di VALERIA ROSSI – Prima ero andata su Lercio.it a leggermi la “notizia” (vabbe’, si fa per dire… Lercio è un sito di storie tanto spassose quanto clamorosamente fasulle) del coniglio nano che aveva sbranato il padrone; poi sono passata sul Corriere.it a leggermi i commenti infuriati contro Steven Spielberg, reo di essersi fatto immortalare accanto ad un triceratopo (sì, proprio un dinosauro) da lui “ucciso” (ovviamente un animatronic, anche perché trovare un dinosauro anche solo da sedare, oggi come oggi, è un po’ complicato: ma gli animalisti gli hanno detto di tutto).
Fatto il pieno di risate – che mi servono per affrontare poi la realtà delle cronache cinofobe – ho preso fiato e ho aperto il sito del “Resto del Carlino” per andare a leggere un’altra notizia di cronaca, stavolta vera  e triste: ma quando ci sono arrivata  ho pensato “Cavoli, ho sbagliato a cliccare, sono ancora su Lercio!”.
No, perché la notizia in effetti è  vera: un pit bull ha ucciso un cagnolino e morso anche la proprietaria. Ma la foto… la foto è questa qua:

pitbullnero
Ora qualcuno dirà: vabbe’, hanno messo il cane sbagliato, che sarà mai: valeva davvero la pena di scriverci un articolo?
Be’… è un po’ come se un giornalista scrivesse un pezzo su un efferato delitto e poi la redazione lo illustrasse mettendo la vostra foto, per errore, al posto di quella dell’assassino.
Un semplice sbaglio, ops: che sarà mai.
Ma vi farebbe piacere?
E soprattutto, il giorno dopo uscireste di casa tranquilli?
Ecco, la stessa tranquillità ce l’avranno oggi i bolognesi proprietari di labrador neri, che molti lettori del “Resto del Carlino” identificheranno col “pit bull nero killer”… sempre ammesso e non concesso che il protagonista dell’episodio fosse davvero un pit bull: vista la cultura cinofila della redazione, non mi stupirebbe scoprire che si trattava di tutt’altro cane (e poi, chi se ne frega del colore? Sarebbe cambiato qualcosa se il cane fosse stato bianco o fulvo? Forse sì, sarebbe cambiato il fatto che non l’avrebbero scritto: perché è il “nero” a dare il tocco inquietante. Ed io che di cani neri ne ho due, posso stare allegra…).
A mio avviso è molto grave che si commettano errori simili, perché oltre ad alimentare la consueta cinofobia estiva (fateci caso, tutte le sante estati balzano alla ribalta i casi di aggressioni canine. Perché i cani impazziscono tutti insieme? No, perché i giornalisti hanno meno argomenti) la si indirizza pure verso i cani sbagliati, con conseguente disagio dei proprietari.
In questo particolare caso siamo davvero al top del ridicolo: che un labrador sbrani un microcane, se ci litiga, è sicuramente possibile… ma che mandi all’ospedale anche la proprietaria lo trovo fortemente improbabile. Però il concetto non cambia neppure quando si usano foto di pit bull o rottweiler per corredare la notizia di un meticcio aggressore, come è già accaduto millemila volte.
A mio avviso è un po’ colpevole anche la fredda cronaca, che non dà mai un minimo di spiegazioni (che solitamente il giornalista non conosce, perché non si preoccupa di informarsi: gli basta dire che il cane era scappato… ma non è che ogni volta che un cane scappa di casa ci si ritrovi con un killer libero per le strade!) e soprattutto senza porre l’accento sugli errori umani che causano fatti come questi (per esempio, non sarebbe male dire alla gente di tenere i propri cani più controllati… o magari spiegare che non ci si mette in mezzo quando due cani stanno litigando, perché il tuo comunque non lo salvi e rischi solo di essere morso anche tu).
Ma la cronaca è cronaca, può anche limitarsi al resoconto nudo e crudo: metterci la foto sbagliata, invece, è davvero un insulto non soltanto ai cani ritratti, ma anche ai loro proprietari che magari saranno costretti ad affrontare lei ire funeste di un popolo credulone e – come sempre – sprovvisto delle minime basi cinofile.
Insomma, è una Cavolata con la C maiuscola, che meriterebbe un class action da parte di tutti i labrador neri contro la redazione del giornale.
Ah, ma già… i cani non posso querelare nessuno. Per questo, su di loro, si può scrivere di tutto e di più senza timore delle conseguenze.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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