fieralevantedi VALERIA ROSSI – Sembra incredibile, eppure si consente ancora la vendita di cuccioli in fiera.
E non solo… si mettono pure i cuccioli “nei saldi”, con “prezzi da capogiro”.
Sta accadendo in questi giorni alla Fiera del Levante, a Bari, dove decine di cuccioli (quasi sicuramente dell’Est, come lo sono sempre  i cani commercializzati dai canifici che vendono “tutte le razze”) sono esposti come merce e lasciati in balia di uno stress continuo che va ad aggiungersi a quelli certamente già subiti durante lo spostamento dal Paese d’origine al nostro.
Un vero e proprio schifo legalizzato, visto che la regolamentazione vigente in materia di commercio di cani e gatti è assolutamente ridicola e bada esclusivamente alla sopravvivenza degli animali.
Lo stesso regolamento comunale di Bari dichiara tranquillamente che “è permessa sul territorio comunale la vendita di animali d’affezione nei mercati, nelle fiere o in qualsiasi altra manifestazione”.
Importa solo – udite udite –  che:   “quando per motivate e temporanee esigenze sia indispensabile tenere animali in gabbie o in spazi angusti, essi devono avere sufficiente libertà di movimento, acqua e cibo necessari, luce ed aria. In caso di trasporto è vietata la detenzione di tutti i tipi dì animali in condizioni che ne determina una inutile sofferenza. In particolare, per gli animali d’affezione sono vietati il trasporto e la detenzione in condizioni o con mezzi inidonei o comunque tali da procurare loro danni fisici: gli spazi o i contenitori eventualmente utilizzati devono essere tali da consentire loro la posizione eretta e di sdraiarsi e rigirarsi; devono, inoltre, essere garantire le necessarie, condizioni igieniche ed alimentari“.
Insomma, se non vengono platealmente maltrattati, i cuccioli possono subire qualsiasi tipo di stress: e mi sembra evidente che una situazione come quella che si vede nel video postato su Facebook da un’allibita e scandalizzata spettatrice sia quanto di più stressante si possa immaginare per cucciolini di pochi mesi.
Tra i commenti in calce al video appare quello dell’ENPA di Bari, che sostiene di aver scelto di non prendere uno stand alla Fiera  perché in disaccordo con la sua politica sul commercio di animali. Tiene però a sottolineare “come la vendita di animali, e la loro detenzione in gabbia, sia dalla legge consentita”.
Benissimo: e cosa aspettano, l’ENPA e tutte le altre associazioni animaliste/protezionistiche, a fare pressioni affinché queste leggi vengano cambiate?  Cosa si aspetta a prendere in debita considerazione il maltrattamento psicologico?
L’ENPA di Bari scrive ancora, nello stesso commento: “Se qualcuno ritiene di aver assistito o visto delle condizioni di detenzione che potrebbero integrare il maltrattamento, ci scriva”.

fieralevante_aperMa non basta forse il video?
Non è palese che cuccioli piccolissimi, che a questa età dovrebbero stare ancora con la mamma, sono già maltrattati solo per il fatto di trovarsi ammassati in gabbiette prese letteralmente d’assalto da una folla che incombe su di loro?
Sempre su FB una signora dice di aver contattato il Presidente della Fiera, che le ha detto di aver fatto aumentare gli spazi e aver messo delle transenne “per creare una zona di rispetto per gli animali”: pur riconoscendogli la buona volontà, viene ugualmente da piangere al pensiero che il “rispetto” venga quantificato in qualche centimetro quadrato in più o nella presenza di qualche transenna.
La scienza è ormai unanimamente concorde nell’affermare che i cani sono esseri senzienti e sensibili, sicuramente diversi da noi ma capaci, esattamente come noi, di provare emozioni e sentimenti, e di poter restare segnati a vita da esperienze traumatiche vissute durante i cosiddetti “periodi sensibili”, ovvero nella prima infanzia.
Questi cuccioli sono maltrattati solo per il fatto di trovarsi in quella Fiera, in una situazione che non può assolutamente accordarsi con un qualsiasi concetto di “rispetto”.
E se sono da condannare i venditori, è doppiamente da condannare la vera e propria folla che si assiepa intorno a quelle gabbie, qualcuno forse con l’intenzione di comprare (e ben gli starà se il povero cucciolo si ammalerà e morirà dopo una settimana, come accade in un numero davvero spropositato di casi), ma per la maggior parte con l’unica intenzione di curiosare, di “guardare le bestie vive”, di osservare questo scempio come se fosse uno spettacolo divertente a cui far assistere anche i bambini.

fieralevante2E’ indegno di una città civile, è indegno di una società civile che si debba ancora assistere a scene come questa: per questo invitiamo tutte le persone con un minimo di “vera” sensibilità verso gli animali a scrivere all’Ente Fiera ([email protected]) manifestando civilmente la propria riprovazione. E’ vero che le leggi permettono veri e propri abomini verso gli animali: ma è anche vero che i singoli cittadini e le singole istituzioni hanno la facoltà di intervenire rifiutando, per esempio, di ospitare ditte il cui operato contrasti violentemente con ilconcetto di “rispetto”:
Nella descrizione di quella che alla Fiera è stata chiamata “Pet home” (padiglione 115) si legge: “Può esporre a PET HOME chiunque, a vario titolo, abbia un’attività che si relaziona col mondo degli animali: allevatori, produttori, negozianti, rappresentanti, operatori del settore o qualsiasi altra attività per la quale gli animali siano protagonisti.
Saranno in esposizione esemplari di varie specie, prodotti alimentari e nutrizionali, giocattoli, abbigliamento, guinzagli e collari, attrezzi per il training, articoli da regalo, oggettistica, acquari, terrari, relative attrezzature, impianti e accessori, gabbie e voliere, ma anche associazioni, editoria specializzata, centri di addestramento, veterinaria, servizi”.
Bastava eliminare la voce “esemplari della varie specie” per avere ugualmente ampio margine di guadagno per l’Ente Fiera, viste tutte le altre possibilità, e per passare un vero messaggio di amore, ma soprattutto di rispetto (questo termine è di gran lunga più importante) per gli esseri viventi.
Indignarsi su FB va bene, ma non basta: manifestiamo il nostro disappunto a chi è responsabile di queste sciagurate scelte, informandolo del danno causato a quei poveri cuccioli e chiedendo di non dover più assistere a spettacoli che in una società civile non si dovrebbero più vedere, né tantomeno far vedere ai bambini.

 

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56 Commenti

  1. Valeria niente di nuovo sotto il sole, anni fa ero nella mia citta’ Roma, in uno dei centri commerciali piu’ grandi ed anche li c’erano cuccioli in bella mostra e relativa folla di curiosi, non credo siano cambiate le cose, purtroppo se non cambia mentalita’ e coscienza delle persone, sara’ una piaga che ci porteremo in eterno.

    • maurizio se intendi il centro commerciale porta di Roma braccobaldo (si può dire il nome? boh!) è stato chiuso qualche settimana fa!!!! evviva!!!

  2. Certo che hanno visto! È che è una cosa normale. .. prr piacere scrivete alla regione per protestare! Oggi faranno addirittura un seminario di educazione ambientale. .. ipocrisia e ignoranza!!!

  3. La pressione sull’ente fiera è presto fatta….non andateci, nn comprate i prodotti dalle aziende che li hanno esposto, non comprate cuccioli….ma anche qualsiasi altro povero animale….iguana…serpente…ragno o altro in suddetta fiera

  4. Grande Valeria, grazie di aver dato visibilità a questa storia. Nel caso altri baresi stiano leggendo, io quest’anno ho deciso di non andare in Fiera e invito a fare altrettanto, soldi a chi ha permesso questo scempio non ne devono arrivare.

  5. con tanti che cene sono da adottare gratis la gente va a comperarli solo perchè sono di razza? con i soldi che spendono per un cucciolo possono mantenere e dare felicità e amore ad un trovatello!!!!!!

  6. E gli animalisti dove sono? Lo so io dove sono..a rompere i co….ni a chi porta il cane a fare la scampagnata MA…col collare a scorrimento! A chi tiene il cane un’ora in macchina a dormire di notte e al fresco…a chi fa mordere la manica al cane che vive per quello. Solo per queste cose si sollevano,sfasciano macchine,chiamano striscia la notizia,si scandalizzano e si consumano i polpastrelli a forza di scrivere su fb. Quando potrebbero muovere il culo e fare un sit in davanti alla fiera per protestare contro questo schifo preferiscono voltare la testa e lasciar correre. Perché?? Ah già…perché il problema vero,i veri maltrattatori sono…gli allevatori che speculano e vendono i cuccioli a caro prezzo..perché i cuccioli di razza non si comprano (ci si accalca per accaparrarseli AGGRATIS quando c’è qualche sequestro). Perdonate lo sfogo,ma certe situazioni mi amareggiano e l’umanità mi delude.

    • Deni, io alla sezione locale della Lega del Cane ho scritto. Ma la responsabile mi ha risposto che, anche se monitoreranno la situazione, hanno le mani legate dal fatto che apparentemente questi signori hanno le carte in regola. D’altra parte, per stare lì hanno ricevuto un’autorizzazione e pagato una specie di affitto o tassa di iscrizione (o qualcosa del genere). Ci si può appigliare solo al famoso decreto che vieta la commercializzazione di animali d’affezione di razza senza pedigree. Perché a quei prezzi là il pedigree non lo danno di certo.
      Ma anche qui, qualche istituzione deve intervenire: qualcuno deve monitorare la situazione, raccogliere prove che questi maledetti vendono i cuccioli senza i documenti, e quindi prendere i provvedimenti previsti dalla legge (che non so quali siano).

      Io ho scritto ai gestori della fiera, adesso magari contatterò la regione o il sindaco, o che so io. Quello che si può fare è spingere le istituzioni ad agire, ma se loro voltano la testa dall’altra parte (cosa che hanno già fatto), né gli animalisti né gli altri possono fare alcunché. Mica possiamo organizzare un sequestro dei cagnolini in stile Green Hill

      • Guardi,mi rendo conto e la lettera è una buona iniziativa,ma io non mi riferivo a sequestri,bensì alla possibilità di “fare un po’ di casino” con cartelli che spieghino da dove provengono quei cani,che viaggio traumatico hanno dovuto affrontare,magari con immagini che diano la dimensione della sofferenza che li accompagna (non cartelli con scritto: non comprare,adotta! Perché chi vuole il cagnolino di razza a tutti i costi non andrà in canile e sarebbe addirittura controproducente uno slogan di questo tipo). Così facendo molte persone che si butterebbero a capofitto su quello stand non lo faranno perché “ma no caro,quelli sono cagnolini dell’ est poverini” perché prima di fare il biglietto hanno incrociato i manifestanti. Sfruttiamo per una volta a nostro vantaggio l’ipocrisia italiana, tanti non comprerebbero cani alla fiera per non essere giudicati male e additati e facendo così a ogni singola fiera forse chi deve pagare fior fior di quattrini per allestire lo stand di cuccioli non avrà più un ritorno economico sufficiente per poterlo fare…

    • Concordo in pieno:i cani non si comprano ,si prendono in canile ,CHE siamo PIENI!!!!E a casa ho tutti cani dell’est presi AGGRATIS dai sequestri!!!!!!!!!!!!!Che schifooooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  7. Quanta gente comprerà questi animali? Quanta gente che vuole “assolutamente un cucciolo di…” li comprerà? Ecco il motivo per cui i cuccioli sono in quelle condizioni e in quel luogo. Per una persona scandalizzata dalle condizioni degli animali ce ne sono 5 che li guardano affascinati e “ma quasi quasi lo prendo…”.

  8. [email protected]
    Questa la mia mail:
    Mi chiamo Gioia Granito. Sono un’educatrice cinofila, specialista in Terapie Assistite dagli Animali (Pet Therapy). Per dieci anni ho svolto questa professione a favore di minori disabili e di adolescenti a rischio di devianza, in Puglia, terra dove sono nata, grazie ai miei Labrador, tutti Cani d’Assistenza. Nel tempo ho cominciato ad allevarli con passione e dedizione, e sono titolare dell’Allevamento amatoriale con affisso DEI CANI DI GIOIA. Per esperienza e conoscenza so quanto siano importanti i primi mesi di vita per l’equilibrio e la sanità dei cuccioli. I cuccioli non devono essere spostati dal nido nei primi sessanta giorni di età, fino a quell’età devono continuare a intrattenere rapporti con i fratellini e la mamma in un ambiente sicuro e protetto, devono essere esposti gradualmente a esperienze socializzanti positive con moderazione e buon senso, non devono essere esposti a malattie contagiose mortali in ragione della tenera età e dell’insufficiente risposta immunitaria dell’organismo, se di età inferiore ai cinque mesi. Condivido pertanto totalmente lo scritto della collega Valeria Rossi che lancia l’allarme sulla vergognosa, per voi imbarazzante presenza dei cuccioli venduti in fiera come merce qualsiasi: “Questi cuccioli sono maltrattati solo per il fatto di trovarsi in quella Fiera, in una situazione che non può assolutamente accordarsi con un qualsiasi concetto di “rispetto”.” I cani sono animali senzienti! I cuccioli sono fragili e un negozio, un turpe cucciolificio, né tantomeno una fiera rappresentano il luogo adatto per la loro vendita! Quanto si verifica si deve, voglio sperare, alla NON conoscenza delle necessità etologiche e sanitarie di animali in tenera età, e non al disprezzo a fini di lucro delle stesse. Non importa ciò che prescrive una legge ingiusta e monca: qui si tratta di tutelare veramente il benessere degli animali. Inviterò TUTTI i miei contatti a boicottare la Fiera del Levante, fino a che non vi sarà una risposta soddisfacente e le scuse per l’accaduto da parte dell’Ente fiera.

    • Questa è la mia mail

      All’attenzione dei responsabili organizzativi della Fiera del Levante 2014

      Sono una cittadina barese, come molti di noi attendo ogni anno la Fiera, che ho sempre ritenuto essere un’ottima iniziativa.
      Quest’anno però ho deciso di non recarmi in fiera dopo aver saputo quello che sta succedendo al padiglione 115.

      Sia chiaro, non ho niente in contrario all’allevamento e alla vendita di animali da affezione… se fatti con criterio e rispetto dell’animale. Senza girarci troppo intorno, trovo quantomeno inverosimile che cani allevati seriamente vengano ceduti a cifre irrisorie come quei 350 euro, quando tutti sappiamo che in Italia il “prezzo di mercato” per un cucciolo fisicamente e caratterialmente sano non scende sotto i 1.000.
      Va da sé che se questi cuccioli vengono venduti a prezzi così bassi, molto probabilmente è perché nell’allevarli non sono state seguite le opportune procedure: potete in coscienza giurare di aver verificato che questi cani siano stati sverminati, vaccinati e chippati? Che siano esenti da tare genetiche? Che siano stati svezzati e socializzati con i giusti tempi?

      La maggior parte dei cuccioli venduti a questi prezzi muoiono pochi giorni dopo l’acquisto per malattie prevenibili con un minimo di attenzione da parte dell’allevatore, e gli altri sono condannati a portarsi dietro per tutta la vita problemi fisici e comportamentali. Permettendo la vendita di questi cani in Fiera avete reso complice di un meccanismo malato (che guadagna sulla pelle dei cani) quella che per noi baresi è praticamente un’istituzione! Voglio credere che sia avvenuto per ignoranza o mancanza di attenzione, ma in questo caso vi chiedo di dimostrare la vostra buona volontà smantellando questi stand.

      Un’altra cosa che vi chiedo è di effettuare controlli approfonditi sulle vendite. Come ben saprete, in Italia la vendita di animali d’affezione dichiarati di razza ma senza pedigree è proibita dal Decreto Legislativo n.529, del 30 dicembre 1992. Poiché mi interesso da tempo di cinofilia posso dirle che non si è mai sentito di cuccioli con pedigree venduti a poche centinaia di euro. Se si stanno veramente vendendo cuccioli “di razza” senza pedigree non ci si sta “limitando” alla crudeltà e allo sfruttamento di animali, ma si sta commettendo un vero e proprio illecito, punibile dalla legge! Una cosa del genere è semplicemente inammissibile in una fiera che dovrebbe essere controllata.

      Vi chiedo di rimediare a quest’errore. Non nascondo di essere rimasta profondamente delusa da questa mancanza di serietà, ma credo si possa ancora porre rimedio. In caso contrario temo che non metterò mai più piede alla Fiera del Levante, e mi impegno a convincere altri a fare altrettanto.

      Grazie dell’attenzione
      Cordiali saluti
      Maria Alessia Nanna

      • Ciao,
        non vorrei sbagliare, ma credo sia anche illegale vendere cuccioli con meno di 60 giorni.
        Art. 2 dell’Ordinanza del 6 agosto 2008 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali.
        1. E’ vietata la vendita di cani di eta’ inferiore ai due mesi,
        nonche’ di cani non identificati e registrati in conformita’ alla
        presente ordinanza.

        Qui l’ordinanza completa: http://www.dogscitypark.it/assets/normative_04.pdf

        • Credo che il problema sia dimostrarlo… non me ne intendo, ma mi dicono che anche per un veterinario può essere difficile capire se hanno tre, due mesi o meno. Anche perché, checché ne dicono, questi non sono cani di razza, quindi non puoi neppure fare affidamento sulle medie di una determinata razza. Loro dicono “chihuahua”, ma potrebbero essere stati incrociati con dei cani un po’ più grossi per irrobustirli.
          Comunque non sapevo di quest’ordinanza, grazie mille. Solo non capisco perché due mesi quando tutti gli allevatori dicono che prima dei 90 giorni non dovrebbero essere separati dalla madre.

          • Precisazione: quei cuccioli devono almeno 4 mesi per entrare in Italia. L’antirabbica, vaccinazione essenziale per legge, può essere eseguita solo a partire dal 3° mese di età, dopodiché devono trascorrere 21 giorni prima che il cucciolo sia movimentabile. Ne consegue che tutti quei cuccioli hanno una vaccinazione o falsa o comunque non efficace.

            Purtroppo, lo stabilire l’età attraverso la dentatura non è considerato probante (già provato a far partire denunce quando ci arrivano certi cuccioli che 4 mesi li vedono col binocolo) soprattutto nei cani ‘toy’ dove la crescita è comunque ‘contenuta’ (se non casi particolarmente eclatanti: hai voglia a spiegare che un alano di due mesi scarsi ne ha in realtà quattro, attaccandoti solo ai denti!).

            In questi casi se non ci si mettono di traverso Striscia la Notizia e compagnia purtroppo i controllori latitano!

  9. Non sopporto più queste cose. E comunque se la gente la smettesse di volere il cucciolo di razza a tutti i costi, questo commercio si indebolirebbe. La frase più comune che sento dire: “Mia figlia lo vuole, ma noi più di questo non possiamo spendere, che fai, non glielo compri??”.
    NO signora, che non glielo compra. Ai bambini si può spiegare tranquillamente che un animale non è un pupazzo, che lo si può adottare senza sceglierlo nel dettaglio come all’outlet. E se volete per forza il cane di razza, bè’, allora fate come chi vuole una buona macchina, andate da un vero allevatore, competente e serio, e fate un investimento. Un investimento sulla felicità, sulla salute del cucciolo, una mossa politica contro star gente che svende vite e promuove violenza e malattie. ma l’avete visti ‘sti cuccioli alle fiere?? Ma dove avete gli occhi? Chi compra animali così, come al discount, non usa il cervello, né il cuore.

  10. per chi vuole cuccioli dicesi di razza( che poi la razza è nei loro occhi )…ce ne stanno a centinaia Gratis nei canili,abbandonati che aspettano …logicamente l essere deve avere un cuore..e sicuramente non ha bisogno di leggere questo mio commento

  11. E’ veramente assurdo che non si riesca a fare qualcosa e che questi cuccioli vengano ancora trattati come merce. Comunque in un centro commerciale in provincia di Napoli c’è un negozio che vende cuccioli (di razza e non) da una vita ormai e i cuccioli sono tenuti nelle gabbie per roditori o in vasche di plastica (tenute aperte) a terra all’entrata del negozio in balia di bambini e adulti poco rispettosi e nessuno fa niente perchè la legge lo consente.
    Inoltre, quello che mi spaventa sono post come questo https://scontent-a-mxp.xx.fbcdn.net/hphotos-xap1/v/t1.0-9/10393753_10203964904274454_27446653503486983_n.jpg?oh=e2d278d5bfb842d70edf919892c2fde2&oe=54CD3800 che dicono alla gente di “salvare” questi cuccioli comprandoli. E’ davvero assurdo…

  12. Il negozio da dove viene Sif tiene i cuccioli in teche di vetro illuminate da neon, ed invita i genitori a “portare i bambini a vedere gli animali” (sul loro volantino pubblicitario si definiscono “un piccolo zoo”), sperando che qualche marmocchio pianti la scenata e si faccia comprare il cagnetto-gattino. Un’amica che abita lì intorno mi giura di aver visto entrare una bimba con in braccio un cucciolo malato…e di averla vista uscire mezz’ora dopo con un cucciolo diverso. Questa roba tira fuori il peggio che è in me, e mi fa perdere quel poco di fiducia nel genere umano che mi rimane.

  13. Sono d’accordo con voi su tutto tranne su una cosa…tutti siamo liberi di comprare ciò che vogliamo ciò che più ci piace,non trovo giusto criticare chi compra il cane di razza,la cosa importante e’ tenerlo bene è amarlo come un membro della propria famiglia!!!

    • Fabio, non si mette in dubbio che chi desideri davvero il cane di una determinata razza (non di razza in generale, perché non è che una razza vale l’altra) ha il diritto di di prenderlo, ma ha il dovere di farlo rivolgendosi ad un allevatore serio e competente. E il fatto che così spenda di più di quello che farebbe in fiera e’ dovuto al fatto che l’allevamento serio ha dei costi alti, ma da anche delle garanzie. Garanzie che il cucciolo sia sano al 100% non può dartele nessuno, avrai però la garanzia che i genitori siano sani e che sia stato svezzato e allevato nel rispetto della sua natura e delle sue esigenze. E comunque, se all’allevatore sano può succedere che il 2-3% dei cuccioli nasca con qualche problema di salute, i cuccioli che trovi in fiera e nei negozi avranno tutti un bel repertorio di problemi. E lo dico da persona che ha sempre avuto pastori tedeschi ma che, ancora completamente ignorante in materia, ha preso il cane che più ha amato e dal quale ha imparato più cose (anche da quali esseri non si devono acquistare cani e cosa bisogna esigere da un allevatore) proprio da un cagnaro doc. Un cane che mi ha lasciato troppo presto, con il quale ho scoperto cos’è la vera cinofilia, ma che da subito si è portato dietro una serie di problemi che hanno richiesto davvero molto tempo, dedizione e soldi per essere risolti. I cuccioli in fiera e nei negozi, in saldo, non si comprano. Dobbiamo essere esigenti per il nostro cane e chiedere solo il meglio per lui, e se davvero vogliamo un cane di una certa razza ma non possiamo permettercelo adesso aspettiamo, risparmiamo, e quando riusciamo andiamo a comprarlo da una persona seria. E basta comprare cani ai figli perché rompono le palle ai genitori, e’ il genitore l’adulto che decide, mica il marmocchio viziato e rompiballe, e il cane non e’ un peluche che quando il bambino si è stancato lo butta sotto il letto e non ci pensa più, tutta la responsabilità che comporta cade sulle spalle dei genitori.

  14. nessuno è contro gli allevamenti seri…il mio cane l’ho preso dal canile ma non è per questo che questa situazione è da denuncia….il discorso è riferito ai canifici (perchè è difficile che per vendere cuccioli di tutte le razze li allevi tu) ai cani dell’est perchè difficilmente gli allevamenti seri fanno svendite e alla detenzione di cuccioli piccolissimi in microspazi, in quel caos, in quelle condizioni stressanti da ogni punto di vista. Lav e Enpa hanno provveduto ad agire con mezzi e insedi opportune. Io sono di Bari e so che la fiera era in crisi …gli animali attraggono gente e sicuramente non hanno posto vincoli seri all’esposizione

  15. ….i cuccioli stavano li perché c’è gente che per risparmiare e avere cuccioli di razza se ne fregano di come vengono trattati…..poi magari con altrettanta leggerezza decidono di buttarlo in canile…è una questione di civiltà cultura intelligenza e educazione. Non capisco cosa c’entri renzi…non mi risulta abbia promesso di fare miracoli così miracolosi…anche se in questo caso servirebbe della selezione naturale…altro che miracolo.

  16. Vorrei far presente che non sono solo i cani a soffrire lo stress che state raccontando…e vorrei ricordarvi che in fiera vengono venduti anche conigli, porcellini D’ India cincilla ecc ovvero animali che molto più dei cani soffrono in quelle situazioni essendo naturalmente prede..non è giusto che vi indigniate solo per i cani; bisognerebbe farvi capire, voi presunti animalisti che bisogna lottare per tutti gli animali, anche per quelli meno famosi e meno costosi! ..perché se una persona che compra un cane sà bene o male le loro abitudini e spazi e a chi rivolgersi in caso di malattia, mentre una persona che compra una cavia o un cincillà non conosce spesso le abitudini e l’ alimentazione per cui si rivolge a chi glielo vende e molto spesso succede che neanche i venditori sappiano dare i giusti consigli per il benessere di tutti gli altri animali che vendono…c è bisogno di un cambio di cultura…ci si indigna molto spesso per i cani ma nessuno se ne frega niente per altri esseri che comunque hanno bisogno di rispetto e che nessuno vuole difendere…NON comprate nessun animale dalle fiere, nemmeno pesci rossi, perché si alimenta un commercio sporco che nasconde tanta sofferenza…e io ne so qualcosa. Cordiali saluti.

    • Francesco, sono perfettamente d’accordo, ma questo sito si chiama “Ti presento il cane” ed è per questo che parliamo di cani. Ciò non toglie che NON si debba MAI comprare nessun animale in una fiera (e neppure in negozio, se è per questo).

  17. HO SCRITTO LORO UNA LETTERA:

    Quella fiera + un abominio. non c’è alcuna ragione x esporre animali vivi a condizioni tanto stressanti e innaturali (per di + favorendo il commercio da parte di commercianti che importano animali ai limiti della legalità o illegalmente con gravissimi rischi anche x la diffusione di malattie virali che possono causare epidemie anche mortali incontrollate fra gli animali nostrani non abituati a tali virus ne vaccinati verso tali varianti “esotiche” degli stessi)..oggi ci si indigna per un collare a punte non aguzze e si è reso illegale tagliare le orecchie, ma una roba del genere + molto peggio di un orecchio amputato o di un collare punitivo (e lo dico pur ritenendo nella maggior parte dei casi irragionevoli le amputazioni estetiche e le metodologie di addestramento basate sul dolore)..

    Nelle prossime edizioni della fiera evitate di ospitare rivenditori con animali vivi, per una questione di etica e buon gusto (magari ospitate una gara di agility, o una dimostrazione fatta dalla polizia o dalla protezione civile ecc al suo posto, sarebbe una cosa bella ed educativa ed etica, e cedo vi porterebbe molto pubblico per vedere le esibizioni, soprattutto famiglie).

    Saluti.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.