giovedì , 23 novembre 2017
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Benvenuti al Sud…

abbandonati1di FABRIZIO FOCARDI – Come quasi tutti gli anni ad agosto, anche quest’anno siamo andati a trovare i nostri parenti in Calabria per trascorrere con loro una decina di giorni di relax e riposo. Il destino ha voluto che organizzassimo una piccola gita sui monti a ridosso di Cosenza… e proprio lì, mentre percorrevamo una strada di montagna, abbiamo visto due piccoli esserini sperduti che girellavano pericolosamente fra le macchine in transito.
Ovviamente ci siamo fermati, siamo scesi e siamo stati sopraffatti dai mugolii e uggiolii festosi di questi due cuccioli. Questo atteggiamento mi ha fatto subito pensare a due membri di una cucciolata nata in casa e non da randagi, i due cuccioli avevano confidenza con le persone e soprattutto erano abituati ad essere presi in collo.
Ovviamente coperti di pulci, affamati e spauriti.
Purtroppo non è la prima volta che ci succede di trovare dei cani abbandonati o spersi, cosi abbiamo deciso di chiamare i vigili che speravamo avvisassero l’ASL di competenza per venire a prendere i cani e portarli in un rifugio, come dovrebbe succedere in questi casi.
La risposta dei vigili ci ha letteralmente gelato il sangue:”Abbiamo cose più importanti da fare, non ce ne possiamo occupare, se sono autosufficienti lasciateli lì o portateli con voi”.
Essendo un comune molto piccolo ed essendo i nostri parenti conoscenti del sindaco, non abbiamo esitato a chiamarlo di persona, ma senza risposta.
Altro giro di telefonate fra ASL, Comune, Vigili in servizio e Vigili amici in ferie… e abbiamo saputo che la normale procedura per la cattura, o comunque la normale presa in consegna, non poteva avvenire perché il comune ha finito i soldi stanziati per il canile: solo una delibera del sindaco avrebbe potuto, in via del tutto eccezionale, autorizzare l’uscita dell’auto dal canile per la presa in consegna dei cuccioli.

abbandonati3Non ci arrendiamo e chiamiamo direttamente il canile sanitario, ultima spiaggia… anche questa ovviamente andata a vuoto…
Proviamo con il comune di Cosenza e anche lì niente da fare, canili strapieni e soldi finiti, in più un interrogatorio da film poliziesco su come avevamo trovati i cuccioli e se questi erano autosufficienti: ”Se sono autosufficienti lasciateli lì, che quando avremo la possibilità andremo a prenderli, anche perché in canile non sappiamo quanto sopravvivono”…
A questo punto abbiamo deciso che quello non era un mondo adatto a due cuccioli soli e abbiamo deciso di portarli via con noi, anche se a casa eravamo in otto persone e un cane, oltre ai due cani che ci aspettavano a Firenze: ma sicuramente non sarebbero rimasti li.
Abbiamo però  cercato di evitare 800 km di treno ai due cuccioli ed è partito il tam tam su Facebook e fra le varie amicizie di famiglia.
Poche telefonate, parliamo con una famiglia fidatissima nella quale ci sono sempre stati cani,  tenuti come si deve… e uno dei due cuccioli è stato adottato (la faccio breve, ma in realtà la cosa è stata un po’ più complessa).
L’altro piccolino è rimasto con noi.
La cosa che mi ha fatto pensare molto è che nemmeno le varie associazioni locali hanno potuto fare niente per poterci aiutare, se non darci qualche consiglio su come scrivere una email al sindaco ricordando quali sono i suoi doveri verso gli animali randagi… per fortuna il nostro appello sulla rete ha fatto sì che anche l’altro cucciolo trovasse  famiglia a Firenze.
Prima che  tornassimo a casa, però, abbiamo ricevuto sul cellulare di Marika, nostra cugina, una telefonata dal comando dei vigili di Cosenza, che chiedevano informazioni sui cuccioli.
Spieghiamo che uno probabilmente lo adotterà una famiglia fidatissima, mentre l’altro verrà in treno con noi a Firenze dove, grazie all’aiuto dei volontari dell’ENPA, troverà una famiglia che lo ami.
La reazione dell’istituzione che avevamo al telefono è stata la seguente: “Ci avete levato un grosso problema, grazie mille, quei cuccioli sono stati fortunati a trovarvi!” e  poi… al danno la beffa: “Senta, ma se avessimo altri casi come questo… vi possiamo chiamare per darci una mano a sistemare altri cani?”
E  qui, da buon toscano, le bestemmie hanno riempito la linea telefonica e le orecchie di chi mi stava vicino… lo so, non si dovrebbe, ma veramente era una situazione al limite del surreale.

abbandonati2Mi rendo conto di quanto sia difficile gestire delle strutture per accogliere i cani senza una famiglia, soprattutto quando i finanziamenti vengono destinati a lavori che non si sa quando iniziano e soprattutto non si sa quando finiscono.
Mi sono reso anche conto che quei cittadini che volessero impegnarsi per fare qualcosa vengono lasciati soli da parte delle istituzioni che dovrebbero garantire un servizio.
Se devo essere onesto in questa nostra avventura ho incontrato molte persone che si sono adoperate per aiutarci ed è stato grazie a loro che i due cuccioli sono stati felicemente adottati.
Mi dispiace invece aver constatato l’incuria e la negligenza delle strutture di quella zona, la totale mancanza di sensibilità verso gli animali da parte delle istituzioni che dovrebbero occuparsene e soprattutto verso chi cerca di dare una mano. Sono rimasto veramente amareggiato e deluso.
Possibile che siamo riusciti noi, lontani dai nostri contatti e dalla nostra città, a trovare famiglia a due cuccioli abbandonati e né le istituzioni né le associazioni locali possano fare qualcosa???
Tante belle parole durante le campagne elettorali, ma i cittadini sono sempre e soltanto lasciati a se stessi… soprattutto se si parla di aiutare degli animali.
Eppure qualcuno scrisse “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”. Evidentemente noi non siamo un popolo civile…
Tornando ai cuccioli; uno ora vive felice vicino a dove è stato trovato, lo avevamo chiamato Poldo, ma la famiglia ha optato per Spillo. L’altro, più esilino, lo avevamo chiamato Pulce: ha dovuto farsi 800 km di treno di cui quasi 400 senza aria condizionata. E’ stato fantastico, ora è felicemente con la sua nuova famiglia che lo ha chiamato Nando e già gli sta dando una buonissima educazione e tanto amore.
E’ stata un’ avventura a lieto fine condita da molta fortuna, ma spero che prima o poi le cose cambino sul serio.

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