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Qual è il miglior cane da guardia?

di VALERIA ROSSI – Me lo chiedono in molti: qual è il miglior cane da guardia? Qual è il miglior cane da difesa? Qual è il miglior cane da compagnia?
La risposta è sempre difficile, perché bisognerebbe conoscere ogni volta le famiglia, la “location” in cui il cane andrà a vivere, l’esperienza e le aspettative dei futuri proprietari e così via.
Premesso, quindi, che non posso certo dare una risposta “mirata” per tutti, proverò a fornire qualche informazione generale, sperando che possa essere ugualmente utile a chi si sta ponendo questi quesiti: e inizio proprio con i cani da guardia, perché è proprio su questi che mi si chiedono più spesso consigli.
Ovviamente queste informazioni vanno intese come “punti di vista di Valeria Rossi” e non certo come verità assolute: qualcuno sicuramente la penserà in modo drasticamente diverso dal mio.
Però… io la vedo così:

Ca de bou
Ca de bou

a) i “veri” cani da guardia, ovvero quelli selezionati esclusivamente a questo scopo, non sono poi moltissimi: quasi sempre il cane capace di fare la guardia alla casa e alla famiglia è un cane che inizialmente aveva il compito di custodire le greggi o il bestiame, oppure era stato selezionato per altri compiti di utilità come la caccia o la difesa personale.
Tra le razze riconosciute FCI i veri e propri “cani da guardia” (esclusivamente o prioritariamente tali) sono cane corso e mastino napoletano, dogue de bordeaux, fila brasileiro, mastiff e bullmastiff, tibetan mastiff, schnauzer medio e alcune razze praticamente sconosciute in Italia, come il broholmer, il ca de bou (perro dogo maillorquin), il cane dell’atlas, il rafeiro do alentejo.

Pastore del Caucaso
Pastore del Caucaso

Nonostante questo, i più efficaci cani da guardia sono considerati in realtà i cosiddetti cani da guardianìa, nati per proteggere greggi o mandrie dall’attacco dei predatori (lupi, orsi…) e ovviamente dai ladri a due zampe: tra questi brillano i pastori russi (pastore del Caucaso, dell’Asia centrale e della Russia meridionale), il nostro maremmano-abruzzese, il Ciobanesc Romanesc de Bucovina ed alcuni altri, quasi tutti “cagnoni” di grande mole e grande temperamento.

Ciobanesc
Ciobanesc romanesc de bucovina

Questo significa anche che non si tratta di cani adatti ai neofiti; e li sconsiglierei anche a chi non ha mai avuto cani simili, perché se le precedenti esperienze cinofile hanno visto protagonisti cani da difesa, o pastori da conduzione, ci si potrebbe trovare in seria difficoltà con queste razze totalmente diverse da quelle a cui siamo abituati.
Tra i cani da caccia quello con maggiori attitudini alla guardia è sicuramente il dogo argentino, anch’esso non proprio facile per chi non è avvezzo alle razze “toste”.
Ovviamente, come sempre accade, informandosi ed appoggiandosi a persone esperte chiunque può imparare a gestire nel modo migliore qualsiasi cane: però occorrono molto tempo e molto impegno. Se non ne abbiamo a disposizione, meglio rivolgersi a razze meno complicate.

Boerboer
Boerboer

Oltre ai cani sopracitati ci sono poi tutte quelli non riconosciuti dall’FCI (dogo sardo, boerboel, american bulldog, bandog…) ricercati da molti italiani che ci tengono ad avere il cane “particolare”: ma bisogna fare molta attenzione, perché trattandosi di cani senza documenti ufficiali, o con soli documenti stranieri, è facilissimo vedersi rifilare dei clamorosi meticcioni spacciati per razze rare.
Una nota sui terrier di tipo bull, in particolare sul pit bull e sull’amstaff: questi non sono cani da guardia (e neppure da difesa) perché sono stati selezionati per avere la minima aggressività possibile nei confronti dell’uomo. Il fatto che molti cerchino “il pit bull da guardia” significa che in Italia non si è ancora capito un accidenti su queste razze;
b) poiché siamo nel 2014 e non nell’800, il concetto di “cane da guardia” deve essere adattato ai tempi moderni.
Non è proprio più concepibile l’idea di lasciare il cane in giardino pensando che basti a dissuadere eventuali malintenzionati: con i mezzi che ha oggi a disposizione la criminalità, eliminare un cane è diventato un giochetto da ragazzi.
Il cane da guardia,  a mio avviso, ha senso solo se sta dentro casa, cosicché possa abbaiare avvisando i proprietari che qualcuno sta tentando di entrare, ma senza essere facile preda di spray, polpette, consegni elettronici e tutto quanto può essere utilizzato agevolmente in giardino, ma non altrettanto attraverso una porta.

Pastore maremmano-abruzzese
Pastore maremmano-abruzzese

Problema collaterale: i grandi guardiani hanno bisogno di ampi spazi e solitamente non amano vivere in appartamento (anzi, spesso si stressano). Quindi una cosa esclude l’altra: o si sceglie un cane da guardianìa o si tiene il cane dentro casa. Personalmente, per i motivi appena esposti, preferisco il cane in casa e quindi, se dovessi prendermi un guardiano, mi orienterei verso i cani da difesa (dobermann, riesenschnauzer, rottweiler) o verso uno dei pastori da conduzione con buona predisposizione alla guardia (pastore tedesco, beauceron, briard e molti altri).
Tra i cani da difesa ho escluso il boxer perché ritengo che possa essere un validissimo avvisatore… ma come “guardia armata” spesso lascia a desiderare a causa del suo eccessivo amore verso tutti gli umani. Il boxer è un eccellente difensore della persona, ma non altrettanto del territorio (o meglio: alcuni soggetti lo sono, ma è impossibile prevederlo quando si prende un cucciolo);

Mastino napoletano
Mastino napoletano

c) i cani da guardianìa e molti grandi molossi non si limitano ad avvisare, ma sanno passare anche alle vie di fatto (e che vie di fatto!): ma siamo davvero sicuri di volere un cane capace di sbranare l’eventuale intruso?
A parte il fatto che l’intruso potrebbe essere soltanto un ragazzino in vena di bravate, ricordiamo che la legge italiana purtroppo tutela quasi più il delinquente della vittima: e anche se il nostro cane ferisse seriamente (o  addirittura ammazzasse), un vero ladro, lui o la sua famiglia ci farebbero sicuramente causa e a passare i peggiori guai saremmo quasi sicuramente noi.
Purtroppo ci sono già stati fin troppi casi in cui la vittima ha finito per diventare colpevole agli occhi della legge: quindi, prima di volere davvero un cane killer, bisognerebbe pensarci almeno cento volte.
Non si può pretendere che un cane distingua l’intruso “buono” (amico in visita, bambino che scavalca il cancello per riprendersi il pallone e così via) dall’intruso “cattivo”: questa selezione dobbiamo farla noi.

Rottweiler
Rottweiler

Il cane ha il compito di avvisare che “qualcuno” è entrato o sta tentando di entrare nella nostra proprietà: se poi lo si debba fermare (e magari mordere) oppure lasciarlo entrare, deve deciderlo l’umano.
Un cane da guardia che abbia ancora un senso nella società moderna dovrebbe essere, a mio avviso, un buon avvisatore, che però attende sempre l’ordine del proprietario prima di assumere eventuali atteggiamenti aggressivi.
E in assenza del proprietario?
Se il cane sta dentro casa (d’altro canto… temete che vi portino via le rose e le sedie da giardino, oppure che entrino a fregarvi i gioielli?) e fa BAU con un bel vocione tonante, nove volte su dieci l’effetto deterrente sarà sufficiente a far fare dietro front ai ladruncoli da strapazzo: quanto ai professionisti, purtroppo non c’è cane al mondo che possa fermarli.
Non li fermano neppure i sistemi d’allarme più sofisticati, figuriamoci se si lasciano bloccare da un cane.

pastore_tedesco
Pastore tedesco

Per fortuna i professionisti non prendono di mira le case della gente “normale”, ma solo quelle dei benestanti, anzi dei benissimo stanti… che di solito hanno sistemi di difesa adeguati al loro status: e di questi sistemi possono anche far parte uno o più cani (solitamente “più”), ma non certo da soli.
Le case delle persone normali vengono invece prese di mira proprio dai ladruncoli, che ormai sanno tutti come mettere fuori combattimento un cane in giardino… ma non sono altrettanto preparati a neutralizzarne uno che li aspetta dietro a una porta chiusa;
d) molte persone in procinto di scegliere un cane da guardia si chiedono se non sarà pericoloso per i bambini, o per altri animali già presenti in casa (soprattutto gatti). La risposta è: assolutamente NO, purché il cane venga inserito nei dovuti modi, “presentandogli” a dovere gli altri membri della famiglia (a due o quattro zampe che siano) e purché il cane viva davvero in famiglia e non ai margini della stessa. Per questi cani tutti i membri del suo branco sono sacri e vanno difesi a costo della vita. Certo, se il cane lo releghiamo in giardino o in un recinto, e non ha mai modo di interagire con nessuno… allora le cose cambiano e possono succedere gli incidenti. La cosa peggiora drasticamente se  il cane, oltre a vivere isolato dal suo branco, non viene neppure socializzato.
Purtroppo anche qualche allevatore suggerisce di non socializzare i cuccioli (anche se fortunatamente consiglia di farli interagire con i bambini di casa: almeno quello…): ma questo significa disconoscere la pura e semplice essenza del cane e le sue esigenze etologiche, che sono quelle di un animale sociale. Il cane da guardia non socializzato è una macchina da guerra pericolosissima che forse poteva essere accettabile cent’anni fa, ma non è neppure più concepibile in una realtà come quella attuale;

Rafeiro do alentejo
Rafeiro do alentejo

e) visto tutto ciò che sappiamo oggi sul cane, che non può più essere considerato un “oggetto utile” ma che dev’essere rispettato come l’animale senziente, intelligente e sensibile che è… il cane preso “solo” per la guardia non dovrebbe neppure più esistere.
Il cane dev’essere un membro della famiglia a tutti gli effetti, che all’occorrenza può anche saper difendere noi e le nostre proprietà: ma la sua vita, la sua sicurezza e il rispetto per le sue esigenze devono venire al di sopra di qualsiasi considerazione utilitaristica.
Per questo, a chi ha “solo” l’esigenza di sentirsi al sicuro, consiglio un buon sistema di allarme (che  costa decisamente meno di un cane di grossa taglia, se non altro perché l’allarme non mangia e non va mai dal veterinario).
Un cane… è un’altra cosa!

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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