lunedì , 20 novembre 2017
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Il Cinesino (ovvero: quando cedere un cane NON è un delitto)

di VALERIA ROSSI ed ELEONORA ZAMPAGLIONE – Eleonora, amica di FB, mi ha inviato un racconto di vita vera che ha scritto “più per se stessa che per altri” (così mi ha spiegato). L’ha scritto per sfogarsi, me l’ha mandato dopo qualche mese perchè voleva cercare di capire se davvero aveva sbagliato tutto, se avrebbe avuto qualche alternativa o se la scelta (dolorissima) che ha fatto era l’unica possibile.
Questo è il suo racconto, a cui seguirà il mio commento (sono entrambi lunghetti, mettetevi comodi):

cinesino5

Il cinesino mi colpì in quella foto da piccolissimo, tra le mani della sua ex padrona, in cucina, a Rimini. L’ho voluto, ho voluto lui per forza, lui fra mille altri annunci, lui perché era bellissimo, perché mi ispirava bene sapendo che erano tre mesi che viveva con i suoi genitori cani, e quindi aveva avuto tutte le informazioni “canine” di cui hanno bisogno i cani per crescere equilibrati. Ovvero la posizione nel branco, il rispetto dei più anziani, il gioco sano, l’indipendenza.
Insomma, dopo l’errore fatto con Vela, strappata a soli 39 gg dai genitori, cresciuta in casa e quindi umanizzata, totalmente dipendente da noi padroni, ero certa di aver scelto il soggetto giusto, con il pedigree, quel pedigree che mi era tanto mancato con Marte, che veramente lo meritava.
Lo chiamavamo Cinesino per via di quegli occhi a mandorla, appunto da cinesino.
I primi giorni sono stati belli, il cinesino era buonissimo, non abbaiava mai, stava nel box tranquillo quando andavo al lavoro, usciva al guinzaglio camminando senza stancarsi malgrado le sue zampine ancora giovani.
Aveva solo un pò paura dei rumori, delle auto, dei pullman, e chiedeva di essere preso in braccio. Aveva tre mesi, ma come pesava già!
Il primo vaccino, lui dal veterinario buonissimo, lo pesiamo, caspita! Già 12 kili e mezzo! Che belle zampotte, che orecchie profumate, i baffoni già folti, un culone simpatico…
Comincio ad affezionarmici, anche se l’eredità di Marte era difficile da portare e da scalzare nel mio cuore…
Passa il tempo e lui comincia ad essere irrequieto, il momento di mangiare era un incubo, preparavo la ciotola o semplicemente riempivo il bicchiere di crocchette e lui urlava come se lo stessero scannando, con la voce più potente dell’universo che ti spaccava i timpani, rendendo quei due/tre minuti di attesa del pasto, un autentico inferno.
Le passeggiate diventavano ogni giorno più difficili, lui mordeva e tirava il guinzaglio, saltava addosso a Vela ad ogni passo, mordeva le zampe a Vela e i pantaloni a me…e cominciava a tirare.
Mangiava tutti i pezzi di carta che trovava sul percorso, e ringhiava se tentavi di toglierglieli dalla bocca. Non era mai stanco, non era mai contento, più lo facevi giocare, divertire, uscire, e più lui si “allenava” e pretendeva sempre più attenzioni.
La sera dopo aver cenato, invece di stare buono e riposarsi sulla brandina, grattava la finestra mentre noi cenavamo.
Eravamo privi di vedere un po’ di TV perché lui incombeva davanti alla zanzariera, o tormentava Vela. Se gli davi un osso di bufalo per tenerlo occupato, anziché rosicchiarlo e stancarsi, lo andava a sotterrare e dopo tornava tutto sporco di terra, più rompiscatole di prima. Con l’unico risultato di non aver ottenuto nulla, di aver buttato altri soldi inutilmente, di avere il patio tutto sporco di terra, e lui sempre in attesa davanti alla finestra…
Poi comincia il periodo della maturità sessuale, e il tormento alla povera Vela è sempre più assillante. Non dorme più di due ore per notte, così cerco qualcosa da dargli per calmarlo, e giù gocce, erbe, bocconcini miracolosi.
E soldi che se ne vanno come l’acqua.
Risultato: dorme qualche oretta e quando si sveglia, alle prime luci del giorno, è più scalmanato di prima.
Proviamo con la melatonina, nulla da fare, alle prime luci lui si sveglia, e sveglia tutti noi.

cinesino6Vela non riesce più a riposare in pace, scendo in giardino appena lo sento muovere, e lei poverina è già stata buttata giù dalla brandina e mi aspetta tutta insonnolita magari alle 5, davanti alla porta della cucina…
La brandina: capitolo a dir poco esasperante… non so perché ce l’aveva tanto con quelle benedette brandine, la prima non ho fatto neanche in tempo a metterla giù la sera, che lui aveva strappato completamente il telo, inutilizzabile!
Pazienza, ho sbagliato io a lasciarla in giardino durante il giorno, dovevo tenerla in garage… quella sera dormono tutti e due sulla stessa brandina, scomodi e stretti, e compero un altro telo.
Da quel giorno comincia la battaglia contro le brandine. Appena si sveglia al mattino ne prende una con i denti e comincia a sbatacchiarla di qua e di la sul patio, fino a che io non mi sveglio con quel rumore e scendo a vedere cosa sta succedendo: questo tutte le sante mattine, in maniera compulsiva.
E io alle 5 scendo, tolgo le brandine, le porto in garage mentre lui si getta sulle crocchette come se non avesse mai mangiato in vita sua, e ritorno a dormire, angosciata perché la povera Vela invece di stare comodamente sulla sua brandina morbida, è costretta a stare al freddo e sul pavimento duro.
Provo a mettere almeno un tappetino, ma figuriamoci, dopo tre secondi è nella bocca del cinesino, ridotto a brandelli. Quindi, nulla, neppure il tappetino, neppure la copertina, sulla quale Vela dormiva da 10 anni… e per fortuna che questo inverno non ha fatto poi così tanto freddo…
Questo tran tran (brandine, teli strappati, crocchette, cinque del mattino) dura all’infinito, e io non faccio altro che maneggiare queste benedette brandine cercando di unire i teli strappati da lui e farne almeno una, rattoppata e sulla quale almeno potesse dormire Vela… ho passato mesi a fare gli stessi gesti, durante la mia breve pausa pranzo di un’ora e mezza, col mangiare sullo stomaco.

cinesino2Nel frattempo continua la vita assurda che con lui eravamo tutti costretti a fare, ovvero dormire poco, non poter lasciare in giardino neppure i panni sullo stendino, o gli zoccoli, o la scopa, o l’innaffiatoio.
Vietato invitare qualcuno a cena, a meno che lui non stia chiuso nel box: altrimenti è un continuo saltare sulla finestra e sulla zanzariera e piagnucolare li fuori.
Vietato più fare passeggiate al guinzaglio: lui ormai tira come un dannato anche con il collare speciale brevettato in Svezia col quale perfino Marte smise di tirare, tenta di assalire chiunque passi (persone, cani, bici, moto, perfino il pulmino della scuola!).
Decido di fare una assicurazione, almeno mi tutelo se questo pazzo scatenato dovesse far male a qualcuno mio malgrado. E altri soldi…
Tutto questo ovviamente lavorando tutto il giorno dentro all’ufficio e dedicando a lui e al miraggio di risolvere la mia situazione, tutto il mio pochissimo tempo libero.
Comincio a sentirmi demoralizzata, stanca e svogliata.
Cerco qualche addestratore-educatore che mi possa aiutare, scrivo pure a Massimo Perla! Altri soldi, prenoto 10 lezioni di educazione di base, comportamento canino ecc. (dopo che ad agosto una veterinaria-comportamentalista mi aveva scucito 100 euro per darmi qualche stupido consiglio e insegnargli il SEDUTO)…
Cominciamo questa rottura di coglioni delle lezioni del sabato –domenica.
Addestramento al campo, il cinesino che risponde benissimo a tutto, si diverte, capisce al volo, esegue gli esercizi con maestria. Ma il problema brandine, urli in attesa del pasto e tiro al guinzaglio persistono, più compulsivi e ripetitivi che mai. L’addestratrice, poverina devo dire anche bravissima, non sa più che consigli darmi, dopo aver fatto la stupenda esperienza di una passeggiata con me e il cinesino e visto con i suoi occhi tutto ciò che io le avevo già raccontato.

cinesino3Io sono sempre più frustrata e il cinesino anche.
Comincia a diventare strano, quasi aggressivo a volte, saltandomi addosso con i suoi ormai 40 kili, senza motivo, e ringhiando e mordendo a buffo.
Comincio a non riconoscere più quel cucciolone che ho cresciuto con abnegazione per un lungo intero anno, facendo del mio meglio. Lui è perennemente irrequieto, capriccioso e annoiato.
Il nostro grande giardino non gli basta più e cerca in continuazione di entrare in casa o di scappare dal cancelletto ogni volta che noi dobbiamo uscire.
Ormai viviamo barricati in casa, con lui che graffia le persiane da fuori ogni volta che gli prendono i 5 minuti e facendoci balzare il cuore in gola ad ogni rumore che ricolleghiamo a lui.
Dobbiamo avere perennemente in borsa dei bocconcini-ricompense, da tirargli in giardino per distrarlo mentre noi usciamo di corsa mentre lui è girato. Portarlo fuori non è assolutamente più possibile a piedi, se non voglio rischiare di venire trascinata o cadere o peggio, che lui assalga qualcuno per strada e beccarmi una denuncia.
E così, dopo una lunga chiacchierata con mia figlia, nella quale ci diciamo onestamente in faccia tutto quanto stiamo passando PER UN CANE, prendo la decisione più sofferta della mia vita: dare via il cinesino.
Mai e poi mai avrei pensato nella mia vita di riuscire a fare una cosa del genere, e infatti ci metto tre giorni per decidermi a scrivere il testo dell’annuncio, e poi lo scrivo e non lo pubblico.
Le telefonate con mio fratello, cinofilo anche lui da una vita, si sprecano. E ci ripenso per qualche giorno, sperando che Dio mi dia la forza per resistere, superare questo brutto periodo di crescita del cinesino, attendere che lui finalmente si calmi e che passi tutto ed io possa finalmente godermi la mia coppia di bellissimi cani, nella mia bella casa, dedicandogli tutto il tempo che posso, come ho sempre fatto con il primo.
Passa un’altra settimana e le cose non solo non migliorano, ma peggiorano sempre più. È diventata una catena, lui salta sulle finestre, noi ci chiudiamo dentro, lui fa sempre più capricci.

cinesino1Esce sempre meno, si annoia dunque sempre di più.
Il suo stress emotivo diventa il mio e la mia ansia ricade nuovamente e inevitabilmente su di lui.
Questa convivenza non è più possibile, il mio giardino è come il deserto dei tartari, le zanzariere sono tutte da cambiare e le persiane da riverniciare.
La mia vita non è più una vita, non dormo regolare, mi alzo all’alba e sono sempre stanca.
Parlo con l’addestratrice, mi confido e con piacere mi sento dire che sto facendo la cosa più giusta, soprattutto per lui: trovargli una sistemazione adeguata alle sue esigenze (spazio e persone più presenti in casa) per ritrovare una vita, noi, e lui. e allora riprendo quel testo di quell’annuncio e con le lacrime agli occhi clicco CONFERMA e lo pubblico.
Nei giorni che sono seguiti, solo tre, lo guardavo nei rari momenti che stava tranquillo e mi sembrava di tradirlo e di pugnalarlo alle spalle.
Guardavo i suoi occhi da cinesino e dicevo: non sai cosa sto per farti, e mi sentivo un verme. Il giorno stesso dell’uscita dell’annuncio chiama lei, la persona che ci ha salvato.
Colei che incredibilmente, 10 anni prima, mise un annuncio di cucciolata e io chiamai e presi Vela… il mondo si era ristretto e quella persona, ora, stava prendendo il mio cane, dopo 10 anni che io avevo preso il suo…
Non c’è dubbio che il cielo abbia fatto si che lei, proprio quel giorno, cercasse un annuncio di un cucciolone come il mio, perché lei cercava proprio quello…
Non ho esitato un attimo a decidere, di darlo a lei che poteva offrirgli tanto, tanto spazio dove correre tutto il giorno e sfogare la sua esuberanza e allontanare la sua noia.
Lei, che aveva sempre avuto degli schnauzer e sapeva come sono e quanto si fanno amare.
Quella domenica mattina, con un sole e un caldo fuori misura, io, cinesino, da sola  in casa ho aspettato mezzogiorno, ti ho messo il collare nuovo e il guinzaglio, e tu tutto contento hai pensato di uscire in passeggiata. E io con le lacrime agli occhi ho detto a Vela che tornavo subito e poi avrei portato fuori anche lei.
Ti ho caricato per l’ultima volta nel mio gippone, dove tu per l’ultima volta hai fatto la pipì dentro il cassone, altro vizio stupido che avevi preso… siamo arrivati al centro commerciale, dove abbiamo passeggiato in attesa che arrivasse lei.
E tu quel giorno non tiravi nemmeno, e non tentavi di aggredire nessuno per strada…
Lei quando ti ha visto ha urlato: oddio ma quanto è bello!!! E si, perché tu sei bellissimo, ti avevo appena fatto tolettare e il pelo ti sta diventando duro, da vero schnauzer.
A lei non hai abbaiato, ti sei fatto accarezzare, sei salito sulla panda-van e sei andato via senza abbaiare, incredibile!
E li ho capito che TU avevi tradito me, e non il contrario.
Lei mi ha detto che tu sgaloppi tutto il giorno nei suoi tre ettari di terreno, che giochi con i cavalli e che la notte dormi in casa come lei ti permette: sei felice e stanno sempre tutti a coccolarti.
Non posso che essere felice per te e per loro.
È una settimana che sei andato via, e la mia casa e la mia vita sono tanto tranquille adesso… ma tu mi manchi tanto, malgrado tutto, e non posso far altro che guardare le tue foto e ricordarmi quanto sei bello.
E mi rode tanto il culo perché qualcuno ti si gode al posto mio, dopo tutta la fatica che ho fatto e tutti i soldi che ho speso e la salute che ho buttato.
Tutti mi dicono: ma ora sei più libera!
E’ vero, ma il dolore della sconfitta non se ne va: anzi, ora che i giorni passano aumenta la rabbia per quello che sono stata costretta a fare e per il bellissimo cane che non ho più. E le lacrime mi scendono giù sulla tastiera e io sono più tranquilla, ma non più felice.
Ho imparato un’altra lezione di vita.

Commento: sì, è probabile che sia stato commesso qualche errorino, ma di base c’era un cane difficile, tosto come ogni schnauzer che si rispetti, dominante perché gli è stato probabilmente permesso di diventarlo (ma lui ce l’ha messa veramente tutta per riuscirci), molto, ma molto attivo.
Il Cinesino ha doti che farebbero impazzire di gioia un professionista (temperamento, tempra, reattività…), ma che possono diventare un incubo per una famiglia “normale”, abituata a cani “normali”.
Piccolo inciso: chiunque pensi di prendersi cani naturalmente iperattivi come border collie, australian sheperd o malinois dovrebbe leggere attentamente questo racconto, perché rischia di trovarsi in situazioni molto simili.
Con alcuni di questi signori, che il cane l’hanno già preso e mi scrivono disperati, devo mettermi tranquillina e fare OHMMMMM per venti minuti prima di rispondere.
Cerco di stare più calma che posso, perché se mi scrivono hanno bisogno di aiuto e non di plateali strapazzate… ma la mia reazione istintiva sarebbe quella di dirgli: “Porca miseria, non lo sapevi cosa ti mettevi in casa? Se non lo sapevi, sei un pirla perché dovevi informarti: e se invece lo sapevi, adesso che vuoi da me?”

marteQuesto però non vale nel caso di Eleonora, perché il riesenschnauzer non è un cane “normalmente” e “naturalmente” iperattivo. Per di più lei ne aveva già avuti due che non le avevano dato il minimo problema (quello nella foto qui a destra è Marte, il suo primo, indimenticato schnauzerone): come faceva ad immaginare che questo sarebbe stato l’esatto opposto?
Il fatto è che, purtroppo, i cani sono come le ciambelle: non sempre riescono col buco (“buco” che, in questo caso, equivale ad un impeccabile equilibrio caratteriale).
Il cinesino (che mi sta simpatico, lo confesso, solo a leggerne le malefatte!) si è dimostrato uno schnauzer con il carattere di un malinois: e a volte succede, c’è poco da dire e da fare.
Anche se l’allevatore ce la mette davvero tutta per selezionare al meglio (non so se sia stato questo il caso, perché non so chi sia l’allevatore: ma il discorso vale in linea generale), capita che i geni si combinino un po’ come cavolo vogliono e che ogni tanto ti salti fuori il “personaggio” (io i cani un po’ anomali li chiamo così). A questo punto te ne dovresti accorgere e quindi dovresti darlo alla persona giusta per lui… ma attenzione, non è neppure così facile capire il futuro carattere di un cucciolo di due o tre mesi!
Gli allevatori sono persone che conoscono i cani e la loro razza, certo: ma non hanno né sfere di cristallo né bacchette magiche.
Se ti salta fuori il “personaggio”, ma non te ne accorgi subito perché da cucciolissimo è identico agli altri, può capitare che tu lo affidi a una famiglia “normale”… che non è in grado di reggerlo.
E quella famiglia, magari, fa anche qualche piccolo errore educativo che con un altro soggetto passerebbe del tutto inosservato,  mentre col “personaggio” ha effetti devastanti.
Ma a questo punto, quali sono le alternative?
Sono ben poche, in realtà: anzi, sono soltanto due. O rivoluzioni la tua vita, o rinunci al cane.
I lettori che stanno seguendo la serie “Caro Diario…” dedicata alla mia cucciola Samba forse avranno trovato situazioni molto simili a quelle descritte da Eleonora. Forse le hanno vissute anche personalmente, e forse si stanno chiedendo: “Perché Eleonora è andata talmente in crisi da decidere di dar via il suo cane, mentre Valeria ci si diverte?”
A parte il fatto che io cerco di far divertire voi raccontando la malefatte di Samba, ma non è che ne sia sempre così entusiasta… la differenza non sta soltanto nel fatto che io faccio la cinofila di professione ed Eleonora no (anche se questo ha indubbiamente un po’ di peso): sta anche nel fatto che Eleonora lavora fuori di casa, mentre io sto con i miei cani 24h/24.  Una brandina sbatacchiata io posso bloccarla al primo colpo, non me la ritrovo completamente sbranata. Un concerto lo posso bloccare al primo  BAU, non devo aspettare che il cane svegli tutto il paese. E così via.

cinesino7I cani molto attivi (o iperattivi che dir si voglia: ma non è una malattia, anzi… per me è una dote, tant’è che Samba l’ho scelta apposta per il suo caratterino pepato) hanno bisogno di essere seguiti davvero 24 ore al giorno, o quasi.
Hanno bisogno di fare attività che li stanchino di fisico e di testa (secondo me il Cinesino sarebbe stato un eccellente cane da IPO… però cominciando a lavorarci a due mesi), hanno bisogno di un impegno mostruoso che nella maggior parte delle famiglie “normali”, semplicemente, non si è in grado di dare.
Ma non ci si deve sentire in colpa e neppure considerarlo un fallimento: Ercole si è fatto fuori il leone di Nemea e l’idra di Lerna, io me la sarei data a gambe in entrambi i casi.
Erano imprese alla portata delle sue forze, non delle mie: ma non è che per questo io debba considerarmi una fallita.
Semplicemente, non siamo tutti Ercolini: e non c’è nulla di cui vergognarsi.
Allevare ed educare un cane come il cinesino “è” una fatica quasi erculea: ve lo posso assicurare, e non solo per via di Samba, perché ho avuto in casa di ben peggio.
Quindi, le alternative alla fine sono solo quelle di cui sopra: o si cambia completamente vita (ma quanti possono farlo? Un conto sono le belle parole tipo “per il mio cane sono disposto a tutto”, un altro è la vita quuotidiana), oppure si cerca una sistemazione più adeguata per il cane.
Ecco: per dirla proprio tutta, l’unica cosa che può lasciarmi un po’ perplessa nella storia di Eleonora è l’affidamento del cinesino ad un’altra persona che conosce gli schnauzer, sì… ma non è detto che sia preparata per un “personaggio”.  Spero davvero che lo sia.
Intanto c’è di buono, sicuramente, che adesso il cane ha spazi più ampi a disposizione e più persone che si occupano di lui: però, forse, un cane così sarebbe stato ancora più realizzato se fosse finito in mano a qualcuno che gli faceva fare dello sport.
Detto questo, il cinesino sarà comunque più felice di prima ed Eleonora deve sentirsi molto orgogliosa di aver migliorato la sua vita, anziché incaponirsi in un’impresa superiore alle sue forze.

cinesino8La dobbiamo finire di pensare a “tradimenti” e ad altri stati d’animo prettamente umani: dobbiamo levarci dalla testa tutta la retorica cinofilo/animalista, l’idea del cane che si strugge nel ricordo del padrone che l’ha abbandonato/tradito/pugnalato alle spalle e così via, solo perché è stato affidato a un’altra famiglia.
Questa è appunto, solo retorica, senza alcun legame con la realtà.
I cani non si abbandonano, questo è poco ma sicuro: non si buttano via, non si portano in canile, non si mollano in autostrada.
Ma affidarli a persone che li amano NON è un tradimento… e non lo è neppure quello del cane che se ne va col suo umano bello allegro e tranquillo, senza neppure voltarsi indietro.
Il cane, l’ho ripetuto mille volte, è etologicamente un opportunista: dove si trova bene, viene trattato bene, viene soddisfatto nei suoi bisogni primari e secondari… lì lui sta bene. Non si strugge in ricordi e rimpianti e il suo non è un “tradimento”: è fatto così, punto e basta.
E’ la retorica del “cane fedele” che spesso ci porta fuori strada e ci spinge a sensi di colpa che invece non dovremmo affatto provare.
Concludendo: liberarsi di un cane per i propri porci comodi è, sì, un’azione indegna e delittuosa. Ma cederlo a chi può dargli una vita più piena, avendo in testa il suo benessere molto prima del nostro, è un atto d’amore e di responsabilità di cui non si deve assolutamente vergognare. Anzi, si può andarne soltanto fieri.

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