sabato , 18 novembre 2017
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A Savona, vietato abbaiare e fare pipì

savona2di VALERIA ROSSI – Dopo aver gestito per anni un giornale locale savonese e aver collaborato ad altri, essendomi trasferita, speravo proprio di non dover più scrivere nulla sul Sindaco e sulla Giunta comunale della mia ex città (e a questo punto, faccio i salti di gioia per l'”ex”). Invece mi tocca farlo, per via del Nuovo Regolamento di Polizia Urbana e Carta Etica della Città che potete leggere interamente cliccando qui .
Le norme che riguardano gli animali si trovano a partire da pagina 22… e suggerisco di leggerle a tutti coloro che vogliano farsi due risate (o un po’ di sangue amaro, a scelta).
C’è da notare che l’ordinanza, partorita il 10 luglio, è già stata leggermente modificata dopo una vera e propria insurrezione popolare da parte dei proprietari di cani savonesi, visto che inizialmente si prevedeva una multa (da 50 a 500 euro) per chi faceva sporcare il cane in determinate aree… anche se avesse immediatamente pulito!
Ma non è che sia cambiato molto: nella nuova versione  il fatto di pulire le deiezioni “non costituisce esimente, ma solo circostanza attenuante”. Il che significa che continuano a farti la multa anche se pulisci… però, forse, con lo sconto.
Il lato comico (o tragico, dipende dai punti di vista) sta nel fatto che si dovrebbe far sporcare il cane esclusivamente nelle aree cani… che a Savona sono pochissime!
Un tale obbligo avrebbe senso se ce ne fosse una ad ogni angolo di strada… ma quando ci abitavo io, per esempio, per raggiungere quella più vicina a casa mia dovevo fare circa seicento metri. Immaginate con quale facilità si può chiedere ad un cane che al mattino deve espletare i suoi bisognini di aspettare di aver raggiunto l’agognata meta!

Il sindaco di Savona, Federico Berruti
Il sindaco di Savona, Federico Berruti

Ma non è tutto qua, ci mancherebbe… la nostra intelligentissima Giunta è stata capace di andare ben oltre.
Il tuo cane abbaia?
Vieni diffidato ad allontanare l’animale oppure a porlo in condizioni di non dare ulteriormente fastidio (pregasi notare le priorità: prima viene citato l’allontanamento e poi, eventualmente l’educazione).
Il tuo cane osa abbaiare per la seconda volta?
Viene sequestrato e portato in canile.
A parte il fatto che ho seri dubbi sulla costituzionalità di un simile provvedimento… e a parte il fatto che numerose sentenze (n° 3348 del 28 marzo del 1995;  n° 5578 del 04 Giugno 1996;  n° 3000 del 28 Marzo 1997) hanno stabilito che il cane è libero di abbaiare, perché questa è una sua modalità di espressione e comunicazione… c’è anche la sentenza n. 1406/1998 della Corte di Cassazione che specifica che l’abbaio, per essere considerato lesivo della quiete pubblica, non può disturbare una sola persona, ma molte. In particolare: “il reato non sussiste ove i rumori disturbino i soli occupanti di un appartamento all’interno del quale sono percepiti, e non da altri abitanti del condominio in cui è inserita detta abitazione, ovvero da persone che si trovano nelle zone circostanti”.
Nell’ordinanza savonese si parla invece di disturbo alla quiete “pubblica o privata“, il che fa presumere che la singola vecchietta isterica incapace di sopportare un singolo BAU possa andare dai Vigili e ottenere, al secondo abbaio, il sequestro di un cane.
Come ha scritto su FB l’amica savonese Sabrina Zunino, si direbbe “che a Savona viga un differente ordinamento giuridico“!
Il lato ancora più tragicomico della vicenda, comunque, sta nell’articolo 4 dello stesso regolamento, laddove si legge testualmente:

La sicurezza urbana è un bene pubblico, garantito da una cultura che ritiene inviolabili i diritti delle persone e della loro salute, il rispetto degli animali, l’integrità delle cose, in particolare di quelle pubbliche, e da norme che regolano i comportamenti e hanno la finalità di migliorare la qualità della vita, la convivenza civile e la coesione sociale. Sono inoltre oggetto di tutela, in quest’ambito, i diritti individuali, l’incolumità, la sicurezza delle persone, la libertà di accesso e la fruizione degli spazi pubblici.
Livio di Tullio, vicesindaco
Livio di Tullio, vicesindaco

Ma allora: il “rispetto per gli animali” prevede forse che un cane, solo perché ha abbaiato (ovvero, dal suo punto di vista, “parlato”) una volta di troppo, possa essere preso, portato via dalla sua famiglia e sbattuto in canile? Un essere senziente e sensibile, un animale sociale che trova il suo massimo benessere all’interno del proprio gruppo sociale (e cioè la sua famiglia) sarebbe “rispettato” sbattendolo in giro come un pacco postale? Il tutto, tra l’altro, per una colpa non sua, visto che i proprietari non sono stati evidentemente in grado di educarlo?
Personalmente ho il massimo rispetto per la quiete pubblica e pure per quella privata: ma non c’è alcuna logica – oltre a non esserci alcun sentimento – nel pensare di sequestrare un cane che abbaia: qui che potevano avere senso le multe, che invece vengono comminate ai savonesi civili che puliscono dove il cane sporca (però con le attenuanti, eh!).
Soprattutto potrebbe avere senso obbligare il proprietario a seguire un corso di educazione cinofila.
Ma il cane in canile? Siamo davvero fuori di testa.

savona1Andiamo avanti: sono inviolabili i diritti delle persone? E’ tutelata la libertà di accesso e la fruizione degli spazi pubblici?
E allora come mai, se hai un cane, non puoi entrare, neppure se con guinzaglio e museruola, nelle aree riservate ai bambini e  nei siti erbosi dei giardini pubblici? Non sono forse spazi pubblici?
Se aggiungiamo che gli esercenti di locali pubblici “hanno facoltà di limitare l’accesso agli animali esponendo idoneo avviso visibile dall’esterno”… ho come la vaghissima impressione che tutto questo limiti e violi ampiamente il diritto delle persone di amare i cani e di possederne, visto che queste persone sembrerebbero obbligate a passare la vita dentro le aree cani, non potendo andare in nessun altro posto senza la minaccia di una multa. E hanno problemi anche a starsene a casa loro, visto che al secondo abbaio possono vedersi portar via il cane.
Insomma, un’ordinanza cinofoba e intollerante se mai se ne è vista una, palesemente redatta da gente che non ha mai avuto un cane e che non ha la minima idea né delle sue esigenze etologiche (il cui mancato rispetto costituisce maltrattamento secondo la legge italiana: e separare un cane dalla propria famiglia è la più clamorosa antitesi delle sue esigenze etologiche!), capace di criminalizzare  i cittadini civili (quelli che puliscono) e incapace anche solo di citare una minima sanzione per quelli che nelle aree pubbliche pisciano, cagano, vomitano, sputano e così via (quando uscivo al mattino con i miei cani, nella civilissima Savona, spesso dovevo fare lo slalom in mezzo a una compilation di schifezze umane).
Anche per quanto riguarda la quiete pubblica, c’è un generico invito a “rispettarla”, senza troppe specifiche e senza parlare di sanzioni.
Ergo: se il mio cane abbaia due volte me lo portano via. E se i bambini del piano di sopra giocano a bilie dal mattino alla sera, facendole rimbalzare sulla mia testa e mandandomi al manicomio, li sequestrano e li portano al bambinile?
Pare di no.
Se il mio vicino tiene la TV accesa a millemila decibel alle tre del mattino, gliela sequestrano? Gli fanno almeno 500 euro di multa?
Pare – ancora – di no.
Dunque, gli unici a doversi preoccupare delle conseguenze di un eventuale disturbo sono i proprietari di cani.
Gli unici a non dover sporcare il suolo pubblico sono i proprietari di cani.
Gli unici che vedono limitata e violata la propria libertà individuale e i propri diritti civili sono i proprietari di cani.
E… volete ridere ancora una volta, anzi proprio spanciarvi dalle risate?
Il punto 1 del capitolo V del Regolamento inizia così:

“Facendo proprio l’assunto che il progressivo utilizzo di animali da compagnia è un fenomeno sociale di particolare importanza e che il rapporto uomo-animale è una delle più alte forme di cultura ambientalista da valorizzare…”
…ecco, facendo proprio questo assunto, poi ti rendono la vita impossibile qualora tu possegga un cane.
Complimenti per la coerenza, caro Sindaco e cara Giunta savonese.
Personalmente sono ben felice di essermene andata dalla città in cui sono nata e che per questo “mi tocca” amare nonostante voi: ma già da molti anni Savona, per molte ragioni (nessuna delle quali ha mai avuto a che fare con gli animali), era diventata invivibile. Adesso che è diventata pure cinofoba, mi auguro davvero che altri savonesi cane-muniti seguano il mio esempio e vadano a cercarsi luoghi migliori. O semplicemente amministrati da persone migliori.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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