domenica , 19 novembre 2017
Ultime novità
Home >> News >> Un altro “pitbull killer”… ma la vittima ha solo un graffietto

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Un altro “pitbull killer”… ma la vittima ha solo un graffietto

di VALERIA ROSSI – E avantiiiiii… altro bell’esempio di giornalismo esaltato e allarmistico, stavolta sulla “Gazzetta di Parma”.
La storia (quella vera) in sintesi: famigliola passeggia con un Cavalier al guinzaglio, un pit bull scappa da una villa e si dirige verso il cane, l’ umana del cane lo prende in braccio (NON si deve fare, l’abbiamo già ripetuto millemila volte, perché si fa scattare l’impulso predatorio nell’altro animale). Il pit bull salta su per prenderlo (ovviamente), il marito della signora si mette in mezzo e rimedia il graffietto mostrato in questa foto:

graffietto

Va al Pronto Soccorso dove gli danno sette giorni di prognosi (li danno per qualsiasi cosa, è proprio il minimo sindacale se ti rivolgi a un qualsiasi PS: devo dire che se ci andassi anch’io e mi facessi dare una settimana per ogni graffio simile che mi fanno le mie cagne giocando, passerei la vita in mutua):  ma va bene, uno ha tutto il diritto di farsi medicare.
Invece credo che nessun giornale abbia il diritto di titolare questa storiella da parchetto in questo modo:

titolo_poliziotto
Certo, avrebbe potuto staccarti un braccio, saltarti alla gola, azzannarti il pisello, sterminarti la famiglia.
Però non l’ha fatto.
Voleva litigare col tuo cane, tu ti sei messo in mezzo e hai rimediato un graffio (perché quello è un graffio e non un morso), mentre tua moglie e tuo figlio non sono stati neppure considerati di striscio.
Se i giornalisti trovano normale scrivere cose simili, allora dovrebbero anche titolare, che so: “Bambino delle elementari dà una sberla a un amichetto. Era sfuggito al controllo della maestra.  “Avrebbe potuto strangolarmi e poi impiccarmi al lampadario della classe”, commenta la vittima”.
Oppure, restando in tema di sbirri (come la stessa Gazzetta di Parma definisce la vittima… non un modo molto carino di chiamarla, direi!): “Ladro di polli, colto sul fatto, reagisce mandando affanculo l’agente che l’ha arrestato. “Avrebbe potuto  spararmi con un kalashnikov”, dichiara il poliziotto”.
Com’è che non si leggono mai titoli e sottotitoli di questo tenore?
Forse perché farebbero ridere, appunto, i polli?
E allora perché si ritiene di poterli sfoderare impunemente quando si parla di cani?
Il titolo che appare nell’edizione online viene anche ribadito sul giornale cartaceo, che dedica ampio spazio alla vicenda (se non si è abbonati lo si vede solo per pochi istanti, ma qui c’è lo screen shot): anche qui –  un classico del giornalismo cinofobo e terroristico –  si fa pensare per metà articolo che l’eroico poliziotto abbia salvato la sua famiglia da un attacco diretto agli umani… e solo in terza colonna si scopre che il cane ce l’aveva con un suo simile.

poliziotto_parma
Tutto sommato, il poliziotto (di cui non viene riportato il nome, forse perché voleva evitare di essere preso per il naso dai colleghi…) è ancora moderato: sostiene di amare i cani e di aver raccontato la sua storia solo per ricordare che i cani nei luoghi pubblici vanno portati “rigorosamente con guinzaglio e museruola”. Giustissimo il concetto: peccato solo che un poliziotto non conosca la legge, visto che la museruola NON è affatto obbligatoria (è obbligatorio solo averla con sè, ma non farla indossare al cane).
Ma sorvoliamo su questo punto. Da rimarcare, invece – ammesso che sia andata proprio così – c’è la cafonaggine della proprietaria del pit bull, che pare non abbia neanche chiesto se qualcuno si era fatto male e che abbia detto al poliziotto che “se era in cerca di soldi, se lo poteva anche scordare”.
A parte il fatto che la signora dovrà rispondere, eccome, dei danni (e siccome il suo cane sarà segnalato come morsicatore, diventerà anche obbligatoria l’assicurazione)… non è certo così che ci si comporta se il proprio cane scappa di casa e ferisce – per quanto leggermente – qualcuno.
Tutto il resto “sembra irreale” per davvero, come sostiene il poliziotto: sembra irreale che si faccia cotanto articolone per un graffietto ottenuto cercando di evitare una rissa tra cani; sembra irreale che si scrivano titoli così fuorvianti e allarmistici; sembra irreale che si continui a criminalizzare una razza facendola credere aggressiva verso gli umani, quando ogni santa volta poi si scopre che l’unico interesse del cane in oggetto era un suo simile.
A me sembra irreale anche dover scrivere ormai quasi ogni giorno su storie come questa, visto che evidentemente nessuno prende provvedimenti contro un giornalismo scellerato che ha il solo effetto di scatenare la cinofobia…e sappiamo benissimo che le reazioni di paura e di fuga (o addirittura di “attacco preventivo” contro qualsiasi cane che si avvicini) sono quelle che poi causano più facilmente le aggressioni canine, specialmente ai bambini.
Ma di questo, evidentemente, a certi giornalisti non frega nulla: anzi, meglio se qualche altro cane ferirà qualche altra persona… così sapranno cosa scrivere anche nelle noiose giornate d’estate.

 

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico