rinfsoc4di VALERIA ROSSI – L’approvazione sociale dei comportamenti sbagliati è uno degli errori più comuni che capita di incontrare in cinofilia: la prima volta che venni a contatto con questo problema ero un’addestratrice alle primissimissime armi, che aveva letto l’unico libro esistente all’epoca sull’addestramento e che, dopo i suoi cani personali, aveva lavorato con due o tre cani di amici e forse con uno o due veri e propri “clienti”. Insomma, esperienza vicina allo zero e conoscenze teoriche… ancora meno, visto che di etologia e psicologia canina proprio non si parlava, all’epoca.
Il cane era un alano arlecchino di nome Al, grande e grosso (ovviamente, essendo un alano), ancora cucciolone ma mordace “ad capocchiam”: ovvero, passeggiando per strada ogni tanto decideva che il passante X gli stava antipatico e lo pinzava al volo.
Con la boccuccia di rosa che si ritrovava aveva già fatto un bel po’ di danni, anche perché aveva già pinzato un paio di bambini (la foto è tratta da google e non c’entra nulla, visto che si sta parlando di un cane vissuto negli anni ’70:  sembra perfetta per illustrare questa storia, ma l’alano non è lui e spero proprio che non abbia cattive intenzioni verso il bambino!).
Io non avevo mai affrontato casi di mordacità prima di allora, ma con tutta l’incoscenza dei vent’anni (scarsi) andai a visitare cane e proprietario a casa loro: il cane si comportò benissimo, buono, allegro e festaiolo.
Poi ci avventurammo per strada. Tempo dieci minuti, il cane scattò verso una persona e l’umano, immediatamente, si mise ad accarezzarlo dicendogli “No, stai buono, non fare così”.
Non sapendo un accidenti di rinforzi positivi e negativi, né di approvazione sociale né di altro, io pensai comunque “Ma che cavolo: se lo accarezza, il cane penserà di aver fatto bene!”.
Quindi mi feci passare il guinzaglio, continuammo la passeggiata e appena Al tentò di partire verso un altro passante gli urlai un NOOOOO! che paralizzò, penso, mezza Savona. E giusto per gradire gli ammollai una botta in testa tipo Bud Spencer (metodo gentile! Ma intanto… mano di ragazzina vs capoccia di alano, mi feci sicuramente più male io).
Il cane mi guardò con due occhi così e il fumetto che diceva: “Ah, non vuoi che lo faccia? Strano, al mio umano piace… comunque ok, mi adeguo”.
E per tutto il resto della passeggiata non si sognò più di attaccare nessuno.
Caso risolto in tre secondi netti: una volta spiegato al proprietario che non doveva premiare il cane, ma sgridarlo quando faceva così, l’alano smise completamente di aggredire la gente per strada.

rinfsoc2Certo, mi andò assolutamente di lusso: come minimo avrei potuto beccarmi una rediretta (presumo che mi abbia salvato il fatto che si trattava di un cucciolone di tredici mesi)… e comunque non è che i casi di aggressività si risolvano a pugni in testa, per carità. Però il concetto di “spiegare al cane che quel comportamento non era gradito” lo trovo ancora giustissimo.
E ancora oggi, invece, mi capita continuamente di vedere persone che, con i loro gesti, approvano cani ringhiosi, mordaci, aggressivi.
Così come mi capita di vedere rinforzati comportamenti di paura (“Ma no, stai tranquillo, non succede niente”… e giù carezze e coccole), con l’ovvio risultato di far pensare al cane “faccio bene ad aver paura”.
Ovviamente il cane che ha paura non va neppure corretto e tanto meno punito (serve dirlo? Vabbe’, diciamolo): però non va assolutamente rinforzato! E le coccole, le carezze, l’approvazione sociale espressa in qualsiasi modo sono un rinforzo: ovvero, qualcosa che induce la ripetizione di un comportamento.
Se è facile dire un bel “NO!” convinto al cane che ringhia, abbaia o tenta di mordere, è meno facile capire quale sia il comportamento giusto con il cane che mostra paura, e ancor meno facile capire come comportarsi in caso di paura che sfocia in atteggiamenti aggressivi. Ovviamente non esiste una ricetta magica buona per tutti e quindi non posso darvi consigli specifici perché bisognerebbe vedere il singolo cane e cercare di capire le cause prima di trovare i rimedi… ma una cosa è certa: rinforzare è sbagliato.

rinfsoc3Quindi il cane timoroso, o pauroso/aggressivo, non va assolutamente accarezzato/coccolato. In linea di massima posso dire che l’atteggiamento giusto è quello rilassato e tranquillo: dobbiamo fargli vedere che noi per primi affrontiamo il presunto “pericolo” (che si tratti di una persona o di un sacchetto di nylon svolazzante, non cambia nulla) con sicurezza e serenità, e poi invitarlo a seguire il nostro esempio senza forzarlo, ma “convincendolo” con parole pacate e gesti sicuri.
Non diciamo mai “bravo” (il cane sa benissimo cosa significa, se sta con noi da più di una settimana), ma diciamogli, per esempio: “Dài, vieni”, in tono suadente.
Soprattutto, non accarezziamo MAI il cane “per calmarlo”: questa è una cosa che può funzionare con un bambino o con uno scimpanzè (i primati si accarezzano tutti tra loro), ma i cani non sono bambini né scimmie e per loro la carezza significa “sono contento di te, fai bene a fare così”.
Certo, questo concetto può anche avere un effetto calmante secondario… ma il primo effetto sarà sempre quello di fargli pensare che quel comportamento è gradito e che quindi faranno bene a ripeterlo.
Teniamolo presente, quando il nostro DNA da primati tende a prendere il sopravvento: ricordiamocene, perché con il rinforzo sociale si fa prestissimo a creare cani paurosi o, peggio ancora, cani morsicatori.

 

 

Articolo precedenteCaro Diario… (7)
Articolo successivoDylan, giallo cinofilo su una soppressione

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

57 Commenti

  1. ogni volta che leggo qualche tuo articolo attinente al comportamento/educazione mi domando se i bassotti (o forse solo il mio bassotto) rientrano in questi schemi educativi o fanno parte di una categoria a sé..
    il mio x esempio è un soldatino in tutto(vabbeh quasi tutto…) ma ti faccio un esempio:
    lui (il bassotto)è in giardino e il mio vicino di casa è nel suo giardino,Pattry gli abbaia sistematicamente ogni volta che lo vede(e ormai lo vede da anni) io esco gli dico Pattry NO!! lui smette si siede e mi guarda e io: Bravo Pattry.
    rientro in casa… un nanosecondo e lui riabbaia al vicino RI-esco PATTRY NO!! lui smette … ecc ecc ecc…
    cosa sbaglio?o lui è proprio “DE COCCIO”

    • guarda ho un bassotto anch’io e il mio ubbidisce solo se sono presente fisicamente e SOLO se lo fisso negli occhi e abbaia tutti i giorni a metà degli abitanti del nostro cortile che conosce da quando aveva due mesi. non conosco altri bassotti ma chredo che in generale siano di coccio…

    • Può darsi che abbai apposta per farti uscire?
      Magari sto dicendo una castroneria, ma forse ha associato l’abbaio al fatto che tu lo raggiunga per dirgli un deciso “NO!”. Così appena sparisci ti “chiama” di nuovo fuori.
      Comunque i bassotti hanno un carattere tutto particolare, questo è innegabile XD

    • L’articolo 32 comma 1 e comme 3 del titolo riguardante gli animali mi pare ridicolo: in pratica sei sanzionabile anche se il cane caga sul marciapiede ma la raccogli subito, poi vieta di far cagare il cane sulle aiuole. E dove caga?
      Cioè quello che abita a 1 km dall’area cani come fa? Rischia la multa ogni volta che esce in pratica..

  2. Io mi trovo, in qualche modo, nella stessa situazione di Enrica. Ho da poco più di un mese una Yorkina di circa tre anni reduce da una cattiva esperienza in canile (una Yorkina di 5 kg in un canile sporco e pieno zeppo di cani di qualunque razza). A casa sembra pendere dalle mie labbra, mi ascolta anche quando le dico di andare nella sua cuccia. Quando siamo in giro però diventa un altro cane: tira come un’esaltata (su questo sto tentando di lavorare fermandomi ogni volta e aspettando che si calmi per poi riprendere la passeggiata) ma, cosa molto più grave, ogni volta che vede un motorino o qualcosa che la distrae parte alla rincorsa. Peggio ancora quando vede un altro cane inizia a tirare e appena è a tiro scatta subito il morso; una volta è riuscita anche a scapparmi per inseguire la sua preda. Ogni volta è stata rimproverata ma sembra non avere nessuna intenzione di ascoltarci e ho la sensazione che non si fermerà sa non dopo aver conquistato il mondo :-). Comunque vista la situazione stiamo seriamente pensando, con mia moglie, di contattare un educatore che mi spieghi in cosa stiamo sbagliando.

    • Antonio, la prima cosa da sapere è che il cane NON generalizza: in particolare, distingue in modo deciso l'”indoor” dall'”outdoor”.
      Lavorare soltanto in casa significa avere, in molti casi, un cane impeccabile nell’ambiente familiare, che si trasforma però in una specie di Mr. Hide quando lo portiamo fuori. Si deve lavorare progressivamente spostando dapprima gli insegnamenti acquisiti in un nuovo ambiente privo di distrazioni (e già si potranno avere sorprese!), poi inserendo gradualmente le distrazioni e gli stimoli. E’ solo così che il cane impara e generalizzare, cosa che non succede mai “in automatico” ma che bisogna “far succedere” 🙂

      • Valeria è la prima volta che scrivo , ma è da marzo di quest’anno che spulcio tutto il sito è mi hai aiutato inconsapevole a scegliere il nostro amico peloso uno schnauzer medio nero che abbiamo preso a 5 mesi e che a oggi (ha 9mesi) si sta rivelando un cane fantastico.
        Due domande:
        In questo articolo ho letto della botta in testa all alano, in questo sito sembra che si possa educare solo con i premietti, ma il nostre cocciuto quest’estate aveva preso la cara abitudine di rotolarsi nella “merda” di credo gatto ogni volta che lo lasciavamo libero nel residence dove siamo stati e noi disiamo limitati solo al NO e a pulirlo accuratamente. Alla quinta volta in quattro giorni consecutivi il sottoscritto ha perso la pazienza e gli ha dato una sonora ripassata . Da allora non ci ha pensato più. Altro episodio un piacevole giorno ha deciso di sgranocchiare uno spigolo del muro del salotto: altro trattamento poco “gentile ” e no ha pensato più neanche a mangiare i muri.
        Ho fatto male? E con i premietti avrei dovuto premiarlo per tutto il tempo che non si rotolava nella merda? Lo avrei dovuto tenete al guinzaglio senza farlo giocare per non farlo rotolare nella stessa ? Avrei dovuto passare tutte le vacanze a lavarlo e abituarmi a un lezzo fantastico in casa???
        Altra domanda abbiamo preso Timoty in un allevamento fantastico nei pressi di Carrara all età di 5 mesi durante i quali ha avuto le cure di un allevatore a mio parere molto preparato e amorevole verso i suoi cani ed è cresciuto con la sua cucciolata e la sua mamma cana. Il nostro caso è stato fortuito perché siamo saliti (da Roma ) solo per conoscere la razza è l’allevamento e ci siamo innamorati di questo cucciolo . Il risultato è stato : no pipì e cacche per casa no casa devastata è un cane equilibratissimo e socievolissimo (anche troppo) con umani cani gatti tartaruga ecc.ecc. Per noi inesperti ha significato godersi tutto il bello di un cane che ci segue ovunque senza i casini da te descritti per Samba (e sei una professionista noi NO!!,) . Perché non si consiglia alle mezze pipe ,come nel nostro caso ,di prendere cuccioli un po’ meno cuccioli negli allevamenti ?
        Spero tu abbia il tempo e la pazienza di leggere tutto sto’ poco . E vorrei un tuo parere.
        Grazie del tuo bel sito.

  3. Sabrina Zunino, sì, e l’ho anche letta (non tutta, a dire il vero: solo la parte che riguarda gli animali). Per la maggior parte ricalca la legge nazionale (di cui molti si infischiano bellamente… però c’è!) e quindi c’è poco da commentare. Mi sta bene la parte sui circhi, anche se mi piacerebbe capire come fa un'”autorità sanitaria” a capire se la detenzione di animali sia compatibile o meno con una struttura circense…mi sembra un po’ una supercazzola), Trovo quantomeno ridicola la parte sulle pipì: o il sindaco apre una quarantina di aree cani, per permettere a chiunque di raggiungerle nel tempo del “mi scappa la pipì, papà”, oppure trovo difficilmente attuabile la pulizia dei muri o dei pali… a meno di non uscire con secchi, stracci, acqua e magari disinfettante. Maddai.
    Si preoccupino piuttosto dei molti umani che pisciano sui muri, con conseguenti profumi (inconfondibili!) moooolto più penetranti di quelli di una pisciata canina.
    Non ho ben capito, poi, come mai i cani dei Vigli del fuoco e affini sarebbero liberi di pisciare e scagazzare ovunque… ma forse ho inteso male io! 😀

    • Sono andata a leggermi il regolamento perchè che i cani dei vigili del fuoco potessero avere pisciata libera in libero stato mi ha sfruculiato un bel po’. Poi me ne sono fatta una ragione. I vigili del fuoco durante il soccorso possono derogare al codice della strada, passando con il rosso per esempio. Se ammazzano qualcuno però passano i guai. Ne discende che il cane dei vigili del fuoco anche lui sta facendo soccorso e quindi lasciamolo pisciare in pace perchè sta svolgendo un lavoro di altissima valenza sociale.
      Dato però che le unità cinofile sono impiegate solo nelle grandi calamità e non nelle ordinarie quotidiane operazioni di soccorso (salvo l’eccezione che conferma la regola) secondo me finisce che il cane di famiglia del caposquadra Pinco Pallo in servizio presso il Comando di Savona piscia dove gli pare perché alla bisogna, in caso di contestazioni, il suo umano tira fuori il tesserino di vigile del fuoco e chiude la bocca a chiunque.
      E la libertà di piscia ai cani addestrati presso le scuole nazionali o enti accreditati? Ci sono scuole nazionali per l’addestramento dei cani? E ammettendo che ci siano e che il mio cane l’abbia frequentata che faccio? la mattina porto il cane fuori munita del certificato di frequenza?
      Ma il più bello di tutti è dove si fa pisciare il cane a Savona? Sui marciapiedi no, sugli spazi erbosi no, sulle aiole meno che mai, ecco forse ho trovato, sull’autostrada?
      In ogni caso questo regolamento è da brivido: tutta questa minuziosissima ossessiva regolamentazione della vita sociale non mi sembra particolarmente equilibrata. Tutta Italia sta allo sfascio con un problema grande come una casa di illegalità istituzionali e della politica e ci si preoccupa di ribadire il problema dello sciorinamento dei panni. E va bè abbiamo visto anche questa.

  4. Proprio ieri vedevo un Dobermann che abbaiava a tutti gli altri cani che passavano. La padrona però, per distrarlo, gli lanciava un giocattolo e lui smetteva subito per andarlo a rincorrere… Rinforzo positivo su comportamento sbagliato o mancato rinforzo negativo; forse la maggior causa dei problemi comportamentali dei cani di città

  5. Si, è insorta una protesta, proprio sulla parte “i cani non possono fare pipì”. Io la reputo anticostituZionale… Tu la trovi attuabile? Non si meriterebbero una degna presa per il culo?

  6. Azz..Ci sono dentro con tutte le scapre in questa cosa.
    Lo so che non bisogna coccolare il cane in caso di comportamenti errati, ma giusto ieri, i miei geni di scimmia hanno avuto la meglio.
    Temporale improvviso, tuoni e fulmini particolarmente luccicanti e rumorosi, il mio cane che se la fa sotto (io pure, che ho il terrore di camminare sotto ai tuoni) ed un cagnino terrorizzato e disperso, che una che faceva jogging si era persa in giro.
    Mia madre che riporta il cagnetto all tipa ed io, con il cane che letteralmente frigna ed ulula per la paura, sotto l’acqua ed i fulmini.
    Dopo svariati “No.”,”Shh..Basta.” e “Dai, che non succede niente..” andati a vuoto, mi sono trovata ad accarezzarlo e a parlargli come una deficente..
    Non ho potuto evitarlo..

  7. Buongiorno, questo articolo mi ha riportato alla mente che, qualche giorno fa, ho visto fare la stessa cosa ad una proprietaria, non ricordo di che razza fosse il cane, la quale, per calmarlo, lo accarezzava. Ho pensato che forse dovrei fare anch’io così, però ho fatto lo stesso ragionamento espresso nell’articolo, vale a dire che accarezzarlo avrebbe significato approvazione da parte mia. Io ho un problema con uno shih-tzu di quasi 3 anni maschio. Woody è un cane socievolissimo e coccolone che ama gli umani (non tutti, si capisce subito, ma si limita ad ignorarli), specialmente i bambini e, in linea di massima, anche gli altri cani. Il problema sorge quando incrociamo un altro cane maschio (non tutti, chissà perché) di qualsiasi taglia, gli si avventa contro abbaiando come se fosse il cane più feroce del mondo. In realtà non ha mai morso nessuno, fa solo un gran casino e, quando viene attaccato per primo, rimane lì come un pampalugo. Viviamo a Venezia, città difficile per i cani, c’è poco verde, strade piccole ed affollate, le occasioni quotidiane di farsi qualche corsa e giocare con i suoi simili sono poche, ed in questi casi ho sempre paura che succeda una rissa e sia Woody a rimetterci. Come mi dovrei comportare? E’ il mio primo cane, forse percepisce la mia paura? Grazie, un saluto Sandra

  8. Io credo si debba distinguere, sempre sia possibile per chi guarda,
    fra il comportamento e le emozioni che vive quel cane specifico
    Guardare al singolo cane, a quelle che sono le Sue motivazioni dietro il suo comportamento.
    Non abbaia o altro perché “si comporta male” o “per far dispetto”
    Far sentire al proprio cane che non è da solo, ma che ci siamo anche noi è,
    a mio parere, basilare per creare un rapporto di fiducia
    Anche attraverso carezze
    Che non dicono “Bravo cane” ma “siamo insieme, fidati, ce la possiamo fare”
    Usare la violenza per insegnare che la violenza non debba essere usata è,
    quanto meno, fuorviante,
    anche per i cani

    • Ma infatti non dice di picchiare o punire fisicamente il cane aggressivo/maleducato: dice di fargli capire che sta facendo qualcosa di non gradito con un NO dal tono inequivocabile, evitando di fargli credere che il suo comportamento sia approvato. Non è questione di essere violenti, è questione di comportarsi in modo coerente e comprensibile per una mente come quella di un cane 😉

      • “..E giusto per gradire gli ammollai una botta in testa tipo Bud Spencee…”
        Non avrà provocato dolore fisico, ma sempre botta rimane
        Il punto, per me, è che Non Si Dovrebbe considerare il solo comportamento del cane,
        ma guardare quali siano le motivazioni a spingerlo
        Il cane aggressivo perché timoroso o perché polemico, deve essere aiutato diversamente.
        Maleducato perché tira al guinzaglio?
        A parer mio bisogna capire quali sino le motivazioni che lo spingono a tirare..
        La coerenza dovrebbe portare a comprendere realmente il cane
        Aiutandolo a vivere meglio nella società umana, anche se per far ciò, normalmente,
        ci si impiega ben più di 3 secondi

        • “Usare la violenza per insegnare che la violenza non debba essere usata è,
          quanto meno, fuorviante, anche per i cani”

          “..E giusto per gradire gli ammollai una botta in testa tipo Bud Spencee…”
          Non avrà provocato dolore fisico, ma sempre botta rimane

          Ma santa pupazza, ha raccontato un aneddoto di quando era alle prime armi (praticamente al suo primo vero “cliente”), avvenuto negli anni ’70, e stai a disquisire sopra come se avesse scritto “quando il vostro cane fa qualcosa di sbagliato prendetelo a cazzotti in testa” ? Davvero stai facendo una disquisizione del genere su UN aneddoto che fa semplicemente da “prefazione” all’argomento e dove proprio nel paragrafo successivo c’è scritto testuale

          “Certo, mi andò assolutamente di lusso: come minimo avrei potuto beccarmi una rediretta (presumo che mi abbia salvato il fatto che si trattava di un cucciolone di tredici mesi)… e comunque non è che i casi di aggressività si risolvano a pugni in testa, per carità. Però il concetto di “spiegare al cane che quel comportamento non era gradito” lo trovo ancora giustissimo.”

          ???

          Eppure il concetto dell’articolo mi pare chiaro, eh 😐

          • Il concetto del articolo mi è chiaro e non lo condivido.
            ll punto sarebbe che non si deve “trattare il comportamento”
            Aiutare i cani a star meglio, emozionalmente, permette loro, conseguentemente, di comportarsi meglio. Anche in una visione umana
            Nel 2014, con tutto quello che di nuovo si è appreso, si può anche andare oltre il mero comportamento.
            Sicuramente Non ci si impiega 3 secondi, ma il risultato è duraturo.
            L’abbozzo qua
            buona continuazione

          • Ti è talmente chiaro che secondo te il concetto è “non trattare il comportamento”, mentre il concetto è come non trattarlo in modo ERRATO andando a rafforzare (involontariamente) comportamenti errati o fobici, che non fanno certo “star bene” il cane, ma gli fanno avere uno stato di stress, paura o altro a seconda della situazione.
            Non c’è scritto da nessuna parte di “non trattare il comportamento”, basterebbe leggere

            “Ovviamente il cane che ha paura non va neppure corretto e tanto meno punito (serve dirlo? Vabbe’, diciamolo): però non va assolutamente rinforzato! E le coccole, le carezze, l’approvazione sociale espressa in qualsiasi modo sono un rinforzo: ovvero, qualcosa che induce la ripetizione di un comportamento.
            Se è facile dire un bel “NO!” convinto al cane che ringhia, abbaia o tenta di mordere, è meno facile capire quale sia il comportamento giusto con il cane che mostra paura, e ancor meno facile capire come comportarsi in caso di paura che sfocia in atteggiamenti aggressivi.”

            Ma forse te a “Bud Spencer” hai deciso di aver capito tutto dell’articolo, di non essere d’accordo e non ti sei sforzata troppo di leggere il resto…
            Se poi tu preferisci rafforzare dei comportamenti fobici perchè le carezze fanno tanto buono e disneyano, buon per te (e meno per il cane)…

        • Ma è un episodio avvenuto quarant’anni fa, con uno dei primissimi clienti e quando ancora non si avevano le conoscenze di adesso!
          Sono d’accordissimo sul fatto che sia necessario capire quali sono le motivazioni che spingono un cane ad agire in un certo modo: nel caso particolare di quell’alano, la motivazione che spingeva il cane a mordere era la convinzione che al suo padrone piacesse il suo comportamento aggressivo, perché ogni volta che lo faceva otteneva coccole e attenzioni. Sapeva che se avesse cercato di mordere sarebbe stato accarezzato, avrebbe ricevuto approvazione. Come dici tu stessa, la “botta in testa in stile Bud Spencer” non deve avergli provocato dolore…
          Magari sbaglio, ma mi sembra più una presa di posizione ideologica che non una valutazione con senso pratico… anche perché, dopo la prefazione con l’episodio dell’alano mordace, c’è scritto testualmente: “Ovviamente il cane che ha paura non va neppure corretto e tanto meno punito (serve dirlo? Vabbe’, diciamolo): però non va assolutamente rinforzato! E le coccole, le carezze, l’approvazione sociale espressa in qualsiasi modo sono un rinforzo: ovvero, qualcosa che induce la ripetizione di un comportamento.”

  9. Dare attenzione ad un cane spaventato NON rinforza la paura. La paura non è un comportamento ma uno stato emotivo. Dire al cane che siamo con lui, confortarlo, tutelarlo può solo farlo stare meglio, non peggio. L’errore è pensare che i comportamenti su base emotiva seguano le leggi del condizionamento operante. Un cane che aggredisce è un cane in grosse difficoltà e non sarà di certo un NO convinto ad aiutarlo a stare meglio..

    • Oddio… ancora con questa storia del cane che aggredisce perché “poverino, è lui che soffre”! Un’altra antropomorfizzazione (per di più tratta dal concetto che l’aguzzino deve essere stato per forza vittima di qualcosa o qualcuno… atteggiamento buonista che si vede dove ha portato la nostra società).
      Un cane può avere duemila motivi per aggredire: può essere in difficoltà, può aver paura… ma può anche essere stato rinforzato più volte dal proprietario per il suo comportamento aggressivo e quindi essere convinto di fare la cosa “giusta”… ovvero gradita al suo umano.
      Il cane non può essere “buono” o “cattivo”: il cane non ha un senso morale né una cultura né delle leggi che gli dicano quello che può e non può fare.
      Il cane agisce secondo il suo istinto e secondo le esperienze che ha avuto nella vita: rinforzare un comportamento aggressivo è una delle esperienze che NON bisogna far vivere al cane, se non ci si vuole ritrovare un cane che morde senza neppure sapere perché, ma solo perché crede di far contenti noi.

      • L’aggressione è SEMPRE uno stato emotivo negativo, una perdita di controllo, un crollo emotivo. Un cane che sta bene non aggredisce, non ha bisogno di aggredire. Aggiungere benessere non porta affatto il cane ad essere più aggressivo, semmai è il contrario.. Nell’episodio citato nell’articolo non è accarezzare il cane a renderlo aggressivo, ma non avere idea di quelle che sono le cause del comportamento e di quali sono le possibili strade per aiutarlo. Accarezzare il cane in quel contesto, dirgli “stai tranquillo”, ovviamente può non essere di alcun aiuto, ma di certo non rinforza l’aggressività! Gli stati emotivi non seguono i principi del condizionamento operante. I principi del condizionamento dicono che se aggiungo qualcosa di positivo il comportamento aumenta. Il cane si siede più spesso se riceve qualcosa che gli piace. Ma il cane aggredisce di più o è più spaventato se riceve qualcosa che gli piace e lo fa stare bene? NO! Stiamo parlando di stati emotivi non di comportamenti appresi, per rendere un cane più aggressivo bisogna farlo stare male, aumentare le sue difficoltà. Per rendere un cane più spaventato bisogna fargli paura.. Se un cane mi ringhia e io mi sposto rinforzo l’aggressività? ha ottenuto un risultato usando l’aggressività quindi la volta successiva sarà più aggressivo, vero? E’ vero il contrario, è fallire nella comunicazione che porta il cane a crollare e ad aggredire.
        Io do attenzione ai miei cani se hanno un problema, sempre. Posso rassicurare un cane spaventato, parlare e giocare con un cane che ha appena esibito comportamenti aggressivi e l’effetto non è di certo rinforzante.. In nessun modo stare meglio può rinforzare uno stato emotivo negativo.

        • L’aggressione è sempre uno stato emotivo negativo? Un crollo emotivo?
          Oh, santo cielo… stiamo parlando di un predatore! Secondo te quando un lupo (o un cane) aggredisce una preda ha un crollo emotivo??? Per favore!!! Ma l’hai mai visto in faccia un cane che insegue una lepre? Di che diavolo stai parlando???

          • Scherzi vero??? La predazione non è affatto motivata dall’aggressività. Gli schemi comportamentali della predazione sono completamente diversi rispetto a quelli riscontrabili nelle interazioni agonistiche tra due individui della stessa specie. Qui si stava parlando di aggressività, non di predazione.

          • E’ il contrario: è l’aggressività che è motivata dalla predazione. La predazione è un impulso ad inseguire/afferrare, ma se non fosse seguita dall’impulso ad uccidere (e come me lo chiami, questo, se non aggressività?) non sfamerebbe nessuno.
            Se poi non ti va bene questo esempio, allora parliamo dell’aggressività materna (o anche questa ha un nome diverso, per te’): quando una cagna difende i propri cuccioli, secondo te ha un crollo emotivo?

        • Non sono molto d’accordo con questa lettura dell’aggressività ( intraspecifica? se è questa che vuoi maggiormente sottolineare fra tutte le manifestazioni di aggressività ). Mi ricorda molto le posizioni gentiliste. Più in generale e per es., un cane aggressivo territorialmente non sta affatto male, anzi sta benone. Difende la sua casa, perché dovrebbe stare male?; un cane gerarchicamente aggressivo non è in difficoltà ma pensa di essere il più figo e il più ganzo. Una femmina che aggredisce un cucciolo non suo, non sta male. Sta usando pochi riguardi per geni non suoi, che non gli interessano. Un cane spavaldo perché viziato pensa di essere il numero 1, dove è che starebbe male? Al limite, un cane può star male quando gli entra l’ansia di dover stare in mezzo agli altri cani; quando avrebbe più piacere a starsene per i fatti propri, quando i compagni di gioco sono un po’ prepotenti e non ha la forza fisica di imporsi.

          • Se sono a casa e ad ogni rumore vado a guardare alla finestra se c’è qualcuno, sono sereno o forse sono in ansia? Un eccesso di controllo è determinato dall’ansia.
            Un cane gerarchicamente aggressivo non so che significa..la gerarchia non è in relazione con l’aggressività.
            Lo stress, l’intolleranza sono stati emotivi positivi?
            Un cane spavaldo, quindi sicuro non ha bisogno di usare l’aggressività..altrimenti è tutto tranne che spavaldo..

  10. Di tutta la mia risposta ti soffermi su un termine?che tra l’altro si riferiva ad un contesto ben specifico. I comportamenti aggressivi rientrano nell’etogramma della specie per cui è ovvio che i cani usino l’aggressività in senso comunicativo. Distinguiamo reazione da interazione. Un cane che interagisce modula il proprio comportamento in relazione a quello dell’avversario. Un cane può essere assolutamente contestuale e legittimato ad usare aggressività. Se un maschio prova a montare la mia Nina e lei di tutta risposta lo minaccia, la risposta aggressiva è adeguata al contesto non solo nella qualità ma anche nel l’intensità e come lui smette lei rinuncia allo scontro. Un cane che reagisce invece manifesta una risposta intensa alla sola presenza dello stimolo. Un cane che aggredisce una persona o un altro cane che non ha fatto assolutamente niente non è contestuale e ciò che motiva questo comportamento è lo stress. Ed è certamente un crollo emotivo, un cane che inizia ad abbaiarmi furiosamente contro appena lo guardo e gli parlo crolla perché non è in grado di reggere un’interazione con me. In entrambe le situazioni non vedo come sia possibile suggerire come soluzione punire il cane!se è legittimo per il cane aggredire allora perché picchiarlo? Se non lo è e il cane è così in crisi da non poter fare altro che aggredire punirlo a cosa può servire se non a precipitarlo ancora di più nell’abisso? Le tue risposte comunque hanno evitato l’oggetto delle mie critiche.. che si riferivano al voler applicare i principi del rinforzo ai comportamenti su base emotiva. Tutto questo discorso sul l’aggressività non vedo cosa c’entri.

    • Guarda che tu hai scritto “l’aggressività è SEMPRE sinonimo di crollo emotivo”. il che è letteralmente assurdo. Quello che dici adesso è un po’ più sensato (ovvero, può essere un segnale di stress/crollo emotivo eccetera l’aggressività incontrollata, immotivata eccetera eccetera).
      Ma “può”, non “deve” per forza di cose. Quanto alla soluzione di punire il cane, chi caspita l’avrebbe suggerita? Io ho soltanto raccontato un aneddoto di ciò che mi è capitato con uno dei miei primissimi clienti, negli anni ’70…specificando sotto, numerose volte, che NON è certo quella la soluzione corretta! Però in quel caso ha funzionato, perché quel cane mordeva esclusivamente perché convinto, dal rinforzo costante del proprietario di fare una cosa a lui gradita. Altro che crollo emotivo… si divertiva un sacco! Mordeva e poi aspettava le coccole tutto allegro e giocoso!

      • A te evidentemente piace estrapolare un termine e farne un caso di stato..ma non mi sembra molto edificante. Io ho risposto all’articolo, che ora ho riletto e confermo la risposta..Nell’articolo si parla di cani che per il proprietario rappresentano un problema, altrimenti non staremmo a discutere di rinforzi e punizioni.. Dal mio punto di vista si tratta di cani in difficoltà, cani che non reggono determinate situazioni e aggrediscono (in altri termini crollano emotivamente), cani che si spaventano. Nell’articolo non si parla di madri che difendono i cuccioli, di predazione o di comunicazione aggressiva, per cui questi esempi li trovo fuori luogo.

        “Ovviamente il cane che ha paura non va neppure corretto e tanto meno punito (serve dirlo? Vabbe’, diciamolo): però non va assolutamente rinforzato! E le coccole, le carezze, l’approvazione sociale espressa in qualsiasi modo sono un rinforzo: ovvero, qualcosa che induce la ripetizione di un comportamento.”

        Ma NOO! Non ho ancora ricevuto risposte alle mie critiche riferite a questo punto..

        • Sul rinforzare o meno il cane che ha paura ci sono punti di vista diversi: il mio è quello che ho espresso, e cioè che la paura non va rinforzata (il che non significa che devi andartene e piantare lì il cane terrorizzato. Puoi stargli vicino, puoi dargli attenzione, puoi fargli fare qualcosa di divertente… quello che non devi fare è metterti lì a dirgli “poverinooo!! Hai pauraaaa? Vieni qui che la mamma ti fa tante coccoleeeee”… perché questo fa pensare al cane “faccio bene ad aver paura”.
          Secondo altri il cane si può coccolare: ma le opinioni degli altri le esprimeranno gli altri. Io esprimo le mie, se permetti.
          Non ti ho dato risposta su questo punto proprio perché sei libero di pensarla come ti pare e ti scrivere la tua opinione: i punti di vista sono tutti liberi e di libera espressione.
          Invece, quando hai scritto (testualmente): “L’aggressione è SEMPRE uno stato emotivo negativo, una perdita di controllo, un crollo emotivo. Un cane che sta bene non aggredisce, non ha bisogno di aggredire”… hai scritto una cosa palesemente falsa. E a questa ho risposto, perché qui non si trattava di punti di vista o di opinioni. E’ una cavolata e basta!

          • Quindi posso dare attenzione al cane e sostenerlo..oh ci siamo arrivati. Eppure a me il tono dell’articolo suona molto diversamente. In ogni caso mi spiace che il discorso sul l’aggressività lo ritenga una cavolata. ci vuole empatia e ssensibilità per sentire il disagio di un cane aggressivo. E finché una persona trova facile rimproverarlo manca del tutto della capacità di guardare il mondo dalla sua prospettiva.

    • La predazione, come sostieni, non è un atto di aggressione ( interspecifica )? Non so come si possa arrivare a negare la componente aggressiva nel comportamento predatorio. C’è un attacco e l’uccisione di un animale classificato nella mente del cane come di una specie diversa dalla propria. Dire che l’impulso aggressivo è assente nella predazione è come dire che non c’è aggressività negli sport… agonistici: come il calcio, la boxe… Certo, è una aggressività disciplinata ma anche quella degli animali lo è ( geneticamente ).

      La predazione, come atto di aggressione, non mette d’accordo tutti: gli etologi la considerano aggressione; gli psicologi sì e no, tendenzialmente no. A livello di schema motorio, la predazione include alcuni comportamenti che non esiteresti ( forse mi sbaglio ) a definire “aggressivi o agonistici”: irrigidimento, tallonamento, scuotimento ecc..ecc.. In poche parole, il predatore ricorre all’aggressività per mangiare. In cooperazione l’aggressività è anche più intensa, quando la vittima è forte e stenta a cadere l’aggressività richiesta è proporzionalmente maggiore.

      Il tuo concetto di aggressività ed aggressione, mi pare, viene ristretto alle sole circostanze in cui i cani debbano ricorrere all’aggressività per risolvere dei conflitti personali ma i comportamenti aggressivi vengono usati anche fuori da un contesto di conflitto o di interazione problematica cane-cane. Ci sono comportamenti che comunque non implicano un malessere psicologico del cane. Un maremmano che attacca un intruso ( aggressione territoriale ), dopo aver esibito tutto il suo bellissimo repertorio di bravo cane da guardia, è un cane depresso, triste ed emotivamente sotto stress? Lo sarebbe se attaccasse ovunque e tutti, comprese le persone inoffensive. Perché si deve cercare qualcosa che non va? Cosa c’è che non va? Il cane poliziotto che aggredisce su comando è un cane incompreso? L’aggressività esiste nel patrimonio genetico del cane in forme naturali che il buonismo umano vuole etichettare come anomali o fuori norma. Il tuo discorso ha senso se circoscritto ai casi in cui hai tenuto a precisare, distinzione tra reazione ed interazione. Un cane “crolla emotivamente” quando riceve informazioni ambigue dall’ambiente, umano e non, e può capitare che ricorra all’aggressività ma non vuol dire che dietro comportamenti aggressivi ci sia un cane che soffre. E soprattutto il comportamento aggressivo non è legato esclusivamente al morso. Un cane aggressivo può non avere mai morso.

      Non sai che significa “cane gerarchicamente aggressivo”.. Cane che manifesta comportamenti competitivi legati al suo status di dominanza suona meglio? Un cane che ritiene di avere diritto di accesso alle femmine, ai privilegi acquisiti o riconosciuti, alle risorse primarie rispetto agli altri cani, è un cane MORDACE sotto disagio emotivo? Un cane infelice? Ma quando mai? Lo volete voi il cane infelice. Dici che “la gerarchia non è in relazione con l’aggressività”. Mai e poi mai? L’aggressività per motivi gerarchici non esiste? Mi pare troppo assurdo per tentare una contro replica. Gli allevatori a cui è capitato di perdere un loro cane a causa di una rissa per una cagna in calore alzino la mano.

      “Un cane spavaldo, quindi sicuro non ha bisogno di usare l’aggressività..altrimenti è tutto tranne che spavaldo..”

      L’affiancamento cane-cane, coda alta, orecchie dritte, sguardo duro, confronto laterale… non sono comportamenti agonistici-aggressivi? Un cane sicuro non ha bisogno di esibire questi comportamenti, dici. E come farebbero gli altri cani a capire che sono in presenza di un cane sicuro se non ingaggiano un confronto ritualizzato? E’ vero se il contendente è pronto a riconoscere la sua superiorità. Due cani di pari forza usano l’aggressività nella misura in cui sono alla ricerca di queste informazioni. E non vuol dire che siano da ricoverare perché cani infelici od insicuri. Non è una situazione frequente da osservare in città ma se non è palesemente chiaro chi dei due è più forte, perché occorre più tempo per stabilirlo, visto che sostanzialmente si equivalgono, è probabile che dalla aggressività si passi all’aggressione vera e propria. Dopo di che, lo sconfitto si ritira in un mondo normale. Oppure intervengono gli umani sobillando una situazione da isteria collettiva. Poi ci sono altre cento variabili da esaminare perché un cane che sa di giocare fuori casa mostra un atteggiamento meno aggressivo. In realtà io mi riferivo ad un altro genere di spavalderia cioè al cane che le ha tutte vinte dal suo umano.. ma è un mio errore perché ho usato un esempio poco calzante.

      • Tommaso dove avrei detto che l’aggressività è un’anomalia?
        L’aggressività è un tratto della personalità, (esistono cani più aggressivi e cani meno aggressivi) e va distinta dal comportamento aggressivo. I cani usano l’aggressività per comunicare e non associo affatto l’aggressività al mordere. Ci sono cani in cui l’aggressività è mascherata dalla confidenza, sono così sicuri che non hanno mai bisogno di esibire aggressività, eppure sono aggressivi.
        Mai detto che un cane che esibisce aggressività sia un cane che soffre. Nina è aggressiva, ha una vita felice, ciò non toglie che nell’episodio citato fosse preoccupata e in difficoltà. L’aggressività è uno stato emotivo negativo. Se puoi scegliere di essere arrabbiato con qualcuno o di essere felice cosa scegli? Essere arrabbiato, in conflitto non ti fa stare bene. Io non ho alcun problema nel dichiarare che Nina fosse stressata nel momento in cui ha aggredito il corteggiatore, di certo non ne era felice.. altrimenti non lo avrebbe aggredito.

        Quanto alla gerarchia entri in un discorso delicato.. quanti cani vivono in condizioni di estremo disagio costretti a vivere ai margini del gruppo sociale da altri cani familiari più grossi e forti? In casa mia la parola gerarchia vale zero.. i miei cani hanno pari diritti, nessuno vince a spese di altri. Un cane infelice è solo il cane che dichiara di esserlo, non è difficile.

        E ancora..io ho detto che un cane sicuro non ha bisogno di aggredire..La postura eretta, il confronto, lo sguardo offensivo è comunicazione non un’aggressione. Un cane forte ovviamente può cercare di influenzare il comportamento di altri individui, ma se è realmente pù forte sarà sufficiente il minimo grado di pressione per ottenere il risultato. Non è detto che due cani debbano arrivare al confronto, ad un testing reciproco per capire con chi hanno a che fare. I cani sanno molto di più di quello che pensiamo. Un cane può influenzare il comportamento di altri individui con la sua semplice presenza fisica. Ricordo in una classe un maschio corteggiare con molta serenità una cagna..la femmina viene fatta uscire, entra Lisa, l’altra mia femmina, guarda il maschio e lui non osa avvicinarsi..e lo ha solo minacciato con lo sguardo, non ha fatto altro. Il comportamento del cane è stato completamente differente rispetto all’interazione precedente.

  11. “Non so come si possa arrivare a negare la componente aggressiva nel comportamento predatorio. C’è un attacco e l’uccisione di un animale classificato nella mente del cane come di una specie diversa dalla propria.”

    A proposito di predazione cito testualmente “Il comportamento di predazione che, per le sue caratteristiche di attacco e uccisione della preda, potrebbe essere definito aggressivo, non è in particolar modo dagli etologi, considerato tale. Infatti sia i substrati neurali che i moduli di attacco della preda differiscono spesso notevolmente da quelli messi in atto nelle altre forme di aggressività. Inoltre la motivazione e il significato funzionale dell’attacco predatorio è quello alimentare, per cui, se si considera la predazione come una forma di aggressività, si dovrebbero alla pari considerare come comportamenti aggressivi anche quelli di un formichiere che fa incetta di termiti o di un erbivoro, ad esempio una mucca al pascolo. Quindi sia da un punto di vista teorico che operativo la cosiddetta aggressione predatoria non viene, almeno in questa trattazione, fatta rientrare nel concetto di aggressività nè tantomeno inclusa tra i comportamenti aggressivi”.
    Da “Dizionario di Etologia”
    E’ sufficiente o devo citare anche Abrantes?

    • Per carità, non esiste identità di vedute sulla nozione stessa di aggressione, figuriamoci su quella degli etologi in merito alla predazione come atto aggressivo o meno. La citazione testuale che hai postato la leggo come scelta convenzionale da parte dell’autore di non trattare la predazione tra gli atti aggressivi in un campo in cui il dibattito è ancora aperto e studi conclusivi non ve ne sono. Sono stati scritti interi trattati e fiumi d’inchiostro sul tema dell’aggressività, con interesse principale per l’aggressività umana, per le applicazioni in campo sociologico e di politica criminale, eppure siamo ancora al punto di partenza.

      Se cane che uccide gallina non desta alcuna reazione in noi che guardiamo, proviamo a passare ad un’altra relazione interspecifica: se io sparo in testa ad un agnello o sbatto la testa a un pesce che si dimena per finalità alimentari, non c’è aggressività dal tuo punto di vista? Quando un animale uccide un altro animale, oltre alla distruzione della vita, procura dolore alla vittima. Dire che la predazione non è atto aggressivo perché finalizzato alle esigenze alimentari è un vestito troppo corto, non spiega altre cose. Anche la difesa territoriale è finalizzata alla difesa delle risorse alimentari, cioè è fatta per esigenze alimentari: però quando il residente attacca e respinge l’intruso non viene negata l’aggressività intraspecifica. Qui c’è un deficit di coerenza teorica, ti pare?

      Il comportamento è regolato non solo dal sistema nervoso ma anche dal sistema endocrino. Le scienze neurobiologiche guardano ad una faccia della medaglia, il passaggio sulle attivazioni neuronali mi sta benissimo ma per inquadrare il problema della classificazione di un comportamento non è sufficiente: come non è sufficiente il solo indirizzo endocrinologico e la rilevazione del tasso delle catecolamine nel sangue. Io mi limito ad offrire degli spunti, fermo restando che per me la predazione è un atto distruttivo ed aggressivo senza connotazioni morali. Chi respinge la componente aggressiva forse lo fa per “salvare la faccia agli animali”, troppo a lungo accusati di essere solo istinto e determinismo.
      Nel frattempo vada pure per Abrantes. Il più vecchio e datato Lorenz è di altro avviso. Egli distingueva un’aggressività intraspecifica ed un’aggressività interspecifica, la predazione appunto. Lorenz individua tre tipi di aggressività interspecifica: il comportamento di aggressione del predatore; la reazione difensiva della preda; nei casi più estremi l’attacco verso il predatore per non soccombere. Tesi vecchie le sue? Può darsi ma che ancora oggi non sono del tutto tramontate, ci sarà un perché. Cosa significa? Significa che i principi generali che a suo tempo ha proposto sono ancora validi fino a che qualcun altro non proporrà qualcosa di più valido ovviamente. Il termine predatore, ed il relativo comportamento di procurarsi il cibo, è riferito ad animale che mangia altro animale: la mucca non mangia altri animali, mangia altri organismi viventi. L’esempio testualmente citato è provocatorio ma non ragionevole.

      Infine, l’aggressività. Non è una forza negativa come sostieni. Nella prospettiva di Lorenz, e di chi la pensa come lui ( e suppongo, non di Abrantes !), l’aggressività è un istinto primario, plasmato dalla selezione naturale e che si trasmette per via ereditaria per soddisfare gli obiettivi della sopravvivenza del più adatto. Quindi interessa anche il procacciamento del cibo, cioè la predazione. Non si fa un torto agli animali se si riconosce che l’aggressività è una forza instintuale, vitale, ineliminabile, funzionale alla sopravvivenza del più forte. Come ogni altra forza, il quantum di aggressività ottimale, ai fini della sopravvivenza, è stabilito dalla selezione naturale. L’aggressività non è uno stato emotivo negativo, è qui che ti sbagli: dipende dalle circostanze. Quando è richiesta ed è proporzionata, non è necessario scomodare il comportamentalista o l’addestratore.

      Per tornare al cucciolone di alano, io ci vedo il condizionamento operante: 1) il cane casualmente attacca briga; 2) il padrone fraintende e pensa: oh poverino il mio cane, tranquillizziamolo; 3) il padrone lo ricopre di carezze ( rinforzo positivo ); 4) il cane aumenta il comportamento di attaccar brighe ( e magari scodinzola! ). Ovviamente, l’altro cane mica sta a guardare e reagisce. Risultato: il mio cane è aggressivo, andiamo da uno specialista ( quando la colpa è stata mia ). Questo era il senso dell’articolo.

      Il tuo ragionamento si basa sul presupposto ( da provare ) che il cucciolone sta male quando vede un altro cane e gli abbaia. Il comportamento di attaccar brighe è stato generato da un rinforzo positivo, non era l’espressione di un “crollo emotivo”, per usare le tue parole. Il concetto è che spesso siamo noi a condizionare negativamente un cane e non ce ne accorgiamo. Il cane è confuso perché noi lo confondiamo. Lo stesso soggetto in mano ad un altro proprietario magari sta sereno.

      • stato emotivo negativo non vuol dire sbagliato!! Se immaginiamo le emozioni lungo un continuum nella estremità negativa avremo emozioni come la rabbia e l’aggressività, nell’estremità positiva la gioia e la felicità.. Spero di essermi spiegato ora. L’ho detto io post fa che l’aggressività può essere del tutto legittima e contestuale..chi mai ha detto che un cane che esibisce aggressività debba essere portato dal comportamentalista?

        Tornando al discorso dell’alano..il cane casualmente attacca briga? non conosco UN solo cane che “casualmente” aggredisca. Un’aggressione è un’aggressione, non uno starnuto, non c’è proprio niente di casuale. Il proprietario può influenzare il cane e spingerlo ad aggredire? Certo che sì, ci sono proprietari che letteralmente mandano i cani a fare rissa..e i problemi stanno nella relazione e nella comunicazione.
        Dici che il proprietario ricopre il cane di carezze e che questo è un rinforzo positivo..ma che ne sai? non lo stabilisci tu cosa è o non è un rinforzo positivo, è il cane a dirtelo. Quello che è un rinforzo per un cane può non esserlo per un altro. Non ho mai visto un cane desiderare di essere accarezzato mentre aggredisce, neanche uno.. L’aggressione non è propriamente un comportamento associato alla richiesta di coccole. Tra l’altro una simile visione pecca un tantino di antropocentrismo: il comportamento del cane è sempre motivato dalla volontà di far felice il proprietario. Fortunatamente i cani hanno una loro personalità, non sono un prolungamento del nostro ego. Io ti posso dire che nel lavoro con cani aggressivi o paurosi, i principi del rinforzo posiitivo non sfiorano neanche lontanamente la mia mente. Si lavora su ben altri livelli. Certo, non dico “bravo!” a un cane che aggredisce qualcuno illegittimamente..perchè dovrei? Ma questo non significa che non abbia le mie attenzioni, approvazione sociale e tutto quello che gli serve per stare meglio..
        Per me parlare di aggressività in termini di rinforzo signifiica non scalfire nemmeno la superficie, ignorare gli stati emotivi e le motivazioni profonde che guidano il comportamento.

        • “stato emotivo negativo non vuol dire sbagliato!! Se immaginiamo le emozioni lungo un continuum nella estremità negativa avremo emozioni come la rabbia e l’aggressività, nell’estremità positiva la gioia e la felicità..”

          Né lo stress né l’aggressività sono negativi in quanto tali. Se contestualizzati, ripristinano il benessere del cane. E’ sbagliata l’aggressività generalizzata, è sbagliato lo stress cronico.

          “il cane casualmente attacca briga? non conosco UN solo cane che “casualmente” aggredisca.”

          Per alcuni è aggressione la semplice minaccia, per me no. Attaccar briga significava provocare l’altro cane per vedere che è capace di fare. Ogni volta che un tuo cane dà segni di intolleranza, tu sai perché lo fa? Casualmente è dal punto di vista mio, dell’umano.

          “Dici che il proprietario ricopre il cane di carezze e che questo è un rinforzo positivo..ma che ne sai? non lo stabilisci tu cosa è o non è un rinforzo positivo, è il cane a dirtelo.”

          E’ il comportamento del cane a dirmelo, giusto. Vediamo: è un rinforzo perché il comportamento è aumentato; è positivo perché hai dato al cane qualcosa che gli piace. Posso cambiare gratificazione, dare al cane un bocconcino al posto delle lodi ma la sostanza non cambia.

          “Non ho mai visto un cane desiderare di essere accarezzato mentre aggredisce, neanche uno..”

          Il rinforzo avviene DOPO il comportamento incriminato, non MENTRE. Quando fai fare un esercizio al cane lo premi DOPO o DURANTE?

          “L’aggressione non è propriamente un comportamento associato alla richiesta di coccole.”

          Il cane non aggredisce la prima volta allo scopo di ottenere le coccole. Non ne può saper nulla. Dopo tot ripetizioni apprende che l’umano lo approva ( sebbene nella mente dell’umano, coccolare vorrebbe avere tutt’altro significato in quel contesto )e ripete il comportamento quando si ripresenta un contesto simile.

          “Tra l’altro una simile visione pecca un tantino di antropocentrismo: il comportamento del cane è sempre motivato dalla volontà di far felice il proprietario.”

          Quando mai? Dipende da quanto è cooperativo il cane in questione, dalla razza, dalla scala neotenica..

          “Io ti posso dire che nel lavoro con cani aggressivi o paurosi, i principi del rinforzo posiitivo non sfiorano neanche lontanamente la mia mente.”

          Io non credo, dalle informazioni che abbiamo, che l’alano avesse bisogno di un programma di recupero comportamentale ma solo di un po’ di disciplina. Il cane aggressivo generalizza l’aggressività, vi fa ricorso e la estende a tutte le volte che entra in rapporto coi suoi simili o con gli uomini. Diventa ingestibile perché non puoi più uscire di casa, frequentare posti affollati, salire sull’autobus ecc. ecc. Non credo che l’alano fosse a questo livello di problematicità. Se avesse realmente morso bucando, penso che negli anni ’70, dopo meno di due-tre episodi del genere sarebbe finito dritto sul tavolo del veterinario.

          • Adesso mi farai una dissertazione sullo stress “positivo”.. anche no..
            Lo stress non è mai positivo, l’unica cosa che rende l’eustress positivo è che è superabile. Se ho fame quello che mi fa stare meglio è la possibilità di mangiare, non è la fame a farmi stare bene.. nessuno sta bene quando è stressato.

            Il comportamento è aumentato a causa delle carezze? se vuoi crederci.. non è che forse è aumentato perchè nessuno si è chiesto come aiutare il cane? Se il cane ha un problema e il proprietario non fa nulla per aiutarlo ovvio che può peggiorare.. sarà mica questa la prova che le carezze sono un rinforzo. Questa è un’ipotesi..e senza verifica resta un’ipotesi.

            Certo..il rinforzo viene dopo. Quindi il proprietario accarezza il cane per calmarlo quando ha già smesso di aggredire?? la cosa ha sempre meno senso per me.

            L’aggressività ha un costo ed è fortemente associata allo stress. Un cane aggredisce perchè è in difficoltà, non per ricevere carezze dal proprietario! una simile visione per me è folle e molto superficiale. Il proprietario può influenzare il comportamento del cane, amplificare la sua ansia, essere causa di stress. Ma dare contatto sociale significa “ci sono, capisco che sei in difficoltà, sono dalla tua parte”, non significa affatto vai e aggredisci.. ci sono ben altri modi per dire ad un cane vai e aggredisci. Se vuoi inorridire io faccio di peggio che accarezzare un cane aggressivo.. Gli do la pallina, se lui vuole può giocare con la pallina, o contendere la treccia.. e miracolo, l’aggressività NON aumenta. Com’è possibile dare al cane qualcosa che gli piace così tanto (molto più delle carezze!) e non rinforzare l’aggressività? qualcosa nel tuo ragionamento non torna..Mai sentito parlare di coping? Non è l’unica cosa che faccio ovviamente ma lo faccio e non ho paura di rinforzare l’aggressività..in tutto questo il proprietario è assolutamente libero di parlare al cane e accarezzarlo se il cane chiede contatto sociale. Non c’è cane che chieda contatto sociale e non lo riceva. E no.. l’aggressività non aumenta per la semplice ragione che uno stato emotivo negativo non può peggiorare aggiungendo benessere. Se sono incazzato nero e un amico cerca di farmi fare quello che mi piace per farmi stare meglio mi incazzo di più?? Un ragionamento basato sul R+ è privo di ogni logica quando si parla di stati emotivi.

            Un cane che aggredisce non ha bisogno di disciplina, ha bisogno di essere ascoltato. Ha bisogno che il proprietario guardi il mondo dalla sua prospettiva. Quello che peggiora l’aggressività è lo stress e lo stress è associato alla mancanza di fiducia, all’imprevedibilità degli eventi, alle richieste, alle pretese (salire su un autobus? frequentare posti affollati? e chiedersi cosa ne pensa il cane?), al non sentirsi in alcun modo ascoltati e tutelati.

  12. Guarda, alla stragrande maggioranza dei lettori di tpic gliene può fregare di meno della Folkman e del coping.. Per tenere cattedra o farsi pubblicità ( a tua discrezione ) ci sono altre strade. Ti suggerisco un portale tutto tuo o affini. Una cosa è il confronto, altra cosa è salire in cattedra.
    Disciplina, se occorre spiegare, non significa botte da orbi ma riposizionare le gerarchie, insegnare il no… e punire ( non nel significato che tu puoi facilmente strumentalizzare ).
    Qui sembra che chi lavora con percezione e sfumature diverse dalle tue sia un aguzzino quando chi come te è all’avanguardia in fatto di metodi educativi e riabilitativi e soprattutto i cani li ama per davvero. Continuo a pensare che hai frainteso la portata dell’articolo ma detto in tutte le lingue del mondo non posso adoperare il marziano perché non lo conosco.

    • io salire in cattedra? non più di quanto lo abbia fatto tu.. e lo trovo curioso come modo per farsi pubblicità. In ogni caso ho risposto per spiegare il mio punto di vista.. non ho mai avuto l’obiettivo di far cambiare idea a te, ci mancherebbe.. ma magari chi legge può scoprire che esiste altro. That’s all.

  13. Molto interessante questa discussione! Io penso che Fabrizio data la sua giovane età anagrafica e professionale non abbia ancora avuto modo di scoprire “altro”.
    Oltretutto trovo curioso che abbia affidato, mi sembra esclusivamente, la sua formazione ad un docente che, fino a poco tempo fa, non era assolutamente interessato agli stati emotivi del cane…per carità, si cambia ed è un fatto molto positivo ma qui non parliamo di “aggiustare la rotta” ma di andare da un estremo all’ altro e questo, mi spiace, non lo trovo credibile.

    • Ti ringrazio per il giovane..ma non so chi tu sia. E non penso che la mia età anagrafica sia rilevante.. Anche i giovani possono essere competenti e professionali altrimenti lavorerebbero solo anziani o persone di mezza età.
      In ogni caso spostare la discussione sul piano personale può tradire una mancanza di contenuti..per cui limitatevi ai contenuti. La mia età o la mia formazione non hanno alcuna attinenza con l’argomento..

  14. Salve, è da un pò che leggo il blog è devo dire di trovare articoli con spunti molto interessanti. Io ho un pastore maremmano abruzzese maschio di otto mesi, il cane non è stato preso come cane da lavoro per la guardia alle greggi ma come da compagnia\guardia della casa. Devo dire che riesce benissimo sia nella compagnia ma soprattutto nella guardia, vi scrivo infatti proprio per due questioni inerenti questo aspetto del cane: l’abbiaio e una certa ostilità che mostra nei confronti delle altre persone. A me piacerebbe molto poter vivere con lui in aperta compagna e potergli dare tutto lo spazio che si merita per esprimere al massimo la sua natura di pastore però purtroppo non è cosi, ci troviamo a dover vivere in mezzo ad altre persone e quindi dobbiamo raggiungere una sorta di compromesso sociale.
    Per quanto riguarda l’abbiaio devo dire che non è uno di quei cani che passano tutto il giorno ad abbaiare dalla mattina alla sera, lo fa ogni volta che passa qualcuno davanti casa – e perfortuna non abbiaia alla macchine ma solo ai corridori e ai ciclisti che sembra sopportare veramente poco -, la notte vengo svegliato almeno una volta perchè inizia ad abbaiare a qualcosa che evidentemente percepisce solo lui e la mattina ha un altro picco quando ancora tutti dormono, smette non appena si rende conto che la famiglia è sveglia. Un’altra questione è l’abbaio forte e continuo ogni volta che qualcuno si ferma al cancello per fare due chiacchiere, a volte diventa veramente impossibile passare cinque minuti con qualcuno che lui non conosce davanti casa. Anche qui il mio problema, al di là della puntuale sveglia alle sette di mattina, sono quelle che potrebbero essere le reazioni delle altre case vicine che ancora non hanno detto niente ma che ho paura potrebbero farlo. Praticamente quale sarebbe la migliore strategia per diminuire l’abbaio? Ho letto in un altro articolo “Si fa presto a dire BAU” che andrebbe ignorato, ma ignorarlo vuol dire lasciarlo stare sia di giorno che di notte e aspettare che smetta da solo? Premiarlo una volta che smette dopo avergli detto di smettere sarebbe comunque un modo di rafforzare la sua guardia anche solo per essere usciti di casa e avergli dato attenzione? La notte quando abbaia e non mi fa dormire ogni tanto lo metto dentro casa ma anche questo è un rinforzo positivo? Anche nel caso in cui di notte lui non voglia assolutamente stare dentro casa infatti fa di tutto per uscire? Lo stare dentro casa malvolentieri di notte potrebbe interpretarla come una punizione?
    La seconda questione riguarda il suo comportamento con gli altri. Quando andiamo in giro per il bosco è molto bravo e non si allontana mai da me, non appena mi accorgo di star incrociando della gente però devo mettergli il guinzaglio mi trovo nella situazione di non riuscire a fidarmi delle reazioni del cane, perchè ogni volta che incrociamo qualcuno si immobilizza, diventa rigido e soprattutto quando qualche passante prova a relazionarsi con lui coda fra le gambe ed emette un suono, il quale non credo possa essere considerato un ringhio perchè non mostra i denti ma è un suono profondo e gutturale, un sorta di “grooo”. Fino ad’ora ho cercato di tranquillizarlo dicendogli di stare buono e cercando il contatto con lui per fargli capire quanto io non fossi allarmato dal passante in questione, leggendo questo blog mi sono accorto di stare sbagliando poichè fare questo equivale a rafforzare positivamente questo suo atteggiamento – se non altro non sono arrivato al punto di fare prima cosa e poi arrabbiarmi e dargli una botta…Cosa dovrei fare praticamente per evitare una cosa del genere? Quando il cane reagisce cosi gli andrebbe subito detto “no” o cosa? Come posso far capire al cane che per me non è un pericolo un passante che magari vorrebbe anche avere qualche contatto con lui, non potendomi ovviamente avvicinare io al passante con il cane al guinzaglio perchè ho paura che potrebbe fare qualcosa di male? Sono validi suggerimenti da dare al passante in cerca di contatto con il cane quelli di mettersi in ginocchio, quindi alla sua altezza, senza allungare le braccia e le mani verso la faccia del cane e aspettare che sia lui a cercare il primo contatto? Volendo provare a portarlo in giro per strade più trafficate da macchine e persone in modo graduale l’utilizzo di una museruola – magari messa non troppo stratta in modo che non abbia la bocca proprio chiusa ma che comunque non sia in grado di mordere – può essere d’aiuto o provocherebbe nel cane la nascita di qualche sentimento negativo nei confronti della “passeggiata in mezzo alla gente”? Ultimo esempio e poi smetto con le domande, proprio stammattina avevamo un ospite a casa che ha dimenticato il cancello aperto – guai! -, io ero ancora a letto e sento nello stesso momento il cane che abbaia, un urlo indefinito e piano piano l’abbaio che si allontanava…sono saltato giù dal letto e mi sono accorto che il cancello era effettivamente aperto, ho gridato “ZEUS!!!” e lui è tornato tutto soddisfatto di aver fatto scappare un nemico della casa. Il mio atteggiamento una volta compiuto il fatto è stato quello di sgridarlo e dargli una sculacciata – cosa che ormai è solo un atto di forma perchè mi faccio male io…- ma più che altro mettere su un atteggiamento “arrabbiato” per un pò di tempo dopo. Ho sbagliato? E se si cosa avrei dovuto fare?
    Io mi rendo conto di come lui sia un cane e come tale andrebbe trattato anche e soprattutto in termini di aspettative per evitare di incorrere in inutili frustrazioni dovute a eccessive aspettative. In più a me piace che sia un cane con tutti i limiti da una parte e tante altre cose belle dall’altro, mi piace che sia un cane e vorrei cercare di imparare a trattarlo come tale per instaurare veramente un rapporto interspecie. I pastori abbruzzesi sono grandi cani e mi piace enormemente questo loro grande attaccamento alla casa e alla famiglia, sono cani dediti a quello che fanno e mi rendo perfettamente conto della loro natura di cani da guardia e per questo ogni volta devo scontrarmi tra il volere che il cane si comporti in un certo modo, soprattutto per questioni sociali legate agli altri ma anche per quel rapporto interspecie di cui sopra che richiede un dare\avere da parte di entrambi, e il desiderio di rispettare la sua natura.

    Grazie per le informazione e le risposte

    Giulio

  15. ciao io invece ho una bassottina di 4 mesi pero ha una paura folle di uscire ha paura di tutto quando la porto fuori casa sta pochi minuti piange e poi trema e corre verso il portone di casa come posso fare ?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.