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Caro Diario… (13)

vet1di VALERIA ROSSI – 6 settembre 2014, ore 07,00
Caro Diario, giuro, non lo dico più che “non so cosa scrivere su di te, perché Samba ormai fa più o meno sempre le stesse cose”.
Non lo dico più, perché lei deve averti letto: e siccome è vanitosa e non sopporta l’idea di non essere protagonista di queste pagine almeno una volta alla settimana, ha immediatamente deciso di fare qualcosa di diverso e di alternativo.
Si è ammalata.
Risultato centrato in pieno, visto che sono qui a riferirti puntualmente tutto: però trovare qualcosa di meglio per rendersi originali… no,  eh?
Anche perché, porcaccia la miseriaccia, cosa pensi che abbia scelto di farsi venire, una volta deciso di ammalarsi?  La cistite.
O meglio, la diagnosi della vet è poi stata di vaginite… però i sintomi consistevano in pisciatine ovunque, con tanto di goccioline di sangue (solo il primo giorno), musi lunghi e pio pio mugolanti quando le scappava, perché evidentemente sentiva anche bruciore.
Risultato: visita veterinaria, prescrizione di antibiotici, rapido miglioramento della situazione generale… e clamoroso deterioramento dell’educazione. Infatti, visto che nessuno le diceva niente – anzi, veniva coccolata – quando le scappavano le pisciatine (come si fa a sgridare un cane malato, povera stella?), una volta passato lo stimolo inarrestabile la fanciulla ha visto bene di riammollarmi in casa anche una bella pisciata “normale”.
Siccome ormai “normale” è un deciso eufemismo, visto che ci avviciniamo alle dimensioni del lago d’Iseo, la cosa non è stata molto gradita dalla sottoscritta: anche perché la sottoscritta ha scoperto il misfatto girando per casa a piedi nudi (come fa sempre d’estate e come aveva smesso di fare solo nel primo periodo di convivenza con Samba, quando non aveva ancora imparato a farla fuori: ma ormai aveva imparato da un pezzo, quindi…). E non solo giro a piedi nudi, in casa: giro anche senza occhiali. Così… hai presente quel simpatico film di Maurizio Nichetti degli anni 80? Sì, proprio quello: “Ho fatto splash”.
Ecco, io l’ho fatto alle sei del mattino di martedì: un modo proprio adorabile di iniziare la giornata.
Comunque, per ora l’episodio è stato singolo ed unico: nella speranza che non si ripeta, ho prudenzialmente deciso che senza ciabatte non faccio più un passo.

vet2Per quanto riguarda Samba (visto che so benissimo che a nessuno frega nulla dei miei tuffi carpiati nella pipì, ma che tutti vorranno sapere come sta la cucciola), annuncio pubblicamente che: a) vaginite a parte (e  ormai è passata pure quella), sta benone. E’ tutto a posto, cuore, polmoni, orecchie, occhi e quant’altro sia stato controllato; b) pesa 20,400 kg., il che spiega il fatto che la sua umana abbia da qualche tempo un dannato mal di schiena: è prenderla in braccio per caricarla in macchina, che mi uccide (sì, lo so, frega di nuovo niente a nessuno); c) nonostante i timori riportati nel fumetto a destra, e pur pesando come un elefantino, la signorina non deve stare a dieta, perché è in ottima forma: è proprio grossa, ma non è grassa.
Ora il problema sta tutto nello spiegare alla Bisturi che invece lei, che di chili ne pesa 16, è proprio grassa come una maiala e quindi a dieta deve restarci (c’è già da un pezzo, praticamente da sempre). Ovviamente diventa un po’ complicato tenercela, visto che Samba non solo fa un pasto in più di lei, ma ha anche preso l’elegante abitudine di lasciare ogni volta una decina di crocchette sul fondo della ciotola. Dieci crocchette per lei sono un avanzino, mentre per la Bisturi sarebbero quasi un intero pasto: e non aiuta molto la dieta il fatto che, se solo mi distraggo un attimo, lei si avventi sulla ciotola altrui col piglio di un’idrovora e ne aspiri letteralmente il contenuto in un nanosecondo.
Così ho avuto l’idea geniale: stanze divise per la pappa. La Bisturi in sala e Samba in cucina, con in mezzo una porta chiusa.
Non c’era mai stato bisogno di dividerle, visto che nessuna delle due è possessiva/aggressiva sul cibo: ma prima di dover appendere la Bisturi alla parete del bagno (nel senso che sta diventando un boiler) mi è sembrata un’idea davvero furbissima quella di separare le stanze da pranzo.

cucinaQuando ho riaperto la porta, mi sono accorta che sarebbe stata ancora più furba l’idea di levare di mezzo il sacco della spazzatura.
Che stava in posizione sopraelevata (come ormai quasi tutto, in casa mia…), ovvero appeso alla maniglia della porta: solo che fino a una settimana fa Samba ancora non ci arrivava. E adesso, evidentemente, sì.
Ah… intanto che, bestemmiando in turco, andavo a prendere scopa e paletta, la Bisturi ha ripulito la ciotola.

vetslapMa volevo tornare indietro di un passo, solo per dire che la faccia da cane ENPA che avete visto nella prima foto in ambulatorio è stata ad uso e consumo del fotografo: perché l’ignobile commediante, in realtà, dal vet ci va con grandissima gioia.
La difficoltà nel visitarla sta nel fatto che Samba la copre di baci (anche perché Ilaria la copre di coccole e le ammolla taaanti bocconcini): quindi qualcuno, adesso, mi deve spiegare per quale stracavolaccio di motivo Samba si sia messa a patire la macchina, cosa che non aveva MAI fatto prima.
Pur non essendone mai stata proprio entusiasta (a differenza della Bisturi, che appena vede il portellone aperto si fionda), non aveva mai fatto neanche una bavetta o un ansimino: invece, da qualche giorno, produce stalattiti di bava lunghe un metro e mezzo, che poi ti spalma accuratamente addosso appena scende. E questo solo se andiamo al campo, o a tennis, insomma per viaggetti di 5-6 chilometri e su strada quasi tutta dritta.
Qualche giorno fa, invece, sono andata fino a Savona col figlio, portandomi quindi entrambe le canesse perché stavamo via troppe ore per lasciarle da sole in casa: la strada era decisamente più lunga, e purtroppo anche piena di curve… cosi, quando siamo arrivati e ho aperto il kennel di Samba, mi si sono spalancati nuovi orizzonti.
Mi si è ampliato a livelli interstellari il concetto di “cane zozzo” (per non parlar del kennel stesso, ovviamente)… e il tutto, naturalmente, quando avevo a disposizione per pulire solo un pacchetto di fazzolettini scottex (quelli che di solito bastano e avanzano per eliminare la bava).
Inutile aggiungere altro, diario mio: che aveva vomitato, credo si sia capito. Quanto avesse vomitato e quanto accuratamente ci si fosse spalmata dentro preferisco non dettagliarlo, altrimenti poi vomiti anche tu e tutti quelli che ti leggono.
Glissiamo, dunque, e chiediamoci soltanto perché.

nemifugaNo, perché di sicuro non sono le destinazioni, a preoccuparla.
Ovunque la porti, normalmente, si diverte a mille (anche dalla vet, come dicevo sopra).
La macchina è sempre la stessa (e la stessa rimarrà finché non cascherà a pezzi: con quel che mi costa la cucciola, col cavolo che riuscirò mai a cambiarla); il kennel è sempre quello; l’autista idem.
Pecché ha deciso di cominciare a patire la macchina alla soglia dei cinque mesi?
Per essere originale, ancora una volta (visto che i cani normali la patiscono da cuccioli, ma crescendo si abituano e gli passa)? Per darmi  materiale per te, caro diario?
Ma non ce n’era bisogno, visto che – come avevo promesso  – avevo dato una spietata caccia fotografica alle gatte ed ero anche riuscita a beccarle.
Cioè… beccarle si fa per dire, perché Nemesi la si riesce a cogliere soltanto mossa, mentre tenta la fuga il più lontano possibile dall’obiettivo (il fatto che abbia un naso piantato nel culo è casuale: non sta sfuggendo da Samba, ma da me che voglio fotografarla). Oppure se ne colgono vaghi scorci quando la cucciola gioca ad inseguire Venerdì (che da bravo gattopollo non si sogna neppure di andarsene in alto, ma si lascia prendere a nasate e a zampate profferendo solo qualche disperato MEOOOWWWW quando le arriva sui piedi o in testa una zampa delle dimensioni di una piazza d’armi).
Invece Nemesi, quando Samba entra in gioco-esagerato-mode, sale su sedie, tavoli o quel che capita e la sua presenza è rivelata solo da minuscoli indizi, tipo un pezzo di zampa:

nemesi_zampa
Però, con Venerdì, qualche foto carina era pure venuta. Per esempio questa, che immortala l’espressione  espressione tipica della micia quando Samba la cattura col piedone ad uncino e cerca di infilarsela sotto la pancia (non chiedetemi perché):

venerdi

… solo che ormai ho già scritto un poema, quindi mi devo fermare.
Dico solo (forte e chiaro, così magari mi sente) che per darmi materiale da diario la megasvomitazzata galattica NON SERVIVAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!
Ma tu dici che mi sente?
No, che non mi sente:  è sul terrazzo a fare lo squalo con la Bisturi.
E tiè, io fotografo anche questo momento di sobrio scambio di idee: così, caro Diario, puoi vedere anche i denti nuovi di zecca che la fanciulla sta mettendo in bella mostra.

terrazzo
Quasi tutti nuovi di zecca,  a dire il vero:  perché fanno eccezione due canini da latte, quelli inferiori, che non vogliono saperne di levarsi di torno.
La vet dice che possiamo aspettare ancora un po’: ma poi, se non cadono da soli, bisognerà estrarli (indovinate come andrà a finire? Al momento non si muovono proprio, sono saldamente ancorati lì e non ballano nemmeno un po’…).
Intanto io mi ritrovo un cane con sei canini, due di sopra e quattro di sotto.
Così, almeno, quando mi becca le mani mirando alla pallina (o quando mi becca le caviglie mirando proprio alle caviglie: un gioco che le piaceva moltissimo da cucciola, e che ogni tanto le piace ripristinare), mi fa sei buchi invece di quattro.
Ehhh … d’altro canto lo sapevo, quello che rischiavo, quando ho scelto di prendermi un ferocissimo kanekiller!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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