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Spinning: quando il cane si morde la coda

spinning1di VALERIA ROSSI – “Cane che si morde la coda” è un modo di dire popolare che indica un circolo vizioso, una situazione senza via d’uscita: il che ci fa pensare che questo comportamento sia stato osservato così spesso da farlo diventare un’ espressione proverbiale.
Ma allora, è normale che il cane si insegua e/o si morda la coda?
Be’, dipende dal perché lo fa.
Se lo fa un cucciolo, solitamente si tratta solo di un gioco e anche di un modo per “scoprire se stesso” (a volte  i cuccioli si ammollano delle sgagnate tremende, scoprendo così che la coda è una parte del proprio corpo e che forse non è il caso di aggredirla a denti spianati): in questi casi l’unica cosa che non dobbiamo mai fare è ridere, perché il cane ripete facilmente tutti i comportamenti che ottengono la nostra attenzione.
A volte capita che il cucciolo faccia una stupidaggine qualsiasi per gioco, ma che accorgendosi di divertirci la ripeta fino a farla diventare una vera e propria ossessione.
Se lo spinning (o “tail chasing”) lo manifesta un adulto, può trattarsi di una reazione ad uno stimolo fisico, per esempio il morso di pulci: in questo caso, di solito, il cane non “mira” esattamente alla coda, ma vorrebbe grattarsi la schiena che gli prude… solo che non ci arriva, e per questo gira ossessivamente su se stesso.
Anche in casi come questi la reazione degli umani può far nascere un problema compulsivo; ma soprattutto sarebbe molto triste che un cane con le pulci venisse lasciato in preda dei parassiti. Quindi, se il vostro amico si mette improvvisamente ad inseguire la propria coda, per primissima cosa accertatevi che non sia infestato da fastidiosi ospiti.
Se infine un cane adulto diventa veramente ossessivo nell’inseguimento della coda, se sembra che “debba” farlo assolutamente per sentirsi meglio, se diventa sordo a qualsiasi richiamo o distrazione… allora potremmo essere di fronte a un problema comportamentale o addirittura neurologico.

spinning4Secondo uno studio di Alice Moon-Fanelli e Nicholas Dodman, i sintomi neurologici monitorati in un gruppo di bull terrier che manifestavano spinning erano molto simili a quelle che si trovano negli esseri umani che soffrono di autismo.
Prima di allarmarsi, però, è bene ricordare che nella stragrande maggioranza dei casi il disturbo è solo comportamentale, e che è la conseguenza degli stessi problemi che abbiamo già esaminato nell’articolo che trattava in generale di tutti i disturbi ossessivo-compulsivi: noia, stress, scarsa attività fisica, vita troppo monotona (i cani tenuti alla catena sono tra i più affetti da spinning, ma lo stesso vale per quelli che vivono sempre e solo in casa), conflitti gerarchici con altri cani di casa, confusione mentale (classica nei cani che non hanno regole, o che vengono puniti per qualcosa che non capiscono, o che hanno conflitti interni).

spinningPurtroppo gli studi hanno dimostrato che non è sufficiente eliminare le cause scatenanti per far sparire i comportamenti compulsivi: quindi, anche se si “rimette tutto a posto” nella vita del cane, può succedere che lui continui ad inseguirsi la coda. In alcuni casi pare che ci sia anche una base genetica.
E’ comunque indispensabile cercare di individuare (e quindi di eliminare) le cause scatenanti: dopodiché, se il comportamento persiste, si dovrà intervenire bloccando il comportamento sul nascere.
Lo si può fare anche fisicamente, per quanto non sia assolutamente permessa alcuna forma di punizione (che causerebbe nuovo stress e quindi diventerebbe una nuova causa scatenante: insomma, sarebbe un tipico caso di… “cane che si morde la coda”!).
La cosa migliore da fare è mettere il cane al guinzaglio, agendo  in modo da impedirgli di iniziare a girare su se stesso: subito dopo bisognerà distrarlo e possibilmente fargli fare dell’esercizio fisico, che è sempre la migliore terapia per tutti i problemi di comportamento.

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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