giro di combattimenti… ma così è del tutto inspiegabile), c’è solo un cane morto e un umano comprensibilmente disperato.
Una storia terribile, sulla quale sinceramente non saprei neppure cosa scrivere: ma una cosa la voglio dire, anche se con il cane c’entra poco. Voglio dire che mi avevano segnalato una pagina in cui – prima del tragico epilogo – si sarebbe dovuto cercare di dare una mano a ritrovare Ares: ed io ci sono andata, su quella pagina, con l’idea di condividerla su FB… ma mi sono bloccata, annichilita dal tono dei commenti.
A fianco dei (pochissimi) consigli effettivamente mirati ad aiutare le ricerche, infatti, ho trovato una vera e propria sequela di commenti razzisti (si presume – ma si presume soltanto – che i rapitori siano magrebini), di inviti alla violenza, alla giustizia fai-da-te e perfino alle cieche rappresaglie (un bel “andiamo a bruciargli le case” mi ha fatto rabbrividire, visto che in passato sono successe davvero cose simili a danno di innocenti che avevano il solo torto di appartenere alla stessa etnia di qualcuno che aveva commesso un crimine).
E se questi sono gli amanti degli animali (gli stessi che magari poi fanno girare il video del ghepardo che ammazza “rispettosamente e amorevolmente” la gazzella, e che scrivono “impariamo da loro!”), non oso immaginare come ragionino quelli che non li amano.
Dopo che Ares è stato ritrovato, le pagine dedicate a lui sono sparite tutte (per volere del propretario): invece adesso si parla amaramente del fatto che sarà molto improbabile che i colpevoli vengano catturati, perché le forze dell’ordine non si sprecano per un cane.
Temo che sia vero, anche se Umbria 24, stamattina, scrive che “la polizia indaga a 360 gradi sulle dinamiche del sequestro e sugli sviluppi tragici della vicenda“: però, se le forze dell’ordine hanno poco tempo da dedicare ai cani, forse è perché sono troppo impegnate ad occuparsi della violenza umana. Proprio la stessa che traspare dai commenti sopracitati e dai molti altri che possiamo leggere su qualsiasi social o forum.
Questa nostra società mi terrorizza sempre più… ma posso dirlo, che ho quasi più paura di incontrare uno di quei commentatori, piuttosto che qualcuno che mi minaccia per rubarmi il cane?

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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