martedì , 21 novembre 2017
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Le ridicole “pene severissime” per i bastardi a due zampe

bastonatodi VALERIA ROSSI – Una breve considerazione non sull’episodio dei due pastori che hanno massacrato il loro cane a bastonate e pietrate (non ho visto il video, non lo voglio vedere e non ne voglio neppure parlare), ma sulle frasi a commento apparse su millemila testate giornalistiche: questi due bastardi sub-umani rischierebbero, secondo i giornalisti, “pene severissime”, “conseguenze pesantissime” e così via.
Per esempio, il Corriere.it scrive: “Pesantissime le conseguenze per gli autori di un gesto tanto efferato. Quegli uomini ora rischiano da tre a diciotto mesi di reclusione, come prevede l’articolo 544 bis del codice penale, nei confronti di chi «cagiona la morte di un animale per crudeltà o senza necessità». Non a caso per la vicenda è stato aperto un fascicolo per «animalicidio»”.
Da tre a diciotto mesi sarebbero conseguenze “pesantissime”?!?
Se la cosa non fosse tanto tragica, ci sarebbe da ridere.
Sappiamo tutti benissimo che in Italia anche i diciotto mesi (pena massima) sono una presa in giro, perché in galera non ci vai se la pena non supera l’anno e mezzo. Quindi, tanto per cominciare, il massimo che rischiano questi due delinquenti sono i domiciliari (prego notare che trattasi di due pastori, che vivono in una malga: questi, ai “domiciliari”, ci vivono già per scelta).
Ma poi… si può parlare di pene severissime, quando rischi diciotto mesi proprio se ti va di sfiga globale, perché se i due sono incensurati, e/o se un qualsiasi straccio di avvocato gli troverà una minima attenuante, sarà già tanto se gli verranno comminati i tre mesi?
A me sembra follia pura.
Questi ed altri immondi personaggi che si accaniscono su un animale indifeso con tanta crudeltà e con vero e proprio sadismo non dovrebbero potersela cavare con così poco: ma soprattutto, è allucinante che a qualcuno (anzi, a molti) questo “poco” sembri severissimo o pesantissimo.
Queste definizioni aiutano ad ampliare ancora, se mai ce ne fosse bisogno, l’idea che un cane sia “solo un cane” e che ognuno abbia il diritto di torturarlo e massacrarlo, se così gli gira: perché dire che diciotto mesi sono “pesantissimi” significa dire che il dolore, lo strazio, la vita stessa di un essere vivente sono robetta di poco conto.
Perché non dire forte e chiaro che i responsabili di questo gesto potranno subire le ridicole pene previste dall’altrettanto ridicola legge italiana?
Anche perché, quando una persona dotata di un minimo di sentimenti legge che queste pene sarebbero  “pesantissime”, gli salta la mosca al naso: e poi si vedono i commenti in calce che dicono “fate i nomi, che gliela diamo noi la giusta pena!”
Sbagliato, sbagliatissimo, per carità: non amo certamente i linciaggi e non siamo, grazie al cielo, nel Far West… però confesso che in alcuni casi anche a me viene da pensare:  “Se adesso qualcuno li prende e li riempie di botte, fa benissimo”.
E non mi piace pensarlo, perché non è giusto e non è civile pensarlo… ma dovrebbe essere la giustizia a fare in modo che questi pensieri non arrivino. E sicuramente non arriverebbero se le pene fossero davvero proporzionate alla gravità del fatto e anche alle modalità con cui si è verificato.
Certo, non penso che si debba mandare in galera per dieci anni uno che ha investito un cane con l’auto per errore: ma per questi due pezzi di merda, dieci anni mi sembrerebbero proprio il minimo.
E ancora non li definirei “pesantissimi”, ma semplicemente porporzionati, appunto, a ciò che hanno fatto e a come l’hanno fatto.
Per questo mi chiedo come mai le associazioni animaliste, che hanno tanto peso politico quando si parla di cazzate (tipo i vari “non comprare, adotta”), non sappiano sfruttarlo per ottenere leggi capaci di punire davvero in modo severo i bastardi a due zampe.
Forse non si ottengono abbastanza “like” su Facebook, a fare battaglie serie su questo argomento?

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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