venerdì , 24 novembre 2017
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Niente pitbull: le spiegazioni dell’organizzatore

nopit2di VALERIA ROSSI – Poco dopo la pubblicazione dell’articolo sull’esposizione discriminatoria, un’amica mi ha inviato la locandina completa di nome e numero di telefono dell’organizzatore, il signor Benito Russo… che ho immediatamente chiamato per capire le ragioni della sua scelta.
Purtroppo devo dire che le spiegazioni sono state esaustive e anche comprensibili: infatti, nelle passate edizioni della stessa manifestazione, i proprietari di pit bull si sono comportati in modi che mal si accordavano con una piacevole giornata tra cinofili: non solo molti di essi si sono dimostrati incapaci di gestire i cani, ma uno (un umano, sia chiaro! Non un cane!) ha addirittura aggredito il giudice che evidentemente non gli aveva dato un giudizio corrispondente alle sue aspettative.
Da qui l’atteggiamento di molti proprietari di cani piccoli che hanno detto al signor Russo “o noi o i pit bull”… e la conseguente decisione di discriminare non tanto la razza, quanto i proprietari maleducati e incivili.
A questo punto, purtroppo, non posso non sforzarmi di capire – almeno in parte – la decisione: certo, in una cinofilia seria e civile si sarebbe potuto ovviare in qualche modo al problema, per esempio riservando un’area distaccata a questa razza.
Però mi ha fatto piacere sentir dire dal signor Russo (che da quarant’anni si dedica soprattutto al dobermann… quindi di discriminazioni ne sa qualcosa!) che lui ama tutti i cani, pit bull compresi… ma che lo stesso non vale per i proprietari (e per le suocere: infatti mi ha detto che sono loro la vera “razza pericolosa” e che avrebbe voluto scrivere “pit bull e suocere non sono ammessi”!).
Non mi è restato, quindi, che chiedere al signor Russo – qualora organizzasse altri eventi con la stessa discriminante – di specificare meglio i motivi sulla locandina.
Perché se avesse scritto “a causa dei problemi causati dai loro proprietari in passato, i pit bull non sono ammessi”, sarebbe stato tutto molto più chiaro.
Non resta che sperare, a questo punto, che i cinofili siciliani amanti di questa splendida e inimitabile razza si rendano conto che certi comportamenti umani ne rovinano ulteriormente l’immagine… e che provino, in futuro, ad essere persone migliori per amore dei propri cani.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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