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Caro Diario… (14)

musolungodi VALERIA ROSSI – 9 ottobre 2014, ore 10,30
Caro Diario, è un po’ che non ti aggiorno, ma purtroppo il lavoro mi porta spesso in giro per l’Italia e Samba resta con il figlio-dog sitter, quindi non seguo i suoi progressi con la puntualità che vorrei.
La cucciola (comincia a sembrarmi un po’ strano definirla così, viste le dimensioni sempre più ragguardevoli: ma ha compiuto sei mesi tre giorni fa, quindi è ancora “cucciola” a pieno titolo) mi cresce sotto il naso ed io continuo a pensare che sono indietro nell’addestramento (senza contare che pure l’educazione potrebbe andare meglio: specie la parte in cui zompa in testa a qualsiasi umano incontri sul suo cammino, pretendendo di leccarlo tutto), che non sto abbastanza con lei, che non riesco a dedicarle tutto il tempo che vorrei e tutte le paranoie classiche da Sciuramaria (nonché da Sciuraddestratrice).
Purtroppo la vita non è fatta di soli cani… o meglio, la mia sì, però per la maggior parte è fatta di cani altrui e non dei miei: quindi bisogna rassegnarsi ai compromessi e fare quel che si può.
Me lo dico, me lo ripeto e mi faccio ugualmente le pare.
Anche verso la Bisturi mi sento un po’ in colpa. Certo, essendo vecchietta, lei non ha più bisogno di educazione-addestramento eccetera: ma a volte mi illudo che avrebbe più bisogno di me in quanto sua umana. Qualche coccola in più, qualche attenzione in più.
Sì, ho detto proprio “mi illudo”: perché poi le guardo tutte e due, le canesse, e mi rendo conto che alla fin fine, di tutte le mie paranoie, loro se ne impippano alla grande.
Hanno la reciproca compagnia; hanno costantemente il figlio a disposizione (nel senso del figlio “mio”, non loro) e tutto sommato hanno abbastanza pure me; hanno pappa, nanna, uscite, corse e giochi.
Cani infelici, proprio non lo sono.
Diciamo che tutto sommato a volte mi farebbe quasi piacere vedere che si dispiacciono quando preparo la valigia. Invece gli sguardi e i fumetti sopra la testa sono chiarissimi: “Ah, te ne rivai? Ciao”.
Fine.
In compenso sono felicissime quando torno: questo sì. Ed entrambe lo dimostrano con grandi salti e zampate, solo che la Bisturi al massimo mi arriva all’inguine (e visto che fortunatamente sono femmina, grandi danni non ne fa): Samba, invece, al mio ultimo rientro mi ha praticamente staccato mezzo naso con una piedata… e ancora è ben lungi dall’aver finito di crescere.
Ho davanti un futuro impegnativo, e lo dico a chiunque stia pensando di prendersi un cane: i cani grandi sono appunto grandi.
Sembra lapalissiano, ma… non si lapassileggia mai abbastanza, quando invece si dovrebbe.
Cooomunque, prima di ripartire per un nuovo week end cinofilo, qualcosa posso raccontarti.
Soprattutto dei “rapporti interni” tra le belvacce, che stanno diventando – diciamolo – sempre più divertenti.
La parte più comica in realtà è rappresentata proprio dalla Bisturi, che non si capacita delle crescenti dimensioni di Samba e fa queste facce qui con questi fumetti qui:

noncistiamo

noncistiamo2
Alla Bisturi restano angolini di kennel, angolini di tappeto, angolini di tutto: d’accordo che lei è un cubetto e sta praticamente ovunque, ma le sue espressioni sono impagabili.
Ancora peggio vanno le cose quando Samba decide che si deve as-so-lu-ta-men-te giocare. Ogni tanto lo fa anche da sola (si fa per dire, visto che corre avanti e indietro a passo di elefante, facendo derapate che Loeb se le scorda e disturbando chiunque pensasse di riposare e/o dormire):

fugaorsetto
ma di solito cerca di coinvolgere qualcuno. E a quel qualcuno (umano o cane che sia) annuncia di voler giocare tirandogli direttamente i giocattoli in faccia. Che l’interlocutore (umano o cane che sia) sia ben disposto o meno, è ininfluente: lei continua a lanciarti giochini e ti prende per sfinimento.

giochiamo
Questa, in realtà, non è una cosa proprio nuovissima: è già un po’ che lo fa. La novità sta nel fatto che, essendo cresciuta, adesso fa un tiramolla un po’ particolare: ovvero, una volta “agganciata” la Bisturi al giochino di turno, se la traina in giro per tutta la stanza (e a volte per tutta la casa) con il kennel incorporato.

traino
Purtroppo le foto non rendono abbastanza bene l’idea: prima o poi – se ci riesco – faccio anche il video. Per adesso il video ce l’ho (grazie al figlio che sta pure a tavola col cellulare) della situation “pranzo con cani vicino al tavolo”.
Occorre spiegazione: Samba non ha mai ricevuto neppure una briciolina dal tavolo, ragion per cui non sa proprio che da lì potrebbero cadere cose interessanti: ciononostante sta lì vicino (o sotto il tavolo, o nei pressi), giusto per stare in compagnia degli umani. Al contrario, la Bisturi qualcosa ha ricevuto (e potrei salvarmi dicendo che è colpa della sua proprietaria precedente e che è successo solo a casa sua: invece no, è successo anche qui): quindi non solo sta nei pressi, ma è sempre tutta speranzosa e ottimista. E quando un cane è speranzoso e ottimista, che cosa fa? Scodinzola!
Il risultato è quello che si può vedere qui sotto (prego notare per quanto tempo Samba si lascia schiaffeggiare a codate prima di spostarsi: quando si dice la tempra, eh?):

bassethoundChe altro ti racconto, caro diario?
Be’, per esempio posso dirti che attualmente Samba cerco di guardarla con gli occhi dell’amore e non con l’occhio cinotecnico: perché in questo momento è brutta, ma brutta da far paura.
E’ di nuovo cresciuta in lunghezza e non in altezza (né in larghezza): anzi, a dire il vero un po’ è cresciuta, però più dietro che davanti: quindi ha il culo più alto della testa. In più la testa non sta affatto al passo con il resto del corpo.

piedoneIl risultato è un misto tra un levriero (larghezza) e un bassethound (rapporto altezza/lunghezza), con una testina da chihuahua e piedi da ippopotamo.
E ovviamente, in questo momento di massimo splendore, la sua allevatrice che fa? Me la iscrive a un’expo internazionale.
Ora, d’accordo che sarà in classe Juniores e che gli juniores son brutti per definizione, essendo cuccioloni… ma a tutto c’è un limite. L’unica consolazione sta nel fatto che l’expo sia tra un mese: si può sperare che ‘sta roba inguardabile si armonizzi un po’.
Nel frattempo la cosa inguardabile ha scoperto il divano. Non è che prima non sapesse che c’era: è che non arrivava a salirci sopra, mentre adesso sale e scende con la massima nonchalance. Inizialmente ci saliva di straforo, quando nessuno la vedeva, e quando arrivava un umano faceva la faccia da “ops, mi hanno beccato!”

samba14_aper
Una volta assodato che sul divano ci si può stare, e che nessuno la caccia via (tanto più zozzo di così non diventa), la spudoratezza è diventata globale.

divanoronf
Ma andiamo oltre, e parliamo di soldi.
Sì, perché un’altra cosa lapalissiana-ma-forse-non-abbastanza-lapalissiana è che i cani grossi costano più di quelli piccoli.
Ma va’?!? , dirai tu.
Eh, d’accordo… ma guarda che non è solo una questione di cibo, come potrebbe sembrare. Che mangino di più è piuttosto ovvio, anche se Samba tutto sommato non è neppure un’idrovora (lo sarebbe di più la Bisturi, se non fosse costantemente a dieta): ma è tutto il resto che procura tragici salassi a cui non si pensa quasi mai.

ossettoPer esempio: giochini, ossetti, bastoncini per pulire i denti e tutte quelle robine lì. Alla Bisturi un ossetto dura mezza giornata, a Samba dieci secondi (almeno da quando abbiamo i denti nuovi… e che denti!).
Dopodiché, che fai? Se non gliene dai un altro, giustamente lei si attacca a cose proibite: quindi o gliene dai un altro piccolo (altri dieci secondi), oppure ne compri uno grosso. E quelli grossi costano carissimi, se si fa il rapporto spesa/durata.
Allora ieri m’è venuta l’illuminazione: ho chiesto alla mia spacciatrice ufficiale di giochini di darmi “l’ossetto più duro che aveva in negozio”.
Eccolo lì, è quello nella foto a sinistra. Come si può vedere, dopo un’intera giornata passata in bocca alla canesse è ancora pressoché intonso… ma il motivo è molto semplice: è di ghisa. O di acciaio inox, non so.
E non era quello che volevo?
NO! Perché le canesse (specialmente una), quando hanno l’ossetto a disposizione, non si limitano a rosicchiarlo ma lo lanciano anche in aria, lo lasciano cadere, insomma ci giocano. E questo, ogni volta che cade a terra, fa CLANGGGG!!! come se si lasciasse cadere una ciotola, o qualcosa di altrettanto duro e metallico.
Avendo avuto la pensata geniale di lasciarlo a Samba di notte, mi son dovuta fiondare giù dal letto e recuperarlo prima che arrivassero i vicini di sotto col kalashnikov.

kennelvecchioInfine, il kennel: in quello che fino a ieri la conteneva egregiamente in macchina, Samba non ci stava quasi più. Per carità, se si sdraiasse ci starebbe ancora comoda, o quasi: però lei viaggia da seduta, forse perché non è ancora del tutto convinta che spostarsi in auto sia una cosa intelligente. Non è proprio che patisca la macchina, almeno non nei viaggi brevi: non ha più vomitato dopo il disastro del viaggio a Savona… però una sbavatina di rappresentanza se la fa anche se percorriamo venti metri. E non ha ancora capito che se stesse sdraiata, probabilmente, il viaggio le sarebbe più agevole.
Sta di fatto che di fronte a ‘sta faccia da “non lo vedi come sono compressa? Non lo vedi che stai maltrattando un cane?”, e al fatto che si sedesse tutta storta come si può vedere nella foto a destra, ho accattato il kennel più grande che potesse entrare nella mia macchina.
Adesso abbiamo il kennel a due piazze, in cui stanno larghe e comode (anche da sedute) sia Samba che Bisturi: l’unico problema è che posteriormente non vedo più una mazza e devo fare qualsiasi manovra basandomi solo sugli specchietti… ma vabbe’, si può sopravvivere. Un po’ più dura è sopravvivere al salasso economico, visto che ‘sti kennel costano una fucilata: un’altra cosetta da ricordare se si decide di prendersi un cagnone (o futuro tale).
La grandezza del trasportino non impedisce a nessuna delle due di fare facce da cane ENPA, ma mo’ si arrangiano, eh: anche perché più grossi di così non so neppure se ne esistano.

kennelnuovo
Ah… naturalmente il vecchio kennel l’ho piazzato in casa (tanto, uno più uno meno… con questi siamo arrivati a quattro kennel in un appartamento che tutto si può definire, tranne che “grande”): e le canesse, appena arrivate a casa, ci si sono infilate dentro in due e hanno dormito beate – e presumibilmente comodissime – per sei ore di fila.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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