giovedì , 23 novembre 2017
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Stupido giornalista, stai lontano dai cani

cubeddu1di VALERIA ROSSI – C’è un tizio, tale Marco Cubeddu, che sul “Secolo XIX” tiene una rubrica dal titolo “Intransigenze”.
Il che dovrebbe dire già tutto.
Insomma, se uno è intransigente è intransigente: dev’essere forzatamente chiuso, anche ottuso, volendo. Non dovrebbe ascoltare le ragioni altrui ed esprimersi in modo assolutamente totalitario.
E’ così perché è così, punto.
Ovviamente scegliere di tenere cotanta rubrica significa anche attirarsi gli strali di chi, invece che così, la pensa cosà.
Fa parte del gioco, non si  scappa.  Ma quando si toccano i cani, il gioco rischia di sfuggire un po’ di mano.
Al Cubeddu è successo quando ha scritto  “Stupido cane, stai lontano dal web” (titolo piuttosto off topic, perché il web con i contenuti c’entra come i cavoli a merenda).
L’articolo è una trita esposizione di banalità (dal cagnaccio che ti si scapicolla incontro mentre il padrone grida “E’ buono, non fa niente!” all’ennesima menata sui cani che insozzano i marciapiedi, condita però da un’allucinante accusa di “anormalità” per chi le cacche le raccoglie), fino al trionfo dello scontato: noi umani siamo “incomparabilmente superiori a ogni altro essere vivente“.
Aleee ohohohooooooooo!!!
Mancava solo questa per fare il pieno di stronzate (che purtroppo, in questo caso, nessuno ha raccolto con la paletta).
Siamo superiori perché (cito) abbiamo “dipinto le cappelle sistine, scritto le divine commedie, piantato bandiere sulla luna e sconfitto le epidemie”.
Embe’: scrivere e dipingere senza un pollice opponibile non è facile. Ma non è che ce l’abbiamo perché “siamo superiori”: ce l’abbiamo perché l’abbiamo ereditato dalle scimmie.
Piantare bandiere sulla luna (spendendoci miliardi a palate) mentre i due terzi della popolazione mondiale muoiono di fame non mi pare proprio il migliore esempio di “superiorità” che si potesse portare.
“Sconfiggere le epidemie” sarebbe sicuramente un esempio più pertinente, se solo fosse vero: ma mi risulta che ancora non siamo riusciti a sconfiggere granchè (i tumori e l’AIDS stanno ancora facendo fuori milioni di persone… e comunque noi esseri superiori siamo anche quelli che, la prima volta che incontrammo la peste, anziché prendercela con i topi – veri, per quanto inconsapevoli, responsabili – andavamo gridando “dagli all’untore!”).
Siamo anche gli stessi che hanno partorito le guerre, l’Inquisizione, i femminicidi (rarissimi nel mondo animale)… e potrei andare avanti per ore a contestare la solfa del “quanto siamo superiori”, se non fosse che questa contrapposizione è semplicemente stupida.
E’ come chiedersi se i ravioli alla panna siano più o meno buoni della torta di fragole.
Non può esserci un “meglio” e un “peggio” tra due cose diverse: e umani e cani sono due cose diverse.
L’uno potrà essere più intelligente e l’altro più buono, l’uno potrà aver inventato i gabinetti (di recente, eh… visto che prima si pisciava dalla finestra) e l’altro potrà cagare in mezzo alla strada… ma dove porta, un simile paragone?
Da nessuna parte, esattamente come l’articolo di Cubeddu, che è una provocazione dichiarata e che, come tale, non dovrebbe neppure essere presa in considerazione se non si vuol dare soddisfazione all’autore.
Per questo, quando a segnalarmela per primo è stato il figlio, gli ho detto che non avrei scritto niente in proposito.
Non mi sembrava che questo pezzo offrisse alcuno spunto degno di qualcosa di più di un “ma che cretinata”.
Perché di questo si tratta: di una cretinata, ampollosa e pure piuttosto noiosa, che proprio non offre alcuno spunto men che trito e ritrito e che per questo fa lo stesso effetto agli attributi di chi legge (anche quando sono metaforici, in caso di genere femminile):  glieli trita e ritrita.

cubeddu2Perché, allora, alla fine ho deciso di commentare l’articolo?
Be’… perché un vero intransigente, anche qualora venga coperto di insulti (come gli è successo), dovrebbe rispondere con un chiaro e conciso: “‘zzo vuoi? Ho detto che è così”.
Fine della storia.
E invece il povero Cubeddu ha risposto con un secondo articolo, dal titolo “Odio il fanatismo, non gli animali”, nel quale – oltre a riuscire ad essere ancora più noioso – si dà ai voli pindarici per tentare di difendere l’indifendibile (ovvero se stesso) e di giustificare l’immane calderone di luoghi comuni cinofobi sfoderato in precedenza.
Patetico.
Se la prima volta non era riuscito a farmi incavolare, stavolta è riuscito a farmi sghignazzare: perché… caro Cubeddu, chi è immensamente superiore a chi, visto che i miei cani (tutti e due, compresa la cucciola di quattro mesi) hanno più tempra di te?

P.S. (per ignoranti in materia cinofila): TEMPRA =  capacità di sopportare gli stimoli negativi, fastidiosi o dolorosi.
In pratica, per un cane: capacità di non mettersi a fare CAIN CAIN CAIN per due ore se qualcuno inavvertitamente gli pesta una zampa.
Per un umano: capacità di non mettersi a fare CAIN CAIN CAIN per due ore se qualcuno, consapevolmente e a ragion veduta, gli dà del cretino perché ha scritto un’overdose di cazzate.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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