giovedì , 23 novembre 2017
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Ti presento…Griffoncini e Brabantini

29909161_sdi VALERIA ROSSI – La prima volta che ne ho visto uno “dal vivo” è stato in expo (e a dire il vero non ne ho proprio mai incontrati fuori da quel contesto). Però, prima ancora di vederlo, ho sentito la voce di una Sciuramaria in visita che diceva: “Ohh ma che strano! Alle esposizione di cani possono partecipare anche le scimmiette!”
EH?!? – ho pensato.
Mi sono girata, ho guardato in direzione del dito puntato dalla Sciuramaria… e ho visto un’espositrice seduta in attesa del suo turno sul ring, con un Griffoncino di Bruxelles in braccio.
La cosa impagabile è stata che, avendo evidentemente sentito anche lei il commento della sciura, aveva la stessa identica espressione del suo cane: peccato non aver avuto la macchina fotografica.
Presumo comunque che i proprietari di griffoncini siano abituati a sentirsi chiedere “che cosa sia” il loro cane: non solo nel senso della razza, ma proprio della specie… perché l’aspetto di Griffoncini e Brabantini è decisamente insolito e particolare.
Intanto chiariamo subito quali siano le differenze tra le razze, che sono tre: Griffoncino  di Bruxelles, Griffoncino Belga e Piccolo Brabantino.
Il primo è a pelo ruvido e può essere rosso o rossastro, al massimo con un po’ di nero sulla testa; il secondo è a pelo ruvido e può essere soltanto nero o nero focato; il terzo è a pelo corto e sembra tutto un altro cane, ma in realtà la struttura è identica, tant’è che gli  Standard sono stati assimilati. Come accade anche per i loro cani da pastore, i belgi preferiscono non suddividere una sola razza in più varietà, ma creare proprio razze distinte: in realtà il cane, almeno dal punto di vista morfologico, è esattamente lo stesso (il carattere invece è leggermente diverso).

ORIGINI E STORIA
Le tre razze sono nate nell’Ottocento da un cagnolino di tipo Barbet, detto  “Smousje”, che si trovava da tempo immemorabile nella zona di  Bruxelles, incrociato con il King Charles Spaniel, il Carlino, l’Epanieul nano e lo Yorkshire terrier.
Tutti questi cagnolini sono stati selezionati per la caccia ai roditori soprattutto all’interno di stalle e scuderie; in seguito sono diventati esclusivamente cani da compagnia.
Come accade per molte razze,
nazioni diverse hanno discusso per averne la paternità: la Gran Bretagna sostiene che siano assolutamente inglesi e che derivino esclusivamente da Carlino e Yorkshire; i tedeschi rivendicano la discendenza dall’ Affenpinscher. L’FCI ha deciso che queste razze sono originarie del Belgio, quindi le dobbiamo considerare tali (ammesso e non concesso che ce ne importi qualcosa): anche perché in effetti farebbe un po’ ridere pensare che il griffone di Bruxelles, quello Belga e il Brabantino (il Bramante è una regione belga) siano inglesi o tedeschi.
Tutte e tre le razze non hanno mai avuto grande diffusione, soprattutto perché sono difficili da allevare (come tutti i cani a “muso schiscio” e per di più molto piccoli, sono possibili problemi di salute e anche i difetti morfologici sono piuttosto frequenti) ma anche perché i peli duri vanno strippati (cosa che piace sempre poco agli amanti del “cane comodo” che pensano ad operazioni costosissime e complicatissime, quando in realtà non è affatto così), mentre i peli corti hanno un aspetto meno “buffo” ed accattivante e quindi non hanno lo stesso fascino dei cugini barbobaffuti. Infine, hanno un carattere un po’ particolare che li rende poco adatti a chi cerca il classico “cane peluche” (e personalmente applaudo sempre fino a spellarmi le mani quando un cane rifiuta di essere trattato da giocattolo).
Fra i tre il più diffuso (ma forse sarebbe meglio dire “il meno raro”…) è il griffone di Bruxelles, di cui si trovano esemplari in Belgio (embe’…), Italia, Francia, Olanda e Stati Uniti.
Tanto per capire quanto pochi siano questi canetti: nel 2013 sono stati registrati all’ENCI 26 griffoni di bruxelles, 15 brabantini e 14 griffoni belgi. Numeri davvero esigui.

1361437418INCROCI
E’ vietato l’incrocio tra Griffoncini di Bruxelles e Griffoni Belgi. Dall’accoppiamento tra due Bruxelles possono nascere però dei Brabantini, perché essi mantengono nel loro corredo genetico sia l’allele che riproduce il pelo liscio, sia quello che riproduce il pelo ruvido. Da due Brabantini nasceranno soltanto Brabantini.

CARATTERE
Come dicevo sopra, sono tipetti belli “tosti”. Vispi, allegri (nonostante la faccia imbronciata: è solo che “li disegnano così”, come Jessica Rabbit), di grandissima tempra e di ottimo temperamento: sono pure validi guardiani e affrontano il pericolo con il piglio di un molosso, anche se arrivano a un massimo a 6 chili. Sono sempre, sempre, sempre in attenzione (e… sì, questo significa che richiamano anche quella dei loro umani quando pensano che ci sia un pericolo, ovviamente abbaiando: d’altronde non è che possano chiamarvi battendovi una mano sulla spalla).
A dire il vero tendono ad abbaiare anche quando non ci sono pericoli di sorta: questa è una caratteristica che alcuni umani adorano, perché sostengono che il loro cane “parla con loro” (in effetti l’impressione è proprio questa! Ti guardano e con quei faccini molto, ma molto umani sembra proprio che ti facciano dei discorsi), mentre per altri umani è una seccatura. Come sempre, non esiste caratteristica “buona” o “cattiva” in assoluto, in un cane (esclusa forse la mordacità, che credo possa piacere a ben pochi: ma esistono anche i masochisti… e comunque la mordacità non appartiene per nulla ai piccoli belgi): dipende da persona a persona.
L’importante è sapere prima quello che ci aspetta.
Un altro aspetto che per qualcuno è il massimo della goduria, mentre a qualcun altro scoccia, è l'”appiccicosità”, proprio al limite della morbosità, che si riscontra soprattutto nel griffone di Bruxelles (negli altri due un po’ meno… ma non è che sia assente):  non vi si schioda di dosso, vorrebbe stare costantemente in braccio ed è abbastanza facile che vada in ansia da separazione, anche se una corretta educazione può evitare il problema. Purtroppo chi sceglie un piccolo cane da grembo tende a bambinizzarlo disperatamente e quindi il problema lo crea, anziché cercare di contrastarlo.
Se vi piacciono griffoncini e brabantini, ricordate che più attenzioni, coccole e sbaciucchiamenti gli darete, più ne richiederà (anche in modo moooolto insistente): se invece lo trattate “da cane” (nel senso rispettoso e corretto del termine), lui farà il cane. Anche perché lo è, checché ne pensino le Sciuremarie amanti delle scimmie.
Che poi sia difficile resistere a quegli occhioni rotondi che ti implorano di prenderli in braccio… è un altro discorso.

piccolo-brabantinoDifferenze caratteriali: come già detto, il Griffoncino di Bruxelles è  più “cane cozza” degli altri due. Il Piccolo Brabantino è più “capatosta”, meno docile e meno disposto ad obbedire “perché sì”: lui vuole capire perché gli state chiedendo di fare qualcosa, e se non lo capisce non la fa, punto.
Il Brabantino è anche più selettivo: quello che viene solitamente definito “cane di un solo padrone”. Gli altri membri della famiglia può considerarli, a scelta, come simpatici amici di passaggio o come parte dell’arredamento. Gli estranei li schifa proprio, mentre i Griffoncini sono più disposti ad accettare coccole anche dagli sconosciuti (poi dipende da soggetto a soggetto).
Conseguenza collaterale: il Brabantino è capace di vere e proprie crisi di gelosia (leggi: dai musi lunghi alla rissa) se provate a dividere il suo affetto con un altro cane. I Griffoncini sono più disponibili a spartire le coccole (il che non significa che ne siano entusiasti: ma si rassegnano).
Tutti i piccoli belgi sono molto, ma molto sensibili ed emotivi: può bastare una sgridata a mandarli in crisi… ma se sono trattaticon esagerata deferenza ne approfittano biecamente. Per quanto siano sempre presentati come “cani per tutti”, carucci e affettuosissimi eccetera eccetera, a mio avviso richiedono una discreta conoscenza cinofila se si vuole avere in casa un cane e non un piccolo despota.

phoca_thumb_l_leonadi 16SALUTE E IGIENE
Cane piccolo con muso schiacciato, uguale possibili problemi di salute. Purtroppo on si scappa.
Nel caso di griffoncini e brabantini sono abbastaza diffusi problemi visivi, mancanza di denti (con conseguente lingua che penzola fuori dalla bocca), enognatismo, monorchidismo e criptorchidismo, palatoschisi e difficoltà a partorire (il taglio cesareo è quasi di norma).
Come sempre accade, la selezione effettuata dagli Allevatori seri riduce al minimo i rischi: comprare invece uno di questi cani in negozio o in pseudoallevamenti multirazza significa, nel migliore dei casi, fare l’abbonamento dal veterinario.
Anche quando son in perfetta salute, i griffoncini hanno bisogno di cure particolari per il pelo: barba e baffi si impiastrano clamorosamente ogni volta che il cane mangia o beve e quindi vanno puliti ogni volta. Inoltre, come abbiamo già detto, il pelo duro va strippato (operazione che va svolta da un professionista, se non si vogliono combinare pasticci).
Il Brabantino è immensamente più comodo da gestire per quanto riguarda il mantello: però è innegabile che i griffoni, proprio a causa della faccia pelosa da vecchio zio un po’ burbero, hanno un aspetto decisamente irresistibile.

Gli Standard

phoca_thumb_l_leonadi 125FCI Standard N° 80 / 05.05.2003: GRIFFONE DI BRUXELLES
FCI Standard N° 81 / 05.050.2003: GRIFFONE BELGA
FCI Standard N° 82 / 05.05.2003: PICCOLO BRABANTINO
ORIGINE: Belgio
UTILIZZAZIONE: Piccolo cane da guardia e da compagnia
CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 9 – Cani da compagnia
Sezione 3 – Cani belgi di piccola taglia e Brabantini
Senza prova di lavoro

BREVE CENNO STORICO:
Le tre razze (Griffone di Bruxelles, Griffone Belga e Piccolo Brabantino) provengono da un piccolo cane a pelo duro chiamato “Smousje”, originario da secoli dei dintorni di Bruxelles.
Nel 19° secolo, l’apporto di sangue del King Charles Spaniel e del Carlino diede il pelo nero e corto, e fissò il tipo attuale della razza.
Questi piccoli cani sono molto vigili e furono allevati per la guardia alle carrozze e per tener lontani i roditori dalle scuderie. Nel 1883, furono iscritti al L.O.S.H. (Libro delle Origini St. Hubert) i primi Griffoni di Bruxelles: Topsy ( L.O.S.H. Nr. 163) e Foxine ( L.O.S.H. Nr.164). Verso il 1900 diventarono molto popolari, grazie, fra l’altro, all’interesse loro dimostrato dalla regina Marie Henriette del Belgio.
Molto soggetti furono esportati e contribuirono alla propagazione e popolarità della razza.

ASPETTO GENERALE
Piccolo cane da compagnia, intelligente, equilibrato, sveglio, fiero, robusto, praticamente inscrivibile nel quadrato; con buona ossatura ma tuttavia elegante nei movimenti e nella costruzione; accattivante per la sua espressione quasi umana. I due Griffoni hanno il pelo duro e si differenziano per il colore, mentre il Piccolo Brabantino ha il pelo corto.

PROPORZIONI IMPORTANTI
• Lunghezza del corpo, dalla punta della spalla alla punta della natica: il più possibile uguale all’altezza al garrese.

phoca_thumb_l_gozzi-345TESTA
è la parte del corpo più caratteristica ed è quella che colpisce di più. La testa è abbastanza importante se paragonata al corpo ed ha una espressione quasi umana. Nei Griffoni il pelo è duro, rialzato e arruffato; è più lungo sopra gli occhi, sulla canna nasale, le guance e il mento, formando l’acconciatura della testa.
REGIONE DEL CRANIO:
larga e rotonda. La fronte è ben bombata. Stop molto marcato
REGIONE DEL MUSO:
Tartufo nero. Il tartufo si trova alla stessa altezza degli occhi. È largo e le narici sono ben aperte. L’estremità del tartufo è rialzata verso il dietro, così che, visti di profilo, il mento, il naso e la fronte sono sulla stessa linea. Muso: la canna nasale, tartufo compreso, è molto corta; non sorpasserà 1,5 cm. di lunghezza. Nel piccolo Brabantino, una canna nasale corretta sembra più lunga perché sprovvista d’acconciatura. Una canna nasale non rientrata come pure un tartufo la cui parte superiore si trova sotto la linea inferiore degli occhi, danno una brutta espressione e sono gravi difetti. Labbra nere.
Il labbro superiore e l’inferiore sono in stretto contatto e le labbra sono ben chiuse. Il superiore non è pendente e non ricopre l’inferiore. Se troppo lasso, il labbro guasta l’espressione desiderata.
Mascelle/Denti: la mascella inferiore è ben ricurva verso l’alto, larga, non appuntita e sorpassa quella superiore: la razza è prognata. I sei incisivi di ognuna della due mascelle sono preferibilmente impiantati regolarmente e su di una linea diritta, quelli di sopra e di sotto in perfetto parallelismo. La bocca deve essere ben chiusa e non lasciar vedere né i denti né la lingua. La larghezza e la sporgenza del mento sono di grande importanza. Si controllerà che non manchino incisivi.
Occhi: ben distanziati, grandi e rotondi, mai sporgenti. Di color bruno, il più scuro possibile. L’occhio deve essere bordato di nero e non deve, preferibilmente, lasciar vedere il bianco del globo. Un occhio piccolo o ovale o di colore chiaro, è un difetto. Orecchi: piccoli, inseriti alti, con sufficiente spazio fra loro. Gli orecchi non tagliati sono portati semieretti e ricadono verso l’avanti. Orecchi troppo grandi sono indesiderabili, come pure gli orecchi che pendono sui lati della testa. Gli orecchi tagliati sono a punta ed eretti. Gli orecchi tagliati o non tagliati sono ugualmente accettati.

COLLO
di media lunghezza; si fonde armoniosamente nelle spalle.

phoca_thumb_l_3-bertrand-le-beau---piccolo-brabantinoCORPO la lunghezza del corpo è pressappoco uguale all’altezza al garrese. Ne risulta un piccolo cane quadrato e potente. Garrese leggermente rilevato Dorso ritto, corto e forte Rene corto e muscoloso, molto leggermente arcuato Groppa larga, piatta o, al massimo, molto leggermente inclinata Torace largo, che arriva fino ai gomiti. La punta dello sterno è marcata, ciò che dà un petto leggermente sporgente se visto di profilo. Costole ben cerchiate, ma non a botte, né troppo piatte. 2 Linea inferiore. Ventre leggermente retratto; fianchi ben marcati.

CODA inserita alta e portata abbastanza alta. La coda tagliata è accorciata di ⅔ della sua lunghezza. La coda non tagliata è portata rialzata, con la punta diretta verso il dorso, senza tuttavia toccarlo, e senza essere arrotolata. Una coda naturalmente corta o rotta o arrotolata sul dorso è un grave difetto.

ARTI ANTERIORI
Nell’insieme arti anteriori paralleli, di buona ossatura e sufficientemente distanziati Spalle di normale angolatura. Gomiti ben aderenti Carpi forti Piedi piccoli, rotondi, non rigirati in fuori né in dentro; le dita sono ben chiuse. Le dita saldate fra loro sono un difetto. Cuscinetti spessi, scuri il più possibile. Unghie preferibilmente nere, il più possibile pigmentate.

POSTERIORI
Nell’insieme arti posteriori di buona ossatura e ben paralleli, angolari in armonia con gli arti anteriori. Ginocchia sufficientemente angolate Garretti ben discesi; visti da dietro né chiusi né aperti. Piedi Come gli anteriori. Gli speroni non sono ricercati.

shutterstock_27194818ANDATURA possente, movimenti in parallelo degli arti con una buona spinta del posteriore. Movimento con arti rialzati e ambio sono difetti.

MANTELLO
PELO
Qualità del pelo:  il Griffone di Bruxelles e il Griffone Belga sono due peli duri con sottopelo. Il pelo è naturalmente duro, leggermente ondulato, non arricciato, ma toelettato.
Il pelo deve essere sufficientemente lungo per permettere di apprezzarne la struttura. Un pelo troppo lungo nuoce alla silhouette e non è ricercato. Un pelo serico o lanoso è un grave difetto.
Il Piccolo Brabantino ha il pelo corto. Il pelo è ruvido, adagiato e brillante, di 2 cm al massimo.
Acconciatura della testa: nei Griffoni, l’acconciatura (barba e baffi) comincia sotto la linea naso-occhio e va da un orecchio all’altro, ricoprendo bene il muso e le guance con un pelo ben fitto e più lungo che su tutto il resto del corpo. Sopra gli occhi, il pelo deve essere più lungo che sul resto del cranio e forma delle sopracciglia.
COLORE:
Griffone di Bruxelles: rosso, rossastro; un po’ di nero è tollerato all’acconciatura della testa.
Griffone Belga: nero, nero focato. Le focature devono essere nette e di colore acceso. Si trovano sugli anteriori, dal piede al carpo, sui posteriori dal piede fino al garretto. Risalgono all’interno degli arti. Vi sono pure focature al petto, sulle guance, al mento, sopra gli occhi, all’interno degli orecchi, sulla parte inferiore della coda e attorno all’ano. Il nero può essere mischiato col rosso-bruno, ciò che è ammesso, anche se il nero puro e il nero focato sono preferiti Piccolo Brabantino : stessi colori che nei Griffoni. Ha una maschera scura. Del grigio nella maschera di cani più avanti negli anni non sarà penalizzato. Nelle tre razze, qualche pelo bianco è tollerato al petto, ma non ricercato.

12773422-2356PESO
Varia da 3,5 a 6 Kg .

DIFETTI
Qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerato come difetto, e la severità con cui questo difetto sarà penalizzato, deve essere proporzionata

DIFETTI ELIMINATORI
• Qualsiasi segno di aggressività. Cane pauroso
• Tartufo depigmentato o diverso dal nero
• Lingua sempre visibile a bocca chiusa
• Torsione della mascella inferiore
• Mascella superiore che sorpassa l’inferiore
• Colori diversi da quelli previsti dallo standard, come il grigio, il blu focato, il bruno focato, il color fegato (marrone)
• Qualsiasi macchia bianca.

Qualsiasi cane che presenti, in modo evidente, delle anomalie d’ordine fisico o comportamentale, sarà squalificato.

N.B . I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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