martedì , 21 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Educazione >> Etologia-Psicologia canina >> Il “trip moment”

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Il “trip moment”

rinocerontedi VALERIA ROSSI – Non so come lo chiamiate voi. Io lo chiamo “trip moment” perché in quel momento il cucciolo (solitamente è una cosa da cuccioli e cuccioloni, anche se non è poi così rara negli adulti) sembra invasato o drogato.
E’ quel momento della giornata – solitamente al mattino presto o verso sera – in cui il cane comincia a “smatteggiare”: corre avanti e indietro a spron battuto, salta sui mobili, qualcuno (mi dicono: per fortuna a me non è ancora capitato) cammina addirittura sui muri tipo spider dog.
Insomma, sembra completamente fuori di testa.
Ovviamente non è proprio così, anche se ho appena scoperto con puro orrore che un comportamentalista ha prescritto psicofarmaci per calmare questi “momenti di follia” in un cucciolo di tre mesi, diagnosticando una sindrome da iperattività: ma santapupazza martire, se così fosse sarebbe da psicanalizzare almeno l’80% dei cuccioli!
Perché il trip moment ce l’hanno quasi tutti.
E’ una cosa normalissima (per quanto capace di mandare fuori di testa anche noi, specie se il cucciolo è di grossa taglia e travolge il mondo quando comincia a fare il rinoceronte scatenato dentro casa).
Però si tratta semplicemente di energie accumulate che il cucciolo – in quanto cucciolo – non è ancora in grado di controllare: quindi, quando raggiungono un certo livello, lui le sfoga così.

trip2L’adulto, in teoria, dovrebbe essere invece in grado di esercitare un minimo di autocontrollo e quindi di contenere queste energie fino al momento in cui potrà sfogarle in luoghi più idonei (per esempio al parco, giocando con altri cani).
Se questo non accade, i casi sono due: o non gli viene mai data la possibilità di correre libero (vedi cani segregati in casa, che escono soltanto al guinzaglio), oppure il cane ha davvero un problema di autocontrolli che però non è assolutamente necessario trattare a botte di psicofarmaci. Basta dargli una corretta educazione, un po’ di addestramento… e quello che continuo sempre a ripetere: uno scopo nella vita.
I “trip moment” che continuano in età adulta a volte non servono a sfogare soltanto le energie fisiche, ma lo stress accumulato: il fatto che lui se ne liberi correndo come un pazzo furioso la dice lunga sull’importanza dell’esercizio fisico nel controllo delle emozioni canine… ma oltre a guardare come se ne libera, dovremmo anche chiederci perché l’ha accumulato.
In molti, moltissimi casi la risposta è: perché il cane non sa quale sia il suo ruolo nel branco.
Per l’ennesima volta, in questi giorni, ci sono state discussioni su FB a proposito dell’annosa diatriba “educatori vs addestratori”: soltanto ieri ho scritto un articolo lamentando la maniacale ossessione con cui i cani da lavoro vengono paragonati  a “soldatini” o a “robot”. Il motivo per cui la cosa mi fa tanto incavolare – al punto di voler sempre replicare a questi attacchi, anche quando mi faccio venire la nausea da sola – è che questi “robot” li vedo ogni giorno e li vedo rilassati, felici, collaborativi ma soprattutto realizzati in quella che viene chiamata “socioreferenza”.

terraAnche se l’ho già scritto altre volte,  lo ripeto;  il cane ha bisogno di conoscere la risposta a queste tre domande: “Chi sono io? Chi sono gli altri membri del mio gruppo sociale? Qual è il mio ruolo all’interno di questo gruppo?“.
I cani troppo “liberi”, troppo anarchici, insomma quelli lasciati liberi di fare il cavolo che vogliono, spesso trovano la risposta sbagliata alle prime due (convincendosi di essere i capi assoluti di un gruppo di sottoposti), ma soprattutto non trovano alcuna risposta alla terza.
Per un cane non esiste proprio il concetto di “il mio ruolo è quello di prendere coccole”, o “è quello di starmene a dormire sul divano”. Sono cose che non fanno parte del suo etogramma e neppure dei suoi normali rapporti sociali. Per questo i cani che non solo non hanno regole, ma non hanno neppure uno straccio di compito da svolgere, finiscono per accumulare stress che poi sfogano nei modi più svariati, dall’aggressività all’iperattività. Non per niente i “trip moment” nell’adulto sono quasi immancabilmente riservati ai cani esclusivamente “da compagnia”, molto spesso di piccola taglia… ma non sempre (chi ha letto o visto “Io e Marley” ha potuto godersi un bell’esempio di cane di quaranta chili affetto da questo tipo di problema).
Ecco perché mi manda tanto in bestia chi parla di “soldatini” o “robottini”: perchè questi soldatini sono cani molto più felici e realizzati di quelli anarchici. Ed io che sono fortissimamente antimilitarista, nonché di ideologia comunista al limite dell’anarchico, sono ugualmente capace di rendermi conto che  le mie ideologie non sono assolutamente applicabili ai cani: forse non lo saranno neppure agli umani (la storia, finora, non ci ha dato esempi molto positivi:  siamo troppo stronzi per vivere in una civiltà fatta di cooperazione, assistenza reciproca e tolleranza), ma di sicuro non lo sono ai cani.
Un cane troppo libero di autogestirsi è un cane confuso e infelice: e i cani confusi e infelici, in un modo o nell’altro, danno di matto. I “trip moment” negli adulti possono (non devono necessariamente, ma possono) essere un sintomo di questo malessere esistenziale: e non bisogna prenderli con troppa leggerezza, vedendo che il cane sembra allegrissimo quando li manifesta. Certo che è allegro! Siamo tutti allegri quando troviamo il modo di sfogare uno stress… però sarebbe meglio riuscire a non accumularne troppo prima.

trip4Il discorso cambia completamente quando si parla di cuccioli: il cucciolo non può essere ancora capace di controllarsi e quindi le sue “mattane” sono, novanta volte su cento, una semplice valvola di sfogo per la sua energia vitale. Ovviamente, se si vuole evitarli, non bisogna impasticcare il cucciolo ma semplicemente stancarlo di più: la mia Samba, che mi onora anche di due o tre trip moment al giorno quando magari piove e stiamo poco fuori, la sera crolla e dorme beatamente nei giorni in cui andiamo al campo e può lavorare (poco) e giocare con gli altri cani (molto).
Con i cuccioli il problema è uno solo: normalmente neppure i cinofili più esperti riescono a quantificare il reale fabbisogno di esercizio fisico che hanno questi piccoli ma instancabili personaggi.
Si tratta solo di sperimentare e verificare, arrivando a capire quand’è che il cucciolo può considerarsi “soddisfatto” dell’esercizio fisico effettuato, senza arrivare alla stanchezza eccessiva (che non gli farebbe alcun bene). Quindi “sperimentare” significa anche andare sempre per gradi, stando attenti a non esagerare mai.
In ogni caso il trip moment non è cosa di cui preoccuparsi, a meno che il cucciolo non sia un elefantino e non mandi in pezzi mezza casa ogni volta che gli prende la mattana:  personalmente “ho” un elefantino, che per di più cerca di coinvolgere nei momenti di follia anche l’altro cane. Spesso non ci riesce (la Bisturi alla sera ha sonno e vorrebbe starsene in pace, un po’ come noi umani); a volte invece sì, e allora di pazze scatenate che si rincorrono, derapano, saltano e si rotolano me ne ritrovo due. Nonostante questo, la casa si regge ancora in piedi… e noi umani, il più delle volte, dopo un primo momento di esasperazione (anche perché le due si abbaiano reciprocamente in faccia, impedendoci qualsiasi ascolto di colloqui televisivi, musica o semplici discorsi tra noi), molliamo ogni altra attività e ci mettiamo a guardare lo spettacolo (anzi: il figlio, molto spesso, decide di farne parte).
Perché, diciamolo: il film in TV magari sarà anche stato interessante… ma le due matte sono immensamente più divertenti  (e comunque siano ringraziati tutti i santi per la funzione “pausa” di Sky).

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico