lunedì , 20 novembre 2017
Ultime novità
Home >> Discussioni >> Vergognoso commercio di cuccioli alla Fiera del Levante

Segui "Ti presento il cane"

Non vuoi perderti nemmeno un articolo di "Ti presento il cane" ? Allora utilizza uno nei nostri servizi di notifica!
  • Notifica via Facebook
  • Newsletter
  • Notifica via email
Il nuovo sistema di notifica. Cliccando sul pulsante potrai autorizzare l'applicazione e riceverai le notifiche di nuovi articoli direttamente su Facebook!


Vergognoso commercio di cuccioli alla Fiera del Levante

fieralevantedi VALERIA ROSSI – Sembra incredibile, eppure si consente ancora la vendita di cuccioli in fiera.
E non solo… si mettono pure i cuccioli “nei saldi”, con “prezzi da capogiro”.
Sta accadendo in questi giorni alla Fiera del Levante, a Bari, dove decine di cuccioli (quasi sicuramente dell’Est, come lo sono sempre  i cani commercializzati dai canifici che vendono “tutte le razze”) sono esposti come merce e lasciati in balia di uno stress continuo che va ad aggiungersi a quelli certamente già subiti durante lo spostamento dal Paese d’origine al nostro.
Un vero e proprio schifo legalizzato, visto che la regolamentazione vigente in materia di commercio di cani e gatti è assolutamente ridicola e bada esclusivamente alla sopravvivenza degli animali.
Lo stesso regolamento comunale di Bari dichiara tranquillamente che “è permessa sul territorio comunale la vendita di animali d’affezione nei mercati, nelle fiere o in qualsiasi altra manifestazione”.
Importa solo – udite udite –  che:   “quando per motivate e temporanee esigenze sia indispensabile tenere animali in gabbie o in spazi angusti, essi devono avere sufficiente libertà di movimento, acqua e cibo necessari, luce ed aria. In caso di trasporto è vietata la detenzione di tutti i tipi dì animali in condizioni che ne determina una inutile sofferenza. In particolare, per gli animali d’affezione sono vietati il trasporto e la detenzione in condizioni o con mezzi inidonei o comunque tali da procurare loro danni fisici: gli spazi o i contenitori eventualmente utilizzati devono essere tali da consentire loro la posizione eretta e di sdraiarsi e rigirarsi; devono, inoltre, essere garantire le necessarie, condizioni igieniche ed alimentari“.
Insomma, se non vengono platealmente maltrattati, i cuccioli possono subire qualsiasi tipo di stress: e mi sembra evidente che una situazione come quella che si vede nel video postato su Facebook da un’allibita e scandalizzata spettatrice sia quanto di più stressante si possa immaginare per cucciolini di pochi mesi.
Tra i commenti in calce al video appare quello dell’ENPA di Bari, che sostiene di aver scelto di non prendere uno stand alla Fiera  perché in disaccordo con la sua politica sul commercio di animali. Tiene però a sottolineare “come la vendita di animali, e la loro detenzione in gabbia, sia dalla legge consentita”.
Benissimo: e cosa aspettano, l’ENPA e tutte le altre associazioni animaliste/protezionistiche, a fare pressioni affinché queste leggi vengano cambiate?  Cosa si aspetta a prendere in debita considerazione il maltrattamento psicologico?
L’ENPA di Bari scrive ancora, nello stesso commento: “Se qualcuno ritiene di aver assistito o visto delle condizioni di detenzione che potrebbero integrare il maltrattamento, ci scriva”.

fieralevante_aperMa non basta forse il video?
Non è palese che cuccioli piccolissimi, che a questa età dovrebbero stare ancora con la mamma, sono già maltrattati solo per il fatto di trovarsi ammassati in gabbiette prese letteralmente d’assalto da una folla che incombe su di loro?
Sempre su FB una signora dice di aver contattato il Presidente della Fiera, che le ha detto di aver fatto aumentare gli spazi e aver messo delle transenne “per creare una zona di rispetto per gli animali”: pur riconoscendogli la buona volontà, viene ugualmente da piangere al pensiero che il “rispetto” venga quantificato in qualche centimetro quadrato in più o nella presenza di qualche transenna.
La scienza è ormai unanimamente concorde nell’affermare che i cani sono esseri senzienti e sensibili, sicuramente diversi da noi ma capaci, esattamente come noi, di provare emozioni e sentimenti, e di poter restare segnati a vita da esperienze traumatiche vissute durante i cosiddetti “periodi sensibili”, ovvero nella prima infanzia.
Questi cuccioli sono maltrattati solo per il fatto di trovarsi in quella Fiera, in una situazione che non può assolutamente accordarsi con un qualsiasi concetto di “rispetto”.
E se sono da condannare i venditori, è doppiamente da condannare la vera e propria folla che si assiepa intorno a quelle gabbie, qualcuno forse con l’intenzione di comprare (e ben gli starà se il povero cucciolo si ammalerà e morirà dopo una settimana, come accade in un numero davvero spropositato di casi), ma per la maggior parte con l’unica intenzione di curiosare, di “guardare le bestie vive”, di osservare questo scempio come se fosse uno spettacolo divertente a cui far assistere anche i bambini.

fieralevante2E’ indegno di una città civile, è indegno di una società civile che si debba ancora assistere a scene come questa: per questo invitiamo tutte le persone con un minimo di “vera” sensibilità verso gli animali a scrivere all’Ente Fiera ([email protected]) manifestando civilmente la propria riprovazione. E’ vero che le leggi permettono veri e propri abomini verso gli animali: ma è anche vero che i singoli cittadini e le singole istituzioni hanno la facoltà di intervenire rifiutando, per esempio, di ospitare ditte il cui operato contrasti violentemente con ilconcetto di “rispetto”:
Nella descrizione di quella che alla Fiera è stata chiamata “Pet home” (padiglione 115) si legge: “Può esporre a PET HOME chiunque, a vario titolo, abbia un’attività che si relaziona col mondo degli animali: allevatori, produttori, negozianti, rappresentanti, operatori del settore o qualsiasi altra attività per la quale gli animali siano protagonisti.
Saranno in esposizione esemplari di varie specie, prodotti alimentari e nutrizionali, giocattoli, abbigliamento, guinzagli e collari, attrezzi per il training, articoli da regalo, oggettistica, acquari, terrari, relative attrezzature, impianti e accessori, gabbie e voliere, ma anche associazioni, editoria specializzata, centri di addestramento, veterinaria, servizi”.
Bastava eliminare la voce “esemplari della varie specie” per avere ugualmente ampio margine di guadagno per l’Ente Fiera, viste tutte le altre possibilità, e per passare un vero messaggio di amore, ma soprattutto di rispetto (questo termine è di gran lunga più importante) per gli esseri viventi.
Indignarsi su FB va bene, ma non basta: manifestiamo il nostro disappunto a chi è responsabile di queste sciagurate scelte, informandolo del danno causato a quei poveri cuccioli e chiedendo di non dover più assistere a spettacoli che in una società civile non si dovrebbero più vedere, né tantomeno far vedere ai bambini.

 

Potrebbe interessarti anche...



Aggiungi ai tuoi preferiti

Vuoi aggiungere questo articolo ai tuoi preferiti?

Per poter utilizzare questa funzione devi essere registrato e aver eseguito il login


Libri consigliati (da Amazon.it)



Commenti all'articolo




Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




×

Notifiche via Facebook

Ricevi una notifica direttamente su Facebook quando viene inserito un nuovo articolo: potrai rimanere costantemente aggiornato sui nostri contenuti direttamente dal social network!

Authorize

Condividi con un amico