sabato , 18 novembre 2017
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Il VERO Standard del… Bobtail

Cheekydi VALERIA ROSSI – ASPETTO GENERALE – Peluchoso. Sembra finto, sembra prodotto dalla Trudi: un enorme orsacchiotto bianco e grigio. I cani da expo adesso vengono toelettati in modo da accentuare il più possibile la rotondità della testa e quella della groppa, così l’effetto trudino (anzi, “trudone”) si moltiplica per mille.
Il cane sovrebbe essere “forte, inscrivibile nel quadrato, di grande simmetria e generale robustezza”: ma chi vede niente? Il pelo copre tutto: tanto che i giudici, in expo, devono palparlo a più non posso per capire com’è fatto sotto (e gli umani gongolano, mentre cinque minuti prima di entrare sul ring, se qualcuno si fosse azzardato a sfiorare il pelo del cane appena toelettato, gli avrebbero tranciato una manina).

VARIETA’ ALTERNATIVE – Ci sono ormai pochi bobtail in Italia, purtroppo:  quindi è difficile ascoltare commenti fantasiosi. Ci si riesce un po’ più facilmente in expo, dove ho sentito un “Bobby”, un “Cocktàil”  (con l’accento sulla “a”) e un pregevolissimo “maremmano inglese” che suona anche geograficamente poco concepibile.  Ma il Sciurmario che lo presentava così alla consorte sembrava molto convinto.

old eng-2CARATTERE ED ATTITUDINI – Lo Standard originale dice che il Bobtail è  “a biddable dog of even disposition“.
La prima parte è facile da tradurre (“un cane docile”), la seconda un po’ meno, perché “disposition” in inglese ha diverse sfumature di significato. Indica in pratica il carattere, il temperamento, ma viene usato quasi esclusivamente in abbinamento ad aggettivi che indicano come questo carattere sia dolce e gentile.
Non ho proprio idea di come sia saltata fuori la traduzione che troviamo nello Standard italiano, e cioè “un cane docile, dall’umore sempre uguale”.
Ma che vor dì?
Il Bobtail è un cane amabile, gentile, solitamente tranquillo (quando non gli prendono i cinque minuti di follia): ma “l’umore sempre uguale” fa pensare ad un animale catatonico, cosa che lui assolutamente non è.
Oddio, a volte sembra anche diventarlo: per esempio quando gli dici “Vieni subito qui!” e lui scatta con la stessa prontezza con cui scatterebbe una statua di sale. Però, se non gli rompi le palle pretendendo che esegua ordini, lui può essere allegro, triste, incavolato, offesissimo (questa poi gli riesce benissimo), giocherellone o musone come tutti i cani del mondo.
Traduttori dello Standard, non scherziamo: “sempre uguale” sarà l’umore di vostra nonna (quella morta vent’anni fa).
Date retta a zia: questa traduzione di “of even disposition” è assolutamente fuorviante. E pure sul “biddable” ci sarebbe qualcosina da discutere: perché “docile”, il Bobtail… anche no.

temperamento-bobtailIn cinofilia “docile” non significa solo “dolce e amichevole” (cosa che lui sicuramente è), ma anche “ben disposto ad obbedire” (cosa che sicuramente NON è, a meno che non si sia saputo creare con lui un rapporto di altissimo livello. In caso contrario, il Bobtail fa lo stracavolo che gli pare qualsiasi cosa voi gli diciate o chiediate). Probabilmente lui obbedirebbe più volentieri se gli chiedessimo di guidare un gregge: nonostante l’aspetto da orsacchiotto di peluche, lui è ancora un cane rustico, un vero cane da fattoria che vorrebbe fare cose utili ed importanti, non certo sciocchezzuole come camminare bene al guinzaglio o dare la zampa. Ecco perché il bravissimo illustratore Marco Barone, che è un grande appassionato della razza, la condotta al gunzaglio del Bobtail l’ha disegnata come vedete qui a sinistra.

libro_marcoAppropo’: se amate il Bobtail, non potete perdervi il suo libro “Old English Sheepdog” (questo è il nome originario della razza).
I disegni di Marco colgono in modo impareggiabile le espressioni di questi cani e sono forse la più clamorosa smentita all'”umore sempre uguale” di cui sopra.
Tornando al carattere: per quanto non precisamente “docile”, il Bobtail ha un sacco di qualità. E’ affidabilissimo con i bambini (gli piacciono davvero, anche quelli che non appartengono alla sua famiglia.  E questo è fondamentale, perché in qualsiasi descrizione di qualsiasi razza canina troverete immancabilmente scritto che “ama i bambini”. Ma non è quai mai vero! Tutti i cani del mondo, effettivamente, hanno un amore sviscerato (e una mostruosa capacità di sopportazione) verso i bambini della propria famiglia: ma quelli estranei li amano come un dito in un occhio (anche perché, di solito, infilargli un dito in un occhio è proprio quello che fanno).

img_4407_2_copia330Il Bobtail è una delle pochissime razze al mondo in cui si riscontra davvero uno spontaneo sentimento affettivo verso qualsiasi bambino (anche verso quelli che gli infilano le dita negli occhi: forse perché, sugli occhi, lui ha due metri di pelo e quindi se ne può infischiare).
Nonostante la mole, con i bambini è estremamente delicato: ma anche con gli anziani, i malati e in generale con chi sente debole. Con tutti gli altri ha la delicatezza di un orso: ma quando ti caracolla incontro con la sua buffissima andatura, tu cominci già a sorridere da lontano.
Perché? Perché è simpatico. Punto.
Ti mette di buon umore per il solo fatto di esistere, qualsiasi cosa faccia (o non faccia, quando gli chiedi di farla).
Arrabbiarsi con lui è letteralmente impossibile.
E’ anche un bel cane, certamente: ma non è il tipo di cane di cui osservi la bellezza con deferente venerazione. No, lui lo guardi e ti viene subito da sorridere.
Emana simpatia da tutti i pori e da tutti i peli. Se ci fosse un dizionario illustrato con sole foto di razze canine, vicino ad “eleganza” si potrebbe mettere, che so, un levriero afghano, ma anche uno shih-tzu; vicino ad “imponenza” un alano, oppure un Leonberger; ma vicino a “simpatia” io non riesco a vederci nient’altro che un Bobtail.

bobtail-cachorros-perrosAltre cose che troverete spesso nella descrizione del carattere di questa razza sono la scarsa rissosità anche con altri cani dello stesso sesso (vero), il grande rispetto verso l’uomo e l’aggressività praticamente nulla (vero) e la “tranquillità e riflessività”.
Vero anche questo, ma per l’amor del cielo, specifichiamolo: vero nell’adulto!
Perché cuccioli e (soprattutto) cuccioloni sono dei casinari incredibili: vivacissimi, curiosisissimi (si infilano ovunque, esplorano tutto e si cacciano costantemente nei guai, perché sono pure un po’ tordi),  travolgentemente amichevoli (nel senso proprio che ti si scapicollano addosso per farti le feste e ti stendono secco, perché non sanno usare i freni), totalmente pazzi.
Quanto dura questa fase? Fino a che età il Bobtail può essere considerato un cucciolone?
Uhm… be’…vediamo… fino a tre anni circa. A volte anche quattro o cinque.
Dopo, però, diventa realmente tranquillo, calmo, riflessivo (nota: appena ci diventa, voi pensate “ahhhh, finalmente!”. Due giorni dopo sarete già lì a rimpiangere le mattane di prima, perché hanno rappresentato il periodo più divertente della vostra vita).
Anche quando si dà una calmata, comunque, il Bobtail resta l’incarnazione della gioia di vivere: ed è una gioia contagiosa, ragion per cui questa razza dovrebbe essere infinitamente più diffusa di quanto non sia. Migliorerebbe sicuramente quell’altra razza sempre ingrugnata che crede di essere tanto superiore solo perché  cammina su due zampe.

2005111623236_bobtailTESTA – Una palla di pelo con dentro una palla di ferro. Non soltanto perché tende a fare quello che pare a lui, come abbiamo già detto, ma anche… no, vabbe’, non ve lo dico. Voi provate solo a chinarvi verso di lui mentre lui salta verso l’alto per farvi le feste, e lo scoprirete da soli.

OCCHI – Espressivissimi, quasi umani, anzi più che umani. Sono occhi veramente “parlanti”, che però bisogna prima riuscire a vedere: per vederli bisogna legare il pelo con un fiocchetto, oppure tagliarlo corto se il cane non deve andare in esposizione. Altrimenti vedrete solo del pelo e vi perderete un sacco di espressioni fantastiche.

ORECCHIE – Da qualche parte le ha. Giuro.

ARTI – Quattro pilastri pelosissimi che, a cane tosato o bagnato, perdono circa l’ottanta per cento del loro volume. In realtà questo succede un po’ a tutto il cane, ma le zampe fanno davvero impressione: da quattro baobab a quattro ramoscelli.
In realtà il Bobtail è moooolto più pelo che cane: nonostante la stazza imponente (non c’è limite massimo di taglia: si parte dai 61 cm. per i maschi e dai 56 nelle femmine… e si va in su finché si vuole), il peso va dai 28 ai 38 kg. circa. Pesa di più un pastore tedesco.

CODA – Non è vero che i Bobtail nascono senza coda. Succede sì, qualche volta (ma mooolto raramente). La coda in questa razza è sempre stata tagliata: ora non più… ma non è che si capisca molto la differenza, perché intanto sparisce dentro al resto del pelo.

imperia_settembre_071465MANTELLO/PELO – Come dicevamo all’inizio, il cane sempre peloso è: ma la toelettatura da show esalta l’effetto “due palloni”, testa e posteriore. Ovviamente c’è chi dice “poveriiiiiniiiiii!” perché questo effetto si ottiene cotonando il pelo: e magari lo dice la stessa Sciuramaria che una trentina di anni fa pagava la sua parrucchiera per farsi cotonare una cofana alta mezzo metro. Andiamo, su: cotonarsi i capelli non ha mai ammazzato nessuno.
Se poi volete dirmi che il cane così non ha più l’aria da rude pastore che guida le pecore al pascolo, posso anche darvi ragione: ma chi dice “ahhh noooo io un cane che va toelettato così non lo voglio”… vorrei vedere se si prenderebbe invece un cane che si porta a casa ogni sera foglie, rametti, cespugli e cacca di pecora impastati nel pelo “naturale”.
Il bobtail è un cagnone pelone e va toelettato per forza. Se non vi piace cotonato potete anche non cotonarlo, ma qualche oretta settimanale al suo mantello dovrete dedicarla in ogni caso.
C’è da dire che lo Standard recita: “il profilo naturale non dovrebbe essere alterato artificialmente da lavoro di forbice o tosatura”.  E’ vero che non si parla di cotonatura, ma è anche vero che di sforbiciate se ne danno eccome, per rendere il cane più quadrato possibile. Ecco, nun se dovrebbe fa’ (ma intanto lo fanno lo stesso).

indexCONCLUSIONI – “Perché non avete tutti un Bobtail in casa”?, sembra chiedersi il cucciolo nella foto a sinistra.
A volte me lo chiedo anch’io, che ho pensato più volte di prenderne uno proprio per la sua strabordante simpatia (alla fine ne ho avuto mezzo: ovvero la Snowwhite, figlia di una bobtail pura e di un vattelapesca. A causa di questa gravidanza indesiderata la mamma della Snow venne abbandonata con tutti i cuccioli, e fortunatamente vennero adottati tutti. Io presi l’unica che non aveva il colore classico del Bobtail – ma il carattere sì – e la amai follemente per quasi 18 anni: per questo invio ancora oggi un misto tra un caldissimo accidenti e un ringraziamento al pezzo di merda che l’aveva abbandonata).

neveA parte questa divagazione, purtroppo è un dato di fatto che il Bobtail, diffusissimo negli anni ’80, oggi non incontra più il gusto del grande pubblico. I motivi possono essere svariati, e vanno dalla taglia (ormai la tendenza è quella del microcane) al pelo (impegnativo, inutile negarlo); inoltre il Bobtail è uno dei pochi pastori che fa – o meglio, “farebbe” – proprio il pastore-e-basta: non è un gran cane da guardia, non è un gran cane da difesa (anche se in caso di pericolo lo può diventare, del tutto inaspettatamente), è un adorabile pacioccone che può sembrare pure un po’ tonto (ma non lo è affatto: ha una mente brillante, che viene allo scoperto solo quando deve risolvere il problema di come fare fessi i suoi umani).
Non pullulando le nostre città di pecore, potrebbe sembrare che il Bobtail sia solo un cane da compagnia oversize, oppure un cane da show: in entrambi i casi roba elitaria, da pochi intenditori/appassionati.
In realtà questo è un cane dal fascino tutto particolare, non solo estetico (anzi, chisseneimpippa dell’estetica), ma soprattutto caratteriale: il problema è che per capirlo bisogna viverci insieme, e sono in pochi a scegliere di viverci insieme prima di averlo capito. Il classico cane che si morde la coda, insomma… anche quando la coda non c’è.
Però riflettete un attimo su questo punto: saranno pure in pochi a scegliere un Bobtail, ma questi poi diventano persone da “Bobtail forever”.
Difficilissimo che cambino razza: restano fedeli al Bobtail per sempre… e direi che un motivo ci sarà!

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Commenti all'articolo

14 commenti

  1. “biddable”: disposto a fare quel che gli si dice di fare (anche se la descrizione dell’articolo dice il contrario 😉 )
    “even disposition”: carattere equilibrato.

    “Carattere sempre uguale” viene probabilmente da un pessimo uso di qualche traduttore automatico 😉
    (“even” per esempio significa anche ‘pari’ nel senso di situazione di pareggio in ambito sportivo durante la gara, oppure di restituzione di un favore ricevuto o di un torto subito: “now we’re even” “ora siamo pari”).

  2. Paola e Max

    Grazie Valeria !!!
    Quanti ricordi… La mia meme’ ha insegnato ai miei figli a camminare attaccati sl suo pelo, coccolava la nonna con la pelle fragile come carta velina senza farle il minimo segno, camminava per ore in montagna con noi tentando di raggrupparci… Adorava essere toelettata per ore, si spanciava e gongolava sl tocco della spazzola.
    Amava follemente chiunque ed era una vera pagliaccia, se vivi con un bobtail non starai mai più senza, prima o poi ci ricaschi .

  3. Bellissssssssssssimo cane…………….una mia ex collega ne aveva uno, femmina di nome Jessica…..una palla di pelo dolcisssssssima che saltava “addosso” ad ogni umano che le dimostrava “affetto”……….me ne ero innamorata…..pensai di prenderne uno, ma poi …………optai per lo “stronzetto” dello shihtzu … 🙂

  4. Ce l’ho avuto e lo cresciuto insieme alla gipsy 1a un bichon. Si divertivano da matte insieme. Avevo una macchina cabriolet e d’estate andavo in giro con la giachi (bobtail) sul sedile seduta come una signora e le si sollevava il pelo sulla faccia! Faceva morire dal ridere : si voltava verso di me serissima come a chiedere “zzo avrai da ridere?” Ai semafori fissava quelli fermi di fianco che cominciavano a ridere pure loro. Hai ragione: simpaticissimo

  5. Era il mio sogno di bambina. Tappezzavo la stanza di poster.
    ….poi …mi ritrovo una pseudominiatura. Ciao Valeria Rossi saluti da Cody.

  6. Grazieeeeeee!!!!mille e mille volte grazie!!!

  7. Una volta da piccola (sono nata nell’85 per cui all’epoca se ne vedevano un bel po’) sentii un signore chiamarlo Bob Taylor! ahahahahah! 🙂

  8. ..Un cane fantastico!! Abito in appartamento quindi vivo con una barboncina, ma era il mio sogno di bambina!! Per me il cane deve far sorridere! ..e come hai detto tu il Bobtail è esattamente il cane che ti fa scattare un sorriso in automatico!! Oltre al Bobtail un cane che secondo me fa davvero TROOPPO RIDERE è il Barbone!! Ah……..se solo fossero più diffuse queste razze!! Quanti problemi in meno tra i neo-cinofili!!

  9. Penso che il, anzi la Bobtail più famosa al mondo sia stata Martha, la storica cagnolona di Sir Paul Mccartney! Di cui per un po’ ha avuto gli eredi, era arrivato ai nipoti, ora non so 🙂

  10. Fino agli anni 90 se ne vedevano parecchi… La gasperini nei suoi libri parla della sua Bobtail Patata, paurosissima. Che belli che sono…

  11. sono sempre bellissimi io ne avevo una Giuditta nata nel 1982 un gran cane.

  12. È stato il mio sogno sin da bambina, solo farei un casino col pelo temo, lo farei diventare un bobtail bergamasco.. O.o ma prima o poi lo prenderò… <3

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




14 commenti

  1. “biddable”: disposto a fare quel che gli si dice di fare (anche se la descrizione dell’articolo dice il contrario 😉 )
    “even disposition”: carattere equilibrato.

    “Carattere sempre uguale” viene probabilmente da un pessimo uso di qualche traduttore automatico 😉
    (“even” per esempio significa anche ‘pari’ nel senso di situazione di pareggio in ambito sportivo durante la gara, oppure di restituzione di un favore ricevuto o di un torto subito: “now we’re even” “ora siamo pari”).

  2. Paola e Max

    Grazie Valeria !!!
    Quanti ricordi… La mia meme’ ha insegnato ai miei figli a camminare attaccati sl suo pelo, coccolava la nonna con la pelle fragile come carta velina senza farle il minimo segno, camminava per ore in montagna con noi tentando di raggrupparci… Adorava essere toelettata per ore, si spanciava e gongolava sl tocco della spazzola.
    Amava follemente chiunque ed era una vera pagliaccia, se vivi con un bobtail non starai mai più senza, prima o poi ci ricaschi .

  3. Bellissssssssssssimo cane…………….una mia ex collega ne aveva uno, femmina di nome Jessica…..una palla di pelo dolcisssssssima che saltava “addosso” ad ogni umano che le dimostrava “affetto”……….me ne ero innamorata…..pensai di prenderne uno, ma poi …………optai per lo “stronzetto” dello shihtzu … 🙂

  4. Ce l’ho avuto e lo cresciuto insieme alla gipsy 1a un bichon. Si divertivano da matte insieme. Avevo una macchina cabriolet e d’estate andavo in giro con la giachi (bobtail) sul sedile seduta come una signora e le si sollevava il pelo sulla faccia! Faceva morire dal ridere : si voltava verso di me serissima come a chiedere “zzo avrai da ridere?” Ai semafori fissava quelli fermi di fianco che cominciavano a ridere pure loro. Hai ragione: simpaticissimo

  5. Era il mio sogno di bambina. Tappezzavo la stanza di poster.
    ….poi …mi ritrovo una pseudominiatura. Ciao Valeria Rossi saluti da Cody.

  6. Grazieeeeeee!!!!mille e mille volte grazie!!!

  7. Una volta da piccola (sono nata nell’85 per cui all’epoca se ne vedevano un bel po’) sentii un signore chiamarlo Bob Taylor! ahahahahah! 🙂

  8. ..Un cane fantastico!! Abito in appartamento quindi vivo con una barboncina, ma era il mio sogno di bambina!! Per me il cane deve far sorridere! ..e come hai detto tu il Bobtail è esattamente il cane che ti fa scattare un sorriso in automatico!! Oltre al Bobtail un cane che secondo me fa davvero TROOPPO RIDERE è il Barbone!! Ah……..se solo fossero più diffuse queste razze!! Quanti problemi in meno tra i neo-cinofili!!

  9. Penso che il, anzi la Bobtail più famosa al mondo sia stata Martha, la storica cagnolona di Sir Paul Mccartney! Di cui per un po’ ha avuto gli eredi, era arrivato ai nipoti, ora non so 🙂

  10. Fino agli anni 90 se ne vedevano parecchi… La gasperini nei suoi libri parla della sua Bobtail Patata, paurosissima. Che belli che sono…

  11. sono sempre bellissimi io ne avevo una Giuditta nata nel 1982 un gran cane.

  12. È stato il mio sogno sin da bambina, solo farei un casino col pelo temo, lo farei diventare un bobtail bergamasco.. O.o ma prima o poi lo prenderò… <3

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