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Caro Diario… (9)

persodentedi VALERIA ROSSI – 30 luglio 2014, ore 7,30 – Caro Diario, stamattina Samba mi ha lasciato dormire fino a un’ora umana, ma ha visto bene di bilanciare subito le cose facendomi prendere un colpo appena sveglia.
Dopo colazione, infatti, si è fiondata sul terrazzo (come fa sempre quando non sono pronta a scattare stile centometrista per portarla fuori al volo) e ha fatto la cacca.
Okay, no problem, il terrazzo per le emergenze va bene: solo che, avvicinandomi al “prodotto”  dopo aver preso lo scottex regolamentare (ovvero: mezzo rotolo, perché ormai produciamo collinette – e tra un paio di mesi, se le proporzioni verranno mantenute, credo che ci avvicineremo al Kilimangiaro), ho visto una cosa terrificante: la cacca era rosso fuoco.
ARGHHHHHHHHHHHH!!! Sangueeeeeeeeeee???
Per quanto ancora rintronata dal sonno, sono corsa fuori più veloce del centometrista di cui sopra, col cuore in gola e una compilation di diagnosi (tutte infauste, perché sono ottimista inside) che mi rutilavano nella testa: ho tirato su la cacca con la mente già al telefono, pronta a chiamare ululando la vet… e mi sono ritrovata in mano un mucchio di terra rossa che avrei potuto tranquillamente rimettere su qualsiasi campo da tennis senza che nessuno notasse la differenza.
E in effetti proprio da lì proveniva: dal campo da tennis di Chieri, dove ieri sera il figlio ha giocato in torneo e noi siamo state spettatrici.
Samba, per quasi tutta la partita, era stata tranquillissima sotto la panchina (a parte un paio di tentativi di invasione di campo, un furto di pallina, un attacco all’asciugamano del figlio e un ulteriore attacco allo straccio tirato a fine partita) ed io ne ero stata molto orgogliosa: “guarda che brava che è,  così piccina è già capace di starsene ferma per più di un’ora senza disturbare”.
Ettecredo che non disturbava: mentre io seguivo la partita lei, silenziosa come la notte, si dev’essere mangiata un metro quadrato circa di terra rossa.
Vabbe’… diario mio, dopo questo inizio di merda (così faccio felice qualcuno che, forse lievemente piccato dal mio articolo di ieri sul cinoegizio, ha scritto “Chi parla come mangia ha il dovere di scrivere come caga”), passiamo a cose più rilassanti.

ultimomorsoAnnuncio ufficiale: Samba ha messo il suo primo incisivo nuovo (uno e mezzo, a dire il vero: ce n’è un altro che sta spuntando)!
Lo si vede bene nella foto di apertura (che è un po’ fuori testo: ma la cacca scarlatta non mi sembrava il caso di immortalarla e tantomeno di pubblicarla).
Purtroppo la fatina dei denti non è potuta passare, perché finora dei denti da latte non si è trovata traccia (presumo che ne troverei se esaminassi tutte le cacche, di qualsiasi colore esse siano: ma anche in questo caso passo volentieri, grazie): ma la dentizione definitiva è ufficialmente iniziata e ciò significa uno stop di un paio di mesi a tutte le attività di morso.
Perché ci si ferma? Perché il momento del cambio dei denti è delicato: i denti da latte, che ora traballano, potrebbero staccarsi in modo doloroso durante i giochi, oppure uno dei denti nuovi, che ancora stanno cercando la loro collocazione, potrebbe venir su stortignaccolo se si giocasse troppo a mordere. Alcune scuole di pensiero sostengono che si possa continuare ed altre no: noi siamo per il “no”. Tanto, in due mesi, non è che al cane passi la voglia di mordere: e poi ci sono tantissime altre cose da fare.
Per questo ringrazio Chiara che ha scattato la foto qui sopra a destra, che ritrae l’ultimo attacco allo straccetto prima dello stop: sarà un’immagine importante per il nostro album dei ricordi.

giochinoAh… ovviamente lei continua imperterrita a giocare al tiramolla con la Bisturi, ma quello nessuno potrà mai impedirglielo.
E approfitto per dire a chi per caso dovesse leggere questo diario, perché magari pensa di prendere un cane e vuole farsi un’idea di ciò che lo aspetta (non illudetevi: non vi farete mai una vera idea di ciò che vi aspetta…), che non deve assolutamente pensare che le spese più importanti, quando si ha un cucciolo, siano quelle relative all’alimentazione, o al veterinario, o a collari, guinzagli & C.
NEIN! I principali responsabili del progressivo dissanguamento del portafogli sono i giocattoli. Che costano una pacca e durano, mediamente, dall’ora e mezza alla settimana… sempre che un giochino ridotto come quello che vedete qui a sinistra si possa considerare “durato”: ma siccome gli altri li hanno ridotti decisamente peggio (e infatti non ho potuto fotografarli perché stanno già da tempo nel paradiso dei giochini defunti, leggi pattumiera) vi mostro questo.
Anche perché alcuni degli altri sono veramente raccapriccianti: scoiattoli sventrati, aquile di mare senza testa, orsacchiotti a cui sono state crudelmente strappate tutte e quattro le zampe… roba da sentirsi male solo a guardarli.
In realtà, quando si ha un cane solo, i giocattoli non andrebbero lasciati a sua disposizione: l’ho già scritto un miliardo di volte e lo confermo anche qui.
Il cucciolo deve giocare sempre e solo con gli umani, per creare rapporto e per non stufarsi del gioco (esattamente come i bambini, se li hanno sempre a disposizione, gli vengono presto a noia).
Però io di cani ne ho due, quindi sono costretta ad offrire loro la possibilità di divertirsi con ciò che amano di più al mondo dopo la lotta corpo a corpo, e cioè il tiramolla.
Pazienza se poi tu vorresti guardarti magari un film in TV e ti perdi una battuta su due del dialogo, perché la colonna sonora di SQUEEEK SQUEEEKKK SQUEEEEEK sovrasta ogni altro suono: i cani devono giocare (e i produttori di giocattoli potrebbero anche evitare di infilare fischietti in ogni dannatissimo oggetto per cani che producono, ma questo è un altro discorso).

sambagil1Quando non uccide orsacchiotti, banane o scoiattoli, comunque, Samba lavora (vabbe’: dal suo punto di vista, gioca anche al campo. Dal mio, lavora).
Quando è possibile le faccio fare un po’ di obbedienza anche con persone diverse da me, perché non voglio che si appiccichi eccessivamente (è uno dei metodi che servono anche ad evitare ansie da separazione, iperprotettività e tutti i problemi caratteriali legati ai rapporti troppo morbosi tra cane e conduttore): e devo dire che lei se ne impippa allegramente di chi stia dall’altra parte del guinzaglio (figura metaforica, perché il guinzaglio a questa età si usa ben poco, almeno al campo). L’importante è che abbia qualcosa di interessante: giochi, bocconcini, mani, caviglie. Tutto fa brodo.
Nella foto a destra sta lavorando con Giliola, e devo dire che la foto mostra anche una cosa inquietante: Samba ha il culo più alto della testa.  In effetti sta crescendo (e quanto sta crescendo!) in modo alternato: c’è stato il periodo in cui era luuuuunga e senza gambe (pareva un bassotto nero focato); poi sono cresciute le zampe, ridandole un aspetto quasi rottweileresco; adesso si è alzata dietro ed è rimasta bassa davanti.
Alle “vacanze al Debù” qualcuno mi ha detto che dovrei pubblicare anche qualche foto di Samba bella piazzata, in posa, anziché mettere solo foto in azione: ma scordatevelo! Nun se po’ guarda’!
A questa età i cuccioli sono gradevoli come il mostro di Lochness, quindi per le foto “piazzate” (ammesso e non concesso che ‘sta cana diventi una bella cana, cosa che ancora non so perché non sono in grado di giudicare un cucciolo di razza che non ho mai allevato) c’è da aspettare almeno che il davanti si livelli con il dietro.
Per stavolta, caro diario e cari sbirciatori curiosi, posso al massimo pubblicare una foto del profilo di Samba, in primo piano. Eccola qua:

sambafaccia
Un’altra domanda che mi è stata fatta è questa: “Ma quanto è cresciuta? Dalle foto non si capisce bene…”
Be’, dipende dalle foto. Provo a metterne a confronto due, una del giorno in cui è arrivata e una scattata cinque minuti fa, mentre le belve si dividevano il fondo di un vasetto di yogurt:

proporzioni
Qui Samba sta pure un po’ schiacciata (perché cerca di fregarsi il vasetto di yogurt): però direi che si capisce, quanto è cresciuta in un mese e mezzo circa.
Per maggiore chiarezza posso fornire anche i pesi: all’arrivo 6 chili, stamattina 15,9 (e questo è l’ultimo peso “casalingo” che fornisco, perché a prenderla in braccio per pesarla non ce la faccio quasi più: le prossime pesate si faranno soooolo sulla bilancia della vet).
Ma adesso scusami, caro diario: devo scappare, perché stamattina ho tennis.
E stavolta Samba NON me la porto!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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