dylan1di VALERIA ROSSI – Un vero e proprio “giallo” quello di cui si discute in questi giorni su Facebook e non solo: ovvero il caso di Dylan, il meticcio braccoide che ha aggredito una volontaria del canile di Cavour che lo ospitava e che per questo è stato soppresso con una rapidità davvero inquietante.
Canicidio inutile (o quantomeno esagerato) oppure soppressione effettuata nel pieno rispetto delle norme vigenti?
Non è facile avere un quadro chiaro della situazione.
Il canile di Cavour ha emesso un comunicato nel quale si spiega che il cane ha aggredito seriamente una volontaria, dopodiché (copincollo testualmente) “l’ASL ci ha intimato di tenere il cane fino alla visita del veterinario legale e d’accordo con lui, il nostro Direttore Sanitario e il Direttore del rifugio, dopo una visita collegiale dove Dylan ha mostrato nuovamente segni di intolleranza e aggressione nei loro confronti, si è proceduto purtroppo alla sua soppressione”.
Dunque, Dylan ha attaccato una volontaria: il motivo è sconosciuto e la volontaria sembra non voglia rilasciare dichiarazioni né mostrare foto delle proprie ferite.
Cosa dice la legge, in casi come questi?
L’unico testo nazionale a cui si può fare riferimento sembra essere  l’Ordinanza del Ministero della Salute del 6 agosto 2013 (che rimane in vigore un anno, quindi è attualmente vigente).
All’Art. 3 di questa Ordinanza si legge:

1. (omissis) a seguito di morsicatura o aggressione i servizi veterinari attivano un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale e della corretta gestione da parte del proprietario;
2. I servizi veterinari, oltre a quanto stabilito dall’articolo 1, comma 7, in caso di rilevazione di rischio elevato, stabiliscono le misure di prevenzione e la necessità di una valutazione comportamentale e di un eventuale intervento terapeutico da parte di medici veterinari esperti in comportamento animale;
3. I servizi veterinari detengono un registro aggiornato dei cani dichiarati a rischio elevato di aggressività ai sensi del comma 2;
4. I proprietari dei cani inseriti nel registro di cui al comma 3 stipulano una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni contro terzi causati dal proprio cane e applicano sempre al cane, quando si trova in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, sia guinzaglio sia museruola.

Si parla dunque chiaramente di “una valutazione comportamentale” (che potrebbe essere stata effettuata dal veterinario legale), a seguto della quale si indica però la possibilità di “interventi terapeutici”: e non mi risulta che la soppressione possa rientrare tra questi interventi, quindi la legge qui sembra essere stata disattesa.
Oltre all’ordinanza nazionale, però, esistono le leggi regionali: e quella della Regione Piemonte (n. 27 del 4 novembre 2009) per quanto  riguarda i casi di aggressività recita così:

1. Il detentore di cani ad aggressività non controllata (ovvero, come si legge all’art.2,  “il soggetto che lede o che inequivocabilmente attenta all’integrità fisica di una persona o di altri animali attraverso un comportamento aggressivo non controllato dal proprietario o detentore dell’animale”) ha l’obbligo di vigilare con particolare attenzione sulla detenzione degli stessi al fine di evitare ogni possibile aggressione a persone, ottemperando alle prescrizioni di cui ai commi 2, 3 e 6 nonché a tutte le disposizioni specifiche di livello nazionale e locale per la gestione di cani a rischio.
2. I cani ad aggressività non controllata sono sottoposti ad una visita veterinaria comportamentale mirata ad esprimere un giudizio sulla pericolosità del cane non oltre i quaranta giorni dall’evento.
3. I comuni, in collaborazione con le ASL, gli ordini professionali dei medici veterinari, le facoltà di medicina veterinaria, le associazioni veterinarie e le associazioni di protezione degli animali istituiscono ed organizzano percorsi formativi per i proprietari di cani ad aggressività non controllata con rilascio di specifica attestazione.
4. Al termine dei corsi di cui al comma 3, previo il superamento di esame valutativo esteso alla relazione uomo-animale, è rilasciato un attestato che certifica il controllo dell’affidabilità e dell’equilibrio psichico per cani.
5. Per l’espletamento dei corsi di cui al comma 3 i soggetti organizzatori debbono avvalersi di una equipe composta da un veterinario comportamentalista, da un valutatore e da un addestratore cinofilo.
6. Fino al superamento del test di cui al comma 4 il detentore di cani ad aggressività non controllata ha i seguenti obblighi: a) applicare sia il guinzaglio sia la museruola ai cani quando si trovano nelle vie o in un altro luogo aperto al pubblico; b) stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile per i danni a terzi causati dal proprio cane.
7. Il detentore dei cani ad aggressività non controllata ha facoltà di rinunciare all’animale, ma è obbligato a sostenere le spese di mantenimento e rieducazione sino ad un nuovo affidamento.
8. Qualora il detentore dei cani ad aggressività non controllata non superi il test di cui al comma 4 o non vi si sottoponga e i servizi veterinari ne certifichino l’incapacità di gestione del cane, il Comune, su richiesta dell’ASL competente, adotta un provvedimento di sequestro del cane e, qualora ne ricorrano i presupposti, l’ASL ne certifica l’irrecuperabilità.
9. Gli oneri economici connessi al mantenimento, alle visite veterinarie comportamentali e alla rieducazione dell’animale sono interamente a carico del detentore dello stesso.

Anche qui si parla di percorsi rieducativi e addirittura di corsi formativi per i detentori di questi cani, ovvero per “il proprietario del cane o chi abbia accettato di occuparsene, responsabile della sua salute e del suo benessere”.
In questo caso mi pare evidente che i “detentori” fossero i gestori del canile, visto che avevano accettato di occuparsi di Dylan: quindi erano responsabili della sua salute e del suo benessere.
E l’hanno ammazzato.
L’hanno ammazzato dopo un singolo episodio di morsicatura, visto che non risultano precedenti: nel comunicato del canile si legge infatti che Dylan “da tempo mostrava di aver sviluppato un carattere prepotente , nonostante alcuni nostri operatori cercassero di migliorarglielo“.  Ma se un “carattere prepotente” fosse un buon motivo per una condanna a morte, credo che la metà dei cani italiani sarebbe già stata soppressa da tempo (e magari anche la metà degli italiani umani…).

dylan2No, si direbbe proprio che Dylan non avesse mai morso in precedenza. L’ha fatto il 29 giugno, per motivi che non saremo mai in grado di conoscere, e ha morso una volontaria che potrà anche non avergli fatto nulla, che potrà essere solo una vittima innocente, ma che è entrata da sola nel box di un cane dichiaratamente poco amichevole, cosa che contrasta pesantemente con quanto si afferma nel comunicato, e cioè che “conosceva Dylan e anche il suo carattere, quindi si avvicinava a lui con le attenzioni che le erano state indicate dal nostro educatore e da tutto il resto del personale”.
Evidentemente stavolta non l’ha fatto: e il risultato è stato il processo sommario e l’esecuzione altrettanto sommaria di una condanna a morte che davvero non si spiega. Non è una spiegazione accettabile il fatto che abbia morso UNA volta, né lo è il fatto che abbia mostrato, come sostiene il canile, “segni di intolleranza e aggressione” nei confronti di chi è andato a valutarlo dopo l’episodio: un cane che morde per la prima volta – scatenando ovviamente un putiferio – rimane sconvolto ed impaurito e quindi è sempre potenzialmente aggressivo. Al cane andava lasciato il tempo di calmarsi e di tornare alla sua normale routine, prima di procedere alla sua valutazione.
C’è un altro elemento contrastante in questa storia: il canile sostiene infatti di aver avvisato i proprietari di Dylan, che è poi l’associazione che si occupa di salvare cani del Sud (e che pagava la pensione del cane), mentre loro negano di essere stati avvertiti. Questo sarebbe gravissimo, perché una soppressione decisa esclusivamente dal canile, senza autorizzazione dei proprietari del cane, sarebbe (forse) giustificabile solo in caso di assoluta emergenza: per capirci, sarebbe stata comprensibile se Dylan fosse stato ucciso mentre sbranava qualcuno, senza alcuna possibilità di salvare diversamente la persona aggredita. Ma visto che la volontaria era già stata messa al sicuro, e che il cane era confinato nella sua gabbia… che bisogno c’era di agire così in fretta?
La spiegazione del canile (e cioè “la sicurezza dei volontari viene prima di tutto”) non ha senso, perché un cane mordace si può accudire, sfamare, dissetare mantenendo gli operatori in assoluta sicurezza: e intanto – stando alla legge – si sarebbe dovuto iniziare un percorso riabilitativo. Facebook si sta riempiendo di foto di un Dylan coccolone e tutt’altro che aggressivo, scattate a quanto pare solo un anno fa… il che fa pensare che per quel cane ci fossero, eccome, possibilità di recupero.
L’unica conclusione si può trarre è che il canile abbia agito con troppa superficialità e in tempi esageratamente rapidi: le loro giustificazioni non convincono affatto, perché – ripetiamo – non c’era alcuna “emergenza sicurezza”.
Quanto alla legge, non sembra che sia stata del tutto rispettata, visto che Dylan aveva palesemente diritto almeno a un tentativo di riabilitazione.
Quindi ci troviamo di fronte ad un caso di giustizia sommaria per il quale ci si augura che venga aperta un’inchiesta.
E si spera anche che questa brutta storia serva di monito ad altri e che si smetta, una buona volta, di permettere che un singolo veterinario (qualifica che non ci risulta equivalere a “giudice incontestabile del bene e del male”) possa decretare sentenze di morte con tanta leggerezza.

ATTENZIONE: apprendo adesso che dopo l’episodio di aggressione un’altra struttura del torinese aveva accettato di prendere in carico Dylan, che quindi avrebbe potuto essere trasferito senza mettere a repentaglio la “sicurezza” di nessun altro volontario di Cavour.
Doppiamente grave, dunque, la decisione di sopprimerlo (a questo punto “assassinarlo” mi sembra un termine più adeguato) non tenendo in alcun conto l’offerta dell’altro canile.

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74 Commenti

  1. Cara Valeria più che un giallo mi sembra totale incompetenza …abbiamo avuto un episodio analogo in Trentino Alto Adige , cane dato in adozione , l’adottante lo considera mordace e senza avvisare il canile dove lo ha adottato o i volontari lo porta dal proprio veterinario di fiducia e lo fa sopprimere , era un bernese si soli due anni …….detto questo ….

  2. Detto questo, credo che si dovrebbe regolamentare con più chiarezza il discorso delle soppressioni: è INCONCEPIBILE che un singolo veterinario o – peggio ancora – il singolo proprietario possano decidere di ammazzare un cane con la stessa leggerezza con cui si ammazza una mosca 🙁

  3. l’anno scorso allora all’expo internazionale di capannori avrebbero dovuto sopprimere non uno ma due cani..sul ring due molossoidi si sono presi e pestati pur essendo al guinzaglio ..i proprietari, con tanto di giudice a fianco, non riucivano a calmarli e ad allontanarli..chiaro che si è fatto ilvuoto attorrno al ring..il grave è che non sono stati squalificati..

  4. Perché Valeria sarebbe una novità che in certe strutture si agisca con superficialità? Non dico questa, ma vatti a leggere quante e di che tipologia sono le cause contro canili e strutture simili. Intanto chi paga è sempre o l’animale o la collettività, mai il vero colpevole. E tutte queste situazioni sono una cattiva pubblicità per chi si fa un mazzo così, volontari nel vero senso etimologico della parola, associazioni e persone che si dannano l’anima per gestire al meglio strutture e canili. Il problema è che nulla potrà mai essere accertato a meno che, in questo caso, non ci sia davvero la mancata comunicazione e se così fosse sarebbe da sospendere l’intero staff e licenziare il responsabile.

  5. Prima li catturiamo per dargli una vita migliore poi nei canili fanno questo. Non ho una buona opinione degli operatori dei canili, ti fanno fuggire a gambe levate quando entri in uno di questi posti.

  6. ho adottato un cane nel Canile di Cavour, altri della mia famiglia lo hanno fatto (sempre nel medesimo canile) e frequentandolo abbiamo avuto modo di conoscere l’attenzione e lo spirito di grande sacrificio e cura e amore nell’accudire i cani lì ospitati! ho osservato la grande serietà e dedizione del direttore, dei volontari e di tutti nella gestione del canile, non entro in merito ad eventi che non posso conoscere certo, ma testimonio e affermo di avere visto tanta cura e amore vero per i pelosetti lì custoditi! Giusto vigilare, confrontarsi e parlarne ma MAI generalizzare e spargere accuse alla leggera quando ho visto una serietà e amore RARO (essendo amante dei cani da sempre…canili ne ho visti!!)

    • Cara Katia , però un cane e stato ingiustamente ed incompetentemente soppresso …. Come la giudichi la cosa ? Sono seriamente preoccupato perche dopo questa storia la parte buona di quel rifugio si è dimessa …… Fortemente preoccupato per i 180 cani nelle mani di due esaltati , il gestore tesoriere e il presidente dell associazione detentrice del rifugio ….. 180 di cui buona parte non sono di loro proprietà …..
      A costruire ci vuoke molto , ma molto molto poco a distruggere tutto

    • …strano che la cosiddetta vittima non abbia voluto parlare nè mostrare i segni dello “sbranamento”.. Già chissà perchè… qualche graffio forse se morso c’è stato ….!!!

  7. Nn so se abbiano fatto uma cosa giusta….ad ogni modo se così nn fosse andata la storia sappiate che vi rimarrà sulla coscienza:(che un errore così x giunta fatto da chi dovrebbe dare tanto amore a queste povere creature e imperdonabile x quanto mi riguarda. …….parlo da persona amante e nn assassina!!!!Quindi mi auguro che chi di dovere vada avanti con le indagini…e paghino se hanno sbagliato…..!!!!!Certo le mie sono solo parole al vento…..:( che domani avremo già dimenticato il povero Dilan…..e questa gente continuerà a sbagliare! !!!!Un giorno faremo tutti i conti con chi sta sopra…….sicuro!!!!!!!Ciao Dilan riposa in pace:)

  8. Stando a quanto segnalato dall’ articolo , un intervento terapeutico poteva anche essere concesso, prima di scegliere la strada piu rapida …..pur tenendo conto del fatto che le risorse finanziare dei canili sono scarse.
    Trovo superficiale la scelta della soppressione ….e concordo con l opinione – sempre esposta nell articolo- di far attenzione alla giustizia sommaria ….di persone ( come di cani ) prepotenti ce ne sono in giro a bizzeffe ….che facciamo? Sterminiamo tutti?
    O con un po di intelligenza e tolleranza diamo spazio a fornire attenuanti x certi atteggiamenti …

  9. vorrei spezzare una lancia a favore del rifugio di Cavour, non su questo caso che non conosco, ma sulla struttura in generale che invece ho avuto modo di conoscere un mese fa quando abbiamo adottato Attila. è sicuramente una struttura che non ti fa fuggire a gambe levate (era la prima volta che entravo in un canile e la mia paura era di vedere un simil-lager, lo ammetto) con personale disponibile e cani ben tenuti.
    Avevo visto Attila su un annuncio, io l’ho trovato negli annunci in Piemonte ma lui era in Calabria con i fratelli. Io non volevo scegliere un cane attraverso una foto facendomelo portare come un pacco postale, ma fortunatamente l’associazione aveva già in programma di “farli salire al nord” al rifugio di Cavour per dargli maggiori possibilità di adozione e così ho compilato per l’associazione il modulo conoscitivo e contattato (tramite il sito) il rifugio. Dal rifugio mi hanno richiamato e ho parlato per un buon quarto d’ora con il responsabile. Appena Attila è arrivato ci siamo presi mezza giornata di ferie per andarlo a vedere, al rifugio siamo stati accolti da una volontaria gentilissima che ci ha fatto vedere lui ed i suoi fratelli e gli altri giovani cani. Avendo deciso di adottare lui abbiamo compilato i moduli…era venerdì pomeriggio inoltrato, il cane doveva passare ancora un’ultima sorveglianza sanitaria ed il controllo feci. Lunedì alle 13,00 mi richiamava la veterinaria che potevamo andare a prenderlo e poche ore dopo era a casa. Io di loro posso solo pensare bene, bella struttura, disponibili, efficienti e gentili. Dei 5 fratelli venuti su dalla Calabria 3 sono stati adottati subito (gli altri 2 purtroppo li vedo ancora sul loro sito) quindi non tendono a “tenersi i cani”.
    Per questo brutto episodio non so che dire, ma fa parte del rifugio anche l’oasi di educazione cinofila dove accadono anche cose così http://www.lastampa.it/2014/06/12/societa/lazampa/margot-non-trova-famiglia-ma-un-talento-del-discdog-eYtCUjEa4vzx9rpccF26ZN/pagina.html
    per cui prima di gridare contro l’assassino gli darei almeno il beneficio del dubbio, magari aveva già fatto corsi di rieducazione, magari era già seguito da molto tempo…anche a me spiace molto per Dylan ma magari questa decisione non è stata così frettolosa

  10. Per quanto incredibile e condannabile, non mi meraviglia. La storia di Dylan è similissima a quella di molti altri pelosi, spesso molto più fortunati di lui. Io stessa, con il mio gigante, ho avuto problemi SERI durante tutto il percorso di adozione. Non tanto con i volontari, persone stupende (forse un po’ troppo protettive), quanto con le fantomatiche educatrici, che tutto hanno fatto fuorché educare. Fosse stato per loro, il cane sarebbe dovuto marcire in una gabbia a vita. E’ facilissimo sopprimere, più difficile è impegnarsi a recuperare . Purtroppo, tutte queste situazioni non sono controllate e dobbiamo solo confidare nella buona fede degli operatori.

  11. Mi sembra comunque un fatto grave, non dovevano agire così velocemente, la faccenda puzza, è visto che il canile dovrebbe seguire queste povere creature e’ molto triste che non gli abbiano dato una chance

  12. Mi sembra comunque un fatto grave, non dovevano agire così velocemente, la faccenda puzza, è visto che il canile dovrebbe seguire queste povere creature e’ molto triste che non gli abbiano dato una chance

  13. Io spero vivamente che ci sia un seguito alla denuncia, che si arrivi in tribunale e che il procedimento sia affrontato con serietà e rigore da parte delle autorità competenti. Se c’è un colpevole (o più di uno) deve pagarne le conseguenze. Fino ad ora ha “pagato” solo Dylan, con la vita. Se i responsabili del canile (e della soppressione) risultassero essere, oltre che incompetenti, colpevoli di aver deliberatamente “ucciso” un cane sotto la loro responsabilità, mi auguro davvero di vedere una pena esemplare, una volta tanto.

  14. Io queste cose non le posso più sentire!
    Se un essere umano (diciamolo terra a terra), è fuori di melone, non viene soppresso no? Viene curato, se hai un figlio che va fuori di testa (dolore atroce per i genitori), che fai? Lo sopprimi?
    Ma che vadano tutti a FIC!!!

  15. La volontaria a parer mio in qualcosa ha sbagliato. Spero vivamente che questa storia finisca in trobunale e che sollevino dall’incarico il responsabile del canile e il veterinario che ha eseguito l’uccisione. Nn la devono passare liscia. Potremmo fare tutti insieme un’operazione di mail bombing al comune.

  16. Francamente non capisco. Se l’Italia è ancora un paese civile che non contempla la pena di morte nemmeno per i delitti più gravi, come si può consentire che invece sia possiibile mettere a morte un cane? Nelle normative che ci ha citato Valeria non c’è scritta da nessuna parte la parola “soppressione” e anche dopo la dichiarazione di irrecuperabilità della Asl non si specifica che cosa succede, non si dice: allora è irrecuperabile e quindi va soppresso. E poi con tutte le tecniche di recupero che stanno uscendo fuori adesso come può un cretino di veterinario essere certo che quel cane non può essere recuperato? Siamo proprio uno schifo di razza dominante.

  17. Che vantaggio ne avrebbe avuto il canile sopprimendo un suo ospite pagante? Anche perchè il canile di Cavour avrà una zona per i cani più aggressivi. C’è qualche cosa che sfugge!

    Sono sempre contro la soppressione di un cane, perchè se portato in una struttura adatta ci può vivere serenamente finchè morte non giunga 🙁 ma che vita è quella passata in un box sempre solo? 🙁 Forse più di una struttura nuova avrebbe avuto bisogno di un buon educatore/rieducatore.

    Detto questo sono dispiaciutissimo per Dylan! Di sicuro vittima di molti errori che creature teoricamente superiori avrebbero dovuto evitare, non so dare giudizi ma non si doveva, di chiunque sia la colpa arrivare, a questa soluzione!!!!!!!!!!

    Non condannate la volontaria, anche lei vittima in questa storia, sono sicuro che entrare in un box con un cane non proprio “gentile” non lo fai certo a cuor leggero, forse non è chiaro il pathos, chiusi con un cane che potrebbe uccidervi e magari dovergli fare una puntura.
    Poi morsi più o meno gravi in un canile possono sempre capitare.

    • Mah, ognuno deve conoscere i propri limiti. Se non te la senti, perché hai la sensazione che non c’è feeling o fiducia reciproca con quel cane, nel box non ci entri e ti fai da parte. Non sarebbe stata vigliaccheria ma professionalità, che esigo anche se lo fai a titolo gratuito. Per far male le cose, meglio starsene a casa.

      • In un canile la differenza tra tutto bene e tutto male non è sempre così chiara e netta! Sul fatto che se non te la senti invece parole sante, farsi mordere è anche il male del cane oltre il tuo.

        Ma la domanda su quale vantaggio avrebbe avuto il canile a far sopprimere un cane “pagante” non ha risposta, almeno io non riesco a darmela.

        • C’è una certa ideologia del “il cane è per tutti”, “buonissimo e dolcissimo!”… che è il credo del sciuramaresimo. Così, se morde o il fatto che possa farlo con tutte le ragioni del mondo, diventa intollerabile e si sopprime. Bella contraddizione di una società che ama il cane “come fosse un figlio”. Ma quando sbaglia quell’unica volta, va al patibolo. Non si vede il cane per quello che è, così se morde diventa una delusione, un mostro e lo si fa fuori. Chi ama sul serio il cane non lo sopprime per problemi comportamentali. Mai. Si mette dalla parte del cane e cerca di capire i motivi. Se non sei in grado di farlo, passi la palla a chi invece è in grado di farlo. Che non sono la maggioranza ma ci sono. E’ l’ideologia del cane cattivo che ha autorizzato quelle brave persone a far fuori il cane di nome Dylan.

  18. giusto per dirla tutta al canuile di cavour sono sostenitori dei metodi di cesar millan , gli educatori li presenti li applicano e fanno lezioni con quei metodi , lo stesso millan è stato in visita al canile come documentato dal vecchio sito del canile : http://rifugiocavour.altervista.org/oasi.htm mentre sul nuovo non c’è nulla. è evidente che quei metodo non funzionano.

    detto questo sono incazzato come una biscia , come dice valeria ci sono altri cosa da fare prima di sopprimere un cane

  19. Credo, e parlo per esperienza personale, che nei canili educatori e sedicenti tali debbano essere scelti con maggiore cura. Spesso vengono considerati pericolosi o “inadottabili” cani che si rivelano meravigliosi sotto ogni punto di vista. Fosse stato per gli educatori del mio, Vasco sarebbe dovuto marcire in una gabbia. Nel mio caso, i volontari al contrario, sono stati splendidi (nonostante la perplessità iniziale di qualcuno).

  20. Qualcuno si.ricorda di Raul? Bull terrier che aveva fatto peggio di Dylan eppure recuperato felicemente…e se davverro Millan è stato lì, qualcuno dovrebbe fargli sapere dell’accaduto, perché magari sarà quello che sarà, ma Millan i cani non li uccide.

      • Dai su che? I cani che non riesce a rieducare, a parte il metodo usato che può piacere o meno, se li prende lui, non li fa uccidere come qualcun’altra. Non è che perché, dato che lui non ti piace, non ne fa mai una giusta.

        • sul non farli ucciidere io non ci giurerei ricordati che in televisione fanno vedere quello che a loro fa comodo farti vedere. dal punto di vista cinoflilo l’italia è avanti 30 anni…i metodi di cesar qua li usavano 30 anni fa….

  21. Le leggi regionali vigenti sul territorio nazionale ci sono e parlano chiaro. Il principio generale è che si deve instaurare una procedura garantita allo scopo di accertare la pericolosità abituale di un cane morsicatore. Qui non è stato fatto. Pregherei gli appassionati animalisti ad interessarsi del caso anziché aggiustare il mirino solo verso quei cattivoni degli allevatori.

    La domanda che mi faccio è: che gente ci lavora in quel canile? uno lascia il proprio cane al servizio pensione di un canile e se lo ritrova soppresso per un singolo episodio di aggressione? se anche l’aggressione è stata violenta, prima di sopprimerlo è d’obbligo non solo per il buon senso ma per legge, fare una accurata indagine perché il fatto è tanto più eccezionale se il cane non ha mai aggredito nessuno. Dicono che Dylan da un po’ di tempo avesse cambiato comportamento verso la volontaria. Bene. Non ci vuole molto. Il cane è un animale intelligente e sa valutare chi ha davanti. Se un cane comincia a ringhiare e ti dimostri intimorito, impara presto a ricorrere ad una “scala” di aggressività crescente. Se la volontaria non sa più interagire (per paura di essere morsicata ), perché ha continuato a provvedere ai suoi pasti, alla pulizia del box e alla sgambata col guinzaglio ( a entrare in contatto con un cane semi-sconosciuto di cui si ha paura )?

    Hanno fatto un gran pastrocchio, come sempre ci ha rimesso il cane e mi piacerebbe sapere come mai il veterinario ha decretato da solo che fosse inguaribilmente ( clinicamente!! ) aggressivo e pericoloso. C’è materia per l’avvocato ed i i proprietari dovrebbero prendere il telefono e fare una bella chiamata. La volontaria dovrebbero metterla dietro la scrivania a gestire l’attivo ed il passivo del canile. Non a far danni. Si fa presto a dire che la vittima è la persona morsicata: spesso c’è un concorso della vittima che con colpa non sa come comunicare con un cane non amichevole. Al massimo lo eviti. Quanti cani vengono soppressi dopo un singolo episodio di aggressione e non se ne sa nulla? questa faccenda potrebbe interessare agli animalisti? o è troppo pratico e troppo poco idealistico? si spera nella cultura cinofila! se non c’è nelle strutture in cui si gestiscono cani, cosa ci si deve aspettare? non solo la cultura cinofila, quando c’è, è annacquata ma nemmeno si rispetta la legge: si fa a modo proprio.. e chi se ne frega.

    • A pensar male si fa peccato… ma spesso ci si prende… Dato per vero che fosse un cane in pensione, e quindi qualcuno pagava per la sua permanenza nel canile… immagino che ci sia da pagare una sorta di assicurazione nel caso in cui il cane provochi danni/male a qualcuno… e se avessero fatto i furbi per un risarcimento? tolto di mezzo il cane tolta la prova che fosse o meno mordace ed irrecuperabile… poi di medici/veterinari compiacenti mi sa che è pieno il mondo, basta spartirsi la pagnotta (sennò non si spiegherebbero i falsi invalidi/le false malattie…)

  22. vorrei rispondere ad alice che ha commentato da facebook : l’aggressione c’è stata . non bisogna fare dietrologie su questa cosa o cercare a tutti i costi una storia più assurda di questa. sta nella privacy di ognuno farsi immortalare con punti ferite e tutto il resto. quando son stato morso io in un altro canile non non
    ho messo una foto su internet. quindi per fare stop a dietrologie. l’assurdo sul quale comunque so che ci sono già denunce in corso è la violazione di legge per non aver rispettato i 10 giorni , il non aver avvisato i proprietari, la veterianaria che ha soppresso un cane che non poteva ecc… quello che è successo è gravissimo sia chiaro. mi spiace che per una errore ENORME di una persona adesso vada di mezzo tutto il canile che seppur con qualche difetto era una struttura valida , ben tenuta e pulita e lo so perchè ci sono stato…e prima che qualcuno inizia ad insinuare qualcosa tengo a precisare che non ho nulla a che fare con quella struttura.

    • Rispondo qui perché il tuo commento è uno dei più pacati e condivisibili, uno dei pochi che non vede congiure o dietrologie, ma al massimo un errore. Tengo a precisare che anch’io la penso come te, considero la morte di Dylan un errore, perché sopprimere un cane è sempre ETICAMENTE un errore, ma dal punto di vista legale ci vedo molti ma…
      Ma siete così sicuri che questo fosse il primo episodio e non l’ultimo e più grave? quello che ha richiesto l’intervento dell’ambulanza e di conseguenza delle autorità? 10 punti di sutura ed un altro morso al fianco non possono passare inosservati ma magari altri 2-3..10 più leggeri, risolvibili in infermeria, sì. Un po’ di disinfettante, qualche benda o cerotto e non si dice niente per non rovinare la reputazione del canile…quale sciuramaria si reca ad adottare il proprio figlio in una struttura dove ci sono animali aggressivi? Ma la “fedina penale” del cane non è più pulita e magari il percorso di rieducazione era già stato tentato…ricordo che fa parte della struttura il centro di educazione, non dovevano neanche cercarli (a pagarli) gli educatori…
      Fra le leggi citate da Valeria manca la 281/91, quella che regola i canili o meglio “Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo” dove recita “6. I cani ricoverati nelle strutture di cui al comma 1 dell’articolo 4, fatto salvo quanto previsto dagli articoli 86, 87 e 91 del regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320, e successive modificazioni, possono essere soppressi in modo esclusivamente eutanasico, ad opera di medici veterinari soltanto se gravemente malati, incurabili o di comprovata pericolosita’ ” quindi, anche se nelle due norme citate la soppressione non è prevista esiste una legge precedente attualmente in vigore che la prevede… certo se quei morsi sono stati i primi (e purtroppo gli ultimi) di Dylan non esisteva la “comprovata pericolosità” ma non è dato sapere se e quante altre volte era stato perdonato non essendo necessario l’intervento esterno (croce rossa)

  23. Vuoi vedere che, con tutto che l’Italia è il paese dello “scaricabarile” (leggasi la colpa è sempre di qualcun’altro…) , abbiamo l’unico caso in cui persone che potevano ricedere la patata bollente ad altri (visto che era stato richiesto il cane da un’altra struttura e non gli è stata data risposta… vuoi mai che riuscissero a recuperare un cane per loro “irrecuperabile”?) sono andati avanti imperterriti nei loro propositi…

  24. DOMANDA
    ho provato a scorrere le disposizioni di legge citate nel post senza riuscire a capire quale e quanta sia l’autorità dell’ASL in questi casi
    dal contenuto del post stesso e di molti commenti da parte di persone che probabilmente conoscono l’ambiente dei canili mi sembra di capire che la responsabilità della decisione presa sia interamente del canile ma nessuno lo afferma specificamente
    sarei grato a chi potesse esprimersi al riguardo chiarendo questo punto

    PS: ho un piccolo sospetto al riguardo e spiego da dove nasce andando un poco indietro nel tempo (un paio di mesi). Il rifugio di cavour si era dotato da qualche tempo di una valida sala operatoria dove consentiva di curare i propri cani anche a chi si trovava in difficoltà economica (le tariffe applicate erano la metà di quelle medio-basse di mercato). L’ASL di zona è intervenuta per fargliela chiudere (probabilmente con motivi formalmente abbastanza validi). Il canile ha avviato però un contenzioso legale che normalmente non si avvia se non si hanno buone ragioni per sentirsi parti lese. Di contorno a questo intervento c’è un fatto innegabile anche se forse non collegato alla decisione dell’ASL: le tariffe praticate dal canile davano molto fastidio ai veterinari privati.

    • Conosco bene la vicenda e preciso alcune cose.
      Prima cosa. L’aggressione alla volontaria non è stata mortale solo in ragione dell’intervento di una collega che ha udito le urla ed è accorsa. Il cane ha azzannato la volontaria in diverse parti del corpo, in ultimo l’ha presa alla gola. Sono intervenute due ambulanze, la prima ha constatato l’assoluta gravità delle ferite e i volontari del 118 non se la sono sentita di intervenire e hanno richiesto l’intervento dell’ambulanza medicata, con chirurgo a bordo, in quanto la volontaria respirava a fatica e si ipotizzava la necessità di un intervento (tracheotomia?) urgente sul posto.
      Seconda cosa. Se la prognosi è superiore ai 45 giorni intervengono d’ufficio i Carabinieri, chiudono e sequestrano la struttura. Con tutto quello che comporta per i responsabili, per i dipendenti e per gli ospiti del rifugio.
      Il cane è stato (purtroppo) soppresso a norma di legge (281/91) in quanto, come potete evincere dal mio racconto era evidente la comprovata pericolosità dell’animale, accertata da tutte le autorità preposte, che ha quasi ucciso un essere umano.
      Pertanto invito tutti i sedicenti amici degli animali che condannano la struttura senza sapere e magari facendo le più fantasiose ipotesi:
      a provare solo per un momento a immaginare lo stato d’animo del personale del canile, impegnato nel lavoro di tutti i giorni, quando venissero detenuti nello stesso cani potenzialmente assassini; e a entrarci loro in un box con una bestia del genere tutti i giorni;
      a provare a immaginare cosa sarebbe stato dei cani ospitati nel rifugio se questo fosse stato o venisse in futuro sequestrato dalle forze dell’ordine in seguito ad un incidente del genere; e dunque il rischio che tenere un cane potenzialmente assassino comporta per la struttura e la sua attività a sostegno dei randagi;
      a provare a immaginare il danno economico e d’immagine che simili becere e ignoranti forme di protesta hanno arrecato al canile in questione – che vive come tutti i canili prevalentemente di pubblica carità – e di conseguenza ai suoi ospiti: se domani tutti i benefattori decidessero di non fare più donazioni alla struttura perché screditata davanti all’opinione pubblica, ve lo prendete voi a casa un cane per uno mentre il rifugio di Cavour chiude?
      Sono veramente allibito dalla superficialità con cui questa protesta, pur comprensibile, ha preso piede. Andate a visitare il canile in questione, prima di giudicare. Io ci ho preso diversi cani in 20 anni e ho visto il canile crescere, in mezzo a sforzi incredibili e all’assenza o all’ostilità delle istituzioni. E’ un canile modello, gestito con passione ed abnegazione. Invito tutti i detrattori a una riflessione più consapevole.

      • Certo, “dal tuo racconto” si evince che il cane era una specie di killer ambulante. Non altrettanto si evince da racconti diversi. Personalmente ho parlato con il fidanzato della volontaria e lui mi ha detto che mentre saliva in ambulanza lei continuava a raccomandarsi di non fare del male al cane. Mi pare che la SUA testimonianza (più diretta di così, essendo lei la vittima!) valga più di qualsiasi altra (e comunque la ragazza era cosciente, parlava e non necessitava di alcuna tracheotomia urgente: tutto questo ce l’hai messo tu).
        Per il resto posso anche concordare: non si fanno attacchi a testa bassa contro il canile senza conoscere bene tutti i fatti.
        Ma nel tuo racconto emerge una situazione ben diversa da quella reale: primo, il cane ha morso, è vero, ma non ha “quasi ucciso” nessuno e tantomeno sembrava trattarsi di questo potenziale assassino in attesa di vittime (fino ad allora non aveva mai morso). Se la vediamo così, allora tutti i cani sono potenziali assassini, avendo i denti.
        Secondo, “tutte le autorità preposte” sarebbero un veterinario e il gestore del canile?
        E’ come se un processo per omicidio umano lo facessero un poliziotto preso a caso e il marito o la moglie della vittima.
        Un po’ di riflessioni consapevoli forse dovresti farle anche tu.

      • Grazie Sonia !! Mi spiace tantissimo per la volontaria aggredita. Spero possa guarire presto anche a livello emotivo e che il Rifugio Cavour possa rimanere aperto e continuare l’ottimo lavoro che hanno sempre svolto….
        Grazie davvero per queste parole… spero che facciano riflettere le persone che sono state veloci solo a muovere i tasti del proprio pc, senza muovere il cervello che hanno in testa.

      • sonia scusa il francesismo ma che cazzo stai a di ????? adesso la colpa è di chi critica il canile di cavour…sono in italia riusciamo sempre ad assolvere i colpevoli e dare la colpa alle vittime.
        non è vero che è stato fatto tutto a norma di legge se così fosse per esempio non si sarebbero dimessi tutti dentro l’associazione e moltissimi volontari se ne sono andati. rimangono davino e un altra se il canile va male (perchè è senza volontari e immagino che nessun associazione o privato manderà più i suoi cani in pensione da loro) la colpa è di chi ha preso una folle decisione. basterebbero che si dimettessero i responsabili di un canicidio per far tornare tutti gli altri e ridare un buon nome al canile di cavour.non so se ti rendi conto della gravità della cosa…hanno ammazzato un cane neanche di proprietà del canile , poteva succedere al mio cane o al tuo cane ti pare abbia senso ? e ringrazio dio che non fosse un mio cane senno io uscivo dal canile con le manette ai polsi ma qualcun altro ci usciva con i piedi davanti….non puoi sostenere che il cane fosse un assassino solo per un singolo episodio di morsicatura anche gravissimo non è stata fatta una minima analisi sul perchè il cane si sia comportato così e ti ricordo che ci sono ottimi professionisti in italia che si occupano di cani mordaci e li rieducano, io stesso sono stato morso e son finito al pronto soccoroso certo non in gravi condizioni come la volontaria di cavour e ti posso garantire che la colpa del morso è stata mia , il cane mi aveva detto chiaramente cosa mi avrebbe fatto solo che io all’epoca non conoscevo bene il linguaggio canino.

        dici che : Se la prognosi è superiore ai 45 giorni intervengono d’ufficio i Carabinieri, chiudono e sequestrano la struttura. Con tutto quello che comporta per i responsabili, per i dipendenti e per gli ospiti del rifugio.

        quindi meglio ammazzare un cane ? no fammi capire come ragione…sacrificarne uno per educarne 100 ?????

        mi devi anche spiegare perchè ti firmi sonia e scrivi al maschile…mah misteri stai a vedere che sei davino sotto mentite spoglie…

  25. volevo rispondere a Nunzia Previte non avendo facebook lo faccio qua chissà se legge… un canile non è composto da una singola persona ma da tante , l’errore anzi orrore come scrivi te lo hanno compiuto 2 persone , il problema e che poi tutti gli altri se ne sono andati e son rimaste queste due persone. il problema è li. la struttura comunque visto che ci sono stato era di buon livello con pulizia ampli spazi , molti cani che vivono all’aperto dentro recinti ecc… pensa che questa estate avrei dovuto portare li i miei due cani in pensione , logico che adesso per me possono pure chiudere e spero che tutte le denunce che hanno vadano in porto e siano condannati…è altrettanto logico che se tornassero i volontari che schifati son andati via il canile tornerebbe una bella struttura

  26. Rispondo alla redazione e a Luca.
    Per la redazione. Si può scegliere diverse linee nello scrivere un pezzo, direi che si può scegliere di raccontare i fatti in maniera neutra o interpretare. Se si interpreta però ci vuole oggettività, il più possibile. Nel vostro articolo l’oggettività manca almeno due volte. La prima quando citate tutte le norme che prevedono la rieducazione e omettete quella che, in casi gravi consente l’abbattimento. La seconda quando derubricate a morso l’aggressione, dandone una immagine molto falsata e fuorviante.
    L’intervento delle due ambulanze è fatto oggettivo e documentabile e appartiene a un protocollo riservato alle lesioni ritenute molto gravi e che possono degenerare senza una valutazione e un eventuale intervento medico. I registri del 118 sicuramente riportano la circostanza del doppio intervento.
    Attenzione dunque a non apparire tendenziosi.
    La fifura preposta dalle norme per decidere l’abbattimento èil veterinario asl, se la cosa vi sembra ingiusta invece che prendervela col canile, prendetevela con la norma.
    Per Luca, ti restituisco il francesismo. Ma che cazzo stai a dì tu? Ho contattato il canile, negano le dimissioni di cui parli, addirittura in massa, dici. Facciamo così, uno dei due dice cose non vere. Vuoi postare nomi e cognomi?
    Grazie
    Mi unisco a chi auspica una pronta guarigione della volontaria, la cosa ora più importante.

    • Sonia, la possibilità di abbattimento non è citata chiaramente in alcun regolamento o norma: compare in qualche ordinanza comunale, ma sempre e solo dopo una valutazione accurata e un tentativo di rieducazione/riabilitazione, che in questo caso non è stato minimamente preso in considerazione. E la figura preposta a decidere per l’eventuale abbattimento non può permettersi di saltare questo passaggio: quindi la veterinaria dell’ASL ha agito in disaccordo con le norme vigenti, che vanno rispettate, non cambiate.
      Di ambulanze, poi, per me potevano arrivarne anche diciotto: nessuno si è mai sognato di dire che la volontaria abbia ricevuto un graffietto. E’ stata morsa seriamente, ma non ha mai corso pericolo di vita come qualcuno ha voluto far credere. Ma anche se lo fosse stata… la pericolosità di un cane non è direttamente proporzionale ai danni che ha causato (se così fosse, un chihuahua killer non verrebbe mai abbattuto e un dogo argentino che ha preso per sbaglio una mano mirando a una pallina sì), ma alla possibilità che aggredisca ancora. E infatti, solitamente, si considera l’abbattimento per i cani recidivi, che hanno morso più volte.
      Per Dylan era la prima volta.
      Questo mi basta e avanza per “interpretare” ciò che appare evidente: e cioè che il canile ha agito con troppa fretta e superficialità.

    • sonia non capisco se pensi che siamo tutti coglioni o sei tu ad essere un po’ superficiale diciamo :)…quindi hai chiamato il canile hai parlato solo con le persone rimaste (perchè chi è andato via chiaramente non risponde più al telefono del canile…ci avevi pensato ????) e hai sentito la loro versione che chiaramente dice che va tutto bene….poi chiedi a me di fare nomi e cognomi su un sito internet. o hai 15 anni o pensi veramente si essere la più furba di tutti e mi spiace dirti che sbagli.

  27. La legge nazionale 281 del 91 all’articolo 2 comma 6 consente chiaramente l’abbattimento di cani di comprovata pericolosità, Redazione. Dunque non corrisponde al vero, quanto affermate. È la legge quadro sul trattamento degli animali d’affezione ed è una legge, ripeto, nazionale.
    Poi si può discutere su cosa significa comprovata pericolosità. Non è scritto e dunque suscettibile di valutazione da parte dell’unico organo preposto: l’asl. Che nel caso in questione ha dichiarato la pericolosità. È arbitrario dire che la condizione è la redditività, a meno che non sia stabilito da qualche norma. Se si quale?
    A parere mio, dopo un episodio simile c’è solo da augurarsi “mai più”; e non attendere una recidiva.

    • A parere mio, dopo un episodio simile c’è solo da augurarsi “mai più”; e non attendere una recidiva.

      sono gli pseudo animalisti da 4 soldi bucati come te che sono la rovina dei cani .gente superficiale , inadatta e incompetente che non sta neanche li a chiedersi perchè un cane ha morso ma passa subito alla esecuzione , al processo in cui voi siete giudici testimoni e accusa. provo schifo per gente come voi. hai citato la legge senza neanche sapere o facendo finta di non sapere che c’è un protocollo da rispetta per stabilire se un cane è pericolo o meno , ci sono delle valutazioni da fare delle analisi . tutto questo non è stato fatto quindi prima di citare leggi documentati meglio. sgarbi a questo punto direbbe : capra capra capra

  28. Sul tema delle due ambulanze, poi forse non sono stata chiarissima. Il protocollo prevede che l’ambulanza ordinaria, priva di medico a bordo, nel caso di lesioni gravi o gravissime, possa richiedere l’intervento dell’ambulanza medicata, con un medico chirurgo a bordo, in grado di fare una valutazione professionale delle lesioni e se del caso anche intervenire sul posto. Onde evitare che ritardi o azioni inadeguate dei volontari del 118 compromettano ulteriormente le condizioni del paziente.
    Quindi redazione non ne vengono 18. Due sono già il massimo, per casi gravi e gravissimi.

  29. E concludo, con una sintesi del mio pensiero: state montando un caso da “sbatti il mostro in prima pagina” contro il canile di cavour che non ha nessun senso.
    Chiedete cautele e valutazioni al canile sull’abbattimento di un cane che ha sbranato una persona. Ma voi che cautele e valutazioni avete avuto prima di tentare di abbattere un canile dove
    C’è gente che lavora con dedizione e lo ha tirato su da niente.
    Sono ospiti tanti randagi che già a oggi, dopo questi attacchi mediatici, hanno a disposizione meno fondi e risorse per cibo, cure e miglioramenti strutturali; visto che al più i canili vivono di donazioni e provvidenza, e hanno sempre bilanci in rosdo tappati per miracolo.
    Avete tutto il mio biasimo.

    • ma come sono in difficoltà ? ma se due post sopra hai detto che hai chiamato e loro dicono che va tutto bene ???? non capisco…..

  30. Quando posterai i nomi e i cognomi di quelli che si sono dimessi (secondo te) allora riconsider ò la cosa. Al momento mi sembri uno che spara a casaccio. Non c’è nessuna legge che vieta di citare quelle persone, se si sono dimesse davvero. È che forse ha ragione il canile e non hai nessun nome da fare.
    Quanto au tentativi di riabilitazione, ma chi ti credi di essere, nemmeno conoscevi il cane. Loro lo vedevano tutti i giorni. Ma possibile che ci sia sempre qualcuno che ha bisogno di inventare teoremi per mettere in discussione quel poco che funziona in questo Paese, il volontariato. Comunque Luca io ti lascio ai tuoi sproloqui un po’ scaduti e anche volgari. Guarderò i link che hai messo perché non chiudo a nessuno, nemmeno a chi come te ha l’insulto molto facile.
    Denunce e controdenunce sono partiti e partiranno, la magistratura farà il suo lavoro.
    Al canile mi hanno detto che hanno fatto numerose denunce per diffamazione e altre ne faranno. Si difenderanno e ognuno farà quello che é giusto per sé.
    Io vorrei chiuderla qui, il livello del dialogo mi sembra compromesso, poi ognuno può giudicare da sé.

    • siamo oltre la soglia del ridicolo…prima citi le leggi poi ti si fa notare che ci sono dei protocolli da seguire e ti attacchi ai nomi…i nomi !!! eccoli ;: gino pino rino, genoveffa. va bene ????
      spiegami perchè il canile si è tolto da facebook …misteri….
      spiegami perchè dicono che va tutto bene ma te lanci appelli per le donazioni al canile e dici che si rovina una struttura parlando di cosa è successo…ci lavori per caso dentro ?
      ah poi ci tengo a dire che io non sarei in grado di rieducare un cane pur essendo un educatore cinofilo , ci vogliono competenze che so di non avere ma ci sono persone che sono in grado di farlo questo giusto per non vantarmi su internet come fanno in tanti.
      intanto ad inizio agosto è stato registrato il nuovo video di videoadozioni : http://www.lastampa.it/2014/08/08/multimedia/societa/lazampa/videoadozioni/videoadozioni-canile-cavour-e5YaYloUfw7JHWkFkh4TxL/pagina.html e casualmente compare sempre una sola volontaria o addirittura da una mano una della trasmissione.tutti gli altri in ferie ? mah…misteri…vedremo a settembre… purtroppo ho la scheda audio rotta quindi non so cosa dicono o se parlano di dylan.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.