giovedì , 23 novembre 2017
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Lavoro in acqua, campionato di Francia… tra soddisfazione e delusione

DSCF3170di CLAUDIO CAZZANIGA – E’ stata veramente una grande domenica, ricca di emozione, attesa, speranze e con un pizzico di delusione sul finale.
Siamo stati ad Urville-Nacqueville in altissima Normandia – zona resa nota dal famoso sbarco -, per capirci una quindicina di ore di auto da Bergamo.
La spiaggia che ci ha ospitato è chiamata “la spiaggia al bordo del mondo”.
Tutta quella zona trasuda di storia e te ne rendi conto semplicemente guardandoti in giro, dai forti, dai muraglioni, dalle targhe sparse qua e là, dal fatto che ad un certo punto ad ogni uscita autostradale vi è un cartello che indicava ora il cimitero americano, ora quello tedesco, il museo dei carroarmati e via di questo passo. Qui si vive di turismo, insediamenti industriali significativi non ve ne sono. La parte interna della regione è dedita all’agricoltura, la parte della costa al turismo sfruttando la “storicità” del luogo.
Anche il clima devo dire è stato ottimo. 20, 22 gradi con una bella brezzolina che ha reso il nostro soggiorno perfetto.
La spiaggia meravigliosa, bianchissima e veramente sterminata. Per 5 ore al giorno raggiunge la profondità di quasi 200 metri, per altre 5,6 appena di una ventina… i miracoli della marea. Lui, monsieur l’Oceano lì… imponente come al solito ed io lì davanti a chiedere clemenza per il giorno successivo.
Su questa cosa dell’oceano io devo essere molto sincero… dalle mie parti si direbbe “ho più culo che anima…” nel senso che io arrivo sempre molto rispettoso e timoroso di come posso trovarlo – anche perchè noi solitamente ci si allena in un lago -, ma a dir la verità, su quattro volte che lo ho incontrato, per quattro volte l’ho trovato sereno calmo e tranquillo… merci!
Con me Ombry, che se latita un pò durante l’anno a questi appuntamenti non manca mai.

DSCF3264La gara, la più importante della stagione oserei dire a livello europeo, la finale del “Championnat de France 2014”.
Ci si accede superando nell anno precedente delle gare di selezione o conquistando il “brevet Mer”, il quarto grado di lavoro francese. In Francia, da marzo ad ottobre, tutte le sante domeniche c’è una gara, veramente a centinaia i concorrenti durante l’anno e solo i migliori 15 accedono alla finale.
Attenzione, due le condizioni che rendono questa gara…”la gara”: si disputa solo nell’oceano e prevede una prova di nuoto di 30 minuti dietro ad un gommone.
Quest’anno devo dire che in gara vi erano i migliori nomi del lavoro in acqua che vi sono in questo momento in giro.
Da Jean-Yves Faguer, campione uscente, a Joseph Paulin (soprannominato da me il nonno di Heidy) che la scorsa finale beccò l’unica mezzora di Oceano incazzato prendendo uno zero che ne pregiudicò una vittoria già sicura; Jerom Prevot, padrone di casa, Marie-Charlotte Rougier, una che va sempre sul podio nella finale di Coppa.

10482791_10204288012224291_1173474617_nPer noi è stata anche l’occasione per rivedere tanti amici. Su tutti Gerard Gabriel e sua moglia Agne: due persone che ormai dodici anni fa – grazie ad un aggancio datomi da Fausto Grazzini del gruppo Natt – mi aprirono le porte del mondo in acqua francese. Allora non c’era Internet e passavamo le serate a mandarci infiniti fax di regolamenti e prove e ricordo che sempre, sempre, sempre sul più bello finiva la carta o il toner… quanti ricordi…
Una giornata speciale anche grazie alla presenza di David Dessaint e di sua moglie. Lui in gara con i colori del Belgio, una convocazione straordinaria la sua, perchè, ve lo ricordo… David è senza voce e ormai con grande orgoglio posso dire che siamo grandi amici.
Giudici della gara il Sig. Domenique Gre per la prova di nuoto e il Sig. Stephane Linque per la prova a terra ed esercizi in acqua.
Il week-end è iniziato con la cena che vedeva presenti tutti i concorrenti, i responsabili di gara, l’organizzazione ed i politici di turno.

10489186_10204287766618151_2055553371_nLa mattina ci siamo ritrovati per le otto. Giornata come detto molto bella e mare calmissimo. Prima operazione, il sorteggio dell’ordine di partenza dei 15 concorrenti.
Per noi pettorale numero 12, in acqua non prima delle ore 16.
Poi il sorteggio degli esercizi. Presa al polso con partenza da gommone e figurante posto a 50 m di distanza è l’esercio obbligatorio, poi sono usciti il riporto di un figurante tramite l’apporto di un salvagente con partenza e ritorno da gommone; l’apporto di una cima di 50 m ad un gommone in avaria posto a 50 metri dalla riva ed in fine il recupero di un figurante posto su un surf, dotato di vela posata in acqua, posto a 50 metri dalla riva.
Prima di questi esercizi il lavoro a terra e la prova di nuoto: e qui la prima sorpresa, in quanto i giudici hanno invertito l’ordine degli esercizi. Prima il nuoto, poi il lavoro a terra e poi il lavoro in acqua. E far lavorare a terra un cane bagnato di acqua salata, sotto il sole e stanco di 30 minuti di nuoto, non è esattamente la stessa cosa di farlo a cane “fresco”. Ma andiamo per ordine.
Io e David ci siamo presi una bella panchetta e ci siamo messi su un lato del campo base allestito dall’organizzazione e ci siamo goduti tutti i cani che ci hanno preceduti.
Devo dire un alto, altissimo livello. Pochi errori e tutti i cani in predicato di vittoria: molto, molto bene.

10510263_10204287766658152_140305262_nL’organizzazione per rendere la giornata più “emozionante” di quello che già era ha deciso di comunicare tramite lavagna i punteggi di nuoto e lavoro in acqua, ma non quelli del lavoro a terra. Qualche maligno ha attribuito questo atteggiamento alla volontà di poter “aggiustare” qualche risultato in corsa… ma io a questa cretinata mi rifiuto di crederci.
Alle 17 eccoci pronti alla partenza. La mia unica “paura” era la parte a terra con cane bagnato. Cane che fà pipì in campo va a casa… e alla fine ho deciso di adottare una condotta a passo molto veloce, in maniera di evitare che la cagnolina mettesse giù il naso e avvertisse la necesità di sporcare.
Pronti, via: la prova di nuoto con l’oceano che iniziava se pur lentamente a montare. Tuffo con mezzo comando e la Bati lì, a non più di due metri, inchiodata a fianco del gommone. Mezzora non passa mai e con il mare ed il vento che montano la paura di prendere un’imbarcata a livello fisico vi è sempre, ma è andato tutto molto bene e nonostante un pò di sballottamento nei 10 minuti finale abbiamo portato a casa molto bene la prova ed i complimenti del giudice, un ottimo segnale.
Da lì via al campo a terra, completamente in sabbia. La prima prova condotta su 30 metri senza guinzaglio con una svolta a destra, una a sinistra e un gira. Ad ogni fermata il cane seduto. Fatto quello la stessa prova con il guinzaglio e devo dire che il passo svelto è stata un’ ottima pensata (… o forse no).
Terza prova un terra resta a 30 metri con richiamo e cane in posizione seduto al fianco del conduttore e finale con un terra resta per un minuto con conduttore fuori vista. Tutto bene.

10405900_10204287965503123_844299846_nIn acqua, lo ammetto spassionatamente, mi sono divertito, me la sono veramente goduta. Sentivo la Bati presente, attenta, decisa e cattiva, con quel “killer istinct” che quando è così…
Sui primi due esercizi ci siamo trovati a lavorare in contro sole, con le onde che nascondevano un pochino il figurante, ma il cane è andato come un treno. Sul figurante da prendere per il polso molto bene, su quello da recuperare con la ciambella ancora di più.
Addirittura in fase di partenza il gommone era per pendicolare alla riva, per cui il cane si tuffava dalla parte del tubolare. Mentre il figurante si buttava in mare da un altra imbarcazione il nostro gommone si è girato di 90° (causa corrente) per cui il nostro figurante era posizionato esattamente a prua rispetto al nostro punto di partenza. Il giudice mi ha fatto segno di aspettare a mandare il cane per avere il tempo di rimettere il gommone in posizione. Io avevo già dato il comando e lanciato il salvagente in acqua… la Bati ha puntato la ciambella, ha scartato un assistente che era a bordo, ha scavalcato un secchio contenente cime ed àncora, si è messa sulla punta del gommone e con un gran tuffo è partita e tornata con il figurante a razzo. Ecco, questa credo sarà l’immagine più bella e suggestiva che mi porterò dentro di me di questa giornata e di questo cane. Faccio un piccolo inciso su questo esercizio.

10487698_10204287823379570_73430823_nDalla notte dei tempi e in tutti i Paesi l’esercizio dell’apporto della ciambella va fatto come segue: il cane parte, aggancia la ciambella, si dirige al figurante, gli da la possibilità di agganciarsi e riporta tutti a riva o al gommone.
Dallo scorso anno in Francia il cane, una volta arrivato dal figurante, deve lasciare la ciambella: il figurante ci si infila dentro,  si attacca al cane tramite imbrago e torna indietro.
Ora il mio cane è 6 anni che lavora cosi, non potevo scombinarle l’esercizo di punto in bianco, per cui qui una penalità era già in conto.
Siamo poi passati all’esercizio dell’apporto della cima, e lì ci siamo resi conto di cosa vuol dire lavorare nell’oceano. Il gommone era lì davanti a noi, ancorato. Il cane è partito ed a occhio nudo si spostava di 10 cm verso est ogni metro che faceva: una corrente pazzesca.
Ad un certo punto la cima di 50m che dovevo svolgere da un secchio che la conteneva è finita ed il cane aveva ancora almeno 10 metri da fare per arrivare al gommone. Ma anche qui è stata veramente forte! Ultima fatica (…per lei) il recupero di un surfista in difficoltà. Una indecisione in partenza, dovuta alla stanchezza credo io, ma anche qui un buon esercizio.
L’applauso della gente presente, i complimenti dei figuranti e degli assistenti di spiaggia devo dire che mi hanno fatto capire che avevamo fatto veramente un bel lavoro.

10490176_10204288001984035_1871663168_nCambiati, lavati e profumati siamo andati alla lavagna dei punteggi, 94 bei puntoni lì che ci sorridevano, a pari punti con il padrone di casa e solo un punto dietro il nonno di Heidy con il suo cao de agua. I punteggi: 20 su 20 il nuoto; 19 su 20 la presa al polso; 17 su 20 il riporto del surfista; 19 su 20 l’apporto della cima e 19 su 20 l’apporto della ciambella. Totale 94. Lo ammetto, qui il sogno l’ho cullato… tanto, ma proprio tanto.
Ma non si deve mai fare il conto senza l’oste.
All’uscita dei risultati del lavoro a terra l’amara sorpresa. Condotta senza guinzaglio 4,5 su 5; terra resta 5 su 5; richiamo al piede 4 su 5… condotta senza guinzaglio 3 su 5.
Totale alla cassa, senza spingere, 110,5 punti e quarto posto. Il terzo posto a 0,5 punti, il secondo a 1,5 punti ed il primo posto a 4,5 punti… mamma mia…
Se è vero come è vero che la condotta con guinzaglio a passo veloce mi ha permesso di mantenere in cane “alto” è anche vero che come un pollo io tutto preso a svolgere al meglio condotta e le svolte, non mi sono reso conto che il guinzaglio non disegnava la “U” che il regolamento vuole ci sia. E giustamente sono stato penalizzato.

10487863_10204288000664002_1022625256_nL’incertezza sul surf ha chiuso i giochi.
La vittoria più che meritata è andata al nonno di Heidy, al secolo Joseph Paulin con il suo cao de agua Eon con 115, secondo posto con 112 punti il campione uscente ed il suo terranova Dear’val e terzo il terranova padrone di casa Dubal con 111 punti.
Per noi un premio speciale c’è stato, però. Il Retrievers Club francese ci ha insignito della coppa per il miglior retriever di tutto il Championnat, una gran bella soddisfazione che ci portiamo a casa con tanta gioia.
Se faccio un paragone con lo scorso anno, c’e’ solo da essere contenti. Lo scorso anno arrivammo quinti con 89 punti, quest’ anno 110,5 sono tanta roba. 20 su 20 sul nuoto per un cane da lago sono un orgoglio, 94 su 100 ad un Championnat in acqua un altro motivo per essere contenti e soprattutto nessuno zero preso.

DSCF3281Mi porto via tanto tanto tanto da questa ennesima avventura in terra francese.
Capisco che chi se la canta e se la suona da solo come faccio io magari può rimanere anche un po’ antipatico, pazienza, ma sono straconvinto di aver un gran cane, un cane che ha veramente dimostrato la qualità del nostro lavoro e che ha dimostrato di avere un cuore grande, veramente grande. Siamo tra i primi binomi in Europa e questo per me è una delle più belle soddisfazioni cinofile che abbia avuto.
Andando verso la macchina a manifestazione finita ho guardato il mio cane e le ho detto: “Oggi mi hai dimostrato che ho un cane che può vincere il Championnat de France: io ti ho dimostrato che tu hai un conduttore che ancora non è pronto per vincerlo”.
Ma ho ancora un anno di tempo per migliorare.

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