ares_perugiadi VALERIA ROSSI – Era una storia orribile, sta diventando ancora più brutta. Le indagini – tuttora in corso – sulla vicenda di Ares, l’amstaff trovato morto, avvelenato e poi legato a un albero dopo essere stato rapito al suo proprietario sotto la minaccia di un coltello, stanno dando risultati inquietanti.
Lo apprendiamo da Umbria24: non sembrano esistere riscontri al racconto del proprietario del cane.
Nessuno ho visto nulla, ma soprattutto nessuna telecamera rivela anche solo l’esistenza dei presunti tre magrebini che avrebbero compiuto l’infame gesto.
L’articolo chiosa con queste parole: “Un’indagine complessa, che potrebbe anche avere risvolti inaspettati e affatto piacevoli dal momento che alla denuncia del padrone del cane non ci sono riscontri, né spiegazioni logiche. Anche per questo la procura ha fatto approfondire l’eventualità che nessuna rapina si sia mai verificata. Nelle ultime ore comunque la polizia avrebbe rimesso a posto tutte le tessere del puzzle e la svolta sarebbe vicina“.
Io non oso neppure pensare a cosa possa esserci dietro a tutto questo, anche se mi tornano in mente altri racconti di presunte aggressioni a persone che hanno comportato la morte di cani e sulle quali non è mai stata fatta completa chiarezza.
Non riesco neppure a immaginare per quale motivo qualcuno possa inventare una storia simile, amareggiando migliaia di persone e sollevando l’indignazione popolare (e in questo caso, purtroppo, anche l’odio razzista, come avevo rimarcato nel primo articolo su questa vicenda): ma siccome ancora non si sa esattamente cosa sia successo, l’unico invito che posso ribadire è quello alla calma.
I messaggi pieni di odio e di inviti alla violenza, in questi giorni, si sono purtroppo moltiplicati: ora posso solo augurarmi che ci si dia una regolata, almeno fino alla conclusione delle indagini e alla scoperta di una verità che sembra vicina… anche se sinceramente ho un po’ paura di conoscerla.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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