lunedì , 20 novembre 2017
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Io e Afr… no: io e Mario (senti chi parla)

IMG_0158di AFRA –  Dunque… vediamo un po’… ma sì, non è poi così complicato usare ‘sto coso. Certo, gli zamponi non aiutano, ma si può fare.
Bello il topo… beeeeeeeello il topo… calma, respira… non mi ti devi distrarre.
E lui che si da tante arie: “sto lavorando”.
Quante storie. Ne approfitto che si è addormentato sul divano in sala.
“Vado a guardare la Formula 1”. Russava dopo 30 secondi netti, neanche la partenza ha visto.
Del resto, stamattina l’ho portato al parco è si è stancato parecchio. Ho almeno un paio di ore di buono. Devo solo stare attenta a non sbavare sulla tastiera.
Ormai sono due anni che sto con Mario e Elena, certe cose le so. Le ho capite.
Ce ne sono parecchie però che ancora mi sfuggono, magari voi potete aiutarmi.
Il lavoro, ad esempio… perché lui esce tutte le mattine dicendo che va al ‘lavoro’ e sta fuori dieci ore, ma poi ‘lavora’ anche a casa, mentre mamma ‘lavora’ solo quando è fuori?
Dice che serve anche per le crocchette.
Ma io ho visto che le crocche le scambiano con dei pezzi di carta: i soldi. E i soldi escono da una fessura nel muro, dopo aver inserito un pezzo di plastica e digitato un codice.
Quindi, che bisogno hanno di ‘lavorare’? Non basta avere la tesserina? Deve essere una cosa molto divertente, se la fanno comunque.
In effetti, ogni tanto, al parco mi dice “oggi lavoriamo un po’” e io mi aspetto chissà ché.
Poi giochiamo, corriamo e mi da i bocconcini… deve essere qualcosa di simile, ma non proprio uguale. Perché lui non è felice come me al parco, la mattina quando esce.
Probabilmente è perché deve stare in mezzo alla gente.
Anche a me non piace stare in mezzo alle persone.
Hanno un bel dire che mi devo abituare. Non mi piacciono!
Fanno casino, puzzano, usano attrezzi mostruosi con le ruote. Sono ovunque.
E poi ci sono i cuccioli di umano. Quelli proprio non li posso vedere. Soprattutto se hanno le rotello sotto i piedi. Che strane creature!

IMG_0136Gioie belle, se ci ho messo un anno ad accettare voi, per il resto del genere umano forse ci vorrà qualcosina di più. Non c’è bisogno di prendersela tanto.
Del resto, quando vi ho trovato, non è che faceste tutta ‘sta vita mondana.
Anzi, probabilmente vi sto allungando la vita di un decennio, visto che Mario, in particolare, non muoveva un passo neanche a pagarlo.
E sentilo adesso, come si vanta: “Eh sì, con lei sono almeno 10 Km al giorno, trotta la ragazza”.
Cavoli, sono sfinita, ma devo farlo muovere un po’… già fuma – che puzza, meno male che va sul balcone – se poi mi ridiventa anche sedentario non andiamo mica bene.
Quando l’ho trovato aveva tutti gli esami del sangue sballati, ora sono uno spettacolo. Cosa sono gli esami del sangue l’ho capito alla perfezione, invece.
Mannaggia che male.

IMG_0171Un’altra cosa che non capisco, poi, è ‘sta cosa del guinzaglio. In giro vedo un sacco di umani che corrono appesi dietro al loro cane. Sacramentano come carrettieri, e poi magari gli menano pure. A me tirare non piace, anzi, cerco sempre di stare un passo dietro di loro, che non si sa mai… e si lamentano: “Dai Afra, su, forza. Fai il cane, dai”.
Mah, un giorno di questi gli faccio vedere io cosa vuol dire fare il cane. Anche se una mezza idea se la deve essere fatta, quella volta in campagna che ho visto una lepre.
Di solito mi mette la corda lunga, ma se l’era dimenticata… quando è arrivato a casa aveva la lingua più lunga della mia.
Ciao gatto Leo, no che non puoi salirmi in braccio come fai con Mario mentre scrive.
Ok, va bene, ma solo un attimo, poi bisogna che spegnamo. Certo che ti sei ingrassato parecchio, eh. Sarà anche per questo che non giochiamo più come una volta.
No! No! Smettila di giocare con la tastiera.
Lo sai che diventa una belva quando gli stacchi i tasti e te li porti in giro per casa.
Che bestiaccia!

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Informazioni su Mario Giovannini

Mario Giovannini è nato a Vercelli nel 1968, dove vive tuttora con quattro gatti, un cane, tre chitarre e una moglie molto paziente. Giornalista, scrittore, fotografo e musicista, si occupa di editoria da più di vent’anni, conciliando la professione di editor responsabile dei contenuti di una piccola casa editrice con l’attività di giornalista free lance per alcune delle più prestigiose riviste del settore musicale italiano.




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